Sul rinvio a giudizio di Pino Maniaci di Telejato, dura presa di posizione della FNSI

(ASCA) – Roma, 30 mar – E’ stato disposto il rinvio a giudizio per Pino Maniaci, direttore dell’emittente televisiva ‘Telejato’ di Partinico (Palermo). L’accusa e’ di esercizio abusivo della professione giornalistica.

La Fnsi, in una nota, sottolinea come il fatto desti ”preoccupazione e scalpore” e ricorda che Pino Maniaci e’ ”da sempre impegnato contro la mafia”.

Che la magistratura se la prenda con il collega, e sottolineiamo collega, per un fatto burocratico di competenza dell’Ordine professionale ci pare assolutamente sproporzionato rispetto alla attivita’ svolta da Telejato e dal suo direttore in tema di antimafia. A riprova – aggiunge la Fnsi – ci sono le continue minacce ed intimidazioni che la tv e il suo direttore hanno subito in questi anni. Ora, che la magistratura abbia scoperto il segreto di pulcinella, e cioe’ la non iscrizione all’ordine nell’elenco dei pubblicisti di Pino Maniaci, ci pare grottesco: come se si volesse far passare il nostro collega alla stregua di persona inaffidabile e millantatrice. Avremmo francamente preferito che la magistratura magari avesse posto la propria attenzione a tutti quei fenomeni di irregolarita’ nel sistema dell’informazione che creano dovunque lavoro nero e preoccupanti casi di elementari violazioni contrattuali.

Al di la’ delle norme burocratiche, pero’, esiste l’articolo 21 della Costituzione che da’ il diritto a tutti i cittadini di esprimere la propria opinione e a maggior ragione ad un’emittente comunitaria come quella che dirige Maniaci. Ci auguriamo che il rinvio a giudizio a questo punto si concluda con un nulla di fatto Chiediamo comunque all’Ordine territoriale di valutare, pur nella sua autonomia, la possibilita’ di iscrivere il collega Maniaci nell’elenco pubblicisti nei modi e con le valutazioni che riterra’ piu’ opportune”.

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Sul caso Pino Maniaci interrogazione di Benedetto della Vedova ad Alfano

Una interrogazione al ministro della Giustizia Angelino Alfano, sul caso di Pino Maniaci direttore di Tele Jato, è stata presentata dal deputato del Pdl Benedetto della Vedova, ne dà conto questa sera una nota dell’ Adnkronos:

“Roma, 30 mar. – (Adnkronos) – Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl, con riferimento al caso del direttore dell’emittente televisiva ‘Telejato‘ di Partinico (Palermo), Pino Maniaci, rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista, ha presentato quest’oggi un’interrogazione al Ministro della Giustizia Alfano. “Non so fino a che punto sia coerente con le disposizioni normative un’imputazione di esercizio abusivo della professione per una attivita’ di militanza politica e civile, quale e’ quella coraggiosamente condotta dal direttore di Telejato“.

Sono pero’ sicuro che esiste un evidente contrasto fra le norme che disciplinano l’attivita’ giornalistica e il diritto costituzionalmente garantito alla libera manifestazione del pensiero, ‘con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’, come recita l’articolo 21 della Costituzione, laddove questa sia subordinata ad un’abilitazione pubblica e all’iscrizione ad un ordine professionale. Il modo migliore per tutelare il diritto alla libera espressione di Pino Maniaci, come quello di qualunque altro cittadino, e’ -conclude Della Vedova- cambiare la normativa grottesca, burocratica e corporativa che disciplina l’esercizio dell’attivita’ giornalistica“.”

Pierangelini: apro un locale a Salemi e assumerò il romeno Racz

Roma – Fulvio Pierangelini, chef titolare del ristorante “Gambero Rosso” a San Vincenzo, in provincia di Livorno, e assessore alle “Mani in Pasta” nel comune di Salemi, in Sicilia, guidato dal sindaco Vittorio Sgarbi, accetta l’invito di Sgarbi ad aprire un ristorante nel paese e ad assumere Karol Racz, uno dei due romeni accusati erroneamente di essere i responsabili dello stupro della Caffarella a Roma.

“Come assessore – ha detto Pierangelini – trovo il gesto del nostro sindaco, non solo una bella idea ed un atto di solidarietà, ma un gesto di perfetta coerenza gastronomica. Qualunque sia la decisione di Filippo La Mantia, sulla possibilità di aprire un ristorante da noi, farò del mio meglio per contribuire attivamente al progetto di Vittorio Sgarbi”.

“La nostra Salemi è una splendida città del pane – ha aggiunto – storie bellissime e tradizioni secolari accompagnano questo cibo sacro. Ecco come un fornaio pasticcere, quale desidera diventare Karol, potrebbe qui riscattare e forse dimenticare una vita non facile. Spero presto di poter annunciare un posto di lavoro pieno di conoscenza e dignità per questo ragazzo. Un ulteriore segno di tolleranza che parte dalla nostra città”.

E il sindaco Sgarbi ha già trovato il nome giusto per il locale, che sarà aperto nel palazzo del Comune e che “sarà affidato al gestore meglio intenzionato”: si chiamerà “La Tolleranza”.

da Il Giornale

La nascita del Pdl e il pensiero di destra

La nascita del Pdl, con il congresso fondativo alla Fiera di Roma, ha messo il sigillo politico alla realizzata, nei fatti, egemonia culturale di un pensiero genericamente definibile di destra, già registrabile da tempo in Italia.

Ma cosa è e quali sono le caratteristiche di questo pensiero di destra ?

Non lo si immagini, tale pensiero, come la semplice riproposizione di un qualcosa di già visto nel nostro paese.

La cultura di destra su cui nasce il Pdl è un mix, ancora tutto da indagare, ma certamente profondamente dissimile sia dal pensiero fondante della originaria Forza Italia che dal pensiero di derivazione missina di Alleanza nazionale.

Nel corso del congresso del Pdl mi sono trovato ad ascoltare il pensiero dei leader, e dei leader di seconda fila, per certi versi spesso scontato e falsato dall’ansia di apparire, a seconda dei casi aderente al pensiero del capo, o aderente a proprie non facilmente rinunciabili radici.

Ho trovato assai più illuminanti, per comprendere la composizione del nuovo partito, gli interventi dei tanti “delegati ignoti”, quelli che parlavano alle ore più impensabili, di fronte ad un pubblico il più delle volte distratto e disinteressato.

Ebbene, il pensiero dei “delegati ignoti” era portatore di umori, paure, certezze, concetti, da partito profondamente conservatore, molto più conservatore di quanto e di come si è sforzato di rappresentarlo il suo stesso leader, il quale ha tentato, al contrario, di accreditare l’immagine di un Pdl liberale e riformatore.

Con la nascita del Pdl nasce quindi un partito con uno spettro di rappresentazione talmente ampia da potere realmente aspirare a coprire l’intera area di centro-destra, prosciugando ogni e qualsiasi bacino di resistenza alla sua destra, e in grado di aspirare, in virtù della sua massa critica preponderante, al ridimensionamento e/o alla eliminazione del Cdu.

Unica forza in grado di opporre una qualche resistenza, nel medesimo schieramento, la Lega Nord, in virtù del forte radicamento territoriale.

A tutto ciò aggiungete la frammentazione e la incapacità di analisi della realtà italiana da parte dello schieramento di centro sinistra e traete infine le vostre conclusioni.

Vittorio Sgarbi chiede allo chef La Mantia di aprire un ristorante a Salemi

E ora anche Sgarbi tende la mano a Racz

Il romeno scagionato per lo stupro della Caffarella

Il sindaco dopo il dietrofront di La Mantia: «Chiedo allo chef di aprire un ristorante nel paesino siciliano»

Racz, niente posto dallo chef: rivolta delle cameriere

SALEMI (Trapani) – Vittorio Sgarbi tende la mano a Karol Racz. Dopo la retromarcia dello chef Filippo La Mantia, il critico d’arte e sindaco di Salemi offre lavoro a uno dei due romeni arrestati lo scorso febbraio per lo stupro al Parco della Caffarella e scagionati dopo i test negativi del Dna.

«VITTIMA DELLA GIUSTIZIA» – «Gli diamo lavoro – ha detto il primo cittadino di Salemi – per questioni di principio e di legalità. Chiedo a Filippo La Mantia, celebre chef, attraverso l’altrettanto celebre collega Fulvio Pierangelini che di Salemi è assessore alle “Mani in pasta”, di aprire un ristorante». «Gli diamo spazio – conclude – nella sede del palazzo del sindaco, al pian terreno, perché possa far lavorare nella tollerante città di Salemi, libera et immunis, come ricordano gli annali della storia siciliana, già mortificata dalla propaganda negativa sulla mafia, il romeno Karol Racz, vittima della cattiva giustizia».

SOGNO IN FUMO – L’offerta di Sgarbi a Karol Racz arriva dopo il passo indietro di Filippo La Mantia: il romeno non lavorerà nel ristorante gestito dallo chef, che da aprile sarà operativo in via Veneto, a Roma. Contro lo straniero, si sono schierati altri lavoratori dell’azienda.

da corriere.it

Sondaggio de “La Repubblica” per le europee

“La Repubblica” rende noto oggi un nuovo sondaggio Demos-Coop dopo quello di cui a questo post.
Le rilevazioni sono state fatte tra il 18 e il 23 marzo da Demetra su un campione di 1277 persone.

Cosa si rileva ?

Una ulteriore espansione del consenso verso l’area di governo, rispetto alle ultime elezioni politiche, tanto più degna di nota ove si consideri che alla data di svolgimento del sondaggio, non aveva avuto luogo il congresso fondativo del Pdl, in corso in questi giorni a Roma, e che non potrà mancare di avere ulteriori effetti espansivi in favore della sua componente più consistente, cio’è il Pdl.

Uno stop alla perdita di consensi, quale si registrava nel precedente sondaggio, e un accenno di ripresa, (dovuti forse alla nuova segreteria), relativamente alla più consistente forza di opposizione, il Pd.

La conferma di una certa crescita dell’Idv di Di Pietro, dell’Udc e della Lega Nord.

Una forte difficoltà dei sondaggi a registrare la reale forza in termini elettorali, e non solo ipotetici, dell’area a sinistra del Pd da un lato e dei generici “Altri”.

Per ciò che vale ritengo che entrambi questi ultimi due dati siano destinati ad essere ridimensionati, e di parecchio, nella competizione reale con sbarramento al 4%.

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