Vittorio Sgarbi … quasi quasi si dimette

Ha usato, insieme al vice sindaco di Salemi, un’auto di proprietà del Comune, pagando la benzina di tasca propria, per prelevare e accompagnare alcuni giornalisti in aeroporto. Ora la Gdf indaga su quanto accaduto nel comune di Salemi e sul comportamento del sindaco Vittorio Sgarbi, che minaccia le dimissioni. “Se per il lavoro di rinascita che ho fatto e faccio a Salemi con l’obiettivo di risollevarla dall’oblìo e dall’incuria in cui l’hanno tenuta i miei predecessori, debbo anche subire le indagini della Guardia di Finanza, mi dimetto in questo istante da sindaco“.

Lo dice Vittorio Sgarbi commentando una indagine della Guardia di Finanza che sta verificando le modalità di utilizzo di una vettura di proprietà del Comune. “Subire una indagine perché, con la benzina pagata per giunta di tasca propria dal vice sindaco, abbiamo prelevato e poi riaccompagnato all’aeroporto i giornalisti di quotidiani nazionali arrivati a Salemi per un convegno – spiega Sgarbi – e tra questi il responsabile delle pagine culturali del quotidiano La Repubblica, mi sembra semplicemente una vergogna che non posso tollerare. Invece di essere ringraziato, mi indagano”.

Nei giorni scorsi 3 agenti della Guardia di Finanza si sono recati al Comune per acquisire informazioni sulla vettura, su chi la guidava, sulle persone che vi sono salite sopra e per quali ragioni. Sempre nell’ambito della stressa indagine il vice sindaco Antonella Favuzza, che ha pagato di tasca propria il carburante, domattina sarà sentita dalla Guardia di Finanza.

da APCOM

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Gli ho dato le chiavi di quel paradiso

Quattro interpretazioni di “Albergo ad ore” una indimenticabile canzone originariamente in francese dal titolo “Les amants d’un jour” (testo: Claude Delécluse e Michèle Senlis, musica: Marguerite Monnot – 1956) scritta per l’interpretazione di Edith Piaf, inimitabile e irragiungibile.

Albergo ad ore

Io lavoro al bar
d’un albergo a ore
porto su il caffè
a chi fa l’amore.
Vanno su e giù
coppie tutte eguali,
non le vedo più
manco con gli occhiali…
Ma sono rimasto là come un cretino
vedendo quei due arrivare un mattino:
puliti, educati, sembravano finti
sembravano proprio due santi dipinti!
M’ han chiesto una stanza
gli ho fatto vedere
la meno schifosa,
la numero tre!
E ho messo nel letto i lenzuoli più nuovi
poi, come San Pietro,
gli ho dato le chiavi
gli ho dato le chiavi di quel paradiso
e ho chiuso la stanza, sul loro sorriso!
lo lavoro al bar
di un albergo a ore
porto su il caffè a chi fa l’amore.
Vanno su e giù
coppie tutte eguali
non le vedo più
manco con gli occhiali!
Ma sono rimasto là come un cretino
aprendo la porta
in quel grigio mattino,
se n’erano andati,
in silenzio perfetto,
lasciando soltanto i due corpi nel letto.
Lo so, che non c’entro, però non è giusto,
morire a vent’anni e poi, proprio qui!
Me li hanno incartati nei bianchi lenzuoli
e l’ultimo viaggio l’ han fatto da soli:
né fiori né gente, soltanto un furgone,
ma là dove stanno, staranno benone!
lo lavoro al bar
d’un albergo ad ore
porto su il caffè
a chi fa l’amore…
lo sarò un cretino
ma chissà perché
non mi va di dare a nessuno
la chiave del tre!

Il testo della versione italiana è di Herbert Pagani che dà qui la sua interpretazione

segue Gino Paoli

e non poteva mancare l’interpretazione di Ornella Vanoni

Do it yourself: la carta igienica

A Eco-Products 2009, Oriental Co., Ltd. ha presentato una macchina per il riciclaggio della carta rivoluzionaria, la White Goat, in grado di ricavare carta igienica dalla carta straccia anche per piccoli volumi di trasformazione. White Goat taglia, tritura, riduce in piccole parti, rimuove i corpi estranei, ed impasta la pasta di carta regolando la consistenza per la bisogna. Infine asciuga i fogli e li avvolge in rotoli di carta igienica automaticamente. La machina ha vinto il Monozukuri Nippon awards e Oriental Co. Ltd. la metterà in produzione a partire dall’estate 2010.

Qualcuno ha avanzato dubbi sulla effettiva utilità ai fini ecologici di tali forme di riciclaggio a piccola scala, in quanto il bilancio energetico, (consumo di acqua ed elettricità per il funzionamento della macchina) sotto un tot volume di produzione, nell’unità di tempo, rischierebbe di essere negativo.

Tuttavia è innegabile che ad una certa scala la macchinetta meriti un pensierino.

Il Video Reportage dalla Puglia di Zoro

Di Puglia e primarie, di Vendola, Boccia e D’Alema, di gente sola e in compagnia, di popolo e politica, di politica e popolo, di givani ed anziani, verso Sud, ripartendo da Sud.
Questo e molto altro nella quarantaseiesima puntata di Tolleranza Zoro, un video i due parti utile per dare l’idea del clima in Puglia alla vigilia delle Regionali 2010, dalle parti del centro sinistra.

Buona visione.

Nel frattempo la corsa a tre, Rocco Palese per il Pdl, Adriana Poli Bortone per l’Udc e Niki Vendola per il centro sinistra, dovrebbe favorire proprio l’uscente Vendola.

(mamma) Roma addio!

A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?

Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del “volemose bene e annamo avanti”, da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei “Sali e Tabacchi”, degli “Erbaggi e Frutta”, quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle…

Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell?anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione…

Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti…

Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini…

Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Romacaput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria, dell’Università di Roma, quella Roma sempre con il sole estate e inverno quella Roma che è meglio di Milano…

Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è una lira, quella Roma del “core de Roma”…

Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei “che c’hai una sigaretta?”, “imprestami cento lire”, quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma dimmerda! Mamma Roma: Addio!

…e poi ce so’ tornato!

Remo Remotti

Nasce a Roma nel 1924, rimane orfano di padre a 12 anni, si laurea in legge e si trasferisce in Perù dove scopre il mondo dell’arte frequentando corsi serali. Rientrato in Italia trova lavoro a Milano e nel 1960 si sposa con Maria Luisa Loy, sorella del regista Nanni Loy. Frequenta l’ambiente artistico milanese ed espone i suoi quadri in gallerie private. Nel 1968 si trasferisce in Germania, dove era già stato per qualche tempo nel 1964 come assistente di Emilio Vedova, e vi rimane fino al 1971.

Successivamente torna a vivere in Italia e inizia il suo lavoro nel mondo dello spettacolo con Marco Bellocchio, Renato Mambor, Rodolfo Roberti, Nanni Moretti, Carlo Mazzacurati, Egidio Erodico e altri. Ha scritto e messo in scena quattro suoi pezzi teatrali. Nel 2001 è tra gli interpreti della serie televisiva Casa famiglia. Inoltre, ha recitato in Stiamo bene insieme, Quei due sopra il Varano, I Cesaroni, Il Papa buono, Un medico in famiglia. Ha preso parte a numerosi cortometraggi ed è stato premiato due volte come migliore attore. La prima con il regista Claudio Proietti e la seconda al XV festival di Trevignano 2009. Dagli anni 2000 si cimenta in spettacoli dal vivo accompagnato da amici artisti quali Paolo Zanardi, Andrea Evangelisti e il presentatore Vladimiro.

da Wikipedia

Piemonte, Liguria, Lazio e Lombardia occhio ai sondaggi

Tra il 25 ed il 26 gennaio, con le posizioni e gli schieramenti maggiormente deliniati, sono stati pubblicati sul sito della Presidenza del Consiglio, dei sondaggi sugli orientamenti degli elettori in occasione delle prossime elezioni regionali in regioni, quali: Piemonte, Liguria, Lazio e Lombardia.

In Piemonte, un sondaggio dell’istituto Piepoli effettuato con tecnologia CATI tra il 14/01/2010e il 18/01/2010 su un campione di 800 casi assegna un 47,0 % di intenzioni di voti per l’uscente di centro-sinistra Mercedes Bresso contro il 45,0 % dello sfidante il leghista Cota. Un 8,0 % andrebbe agli altri candidati.

Mercedes Bresso si conferma con un livello di conoscenza e di fiducia più alto rispetto a Cota, grazie anche al giudizio positivo dei cittadini piemontesi nei confronti dell’operato della Giunta da Lei guidata

In termini di partiti, considerando le alleanze “sicure” al momento dell’effettuazione del sondaggio (cioè escludendo Rifondazione Comunista e Radicali dalla coalizione che sostiene Bresso), il Centro Destra risulta in vantaggio rispetto al Centro Sinistra (47 % contro 46 %).

La forbice tra i due candidati è tale da far ritenere la situazione ancora altamente incerta, la maggiore preoccupazione del campione è nettamente la disoccupazione/mancanza di lavoro con il 62% segue nettamente staccata la preoccupazione per i trasporti pubblici con il 6 %.

In Liguria un sondaggio de il Secolo XIX con tecnologia CATI su un campione di 2000 casi effettuato tra il 14/01/2010 e il 16/01/2010 dà il presidente uscente di centro-sinistra Claudio Burlando al 52,8 % contro il 47,2 % dello sfidante per il centro destra Sandro Biasotti.

Un margine abbastanza ampio da far ben sperare il centro sinistra nella riconferma del suo governatore.

Scarso in termini di attendibilità e quindi non da pubblicare, mi è sembrato il sondaggio ISPO effettuato tra il 13/01/2010 e il 15/01/2010 sul Lazio in quanto il campione di 1000 casi non era ristretto agli abitanti del Lazio, ma esteso alla popolazione italiana residente.

Sarebbe interessante sapere perchè una tale logica si ritiene abbia un minimo di senso dal punto di vista scientifico e se non siano prevalenti piuttosto le intenzioni di contribuire a determinare un qualche orientamento dell’elettorato.

Sempre sul Lazio con tecnologia CATI, con un campione di 1000 casi, tra il 21 e il 23 gennaio 2010, è stata effettuata una rilevazione da parte di CRESPI RICERCHE che dà la candidata di centro sinistra Emma Bonino al 40,5 % e la sfidante di centro destra Renata Polverini al 37,0 % e con un dato impressionante relativamente agli indecisi attestati al 20,7 %.

Estremamente incerta la situazione del Lazio e da seguire con attenzione.

Infine la Lombardia, dove un sondaggio di CRESPI RICERCHE effettuato tra il 15 e il 16 gennaio 2010 su un campione di 1000 casi sempre con tecnologia CATI conferma il fatto che non c’è partita tra il governatore uscente Roberto Formigoni per il centro destra dato al 63,1 % e Filippo Penati per il centro sinistra dato al 35,0 % nonostante una platea di indecisi attestata al 21,6 %.

Lo dice Eco … lo dice Sofri

Umberto Eco:

“Che figura da cioccolatai hanno fatto a Bari questi dirigenti del Pd…”, dice l’autore de Il nome della Rosa. “D’Alema non ne ha indovinata una da quarant’anni, si presenta come il più esperto di tutti, in realtà le ha sempre sbagliate tutte». Giudizio che arricchisce con un stoccata: «Non ne indovina una da quando non finì il corso di laurea alla Normale. Da lì è stato un susseguirsi di errori.

D’Alema, è convinto di essere uno stratega, in realtà ha distrutto tutto quello che ha toccato», e mentre lo dice Eco rotea un po’ nell’aria il bastone, quasi minaccioso. «Io ero tra quelli riuniti a Gargonza, e ricordo benissimo com’è andata la storia successiva. Checché ne dica, D’Alema ha grandi responsabilità anche nella caduta del governo di centrosinistra“.

dall’intervista a “La Stampa

Adriano Sofri:

“Le sconfitte prevedono una misura: qui non c’è stata partita. Qui, semplicemente, uno dei contendenti “non ci aveva capito niente”. E se invece ci aveva capito, e ci si è infilato lo stesso, occorre rivolgersi ai professionisti, ma della psicoanalisi o della vita monastica.

Se non si perderà il Lazio, sarà grazie alla speranza suscitata da una candidata come Emma Bonino che, qualunque opinione si abbia delle sue singole opinioni, non appartiene a quel modo di praticare la politica. Parliamo di candidati a presiedere regioni, Bonino e Vendola, che starebbero comunque al proprio posto in un Partito Democratico come quello che si era immaginato, e per il quale ancora a distanza di anni e di disinganni la gente si mette in fila d’inverno, a rimetterlo in carreggiata e dare una spinta.”

da “La Repubblica