Castellammare del Golfo : convocato il consiglio Comunale

E’ stato convocato per il giorno 30 luglio 2013 alle ore 13,00 in seduta straordinaria d’urgenza il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo.
Due soli i punti all’ordine del giorno
1 – Proposta di deliberazione di Consiglio Comunale n.51 del 13/05/2013 avente per oggetto: “Approvazione adesione al Patto dei Sindaci”.
2 – Proposta di deliberazione di Consiglio Comunale n.53 del 01/07/2013 avente ad oggetto: “Tributo comunale sui rifiuti e servizi TARES: determinazione del numero delle rate e relative scadenze”.

Annunci

Dalla crisi si esce solo cambiando le regole

Un po’ grossolanamente possiamo affermare che i soldi sono l’immagine di una parte della ricchezza prodotta nel tempo ed ancora non consumata.
La domanda da porsi nel mezzo di questa crisi in cui siamo immersi, e che ci dicono comportare crisi di liquidità di soldi disponibili cio’è per gli investimenti e gli scopi sociali dei diversi Stati, è dove sono finiti e dove vanno i soldi.

Il professor Jason Hickel della London School of Economics, impegnato con il movimento The Rules che lotta contro le disuguaglianze, citando una recente ricerca della Ong Oxfam, rileva che l’uno per cento degli uomini più ricchi sulla Terra ha aumentato le proprie ricchezze del 60 per cento negli ultimi vent’anni.
Durante la crisi finanziaria in atto questo processo si è incrementato ancor di più.

Oggi le 200 persone più ricche del mondo possiedono approssimatamene 2,7 trilioni (1 trilione = mille miliardi) di dollari, una cifra di molto superiore a quella disponibile dai 3,5 miliardi di persone più povere del pianeta, che insieme arrivano a 2,2 trilioni di dollari.

In pratica la ricchezza si sposta dai paesi poveri ai paesi ricchi e dai soggetti poveri ai soggetti ricchi in modo esponenziale e le politiche messe in atto a livelo mondiale sono fatte sempre più da pochi per i pochi.

Occorrono nuove regole per il capitalismo internazionale, occorre contrastare le politiche economiche neoliberiste che le istituzioni internazionali come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio e l’Europa delle banche perseguono ma prima credo sarà necessario che nasca una teoria dell’antagonismo che vada oltre le classiche teorie anticapitaliste novecentesche.

Nel video “La disuguaglianza della ricchezza mondiale”, il professore per il movimento The Rules spiega come cresce la disuguaglianza con il passare del tempo nei differenti paesi.

Se Scala e Fazio avevano ragione, allora è vero che tanti, ma tanti altri, avevano torto

E’ di pochi giorni fa la notizia che la Corte Costituzionale, presieduta da Franco Gallo ha dichiarato illegittima l’applicazione delle sanzioni economiche sul mancato rispetto del patto di stabilità per le regioni a Statuto Speciale.
Nello specifico, la Corte ha dichiarato l’illegittimità Costituzionale dei controlli e delle sanzioni introdotte con il D.Lgs. 149/2011 e rafforzate con il D.L. 174/2012.
Tali disposizioni, per effetto della suddetta sentenza perdono quindi di efficacia.
Nelle regioni a Statuto speciale vengono considerati illegittimi anche i controlli degli Ispettori della Ragioneria Generale e l’intero apparato sanzionatorio per chi sfora il “Patto di Stabilità”.
Scompaiono quindi anche le norme relative ai tagli di spesa, il blocco dell’indebitamento, quello delle assunzioni e i tagli alle indennità.
Parimenti, anche le disposizioni di legge che autorizzano la Corte dei Conti alla procedura del cosiddetto “dissesto guidato” nei confronti degli enti locali, non trovano immediata applicazione nel territorio della nostra Regione.

In pratica la sentenza stabilisce che le norme del governo Monti non possono essere applicate ai comuni delle regioni a Statuto Speciale.
Una decisione che arriva, in alcuni casi, quando i primi provvedimenti sono già partiti anche in comuni importanti quali Cefalù e Milazzo.
E se Cefalù aveva deciso di fare ricorso, Milazzo invece aveva accettato la dichiarazione dello stato di dissesto e le relative procedure erano state avviate.

Per ciò che riguarda il trapanese non verranno quindi applicate le sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità per il Comune di Alcamo e per Trapani. E dovranno essere ripristinati nella loro interezza i trasferimenti finanziari ai due comuni riportando gli Enti in buona salute finanziaria e con una capacità di spesa nettamente superiore rispetto a quella fin qui prevista, aprendo alla possibilità di creare investimenti e occupazione.

La notizia naturalmente è stata accolta con legittima soddisfazione e senza polemiche nei confronti dei detrattori delle sue scelte di politica amministrativa dall’ex Sindaco di Alcamo, Giacomo Scala.

Le scelte fatte – ha commentato l’ex Sindaco di Alcamo – non si sono rilevate penalizzanti per la Città e si sono dimostrate scelte di buona amministrazione. Decisioni che non hanno lasciato in difficoltà l’economia e le imprese locali. Ne eravamo convinti e adesso abbiamo avuto la certezza“.

Non così l’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio il quale coglie l’occasione della sentenza per rinnovare la sua polemica nei confronti dell’attuale sindaco di Trapani Vito Damiano e chiederne le dimissioni:

Sentenza Corte Costituzionale su patto di stabilità e sanzioni. Fazio: ‘Ora il sindaco di Trapani non ha più scuse’

‘L’attuale sindaco di Trapani non ha più scuse da accampare e mi auguro che la finisca di andare a raccontare bugie, ora che anche la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di una serie di norme relative al patto di stabilità ed al meccanismo delle sanzioni. Per un intero anno non ha fatto altro che dire che non poteva operare perché non c’erano soldi al Comune, cosa che, ancor di più oggi, che al Comune verranno pure restituiti i soldi del minor trasferimento da parte dello Stato, è assolutamente falsa’. Lo afferma l’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio, dopo la recente sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dato ragione alla Regione Siciliana sull’illegittimità dell’applicazione delle sanzioni agli Enti locali dell’isola per lo sforamento del patto di stabilità. ‘Avevo già detto a settembre dello scorso anno, quando il sindaco per giustificare l’aumento delle tasse aveva sostenuto che ciò si era reso necessario per lo sforamento del patto di stabilità nell’anno precedente, che non si potevano raccontare favole alla gente e che non si potevano fare ricadere sulla precedente amministrazione responsabilità che invece sono dell’attuale. Non dimentichiamo che questa Amministrazione, in maniera assolutamente sconsiderata ed inutile, aveva messo in vendita un bene tutelato, come il Lazzaretto, non si sa bene per fare cosa. La recente sentenza della Corte Costituzionale ha ridato giustizia a tutti quei Comuni, com’era Trapani con la precedente amministrazione, che hanno lavorato con attenzione ed interesse verso i propri territori, realizzando opere necessarie, pagando puntualmente le ditte, favorendo lo sviluppo e salvaguardando la spesa sociale. La verità è che l’attuale sindaco continua a non sapere neanche di cosa parla ed evidentemente non è interessato agli argomenti che dovrebbero costituire la sua quotidianità: non sa cos’è il patto di stabilità, ne’ cos’è il bilancio comunale, continua a non comprendere che ogni azione (ed anche l’immobilismo ed il disinteresse) si ripercuote in maniera pesantissima sulla città. Lo scorso anno, proprio alla luce del ricorso della Regione innanzi la Corte Costituzionale, ho invitato il sindaco ad interessarsi della questione relativa al patto di stabilità ed a proporre a sua volta ricorso. Per lungo tempo l’Amministrazione ha fatto orecchie da mercante, arrivando infine a costituirsi in giudizio quasi trascinata per i capelli dall’Anci e dagli altri Comuni.
Ora non ci sono più alibi e non ci si può trincerare dietro falsità, propinate alla gente, come se fosse stupida ed ignorante. Chi ha scelto l’attuale sindaco aveva scelto non lui, ma la continuità amministrativa, tradita invece all’indomani dell’elezione. Solo questo dovrebbe portare ad una riflessione da parte dell’attuale sindaco che ha dimostrato in poco più di un anno di non essere in grado di gestire la città, di ascoltarne i bisogni e le esigenze, di favorirne la crescita. I cittadini non lo vogliono perché non era questo che avevano scelto e non era così che si era proposto in campagna elettorale, mistificando, già allora, quelli che erano i suoi reali propositi, finalizzati a distruggere tutto quanto fino a quel momento era stato fatto. Che l’attuale sindaco prenda atto del malcontento generale e, se ha ancora a cuore quella che dovrebbe essere la sua città, faccia con coscienza un passo indietro‘. “

Qui per stare con Rosario Crocetta non si aspetta che lo ammazzino !

L’ultimo Presidente che provò in Sicilia a rompere gli equilibri consolidati e votati al malaffare fu Piersanti Mattarella il quale pagò con la vita l’avere osato tanto.
Piersanti Mattarella era democratico cristiano, esponente di primo piano ed espressione ai massimi livelli delle istituzioni della Democrazia Cristiana, del medesimo partito cui facevano riferimento gli artefici ed i protagonisti degli equilibri malsani e del malaffare che Mattarella intendeva attaccare e sconfiggere e da cui invece sarà sconfitto pagando con la propria vita.
La consapevolezza di tale circostanza, lo stare nel medesimo partito che esprimeva contemporaneamente istanze di cambiamento ed istanze di conservazione in opposizione aspra e difficilmente conciliabili, non fece velo a Piersanti Mattarella, non lo portò ad uscire dalla Democrazia Cristiana, ma al contrario, lo rese ancor più determinato a percorrere quella carriera politica fatta anche di compromessi e tolleranze che lo avrebbe portato al culmine della carriera politica alla Presidenza della Regione Siciliana.
Per lui giustamente sono state scritte queste parole sulla lapide che ricorda il luogo del delitto: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede”.

Oggi personalmente credo che alla Regione Siciliana vi sia di nuovo chi sta combattendo la “buona battaglia” contro gli equilibri consolidati ed il malaffare, il suo nome è Rosario Crocetta.
Oggi Rosario Crocetta ha sentito il bisogno di comunicare il suo preoccupato e preoccupante stato d’animo con una nota su FaceBook:

La Casta e la Suburra

Certo è singolare che all’indomani di vicende come quella del Ciapi, della formazione, di Sicilia e-servizi, degli ex Pip di Palermo, l’andamento della vita regionale e il dibattito politico, seguano il ritmo a cui assisto fin dal primo giorno del mio insediamento. Gli ex Pip che si lamentano “non siamo tutti mafiosi”, – ma chi lo ha mai detto? Altrimenti li avremmo licenziati tutti; alcuni ragazzini della formazione, che inconsapevoli, intonano una canzoncina davanti Palazzo d’Orleans “non toglieteci il futuro”, dove il futuro dovrebbe essere quello dello IAL che riceve i fondi e non paga i lavoratori, quello della parentopoli infinita – che non è solo Messina – ma che riguarda i corsi di formazione, i piani di comunicazione, gli appalti del CAS, gli appalti sempre a trattativa negoziata e la loro sistematica proroga o rinnovo, i consigli di amministrazione gestiti dalla politica e che tali devono rimanere perchè altrimenti “ Crocetta costruisce il suo partito”. In tutto questo, la politica da dicembre discute di rimpasto, di mancata spesa dei fondi europei e adesso di Megafono. E’ come la storia di quei famosi teologi che parlano di sesso degli angeli durante la pestilenza di Bisanzio.
Il PD è vergine, il “Megafono, non l’aveva considerato”; alcuni tuonano “Crocetta ha fatto un altro partito!”. Solo che i partiti hanno tessere, uno statuto, un segretario etc, noi abbiamo gente che condivide un’idea, ma questo non importa nel gioco delle correnti, come non importa se esponenti del PD rischiano l’arresto, conta che “riusciranno a dimostrare la loro innocenza”.
C’è un sistema politico che, invece di pensare alla rivoluzione, a snidare il malaffare, alla legalità, agli interessi clientelari e politici da debellare, continua a fare il processo al presidente Crocetta.
Ma processo per cosa? La spesa europea non è stata investita? Noi abbiamo avuto il via libera da Bruxelles solo il 5 luglio scorso, quindi siamo responsabili dell’ultimo quadriennio o degli ultimi 10 giorni? Una colpa gravissima. “Confiteor ad Ars onnipotentem”.
E’ questo il confronto che si vuole? E’ questa la politica del dialogo? Mi sarei aspettato un dibattito nel corso del quale il governo potesse illustrare il piano di spesa e il suo calendario ben preciso, per altro già noto alla stampa Ma l’importante è non discutere di temi veri, come i 200 milioni di Sicilia e-Servizi, i 160 della comunicazione, quelli del CAS, i soldi che non sono stati versati da Mercadante, gli appalti assegnati con trattativa negoziata e prorogati o rinnovati alla loro scadenza.
Il sistema deve girare com’è girato prima, con la suburra che attacca il Palazzo a colpi di pistola e molotov, per continuare a pagare gente in carcere col 416bis, con i ragazzi degli enti di formazione che protestano perchè non vengono pagati dagli enti che incassano e distraggono le somme.
Ecco che il sistema scopre di non avere antidoti e al centro del dibattito mette “che fa il Megafono?”, – che è nato alle scorse regionali come una lista all’interno del centro sinistra, riconosciuta e voluta da tutti. Il vero tema è la questione morale come questione siciliana, economica, che ha prodotto il pozzo di San Patrizio dei furti al bilancio regionale e la corruzione. Così, con mio grande rammarico, continuo a registrare la mia profonda “diversità” che è soltanto quella di non volere essere complice di un sistema di potere di cui la Sicilia si deve disfare.
Sarà la casta a buttarmi fuori dal Palazzo? O la suburra che, come si dice a Palermo, avrebbe pagato per entrare nei servizi di pubblica utilità, o forse lo faranno insieme? O forse sarà la mafia, seguendo un metodo più classico o i dossier inviati quotidianamente da qualche avvocato di Palermo, che col sistema di potere c’entra e molto? Resta il fatto che a 8 mesi dal mio insediamento, quando vado in giro noto i sorrisi delle ragazze e dei ragazzi siciliani, dei disoccupati, delle casalinghe , della gente comune. E questo mi dà forza. Sono convinto che vinceremo, ma se dovessi “morire”, si sappia che lo farò stando in trincea, sulle barricate, fino all’ultimo respiro. Nessuno si illuda che dopo il mio governo, la Sicilia tornerà ad essere quella che era.
Io ci metto tutto in questa battaglia, anche la vita se è necessario.

Rosario Crocetta”

link

n.b. – il grassetto è di Diarioelettorale

Fanno festa i musulmani il venerdì e il sabato gli ebrei, la domenica i cristiani e i barbieri il lunedì

Certo, sarebbe bello fare festa tutti insieme ma non si può perché:

Fanno festa i musulmani il venerdì
E il sabato gli ebrei
La domenica i cristiani
E i barbieri il lunedì

FARE FESTA
Sergio Endrigo

Sarebbe bello fare festa tutti insieme
Non dico tanto almeno trenta giorni al mese
Perché lavorare stanca si sa
E sono gli altri a fare i soldi che
Non danno neanche la felicità
La vita è triste se non sei a Disneyland
Se non vai con Paolo Conte a Zanzibar
Perché nel mondo ci ammazza volentieri
Oggi come e più di ieri
Tu mi domandi se la festa è qua
Io ti rispondo che non c’è ma
Sarebbe bello fare festa tutti insieme
E non si può perché
E non si può perché

Fanno festa i musulmani il venerdì
E il sabato gli ebrei
La domenica i cristiani
E i barbieri il lunedì

Sarebbe bello far l’amore in compagnia
Si può far da soli ma non c’è allegria
Perché stare soli è dura si sa
E andiamo in cerca di qualcuno che
Ci porti un poco di felicità
La vita è bella quando stai al Luna Park
Quando fai le ore piccole nei bar
Perché nel mondo ci si annoia volentieri
E sono pochi gli amici veri
Tu mi domandi se la festa è qua
Io ti rispondo che non c’è ma
Sarebbe bello fare festa tutti insieme
E non si può perché
E non si può perché

Fanno festa i musulmani il venerdì
E il sabato gli ebrei
La domenica i cristiani
E i barbieri il lunedì