Vittorio Sgarbi … quasi quasi si dimette

Ha usato, insieme al vice sindaco di Salemi, un’auto di proprietà del Comune, pagando la benzina di tasca propria, per prelevare e accompagnare alcuni giornalisti in aeroporto. Ora la Gdf indaga su quanto accaduto nel comune di Salemi e sul comportamento del sindaco Vittorio Sgarbi, che minaccia le dimissioni. “Se per il lavoro di rinascita che ho fatto e faccio a Salemi con l’obiettivo di risollevarla dall’oblìo e dall’incuria in cui l’hanno tenuta i miei predecessori, debbo anche subire le indagini della Guardia di Finanza, mi dimetto in questo istante da sindaco“.

Lo dice Vittorio Sgarbi commentando una indagine della Guardia di Finanza che sta verificando le modalità di utilizzo di una vettura di proprietà del Comune. “Subire una indagine perché, con la benzina pagata per giunta di tasca propria dal vice sindaco, abbiamo prelevato e poi riaccompagnato all’aeroporto i giornalisti di quotidiani nazionali arrivati a Salemi per un convegno – spiega Sgarbi – e tra questi il responsabile delle pagine culturali del quotidiano La Repubblica, mi sembra semplicemente una vergogna che non posso tollerare. Invece di essere ringraziato, mi indagano”.

Nei giorni scorsi 3 agenti della Guardia di Finanza si sono recati al Comune per acquisire informazioni sulla vettura, su chi la guidava, sulle persone che vi sono salite sopra e per quali ragioni. Sempre nell’ambito della stressa indagine il vice sindaco Antonella Favuzza, che ha pagato di tasca propria il carburante, domattina sarà sentita dalla Guardia di Finanza.

da APCOM

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Rassegna stampa sulla Diseconomy

Dalla rassegna stampa di Dagospia

DISECONOMY

Benzina, riparte la corsa al rialzo. Il prezzo ai livelli del 2008. I consumatori: rincari in vista dell’estate” (Repubblica, p.25). Petrolieri e concessionari autostradali fanno i furbi come al solito. Qualche giornale (forse) si sveglia. Ovviamente il governo (qualsiasi governo) non si accorge di nulla. Del resto, se fai il ministro mica hai tempo per fare benzina.

Tempo per fare benzina ce l’hanno invece a Termini Imerese, dove gli operai della Fiat hanno piazzato il primo sciopero e avvertono “Questo è solo un assaggio” (Stampa, p.25). I sindacati chiedono un incontro con il governo, ma il ministro Maurizio Sacconi dice di no: “Aspettiamo gli accordi“. Ha ragione lui: non si disturba il manovratore Marpionne in manovra. Meglio intervenire dopo, a cose fatte.

Intanto prosegue la fiction di governo “Il peggio è passato“. “Produzione industriale giù del 23,8%. E il crollo dell’Iva affossa le entrate” (Messaggero, p.21)

Tra Michele Cimino e Filippo Penati, Diarioelettorale sceglie Cimino

E’ in corso una polemica tra il Presidente della provincia di Milano Filippo Penati (PD) e l’assessore regionale al Bilancio e Finanze, della Regione Siciliana Michele Cimino (Pdl).

Da Milano il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, con toni e linguaggio da leghista rifatto, sostiene che all’Expo 2015 mancano 10 miliardi di investimenti e il Governo, intanto, ne destina altrettanti, “all’anno, di tasse sulla benzina, di cui 4 pagati dai contribuenti lombardi, alla Giunta della Regione Sicilia“.

Notare quel “destina… alla giunta della Regione Sicilia” piuttosto che un “destina … alla regione Sicilia” o un “destina … ai siciliani“, il tutto nel tentativo di associare dialetticamente l’immagine negativa della politica siciliana , rilanciata giorni or sono in prima pagina dal quotidiano di Vittorio Feltri “Libero“, sull’onda dello scandalo delle assunzioni per chiamata diretta da parte di assessori della giunta di Raffaele Lombardo, all’indispensabile riequilibrio nel conto del dare ed avere tra stato e regione nell’ambito del prossimo federalismo fiscale.  

Pronta la replica dell’assessore regionale siciliano al Bilancio, Michele Cimino: “Come recita un vecchio adagio, non c’è peggiore sordo di chi non vuol sentire. Forse è il caso che qualcuno lo ricordi al presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che, da qualche settimana non fa altro che gettare gratuitamente veleno sulla Sicilia”.

Penati – sottolinea – sbaglia quando parla a sproposito delle accise e dice che il governo vuole dare 10 miliardi di euro all’anno di tasse sulla benzina alla Sicilia, e che di questi, 4 sarebbero pagati dai contribuenti lombardi“.

“Abbiamo cercato di spiegare a Penati – aggiunge Cimino – che la manovra per trattenere le accise non sarà una nostra prerogativa, ma riguarderà tutte le regioni italiane. Quanto ai 4 miliardi che verrebbero scippati alla Lombardia non sappiamo da dove Penati desuma questo dato. Quello che invece sappiamo è che le società titolari delle raffinerie presenti in Sicilia, ma con sede sociale al Nord, pagano le imposte al Nord“.

Alla Sicilia, questi signori delle raffinerie, lasciano i costi sociali, ovvero l’inquinamento dell’ambiente e le malattie, dal cancro ai tanti bambini nati deformi“.

“La verità è che a Penati e ai gruppi economici e finanziari di cui è espressione – afferma l’assessore al Bilancio e Finanze – non piace affatto che la Sicilia rivendichi i propri diritti, dialogando con un governo nazionale che non tende, a priori, a penalizzare i siciliani. Penso all’applicazione dell’articolo 37 del nostro Statuto autonomistico, che consentirà alla Regione Siciliana di trattenere quelle imposte che oggi i petrolieri versano nei ‘forzieri’ del Centro Nord Italia. E penso anche alla manovra sulle accise che, proprio grazie alla mediazione del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, è stata estesa a tutte le regioni del nostro Paese”.