Salemi, il Tibet, la comunicazione e Vittorio Sgarbi che rinuncia al compenso di Sindaco

“La città laboratorio di Salemi e le iniziative sul Tibet di Sgarbi e Toscani” sono stati l’argomento della puntata di oggi di “Media e dintorni”, rubrica settimanale di “Radio Radicale” a cura di Emilio Targia, condotta da Leo Turrini ed Edoardo Fleischner.

In audio sono intervenuti oltre ai conduttori, Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, Oliviero Toscani, assessore per i diritti umani, e Nicolas Ballario, responsabile della Bottega creativa del Comune di Salemi.

Nel corso della puntata oltre alle motivazioni della iniziativa che ha portato ad issare la bandiera del Tibet accanto a quella italiana, e ad interessanti considerazioni sulla unità d’Italia e sull’uso dell’intelligenza per mettere insieme cose apparentemente lontane, vengono condotte interessanti considerazioni su sollecitazione di Edoardo Fleischner su Salemi, una citta di 7.500 abitanti che diventa “medium” internazionale e sulla esportabilità di tale modello.

Infine l’annuncio della rinuncia allo stipendio da Sindaco per se e per gli assessori da parte di Vittorio Sgarbi.

Qui il file audio .

Les liaisons dangereuses

Ieri si diceva qui che:

“Nel gennaio 2003 Marzio Bresciani e Francesco Bianco, allora presidente e direttore dell’associazione degli industriali di Trapani, si erano rivolti al prefetto Sodano con la proposta di conferire il titolo di Cavaliere del Lavoro all’imprenditore Vito Mannina e in quell’occasione avevano anche accennato all’interesse del figlio, Vincenzo, per l’acquisto della Calcestruzzi Ericina. Sulla fattibilità dell’operazione avevano riportato niente meno che il parere positivo del funzionario del demanio Francesco Nasca (all’epoca già sollevato dal suo incarico).
Il Prefetto aveva però espresso delle riserve sull’iniziativa, ben sapendo che la vendita del bene avrebbe annullato il valore simbolico della battaglia che in quegli ultimi anni era stata fatta a sostegno dell’azienda confiscata. Li aveva dunque rimandati all’ente competente, il Demanio, lasciando intendere che, se interpellato, avrebbe dato parere negativo.
Le resistenze del Prefetto vennero interpretate da Pace e i suoi uomini come il segnale di sospetti gravanti su Vincenzo Mannina, perciò venne individuato un altro possibile acquirente per la Calcestruzzi, Tommaso Coppola, un imprenditore meno riconducibile al boss locale. Ma non facero in tempo a tentare questo secondo piano ché nel 2005 Birrittella, Pace e Coppola furono arrestati, in attuazione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Palermo Gioacchino Scaduto, per associazione mafiosa ed estorsione.”

Oggi

Polizia e Guardia di Finanza hanno messo i sigilli al patrimonio dell’imprenditore valdericino Tommaso Coppola, al momento in carcere con l’accusa di associazione mafiosa.
Agenti di polizia appartenenti all’Ufficio misure prevenzione della questura del capoluogo e militari della Guardia di finanza hanno proceduto al sequestro dei beni di Coppola per un valore complessivo di 25 milioni di euro.
Nel mirino sono finite diverse imprese edili, fabbricati, conti correnti e veicoli, tutti intestati a prestanomi di Coppola, ma in realtà – secondo la tesi investigativa – nella disponibilità dell’imprenditore. Tra i beni sequestrati anche il complesso turistico-alberghiero «Residence di Xiare», a Valderice, per un valore di 7 milioni di euro.
Il provvedimento di sequestro è stato emesso dalla sezione misure prevenzione del tribunale di Trapani che ha accolto la proposta del questore Giuseppe Gualtieri di applicare nei confronti dell’imprenditore la misura di prevenzione di carattere patrimoniale.

Siamo autorizzati a pensare di essere passati “dalla padella alla brace” ?

Oliviero Toscani, uno degli assessori di Salemi

Eccellente intervista di Stefano Mannucci a Oliviero Toscani per Il Tempo

Toscani: “Sogno una strage di madri

La provocazione del fotografo e pubblicitario: per salvare i ragazzi italiani strappiamoli alle famiglie

La bandiera che verrà issata oggi sul tetto del Palazzo Comunale di Salemi rischia di non essere mai ammainata. È quella del Tibet: l’allegra brigata composta dal sindaco Vittorio Sgarbi e dall’assessore ai Diritti Umani, Oliviero Toscani, si ripromette di esporla fino a quando il governo di Pechino non concederà piena autonomia ai concittadini del Dalai Lama.

«Vuol dire che resterà a sventolare lassù per sempre», opina il fotografo autore delle più controverse campagne di comunicazione degli ultimi decenni. Domani andrà in Umbria per ricevere, dalle mani di Paolo Bonolis, il premio alla creatività per la rassegna “Life in Gubbio”. Intanto, in Sicilia si “diverte”. «Da quando qui c’è Sgarbi avete capito tutti dov’è Salemi», scherza Toscani «e possiamo fare cose concrete, non “politicate” a vuoto». Vittorio & Oliviero hanno anche approvato la missione dell’assessore al Nulla Graziano Cecchini (il futurista della Fontana di Trevi in rosso) infiltratosi in territorio birmano. «Ogni tanto manda notizie: e chi lo ammazza, lui?».

Il Tibet, Myanmar…Toscani, ma a queste battaglie di solidarietà si aderisce per sincera convinzione o magari solo per obbligatorio idealismo?

«È il conformismo della democrazia, e va bene così. Io non voglio fare il rivoluzionario, semmai provocare. Ma a Salemi non abbiamo affari con la Cina, possiamo permetterci di dire le cose come stanno».

Si alza la bandiera, e tutti felici.

«Mica facciamo solo quello. Con la mia Bottega della comunicazione abbiamo bandito un concorso per architetti di fama mondiale per far costruire un ministero … pardon, un monastero buddista sulla montagna della Pomaia, nel Pisano. Lì sul crinale c’è una cicatrice aperta, è la cava di pietra con cui hanno realizzato l’autostrada. La richiuderemo».

“Ministero” invece di “monastero”: lapsus impagabile.

«Ci sta: i conventi sono i luoghi del marketing delle religioni, che hanno i loro amministratori».

Che dire dell’amministratore cattolico ?

«Ratzinger ? Fortissimo, un grande nemico per gli antipapi, grazie al suo particolare cinismo. Non è un Giovanni XXIII».

E neppure un Wojtyla.

«Hmm. No. E Benedetto XVI mi intriga perché combatte strenuamente l’omosessualità fra i preti. Io che, mio malgrado, ho frequentato in gioventù un collegio so che rischi si corrono, sul piano fisico. Ha presente la “Mala education” di Almodovar?».

Ma la sua non era una famiglia laica ?

«Sì, ma avevano scoperto che invece di andare a scuola mi infilavo nei cinema, e decisero che avevo bisogno di disciplina. Però qualcuno di quelli con la tonaca attentava alla mia virtù».

Un marziano le chiede un’immagine per raccontare l’Italia.

«Vediamo. … Scatterei una foto intitolata “la strage delle madri”. Per salvare questo Paese dobbiamo rendere orfani quei milioni di giovani che girano con il cachemire annodato in vita e la pappa fatta. I ragazzi italiani devono andare a capire il mondo: tra gli europei sono quelli che parlano meno lingue straniere».

E con un omicidio di massa risaniamo l’Italia ?

«Questo Paese di m … sopravvive grazie all’autodisciplina di una minoranza che ha voglia di lavorare. Pensiamo di essere bravi, poi vai all’estero e se competi con un tedesco o un inglese devi dimostrare di essere un professionista, e loro no. Ci sentiamo campioni del mondo di tutto, anche quando producevamo vino al metanolo e dicevamo che era meglio del Bordeaux. In Francia sono ignoranti, ma la loro destra è più a sinistra del Pd».

Il partito che lei ha definito la “zuppa di Veltroni”.

«Immangiabile, no ? Questa sinistra la racconti con cinque “p”».

Quali ?

«Presunzione, pigrizia, pessimismo, paura. E pirla, detto con affetto a chi so io. Basta con questo strano buonismo, la sicumera di credersi dalla parte giusta della Storia. Si sentono anche loro unti dal signore: c’è un’analogia trasversale con Berlusconi, che dal canto suo propugna un sistema di comunicazione sovietico».

Se le chiedono uno slogan per rilanciare il Pd ?

«”Chi ha perso anche soltanto una volta deve andare a casa. Per serietà politica”».

La licenzierebbero.

«Pazienza. E non mi dicano che manca un ricambio tra i leader. C’è un Bersani, per dire. Ma lui è troppo civile perché lo utilizzino».

Lavorerebbe per il Cavaliere ?

«Non è più restaurabile fisicamente. Sembra di terracotta … quei capelli lustri. Ha i gusti caricati di un petroliere arabo … Le ragazze con le tette troppo grosse …».

Obama ?

«Vincerà, e sarà il primo presidente ad affrontare la questione dell’abolizione della pena di morte in tutti gli Usa. Ma temo per la sua incolumità fisica, per quell’America neppure troppo profonda che lo respinge».

La foto simbolo del Novecento ?

«Il bambino con le mani alzate nel ghetto di Varsavia. In quel gesto vedi la tragedia dell’innocenza travolta dall’apocalisse di un popolo. E un’altra di Angus Anders: c’è un muratore con dei mattoni sulle spalle, lui guarda l’obiettivo, nei suoi occhi vedi il fardello della costruzione della vita».

C’è qualche tabù che Toscani non affronterà ?

«Spero di averne sempre, davanti a me. L’arte chiede scandalo, vede bellezza nella tragedia, si pone obiettivi estetici prima che etici. Quando dissi che l’11 settembre era un inarrivabile gesto della “fantasia” nato dalla violenza, non pronunciavo un giudizio morale o politico. Ma successe un casino. Come accaduto anche l’inverno scorso con le mie foto della modella anoressica. Polemiche a non finire. Io volevo ricordare che è la società stessa ad essere anoressica, nei sentimenti. E bulimica quando si nutre di trash in tv».

La tv, il suo chiodo fisso.

«Non avrò pace finché non avrò trovato i finanziamenti per l’eliminazione della televisione».

Ma senza tv non vedremmo neppure il suo spot sui cani abbandonati.

«”Di che razza sei, umana o disumana?”. Niente male, no ? Faremmo questa campagna sui manifesti, e il messaggio passerebbe comunque».

Anni fa la Ue bocciò il suo progetto per un’immagine simbolo. Venticinque bambini nudi.

«C’era qualche bacchettone in Commissione che, visti pisellini e patatine in libertà, voleva metter loro i pannolini. Come i braghettoni della Cappella Sistina. Opposero la scusa della lotta alla pedofilia: avevano paura delle proprie pulsioni malsane. Questa è la verità».

Stefano Mannucci

29/08/2008

Provincia di Trapani, Giulia Adamo non ci sta più

Giulia Adamo ha presentato ricorso al Tar contro la nomina degli assessori da parte del presidente della Provincia regionale di Trapani, Mimmo Turano.

Ci sono voluti quasi due mesi per designare il dodicesimo assessore – dice Adamo – e non sapendo che fare Turano ha pensato bene di designare il suo socio di studio sconfitto alle ultime elezioni.

Il presidente della Provincia Regionale di Trapani Mimmo Turano ha nei giorni scorsi nominato come dodicesimo assessore della sua giunta Baldassare Lauria avvocato, alcamese come il presidente.

Per la Adamo “quello che è più grave, Turano ha ignorato qualsiasi criterio politico, per esempio non ha tenuto conto del numero dei consiglieri di riferimento di ciascun gruppo, non ha fatto riunioni con gli esponenti dei partiti che l’hanno appoggiato, ha agito secondo un criterio di prepotenza politica molto discutibile”.

Poichè il voto degli elettori è stato ignorato – afferma la Adamo – e poichè, soprattutto, non possiamo disconoscere le leggi che sono la base della democrazia, ho presentato ricorso al Tar per tutelare il voto espresso dai cittadini e per amore di giustizia“.

Si ritiene che alla base del ricorso vi siano le designazioni degli assessori che così come prevede la legge l’allora candidato presidente della Provincia Mimmo Turano fu obbligato ad effettuare ed a presentare agli elettori.

In particolare Mimmo Turano indicò agli elettori come futuri assessori della sua giunta: Antonio D’Alì, Giulia Adamo, Eleonora Lo Curto, Paolo Ruggirello, Tony Scilla, Livio Marrocco, Pio Lo Giudice e Francesco Regina. Se avesse dovuto affrontare il ballottaggio avrebbe dovuto indicare anche gli altri 4 assessori per arrivare a quota 12.

Ma così come prevede la legge (articolo 12, comma 1 della legge regionale n.7 del 1992 e successive modifiche) Mimmo Turano ha proceduto alla nomina quando ha definito la Giunta ?

Dei designati, solo Paolo Ruggirello (prima di essere sostituito da Vincenzino Culicchia) e Francesco Regina hanno avuto la conferma della nomina.  Gli altri sono stati tutti sostituiti e secondo la norma in questione è obbligo per il presidente nominare gli assessori designati all’atto della presentazione della candidatura a meno di dimissioni volontarie dei designati.

Quel che è certo Mimmo Turano non è in possesso di dimissioni volontarie da parte di Giulia Adamo.

Al Comune di Salemi sventolerà anche la bandiera del Tibet

Sul Palazzo Comunale di Salemi sventolerà la bandiera del Tibet.  Sarà issata dal sindaco Vittorio Sgarbi e dall’assessore ai Diritti Umani, Oliviero Toscani, per denunciare le repressioni della Cina.

Nei giorni scorsi la giunta comunale guidata dal critico d’arte ha approvato l’adesione all’associazioneComuni, province e regioni per il Tibet“, decidendo di esporre la bandiera tibetana all’interno del Municipio fino a quando il Governo della Repubblica Popolare di Cina e quello tibetano in esilio non avranno concordato uno status di piena autonomia per il Tibet all’interno dei confini cinesi.

La giunta comunale ha inoltre invitato il sindaco a trasmettere la delibera al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti delle Camere, ai Presidenti delle Regioni e dei Consigli regionali, al Presidente e al Primo Ministro della Repubblica Popolare di Cina, al Dalai Lama, al Governo e al Parlamento tibetano in esilio, al Presidente del Parlamento Europeo, al Segretario Generale delle Nazioni Unite e all’Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet.

Intanto l’assessore comunale al Nulla, Graziano Cecchini, pochi giorni fa è entrato clandestinamente in Birmania dal nord della Thailandia, assieme ad una missione di pace e di volontariato dichiarando: “Sono qui in Birmania come cittadino, come artista, come volontario ma anche come rappresentante del Comune di Salemi e in questa veste cercherò di raccogliere testimonianze documentali sulle violenze del regime militare“.

Castellammare del Golfo: amianto un’altra battaglia persa

Abbiamo visto e sentito nella giornata di ieri i servizi delle emittenti locali sul vertice delle forze di polizia tenutosi in Municipio e convocato dal sindaco del Comune di Castellammare del Golfo ingegner Marzio Bresciani, per porre un freno al proliferare incontrollato di luoghi di abbandono di manufatti in cemento-amianto.

Abbiamo sentito di telesorveglianza dei luoghi, controlli e repressioni delle violazioni da parte di carabinieri, polizia, guardia di finanza, forestale, vigili urbani.

Al solito nessuna procedura e/o servizio attivato. Nessun tentativo di dare una risposta al fenomeno al di fuori dei luoghi comuni.

Come misura amministrativa è stato comunicato il numero di telefono di una ditta privata presso cui informarsi su modalità e costi di smaltimento dei manufatti contenenti amianto.

Chi ha già provato a contattare questo numero, state pur certi che si è già fatto un’idea di quale fine far fare al manufatto contenente amianto che intendeva smaltire in regola con le leggi.

Nella “incivileToscana, ad Arezzo il problema invece lo affrontano così:

“Smaltimento di manufatti contenenti amianto provenienti da civili abitazioni

Ultimo aggiornamento: 18/4/2008

Smaltimento di manufatti contenenti amianto in matrice cementizia o resinoide.
Il cittadino può raccogliere manufatti in cemento amianto o vinil-amianto di origine domestica, proveniente cioè da civili abitazioni, generalmente integri e facilmente movimentabili manualmente.

Modalità di richiesta e di erogazione

Il cittadino interessato deve presentare richiesta su apposito modulo in carta semplice al fine del rilascio del Nulla Osta allo smaltimento da parte dell’Amministrazione Comunale.
Il rilascio del Nulla Osta è subordinato al fatto che la richiesta avvenga preventivamente alla rimozione dei manufatti e che questi rispettino le seguenti caratteristiche:
– Pannelli, lastre piane e/o ondulate – n. 10 (circa 20 mq)
– Piccole cisterne per acqua da 1000 litri – n. 2
– Canne fumarie o tubazioni (diametro 30 cm) – 10 ml
– Casette per ricovero animali domestici (cucce) – n. 1
– Piastrelle per pavimenti (linoleum) – 15 mq

In caso di rilascio del Nulla Osta, i manufatti dovranno essere conferiti nella discarica di “Podere Pero” nel Comune di Castiglion Fibocchi nei seguenti orari:
mercoledì dalle ore 7,30 alle ore 11,00;
giovedì dalle ore 7,30 alle ore 11,00;
sabato dalle ore 7,30 alle ore 11,00
previo appuntamento da prendere telefonando al numero 0575/47.567.

Contribuzione
Le spese di smontaggio, di confezionamento e di trasporto presso la discarica di “Podere Pero” saranno a totale carico del cittadino, mentre le spese di smaltimento verranno sostenute dall’Amministrazione Comunale.

Note
Il manufatto deve essere trattato, su tutta la superficie, con un prodotto incapsulante (colla tipo vinilica) in soluzione acquosa, colorata (eventualmente aggiungendo alcune gocce di vernice colorata), con il metodo a spruzzo (utilizzando una pompa a spalla o una spruzzetta manuale) o a pennello, prima della sua rimozione.
Racchiudere il manufatto con teli trasparenti di plastica molto robusta (tipo serra) sigillati con nastro adesivo.
Lastre e pannelli vanno confezionati singolarmente.
Piccoli pezzi di materiale compatto, privi di spigoli taglienti, possono essere racchiusi in doppi sacchi di plastica.
Trasportare i pacchi sigillati servendosi di un mezzo chiuso (auto, furgone).
E’ consigliabile, per il cittadino, proteggersi, durante l’operazione di rimozione e confezionamento del manufatto, con mascherina usa e getta con filtro P3 e guanti; i prodotti da utilizzare (incapsulante, mascherina, teli e guanti) sono acquistabili normalmente nei negozi di ferramenta o vendita di vernici e articoli per infortunistica e sicurezza.”

Per chi vuole saperne di più: Comune di Arezzo

Belice la raccolta differenziata al 20,99%

La società Belice Ambiente SpA – ATO TP2, ha reso noti i dati aggiornati a fine luglio 2008: nell’Ambito Territoriale Ottimale Tp2 il dato relativo alla Raccolta differenziata complessivo degli undici paesi è del 20,99%.

A fornire I migliori risultati sono i quattro paesi del Belice, dove la società ha avviato il progetto della Raccolta Differenziata “porta a porta”.

Al vertice c’è Salaparuta col 66,72% di raccolta differenziata sul totale, seguita da Gibellina 64,36, Poggioreale 63,55 e Santa Ninfa 54,31.
E’ un ottimo risultato quello raggiunto, soprattutto con la collaborazione dei cittadini – dice Rosario Drago, sindaco di Salaparuta – che ha avuto anche riflessi sul decoro urbano. L’avere eliminato i cassonetti stradali ha dato un’immagine diversa del paese.  Piccoli sforzi danno grandi risultati”.

Migliora anche la raccolta differenziata a Petrosino 16,69%, dove l’isola ecologica inaugurata mesi addietro ha già fatto registrare 3.000 utenti.  “Il paese ha risposto bene – dice il sindaco di Petrosino, Biagio Valenti – i cittadini hanno così capito che il rifiuto è una risorsa, avviando pratiche virtuose di differenziata.  E’ innegabile dire che il nostro obiettivo è quello di raddoppiare questo dato nel giro di pochi mesi”.
Sono risultati soddisfacenti ottenuti grazie anche al centro di raccolta aperto, ma è necessario fare di più – è il commento del vicesindaco di Salemi, Nino Scalisi – con la società presto metteremo a punto l’avvio della raccolta differenziata “porta a porta”.

A Salemi intanto

Oggi mercoledì 27 agosto

Esperti di enologia, docenti universitari, imprenditori, produttori e comunicatori faranno il punto sullo stato dell’agricoltura e viticoltura italiana, con uno sguardo più approfondito sul “Caso Sicilia” e su quello che in molti hanno definito il “rinascimento vitivinicolo siciliano”, oggi alle ore 16,00 nell’Auditorium dell’ex Chiesa di San Giovanni a Salemi.

L’iniziativa è promossa dall’assessorato all’Ambiente e alla Creatività guidato da Oliviero Toscani e dall’assessorato alla Cultura e all’Agricoltura retto da Peter Glidewell.

Tra i relatori: Attilio Scienza, docente di viticoltura all’Università di Milano; Paolo Parisi, toscano, allevatore e «opinion leader» nel campo dell’agricoltura biologica e naturale; Battista Belvisi,esperto di vinificazione naturale in anfora a Pantelleria; Arianna Occhipinti, viticoltrice bio-dinamica e produttrice di olio; Teo Musso, il più noto mastro birraio italiano.

Il simposio è parte di un progetto di valorizzazione e promozione dell’agricoltura isolana inaugurato nelle scorse settimane con una rassegna eno-gastronomica promossa dall’assessorato alla Cultura in collaborazione con Slow Food.
Rientra in questo progetto la partecipazione della Città di Salemi alla prossima edizione del «Salone del Gusto» in programma a Torino dal 23 al 26 ottobre 2008 e in occasione del quale protagonisti saranno il «Pane di San Giuseppe» e le donne che ne tramandano l’antica arte della lavorazione.

E domani giovedì 28 agosto.

Il “Caso Tortora” sarà protagonista del terzo appuntamento degli incontri letterari promossi dall’assessorato alla Cultura diretto da Peter Glidewell, giovedì 28 agosto alle ore 21,00 nell’atrio del castello arabo-normanno.

Oltre allo scrittore, Vittorio Pezzuto, autore del libro “Sputi e applausi – la doppia vita di Enzo Tortora” ci saranno il sindaco Vittorio Sgarbi, l’assessore Peter Glidewell e l’assessore provinciale al Turismo e alla Cultura Maria Giovanna Maglie.

Per la prima volta una biografia completa e sorprendente racconta le “due vite” di Enzo Tortora: da conduttore estremamente noto a vittima dell’ingiustizia.

L’autore, Vittorio Pezzuto, nato a Genova nel 1966, è giornalista professionista. Ha collaborato con Radio Radicale e scritto per Il Foglio, Il Riformista, Il Secolo XIX, Vanity Fair, Smoking e Ideazione.com. Iscritto al Partito radicale dal 1983, ha ricoperto incarichi istituzionali e politici. Già segretario nazionale della Lista Pannella.

Enzo Tortora

Con l’arresto del 17 giugno 1983, gli italiani scoprono attoniti che l’uomo che ogni venerdì sera è ospite fisso delle loro case con la trasmissione dei record “Portobello” altro non sarebbe che un camorrista e uno spacciatore di droga. L’istantanea che lo ritrae con le manette ai polsi fra due carabinieri riesce così a deturpare la sua immagine pubblica, cancellando in un colpo solo la carriera nitida e coerente di un uomo che non ha mai barattato la propria coscienza.
Scaraventato in carcere, Tortora scoprirà suo malgrado che esiste un’altra Italia, molto più vera e dolente di quella che lui stesso credeva di conoscere. E ben presto la lunga detenzione e un processo kafkiano trasformeranno il suo dramma personale nel simbolo vivente della ingiustizia.
Eletto deputato europeo e presidente del Partito radicale, combatterà vanamente fino all’ultimo dei suoi giorni per i diritti dei detenuti e per il riconoscimento della responsabilità dei giudici.

Salemi: sarà vero ?

POL – Vittorio Sgarbi ora pensa di fare il sindaco di Venezia

Roma, 25 ago (Velino) – È stato appena eletto sindaco della siciliana Salemi, ma Vittorio Sgarbi non si vuole certo fermare. Adesso sta pensando alla sua prossima possibilità: correre per diventare il primo cittadino di Venezia.

Il critico d’arte pensa da tempo alla Serenissima: lui è nato a Ro Ferrarese, e Venezia ha sempre rappresentato il centro culturale d’eccellenza, l’approdo ideale per un amante del patrimonio artistico. Ora Sgarbi si trova proprio a Venezia, per commentare il restauro del film “Ladri di biciclette”, uno degli eventi del prossimo Festival internazionale del cinema. E grazie a Cesare Campa, già parlamentare di Forza Italia, ora consigliere comunale e leader dei commercianti, che ha lanciato il nome dell’ex sottosegretario ai beni culturali come possibile nome per il centrodestra alle prossime elezioni amministrative, adesso Sgarbi ci crede in questa scommessa.

Salemi intanto rimane al centro delle sue attività. Nella cittadina siciliana gli arrivi dei turisti non si contano più: le compravendite di immobili sono immediatamente cresciute, con Sgarbi sindaco. Giungono improvvisamente, specie dalla Lombardia, visitatori inaspettati che cercano una casa, una villa, un edificio abbandonato da ristrutturare. Salemi si è risvegliata dopo un lungo periodo di torpore, e nei negozi sono tornati i clienti: “forestieri”, ma tutti muniti di contanti e carte di credito. Tra i commercianti c’è ottimismo, Sgarbi ha rappresentato una ventata di novità per tutta la zona, e anche Rosario Crocetta (politicamente agli antipodi rispetto al critico d’arte) è diventato suo amico per condividere le battaglie contro le pale eoliche.

Ora la sfida veneziana. Stavolta Sgarbi non vuole lasciarsela scappare: mettere la fascia di primo cittadino di Venezia è un suo vecchio sogno. E finalmente, da amministratore, potrebbe “influenzare” quella Biennale che non lo ha mai amato.

Il Velino

Salemi: Vittorio tra un anno a Venezia !

Vittorio Sgarbi non ha nessuna voglia di tornare a fare l’assessore a Milano, ma neanche di rimanere Sindaco di Salemi a lungo.
Sembra che l’ aspirazione di Vittorio Sgarbi sia di diventare primo cittadino di Venezia.

Certo che potrei candidarmi a sindaco“, ha detto Sgarbi, presente nella città lagunare per il restauro di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, “ma solo se mi arriva una proposta unitaria dal centrodestra, e il mio nome sarebbe l’unica possibilità per loro di vincere“.
A Venezia da solo due giorni, ha già trovato il modo di dire che: “le pubblicità che coprono le impalcature di Palazzo Ducale sono illegali“, e che il ponte di Calatrava è “non necessario, quindi inutile, quindi pericoloso, quindi dannoso“.

Che la sua aspirazione si realizzi o meno, Vittorio Sgarbi sembra essersi già insediato a Ca’ Farsetti.