A proposito di quella “gente” che…

Ancora su quanto di poco chiaro sarebbe accaduto, e già descritto in questo post, nel corso della recente consultazione elettorale del 9 e 10 giugno per il rinnovo del Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo, mi sembra utile riportare quanto previsto dal legislatore in materia di individuazione della fattispecie della associazione mafiosa e di come il voto di scambio sia stato inserito, molto opportunamente, tra gli elementi atti alla individuazione dell’esistenza dell’associazione mafiosa.

“Art. 416-bis.
Associazione di tipo mafioso

Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da sette a dodici anni.
Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da nove a quattordici anni.
L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.
Se l’associazione è armata si applica la pena della reclusione da nove a quindici anni nei casi previsti dal primo comma e da dodici a ventiquattro anni nei casi previsti dal secondo comma.
L’associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell’associazione, di armi o materie esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito.
Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti, le pene stabilite nei commi precedenti sono aumentate da un terzo alla metà.
Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l’impiego.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla camorra, alla ‘ndrangheta e alle altre associazioni, comunque localmente denominate, anche straniere , che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso.

Art. 416-ter.
Scambio elettorale politico-mafioso.

La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro.”

Ed infine per sdrammatizzare dal musical “Scugnizzi” il brano “Gente magnifica gente

Gente, magnifica gente
chi tanto e chi niente
e nuje stammo a guardà
gente, magnifica gente di questa città
Gente che aiuta la gente
se non cerca niente
nun parla e se sta
gente, magnifica gente di questa città
Ma pe’ ‘e guagliune che guardano ‘n cielo
e nun pònno parlà
pe’ ‘sti guagliune ‘nu filo ‘e speranza
dimane ce sta?
Pe’ ‘sti guagliune ch’ aìzano ‘e braccia
e se vònno salvà
ci sta tutta la magnifica gente
di questa città

Gente, magnifica gente
vicina e distante
dalla nostra realtà
gente, magnifica gente di questa città
Gente che vede e che sente
e fa’ finta di niente
pe’ nun se spurcà
gente, magnifica gente di questa città
Ma pe’ ‘e guagliune che toccano ‘o ffuóco
e se pònno abbrucià
pe’ ‘sti guagliune ca stanno criscènno
e se vònno ‘mparà
pe’ ‘sti guagliune ch’ aìzano ‘e braccia
e se vònno salvà
ci sta tutta la magnifica gente
di questa città

Gente, magnifica gente
elegante e potente
ma ‘sta gente che fa’…
Gente che ama la gente… ‘sta gente ce sta’

Castellamare del Golfo ancora senza Consiglio Comunale

Non parte sotto una buona stella il secondo Consiglio Comunale democraticamente eletto dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del 2006.
Se il Consiglio Comunale del 2008 fu eletto senza particolari problemi (salvo la sostituzione di un consigliere a distanza di circa un anno a seguito di ricorso di un consigliere del medesimo partito dell’opposizione), il Consiglio Comunale del 2013 quando sono trascorsi più di quindici giorni dalla chiusura delle urne continua a non essere definito e gli eletti continuano a non essere proclamati.
In aggiunta a ciò ben due episodi, regolarmente rilevati e denunciati, di violazione della segretezza del voto, adombrano con sufficiente certezza il sospetto dell’esistenza di un possibile consistente voto di scambio, tanto più grave se manifestatosi in un contesto che volenti o nolenti è innegabile essere caratterizzato dall’alta densità di interessi mafiosi collegati alla gestione della cosa pubblica.

Annalisa Ferrante in un articolo sul Giornale di Sicilia del 26/06/2013 ha fatto il suo dovere di cronista:

Cellulari in cabina per fotografare il voto: due persone denunciate, controlli dei voti, contati e ricontati dopo quindici giorni dall’apertura dei seggi.

Due uomini castellammaresi sono stati denunciati dalla polizia del locale commissariato per irregolarità nel voto. I due uomini, infatti, si sarebbero portati il cellulare nella cabina elettorale per fotografare il loro voto. Nonostante sia severamente vietato fotografare o riprendere la scheda, al fine di evitare il voto di scambio, nell’epoca dello smartphone, i due cittadini hanno pensato bene di portarsi il cellulare in cabina. E sono stati colti in flagranza mentre fotografavano le schede appena votate. In entrambi i casi sarebbero stati i presidenti di seggio ad accorgersi del fatto. Il tipico “click” dello scatto fotografico è stato sentito distintamente dai presidenti di seggio che hanno aperto le cabine trovando gli elettori con il telefonino in mano. Il fatto è stato quindi accertato dagli uomini della polizia del locale commissariato diretto da Claudio Valenti: i due uomini sono stati denunciati per l’inosservanza delle misure “volte ad assicurare la segretezza dell’espressione del voto nelle consultazioni elettorali”. Insomma perché non è consentito introdurre i cellulari nella cabina di voto. Se il dubbio è quello del voto di scambio, il fatto non è accertabile anche perché chi fotografa il voto poi afferma di averlo fatto per un poco plausibile “ricordo”. E se la foto del voto non viene certo esposta nell’album di famiglia, l’ipotesi del voto di scambio sembra proprio essere quella più fondata, anche se non accertata e puntualmente negata. Intanto se per il sindaco Nicolò Coppola non ci sono stati problemi, ed il primo cittadino si è immediatamente insediato a palazzo Crociferi dove è già al lavoro, lo stesso non può dirsi per il nuovo consiglio comunale. Non sembrano esserci cambiamenti nell’attribuzione dei seggi (12 di maggioranza ed otto di minoranza) ma i controlli dei voti proseguono da quasi due settimane e si è ancora in attesa dei risultati definitivi. La polizia presidia la scuola elementare “Verga” dove si trovano tutti i verbali di voto e le schede. Sembra proprio che i conti non tornino e non è escluso che potrebbero esserci sorprese rispetto ad alcune liste in un primo tempo considerate fuori dal consiglio. I risultati ufficiali, insomma, non ci sono ancora e poiché in molti casi lo scarto di voti è di pochissimi consensi, potrebbero esserci candidati che ottengono il seggio, non previsto dai conteggi ufficiosi.” (ANFE).

A dir poco stupefacenti le reazioni che sono seguite alla pubblicazione di tale articolo e che la stessa Annalisa Ferrante segnala in un suo status su Facebook: “Da stamattina ricevo telefonate di gente irritata, che sostiene che a Castellammare il voto di scambio non esiste“.

Se questa gente ha ragione allora è possibile che il Consiglio Comunale non sia mai stato sciolto e che a Castellammare del Golfo la mafia non esiste.

Poichè non credo affatto che questa gente abbia ragione ad Annalisa naturalmente va tutta la mia solidarietà.

Trapani, sindaco ed ex sindaco ai ferri corti

Questo è solo l’ultimo atto di uno scontro che va avanti ormai da tempo e dai toni sempre più esasperati.

A seguire il video del sindaco di Trapani Vito Damiano in cui il sindaco illustra lo stato di avanzamento di alcuni progetti relativi a barriera di protezione mura di tramontana, centro integrazione per immigrati ecc.

e qui la risposta al video affidata ad un comunicato stampa dell’ex sindaco (ed attualmente deputato regionale) Girolamo Fazio sintetizzata nella perentoria affermazione : “NON SA NEANCHE DI COSA PARLA”.

“Il Sindaco Damiano si affida alla comunicazione attraverso il canale You tube per dare informazioni che rivelano la sua assoluta non conoscenza dello stato dei procedimenti e dei lavori, sfuggendo da qualsiasi forma di contraddittorio e dalla possibilità che qualcuno gli ponga domande.
Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da rabbrividire sentendo cosa dice e pensando che in un anno non abbia ritenuto di doversi informare su quella che dovrebbe essere la sua attività amministrativa”.

“In una delle sue esternazioni parla di alcuni dei progetti e dei finanziamenti che gli sono stati lasciati dalla precedente amministrazione, ignorandone altri. Forse perché non li conosce o perché sono stati accantonati?
Ed anche quando parla dei progetti finanziati si lascia andare ad un cumulo di corbellerie.
Sulle opere a difesa della fascia costiera dice che il finanziamento è stato erogato dal Ministero dell’Interno. Peccato che in realtà sia stato erogato dal Ministero dell’Ambiente.
Ma fosse solo questa l’inesattezza, ci si potrebbe passare sopra. Quello che è grave è che afferma di avere concordato con l’impresa aggiudicataria dei lavori l’inizio degli stessi nel 2015. Ma non esiste un’impresa aggiudicataria dei lavori, perché al momento si è nella fase della progettazione ed il progetto deve essere ancora approvato definitivamente. Poi si potrà procedere alla gara d’appalto per l’affidamento dei lavori e dopo l’aggiudicazione si potranno iniziare i lavori stessi. Quindi il sindaco non può avere concordato nulla con nessuno, perché non c’è ancora l’impresa che deve realizzare i lavori.
Sul parcheggio multipiano, la gara per i lavori è stata aggiudicata l’anno scorso. Dice di avere deciso di ritardarne l’inizio per non incidere sul patto di stabilità. Non dice che ritardando l’inizio dei lavori fa rischiare all’Amministrazione di perdere un finanziamento di sei milioni di euro. Non è affatto vero che non si possono fare lavori se non si è rispettato il patto di stabilità. Basta programmare, stabilire le priorità, evitare di erogare, come ha fatto questa Amministrazione, finanziamenti superflui e, questo sì, stabilire il percorso per procedere ai pagamenti, guardando alla programmazione pluriennale. Ma tutto questo, rimanendo chiusi all’interno della propria stanza, disinteressandosi e non parlando con nessuno, non si può fare.
Il sindaco ha poi sostenuto che, sempre per lo sforamento del patto di stabilità, non ha potuto fare un’altra serie di interventi ordinari. Anche in questo caso, non funziona così. La pulizia della città, la cura del verde, l’eliminazione delle sterpaglie si fanno con personale comunale o con la Trapani Servizi. Anche per la copertura delle buche stradali si può procedere allo stesso modo, invece di fare rischiare la vita alle persone e danni economici all’Ente per i risarcimenti richiesti. Si tratta di spesa corrente, non di spese per investimenti. Non c’entra con il patto.
Afferma ancora che se si rispetta il patto si può assumere personale qualificato. A parte che mi chiedo se al Comune vi sia personale squalificato e quando sia diventato tale, visto che lo stesso personale con la precedente amministrazione effettuava quegli interventi che ora il sindaco dice di non poter fare, c’è da informarlo che è stato stabilito il blocco delle assunzioni e quindi non può assumere nessun nuovo personale. Mi pare come quando è andato a dire ai sindacati che i dipendenti della ditta che si occupava della raccolta differenziata potevano essere assunti da Trapani Servizi, cosa questa assolutamente impossibile.
In definitiva, il sindaco ha deciso di utilizzare la comunicazione su youtube, come dice lui senza “intermediazioni informative distorte”, per parlare a senso unico e fuggire ancora una volta dal confronto quotidiano con i cittadini, senza rischiare che qualcuno lo smentisca o cerchi semplicemente di comprendere meglio. E’ lui che ha deciso di offrire una informazione distorta e bugiarda, che mostra ancora una volta come non sappia neanche di cosa stia parlando. E questo, se poteva essere compreso nei primi mesi di amministrazione, ora non ammette giustificazioni”.

Avete visitato la Mostra in corso a Trapani su “I grandi capolavori del corallo” ?

Se ancora non l’avete vista, ricordate che avete tempo fino al 30 giugno.

Io ci sono stato oggi e, per quel che vale, vi dico che è una mostra da non perdere.

La mostra è proposta al Museo Pepoli di Trapani e riunisce capolavori assoluti dell’antica arte del corallo sviluppatasi per secoli in Sicilia, ed in particolare a Trapani, luogo dove la realizzazione di manufatti in corallo raggiunse le vette più alte della bellezza e della maestria artistico-artigianale.

I nuclei principali delle opere in mostra testimoniano la ricchezza e la qualità di alcune collezioni fondamentali del settore. Quelle della Banca di Novara, dello stesso Museo Pepoli di Trapani, della Fondazione Whitaker, del Museo Diocesano di Monreale e di altre raccolte pubbliche nonchè pezzi singoli, proprietà di collezionisti privati italiani e stranieri.

Intorno alla pesca del corallo con le “coralline” nei fondali delle Egadi, sul banco skerki e intorno all’isola di Tabarca si sviluppò a Trapani un commercio florido. Si ebbe allora una vera e propria “corsa al corallo” che ha rischiato di far scomparire per sempre le colonie più facilmente raggiungibili.

Nel periodo della floridezza di tale commercio a Trapani sorsero numerose botteghe artigiane che crearono capolavori di grande valore artistico. Gioielli, ma anche calici, ostensori, crocifissi, reliquari, presepi, scrigni, calamai, saliere e soprattutto elementi di raffinato arredo: specchiere, tavoli da gioco, cornici, sino a monumentali trumeaux destinati a case principesche e regge, talvolta utilizzati come doni di Stato.

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Non emozionatevi, se ci riuscite

L’ultimo concerto della National Symphony Orchestra & Coro della Radio Televisione Greca (ERT) che chiude dopo 75 anni di attività, per ordine dell’Europa delle banche. Per loro è un lusso che i greci non possono permettersi.

Libera nos domine

Un tempo le “rogazioni” (dal latino “rogatio” che significa richiesta, preghiera, supplica) erano delle processioni di supplica che si snodavano nei paesi verso la campagna coltivata, nei giorni precedenti l’Ascensione.
Si partiva dalla chiesa di buon mattino e ci si incamminava in processione, cantando le litanie. Quando si arrivava alla meta prestabilita si benediceva il terreno e le colture, terminando la “rogazione” con una messa.
Le “rogazioni” avevano il fine di preservare il raccolto da tutti i possibili accidenti negativi, ma non solo i raccolti.

Quella sopra di Francesco Guccini è in modo assai trasparente, a partire dal titolo, una reinterpretazione in chiave moderna di ciò da cui l’autore, (ma anche io nel mio piccolo) vorrebbe essere liberato, proprio come nelle “rogazioni”.

Questo il testo integrale della litania rogazionale

A damnatione perpetua, Libera nos domine.
A subitanea et improvvisa morte, Libera nos domine.
Ab imminentibus peccatorum nostrorum periculis, Libera nos domine.
Ab infestationibus daemonum, Libera nos domine.
Ab omni immunditia mentis et corporis, Libera nos domine.
Ab ira, et odio, et omni mala voluntate, Libera nos domine.
Ab immundis cogitationibus, Libera nos domine.
A coecitate cordis, Libera nos domine.
A fulgure, et tempestate, Libera nos domine.
A peste, fame, et bello, Libera nos domine.
A flagello terrae motus, Libera nos domine.
A omni malo, Libera nos domine.
Per mysterium sanctae incarnationis tuae, Libera nos domine.
Per passionem et crucem tuam, Libera nos domine.
Per gloriosam resurrectionem tuam, Libera nos domine.
Per admirabilem ascentionem tuam, Libera nos domine.
Per gratiam sancti Spiritus Paracliti, Libera nos domine.
In die judicii, Libera nos domine.
Peccatores, Te rogamus audi nos.
Ut pacem nobis dones, te rogamus audi nos.
Ut misericordia et pietas tua nos custodiat, te rogamus audi nos.
Ut Ecclesiam tuam sanctam redigiri, et conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut domnum Apostolicum, et omnes gradus Ecclesiae in sancta religione conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut Episcopos et Praelatos nostros, et cunctas congregationes illis commissas in tuo sancto servitio conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris, te rogamus audi nos.
Ut regibus et principibus nostris pacem et veram concordiam, atque victoriam donare digneris, te rogamus audi nos.
Ut cunctum populum christianum pretioso tuo sanguine redemptum conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut omnibus benefactoribus nostris sempiterna bona retribuas, te rogamus audi nos.
Ut animas nostras, et parentum nostrorum ab aeterna damnatione eripias, te rogamus audi nos.
Ut fructus terrae dare, et conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut oculos misericordiae tuae super nos reducere digneris, te rogamus audi nos.
Ut obsequium servitutis nostrae , te rogamus audi nos.
Ut pacem nobis dones, te rogamus audi nos.
Ut loca nostra et omnes abitantes in eis visitare et consolari digneris, te rogamus audi nos.
Ut civitatem istam, et omnem populum ejus protegere, et conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut omnes fideles navigantes et itinerantes ad portum salutis perducere digneris, te rogamus audi nos.
Ut regolarisbus disciplinis nos instruere digneris, te rogamus audi nos.
Ut omnibus fidélibus defunctis requiem aeternam dones, te rogamus audi nos.
Ut nos exaudií dignéris, te rogamus audi nos.
Fili Dei te rogamus audi nos. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi. Parce nobis, Domine.”

Toh chi si rivede il senatore Mario Ferrara

Il senatore Ferrara litiga con i poliziotti
Mi multate? Fatemi il saluto militare
La querelle sabato pomeriggio in via Emerico Amari davanti a decine di automobilisti. Il parlamentare è stato fermato a un posto di blocco, gli agenti gli hanno contestato la revisione scaduta e la mancata esposizione dell’assicurazione
di ROMINA MARCECA

Mario Ferrara È IL tipico caso del “lei non sa chi sono io”. È quello che è accaduto sabato scorso durante un posto di controllo della polizia. Protagonista il senatore di Grande Sud Mario Ferrara, da sempre vicino a Gianfranco Micciché. Il parlamentare è stato fermato ad un posto di blocco in via Emerico Amari mentre era alla guida della sua Audi A4. Si doveva trattare del solito controllo di routine, invece in via Emerico Amari è andata in scena una querelle tra il politico e i poliziotti, durata quaranta minuti, e alla quale hanno assistito decine di automobilisti incuriositi.

Dopo il saluto da parte dei due poliziotti, Ferrara ha consegnato la sua patente. Fin qui tutto a posto. La reazione del senatore, finita su una relazione stilata dai due agenti e già consegnata al loro superiore, arriva dopo la contestazione della mancata esposizione del tagliando assicurativo e l’accertamento della mancata revisione dell’auto, scaduta nell’aprile del 2012. “Le dobbiamo contestare due contravvenzioni al codice della strada”, hanno detto i due agenti. “Sono un senatore della Repubblica e esigo il saluto militare “, avrebbe detto per tutta risposta Mario Ferrara ai due poliziotti. In via Emerico Amari sarebbe arrivato anche un funzionario della questura che avrebbe chiesto ai due poliziotti, per cercare di arrivare a un accordo, di fare il saluto militare. Eppure c’è un decreto del Presidente della Repubblica del 28 ottobre1985 che non prevede il saluto militare a un senatore, ma ai sottosegretari di Stato per l’Interno, al capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza, e verso le altre autorità dello Stato. Ovviamente il saluto militare, riporta il decreto, “è previsto anche per gli altri superiori gerarchici o funzionali, se in divisa o se conosciuti”.

Ma il senatore non si sarebbe fermato a quella richiesta, infatti avrebbe anche minacciato di chiamare il prefetto per metterlo a conoscenza di quanto stava accadendo. E mentre gli agenti scrivevano il politico avrebbe iniziato a chiamare dal suo cellulare. I due agenti, nonostante tutto, hanno continuato a redigere il verbale ed è allora che il parlamentare, rieletto alle politiche del 2013 al Senato, “ha cominciato a fotografare con il suo iPhone gli operatori di polizia senza nessuna spiegazione logica “, come scrivono nella relazione i due agenti. Alla fine i poliziotti hanno consegnato a Ferrara un verbale di circa 200 euro e sono andati via. La zona in cui è accaduto tutto è sottoposta a videosorveglianza.

Sul caso del senatore che si è ribellato al verbale della polizia ieri è intervenuto anche il sindacato di polizia Siulp. “La legge va rispettata da tutti al di là della carica istituzionale che si ricopre – dice Giovanni Assenzio, segretario generale del Siulp – La nostra professionalità ci impone di far rispettare a chiunque le regole, nel rispetto dei ruoli. Chi lavora in strada va rispettato per l’operato a rischio che giornalmente svolge”. Ieri il telefono del senatore Mario Ferrara, chiamato da Repubblica per una replica, ha squillato a vuoto.

da La Repubblica