Tra i grandi della terra non c’è Berlusconi !

Mani di Puglia

Schiaffo al figlio per strada a Stoccolma, arrestato
E’ successo a un consigliere comunale di Canosa, che ora e’ in ambasciata

30 agosto, 18:37

BARLETTA – Si trova nell’ambasciata italiana a Stoccolma Giovanni Colasante, consigliere comunale di Canosa di Puglia, nel nord Barese, arrestato il 23 agosto per avere, secondo l’accusa, picchiato in strada il figlio di 12 anni.

Colasante, che ha trascorso anche due notti e tre giorni in carcere ed e’ attualmente sottoposto alla misura dell’obbligo di firma, attende con la moglie il giorno del processo e della sentenza, fissato al 6 settembre.

”Sono sereni e Colasante e’ assistito da un mio collega svedese che l’ambasciata gli ha messo a disposizione” ha riferito l’avvocato del consigliere comunale, Giovanni Patruno.

”In Svezia vige un sistema diverso dal nostro – ha aggiunto – per questo e’ preferibile che sia seguito da un professionista del posto con il quale mi sono consultato e resto in costante contatto”.

Patruno, legale e amico, nonche’ collega a Palazzo di citta’ di Colasante, spiega anche quanto accaduto il 23 agosto in Svezia, poco prima che Colasante con i figli, il 12enne e uno piu’ piccolo, la moglie e due cognati con famiglie a seguito si imbarcassero, cosa non piu’ accaduta, per una crociera tra i fiordi norvegesi.

”Dovevano andare al ristorante ma il ragazzino era ostinato e si rifiutava di entrare – ha riferito Patruno – cosi’ suo padre lo ha rimproverato, certo con veemenza, magari gesticolando, come siamo soliti fare, a voce alta, ma Colasante non ha picchiato o preso a schiaffi il bambino”.

Patruno chiarisce anche come del presunto schiaffo abbiano saputo i poliziotti. ”C’erano li’ vicino due persone di nazionalita’ libica, hanno chiamato la polizia che erano nella zona e certo la mancanza reciproca di conoscenza della lingua ha fatto il resto, ma tutto questo, avendo anche sentito i testimoni italiani dell’accaduto, sembra davvero assurdo, esagerato”.

Il resto della comitiva, bambini compresi, e’ tornata oggi a Canosa di Puglia, ancora incredula. ”Siamo fiduciosi che tutto andra’ per il meglio – ha concluso Patruno – e certi che sara’ cosi’ perche’ non c’e’ stato alcun maltrattamento, ma solo un forte rimprovero di un padre a un figlio”.

da ANSA.it

Castellammare del Golfo, per fortuna che c’è Gioacchino

Come, Gioacchino chi ?
Disinformati !
Ma è lui il Gioacchino C. di Italia Futura, nato a Poggioreale in provincia di Trapani ed autoproclamatosi “Signore di Castellammare del Golfo” in Sicilia per nome e per conto dell’Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo.
In fondo poteva accadere di peggio, che so’, poteva accadere di ritrovarci come “Signore” un tizio nato fuori dalla Sicilia.

Gioacchino, vieni fuori, che è il tuo turno !

Chi è Gioacchino C.

Gioacchino C. & Italia Futura

Il Fatto Quotidiano dice che …

a Petrosino, al contrario che a Castellammare del Golfo, non sono disposti a cedere al “saccheggio delle spiagge nel nome del profitto e dello sviluppo”.
E per rafforzare il concetto cita il caso della Tonnara di Scopello.
Ma “Il Fatto” avrebbe potuto anche parlare del tentativo, per fortuna non andato in porto, e non certo per l’opposizione degli amministratori (i quali anzi, si erano fatti propagandisti, Sindaco in testa, dell’iniziativa), ma anche non certo per l’opposizione della popolazione locale, del tentativo, si diceva, della Servizi Globali Generali di Salami, quello coinvolto con il palermitano Agnello nel caso Penati di cementificazione della costa della “Conza”.

Tentativo di cementificazione

Tentativo di cementificazione

Tentativo di cementificazione con operazione di cosmesi verde

Tentativo di cementificazione con operazione di cosmesi verde

Torrazza, la spiaggia e il cemento Appello online, raccolta firme, gruppo su Facebook e blog. Si sono organizzati bene i cittadini del piccolo comune di Petrosino (Tp), per cercare di mantenere libera la vicina spiaggia di Torrazza. Si tratta nella di alcuni paradisiaci chilometri di litorale sabbioso che fino ad oggi sono stati accessibili a tutti. Una vera e propria oasi balneare, fiore all’occhiello del lembo più occidentale della Sicilia, che ha anche rilevanza ecologica. Per volontà dello stesso assessore regionale all’Ambiente Gianmaria Sparma infatti la spiaggia è diventata dallo scorso marzo una zona umida protetta di rilevanza internazionale ai sensi della “Convenzione Ramsar”, compresa nella Rete Natura 2000 per la conservazione degli habitat.

Adesso però sull’intera aerea incombe il pericolo della cementificazione. Nella zona infatti un lotto di circa 18 ettari (comprendente gran parte della spiaggia, delle splendide dune e della carreggiata) è stato acquistato dalla Roof Garden, società del costruttore Michele Licata. Già proprietaria di alcuni alberghi e ristoranti nei dintorni la Roof Garden ha presentato un progetto per realizzare un grande complesso balneare, collocando oltre 250 ombrelloni sulla splendida spiaggia frastagliata dalle dune. E malgrado i forti vincoli ambientali vigenti nella zona, gli enti preposti – assessorato regionale, consiglio comunale e sovrintendenza – hanno dato parere positivo, dopo un tortuoso iter.

“Torrazza è l’ultimo di una serie di tentativi di saccheggio delle spiagge nel nome del profitto e dello sviluppo. La promessa falsa di posti di lavoro non può giustificare uno scempio di tale portata – commenta il consigliere provinciale Ignazio Passalacqua – Dopo gli ecomostri degli anni 80 e gli ecoresort più recenti le nostre coste hanno subito un assalto all’arma bianca. Chiediamo alle istituzioni di salvaguardare quei pochi spazi ancora incontaminati e bellissimi come Torrazza, lo sviluppo e il profitto possono arrivare anche da una gestione più ambientalista di quel sito, come già avviene in tante aree protette in Italia e anche in Sicilia con l’Oasi di Vendicari”.

La situazione è in effetti spinosa. I progetti del costruttore Licata infatti rischiano non solo di sottrarre alla fruibilità dei cittadini la zona protetta (fatta salva una sottile striscia di spiaggia demaniale sulla battigia) ma rischiano di distruggere lo spazio incontaminato che sorge nei dintorni della spiaggia.

Lo scorso anno si era verificato un caso simile nelle vicinanze: a Castellammare del Golfo infatti i proprietari della storica tonnara di Scopello erano riusciti a farsi riconoscere il diritto a fare pagare i bagnanti che volevano sostare sulla famosa spiaggetta, set di importanti lavori cinematografici come Ocean’s twelve. Ma i cittadini di Petrosino al contrario non intendono rinunciare alla spiaggia di Torrazza. “Pensavamo che quell’area fosse protetta con la convenzione Ramsar, ci troviamo invece a combattere con uno tsunami che arriva dalla terra – racconta Gaspare Giacalone, uno dei promotori del comitato cittadino per salvare la spiaggia – I terreni attorno sono stati già spianati rimuovendo la vegetazione esistente e sono ora pronti per costruirci su. Ci chiediamo come sia stato possibile ottenere quelle concessioni e troviamo sorprendente che sulla vicenda ci sia stato un assordante silenzio da parte degli amministatori locali. Chiediamo che si intervenga urgentemente preservando la spiaggia innanzitutto, deve essere pubblica e non privata. Proprio per questo abbiamo iniziato a raccogliere le firme“.

E alla petizione per salvaguardare la spiaggia di Torrazza hanno aderito tra gli altri anche la giornalista Giuliana Sgrena, lo scrittore e politico Claudio Fava e l’ex sottosegretario all’Economia Paolo Cento.“.

da Il Fatto Quotidiano

A Castellammare Del Golfo sarà di nuovo PLAS il 9 e 10 settembre

Ridotto da 3 a 2 giorni (9 e 10 settembre), per ragioni di budget, torna per il 5° anno consecutivo, a Castellammare del Golfo, il PLAS
Cambierà anche la location della kermesse, che sarà quella della città cinquecentesca e del borgo del Castello, la parte antica del paese, la città murata ed il borgo del “caricatore” stretto tra due lembi di mare, piazze, ponti, stradine e scalinate, per un PLAS “Cinematografico”.

Il PLAS è organizzato da Zep Studio e Proloco, in collaborazione con l’associazione CICI, patrocinato dal comune di Castellammmare del Golfo e con il contributo della Banca Don Rizzo.

Porta ideale della manifestazione sarà il “Ponte della porta” già porta d’ingresso dalla campagna alla città murata rinascimentale.

Qui fino agli annni 50′ del secolo scorso un arco sovrastato da costruzioni immetteva al ponte e, attraversato questo, nella Via Puccini, già via dell’orologio in ragione della meridiana (orologio solare) che sovrastava l’arco.
Ora grazie al PLAS nella via Puccini imponenti installazioni proveranno a stupire i visitatori.

A Piazza Madrice invece sarà collocato il palco musicale, su cui si alterneranno eccellenti band Nazionali e Internazionali.

Piazza Re Federico, (l’ex Piazza d’armi) sarà l’Agorà naturale della manifestazione, nella quale gli artisti si esibiranno in performace che uniranno il cinema alla musica, all’arte ed alla danza.

Infine in piazza Castello, un mega schermo cinematografico e un elegante Platea ospiteranno le proiezioni del “CICI film festival” facente parte del progetto Gi.a.c.s. finanziato nell’ambito dell’ Accordo di Programma Quadro (APQ) Giovani protagonisti di sé e del territorio (Azioni 1,2 e 4), e sostenuto da Regione Sicilia – Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro – e Ministero della Gioventù, e gestito da Arcidonna, associazione Cici e comune di Salemi.

Quest’anno infatti sarà il cinema a far da padrone.

Dal 5 Settembre Castellammare ospiterà 10 giovani registi che esplorando il territorio realizzeranno i loro cortometraggi.

I 10 registi si confronteranno per aggiudicarsi il 2° premio “Gi.a.c.s.” del “CICI film festival” ospitato all’interno della manifestazione.

Di elevatissimo valore la giuria del concorso, che sarà presieduta da Enzo G. Castellari, tra i migliori registi italiani di film d’azione, (ha diretto film cult come: “La polizia incrimina, La legge assolve”, “Il cittadino si ribella”, “Keome”, “Il Grande racket”, e “Quel maledetto treno blindato”). Faranno inoltre parte della giuria Philippe Giangreco autore e sceneggiatore francese, (tra i suoi lavori più celebri “Il Missionario” (2009), regia di Roger De Lattre), Eduardo Rumolo, produttore, socio fondatore della Rossellini Film, e Laura Aprati giornalista, autrice televisiva, e produttrice di documentari tra cui Malitalia “storie di mafiosi eroi e cacciatori”.

Non mancherà l’ttenzione alle stradine, scalinate e ponti dell’agglomerato. La sorpresa sarà sempre dietro l’angolo con insolite proiezioni, angoli musicali e performace, che tenteranno di stupire i visitatori.

Una manifestazione tutta da scoprire, che nonostante il minor budget a disposizione tenterà di mantenere alta la qualità dell’offerta, così come accaduto negli anni precedenti.

Nei prossimi giorni forniremo ulteriori notizie e novità.

Quanti volessero sapere cosa è stato il PLAS negli anni precedenti possono saperlo visitando questa pagina

Cose da pazzi ?

Grande prova d’attore di Vincenzo Salemme nel film “Cose da pazzi” del 2005 diretto ed interpretato dallo stesso Salemme.

Il monologo finale della scena:

Felice: E che cosa devo fare, Signor Cocuzza? Devo denunciare tutti quelli che andavano in giro con i capelli lunghi e con l’eskimo? Erano milioni!! Sò scumparsè!

Cù chi m’ha pigliè?? Con quelli che mi impedivano di comprare i dischi di Lucio Battisti perché s’era sparsa la voce che FORSE era fascista? E io lo amavo… e mi vergognavo a dirlo!

Per lei è facile, Signor Cocuzza, insegnare ai suoi figli che l’essere umano è di natura cattiva! Che la gente parla e parla ma pò ogniune penza ‘e fatti suoje!

Io non potrei mai insegnare queste cose a mio figlio, non gli potrei mai insegnare che sul lavoro non deve guardare in faccia a nessuno se vuole andare avanti; che votare non serve a nessuno, solo ai politici che devono rubare; per voi è facile dire queste cose perché secondo voi adesso la gente sta bene: nessuno si muore più di fame!

E allora che cosa gli dovete insegnare ai vostri figli?? Sule strunzatè: che “Il fumo fa male”, che “Mangiamo troppo carne rossa”, che “Ogni anno a natale vengono distrutti troppi abeti”! E CHI SE NE FOTTE COCO’!!…

Voi non mi volete aiutare? E allora insegnatemi a vivere come voi: senza scrupoli e senza sensi di colpa!

Altrimenti mettetemi in un mondo dove non esistono zingari, negri, poveri, disperati! Un mondo dove non si sappia quanti bambini muoiono di fame ogni giorno, mentre noi mangiamo le primizie, abbiamo sei televisioni per famiglia, due macchine a testa!

Mandatemi qualcuno che mi dimostri che vivere in questa società è giusto altrimenti diventerò un delinquente! E si ricordi, signor Cocuzza che è un caso, solo un caso che siano cadute le mie regole e non le sue!

da Wikiquote

La trama:

Giuseppe Cocuzza (Maurizio Casagrande) è un funzionario statale che, tornato dalle ferie, si vede recapitare periodicamente, ogni 27 del mese, misteriosi pacchetti contenenti 50000 euro l’uno. La sua coscienza gli consiglierebbe di denunciare l’insolito fatto, ma le esigenze e i familiari lo spingono a tenere i soldi, soprattutto la moglie (Lidia Vitale), la figlia Giulietta (Federica Sbrenna), adolescente inquieta tentata dalle ricchezze dei compagni e la sorella Livia (Teresa Del Vecchio), sedotta e abbandonata da un trapezista dalle incerte origini spagnole, Fedor (Biagio Izzo), che, puntualmente si rifà vivo non appena saputa la notizia della comparsa delle misteriose somme. Tutto ciò alimenterà nel solerte e ligio funzionario timori e sospetti che gli renderanno la vita davvero difficile. Poi, un bel giorno, gli si presenta un tale che chiarisce la situazione: un certo Felice C. (Vincenzo Salemme), un comunista che tredici anni prima aveva fatto domanda di pensione all’impiegato Cocuzza per ottenere una pensione di invalidità “morale” causatagli dalla caduta del comunismo, che lo aveva privato degli ideali politici in cui aveva creduto fino a quel momento. Chiaramente la pensione gli era stata rifiutata. Felice era già stato a casa Cocuzza come finto ispettore dell’INPS, come postino e alle poste a “sorvegliare” la sorella di Giuseppe, Livia, nei panni di un cieco. Dopo tanto tempo ritorna dicendo a Cocuzza che aveva guadagnato quei soldi rubando ai barboni e a suo nonno (Carlo Croccolo), mandato a morire in un ospizio. Dopo un po’ Cocuzza scopre che in realtà il nonno di Felice è vivo e che quei soldi vengono in realtà dalla schedina che Giuseppe aveva dettato al nonno tredici anni prima, e che il nonno aveva giocato tutte le settimane fino all’anno prima, quando aveva vinto 12 miliardi di Lire. Felice C. riesce a scardinare le convinzioni di Giuseppe, così come era capitato a lui tempo prima.

da Wikipedia

America’s Cup di vela: a Napoli ci credono

Se il Corriere del Mezzogiorno, dopo avere titolato: “America’s Cup più vicina a Napoli senza l’esclusiva italiana“, subito si affretta a sottotitolare con un “Società Usa lascia aperta la porta a Venezia e Trapani“, tuttavia, stante i silenzi che continuano ad arrivare dalle stanza dei “potenti”, si fa per dire, della politica trapanese, appare legittimo l’ottimismo, pur ansioso e dubitativo, che sembra di cogliere sulle pagine e negli articoli della stampa napoletana.

Il massimo del dubbio e dello scetticismo si esprime sul blog di Marco De Marco, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, a partire da un post dal titolo: “Informazioni e trasparenza sulla Vuitton Cup? Si naviga a vista“. Il post è una critica alla (non) comunicazione messa in atto dalle istituzioni che si stanno muovendo per portare l’evento a Napoli. Ancor più interessante il dibattito innescatosi nei commenti, tra i quali può leggersene uno che potrebbe essere stato fatto anche se la vicenda avesse riguardato Trapani, e che vale la pena di riproporvi:

“Caro Direttore, alle sue considerazioni non può che rispondersi con una esclamazione secca: “elementare Watson!”. Eppure, qualcosa ancora sfugge. Le nostre istituzioni, strette tra l’esigenza di una normalità amministrativa (e di governo) e la ricerca dell’evento risolutivo per ridare credibilità al ruolo di questo territorio, sembrerebbero annaspare. E’ proprio così? Oppure, al vecchio sistema pattizio, dei cosiddetti “rapporti istituzionali”, se ne sta sostituendo un altro di competizione nella corresponsabilità, o, mutatis mutandis, di “divergenze parallele” tra la Regione, il Comune e, buona ultima, la Provincia? In ogni caso, quale che sia la risposta, dobbiamo augurarci tutti, che, nonostante le palesi approssimazioni, l’evento sia confermato e una qualche macchina “moltiplicatrice” si metta in moto. Anche in tempi di default. Un cordiale saluto, dal caldo-umido della città.”

L’edizione napoletana de “La Repubblica” in un pezzo di Carlo Franco dal titolo “Chiudere presto la trattativa che disastro una bocciatura” da voce a Sergio Maione, patron degli alberghi Vesuvio ed Excelsior, il quale particolarmente preoccupato, che la trattativa possa non andare in porto, afferma: “Per carità, fate presto a chiudere, non credo che gli americani siano disposti ad aspettare più di tanto i nostri comodi – ed ancora – il passaggio del circo mondiale della vela porta una forte ricaduta economica e turistica, ma, soprattutto, di immagine e Napoli dopo tanta munnezza ha bisogno di rientrare nel grande giro. Per assecondare la ripresa che si intravede”.

Nel campo degli ottimisti si schiera “Il Mattino” che titola: “Coppa America, pronti per la firma“, pur riferendo di un pressing degli americani per affrettare la firma: “NAPOLI – Pressing degli americani su Comune e Regione per definire il contratto e portare a Napoli l’America’s Cup. Da San Francisco arriva infatti la richiesta di fissare tempi certi per la firma anche perché sono tanti gli interventi da mettere in campo in vista delle World Series 2012-2013. “.

Ma sempre sull’onda dell’ottimismo “Il Mattino” conclude:

Una volta definiti gli aspetti contrattuali, il primo passo sarà la costituzione di una società di scopo a maggioranza pubblica che vedrà la partecipazione di Regione, Comune, Autorità portuale, Bagnolifutura e Unione Industriali (con una quota di garanzia). È probabile che nella partita possa entrare anche la Provincia: il presidente Luigi Cesaro si è infatti detto disponibile a collaborare, se necessario stanziando una quota di fondi.

Il compito della società sarà la gestione della kermesse dal punto di vista tecnico mentre per gli interventi urbanistici si seguiranno le indicazioni del Prg. Le regate si terranno nello specchio d’acqua tra Bagnoli e Pozzuoli fino alle isole del Golfo, Ischia e Capri: la colmata a mare sarà la piattaforma logistica da cui partiranno i catamarani da 22 metri con un’ala rigida. Il villaggio delle imbarcazioni sarà allestito in loco.

Tutte le opere saranno smontabili e rimovibili: l’evento non pregiudicherà, dunque, le scelte urbanistiche di Bagnoli, dov’è prevista la rimozione della colmata e il ripristino della linea originaria di costa. Per sfruttare l’effetto Coppa America, la Regione è pronta a varare un «piano Marshall» con l’obiettivo di cambiare radicalmente il volto di Napoli.

Il programma prevede investimenti pubblico-privati per oltre 3 miliardi di euro: accanto alla riqualificazione di Bagnoli si prevedono la riconversione di Napoli Est, il restyling del centro storico, il polo fieristico con la Mostra d’Oltremare, la valorizzazione del sito di Pompei e dell’Albergo dei Poveri, il completamento della metropolitana, le bonifiche ambientali e il rilancio del teatro San Carlo che potrà contare sulla collaborazione con il maestro Riccardo Muti.

Nel 2013, infine, il capoluogo partenopeo ospiterà il Forum delle Culture, che metterà in moto altri investimenti richiamando a Napoli 2 milioni di turisti provenienti da 100 città del mondo. “.

Galeotta fu la generosità dei fedeli !

Non ci posso credere !

Non ci posso credere !

“… un numero impressionante di sacerdoti travolti dallo scandalo, intercettati in tutta Italia, da Biella a Palermo.”

«Tutto è iniziato dalla storia che ho avuto con un prete», racconta l’uomo, «con il quale facevo sesso e che mi dava dei soldi di sua spontanea volontà. Da qual momento sono stato letteralmente preso d’assalto da decine di sacerdoti».

Sacerdoti che pagavano migliaia di euro per prestazioni sessuali delle varie vittime adescate in rete, soldi rastrellati dai fedeli, invocati per opere di carità e di aiuto e usati in questo modo. Lo documenta la risposta di uno dei preti ascoltato dagli investigatori che, alla domanda dove avesse trovato i settemila euro pagati per alcuni incontri particolari, ha risposto candidamente: «Non ho avuto gravi difficoltà economiche, grazie anche alla generosità dei fedeli che in questo periodo con la benedizione delle case hanno elargito grandi somme di denaro».

il resto sta tutto qui su “Libero” di oggi 18 agosto 2011,  giornale diretto da Maurizio Belpietro