Salemi, Vittorio Sgarbi si è dimesso

Oggi 6 febbraio 2012 il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi ha rassegnato le dimissioni.

Dice il Giornale di Sicilia Online:

SALEMI. “Mi sono dimesso da sindaco di Salemi. Grazie agli ispettori del ministero che hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto”. Lo dice all’ANSA, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, dopo la notizia della proposta di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose da parte degli ispettori del ministero dell’Interno. “Mi sentivo – aggiunge – in pericolo e me ne torno al Nord. Incontrerò il ministro Cancellieri alle 9 di mercoledì prossimo per riferire il mio compiacimento per questa scelta”.
Sgarbi, tra il serio e l’ironico ringrazia di “esser stato tutelato”. “Ero sotto scorta – aggiunge – e tutti vedevano quello che facevo. Penso che la Sicilia non abbia possibilità di fare qualcosa di nuovo, di ipotizzare un futuro diverso. Invito il consiglio comunale a dimettersi prima che i consiglieri vengano smobilitati, sarebbe una cosa non onorevole”. “Io ho creato il museo della mafia – prosegue – ho portato Picasso, Rubens, Caravaggio stavo portando Van Gogh e hanno trovato infiltrazioni mafiose ignari delle infiltrazioni culturali. Non ho alternative devo ringraziarli…” L’ex sindaco ha annullato anche la conferenza stampa prevista per domani e ha detto che la nomina di Giammarinaro a vicesindaco era una risposta alla notizia dei risultati dell’ispezione ministeriale. “Poi – dice – ho riflettuto e ho deciso di dimettermi”.

Su Salemi, Sgarbi e Giammarinaro, la verità di Oliviero Toscani

“Toscani: Giammarinaro sempre presente nella giunta di Salemi

Lo afferma Oliviero Toscani, dopo le polemiche sull’indagine sull’ex deputato regionale a cui sono stati sequestrati beni per 35 milioni

TRAPANI. «Giammarinaro partecipava sempre alle riunioni della giunta municipale di Salemi. Sgarbi dica quello che vuole. Ma questa è la realtà che, tra l’altro, ho raccontato ai magistrati». Lo ha detto Oliviero Toscani, dopo le polemiche seguite all’indagine sull’ex deputato regionale Pino Giammarinaro, cui sono stati sequestrati beni per 35 milioni di euro nell’ambito di un’indagine su riciclaggio e intestazione fittizia di beni. «Anche con tutta la buona volontà, in Sicilia, non è possibile far nulla. Sgarbi parla, parla ma non conclude mai nulla: è come il coitus interruptus. – aggiunge – Io me ne sono andato da Salemi perché ho capito che non avrei mai potuto realizzare nulla di concreto. Mi sono rotto i c… e non voglio sapere più niente. Basta, è come se fossero tutti morti. Con Salemi ho già perso molto tempo e tutto quello che ho fatto è stato a titolo gratuito».”

da GDS.IT

Salemi: uccelli senza zucchero per Giammarinaro

“Infiltrazioni mafiose al Comune di Salemi” – Maxisequestro al politico sponsor di Sgarbi
Il tribunale di Trapani ha messo i sigilli all’impero economico di Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale ed ex sorvegliato speciale, che aveva sostenuto la candidatura del critico d’arte.
I giudici: “Ha condizionato l’attività amministrativa”. La polizia e la finanza accusano Giammarinaro di aver gestito attraverso prestanome una rete di società che ha intascato milioni di euro di contributi dalla sanità pubblica.
Applicata per la prima volta la norma sul “sequestro anticipato” prevista dal nuovo pacchetto sicurezza

di SALVO PALAZZOLO per La Repubblica

Nell’ottobre 2009, il fotografo Oliviero Toscani l’aveva detto senza mezzi termini ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo: “Mi sono dimesso dall’incarico di assessore della giunta di Vittorio Sgarbi, a Salemi, perché mi sono reso conto che il contesto territoriale, che mi permetto di definire mafioso, non mi consentiva di operare in maniera libera e autonoma nell’amministrazione comunale”. Toscani mise a verbale un nome, quello di Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale democristiano ed ex sorvegliato speciale, da sempre uno dei potenti della politica trapanese: “Partecipa alle riunioni della giunta – rivelò l’assessore dimissionario – Giammarinaro assume anche decisioni, senza averne alcun titolo”.
Adesso, le indagini della divisione anticrimine della questura di Trapani e dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria dicono che Giammarinaro avrebbe continuato ad esercitare il suo potere politico non solo sul Comune di Salemi, ma soprattutto sulla sanità trapanese. Per questa ragione, il tribunale Misure di prevenzione di Trapani ha emesso un provvedimento di sequestro anticipato di beni nei confronti dell’esponente politico, così come proponeva il questore Carmine Esposito.

I sigilli sono scattati per un patrimonio da 35 milioni di euro: è costituito innanzitutto da undici società che gestiscono centri di analisi, di emodialisi e di fisiotetapia, poi anche case famiglie e centri per anziani. Secondo la magistratura, un impero economico costruito attraverso una rete di prestanome. Il provvedimento del tribunale riguarda anche conti correnti, appartamenti, terreni e auto di lusso.

Nel 2000, l’esponente politico era stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, ma adesso il tribunale di Trapani ritiene che le nuove indagini, coordinate da Giuseppe Linares (l’ex capo della squadra mobile oggi a capo della divisione anticrimine), abbiamo messo in evidenza “nuovi indizi” di relazioni di Giammarinaro con Cosa nostra. Il collegio presieduto da Alessandra Camassa parla nel provvedimento di “metodo mafioso” che l’ex fedelissimo di Totò Cuffaro avrebbe usato nei suoi rapporti con gli amministratori del Comune di Salemi.

La scorsa estate, il sindaco Vittorio Sgarbi aveva litigato pubblicamente con Giammarinaro. La rottura era avvenuta sulla destinazione di alcuni fondi. Intanto, continuavano ad arrivare pesanti minacce di morte al primo cittadino di Salemi. Prima, una testa di maiale recapitata al comando di polizia municipale; poi, una carcassa di cane lasciata nei pressi dell’ufficio di gabinetto. Le indagini della Procura antimafia di Palermo non sono mai riuscite a individuare gli autori delle intimidazioni, ma nel provvedimento di archiviazione il pm Carlo Marzella ha scritto: “E’ emerso un intenso e costante condizionamento dell’attività amministrativa del Comune di Salemi da parte di Giammarinaro”.

Emblematico, un episodio, scoperto grazie alle intercettazioni disposte dalla Procura. Il 16 ottobre 2009, l’assessore Caterina Bivona chiamò il sindaco Sgarbi per informarlo che la prefettura di Trapani sollecitava l’assegnazione di un terreno confiscato al boss Salvatore Miceli. Sul tavolo del primo cittadino c’erano le richieste di “Slow food” e dell’associazione “Libera”. Ma Giammarinaro voleva che il bene andasse all’Aias: l’assessore lo disse chiaramente a Sgarbi.

In un’altra intercettazione, il vice sindaco Antonella Favuzza confida a un amico che il bilancio del Comune di Salemi è stato fatto a casa di Giammarinaro, dove l’assessore Bivona e il consigliere Lorenzo Bascone avrebbero portato i documenti dell’amministrazione per modificare alcuni capitoli di spesa.

Fra qualche giorno, il tribunale sarà chiamato a confermare il sequestro e a decidere su un’altra richiesta del questore di Trapani, che sollecita l’obbligo di soggiorno per Giammarinaro, fino al 2015.

Salemi: ma allora Oliviero Toscani aveva ragione !

Dopo la clamorosa rottura e conseguenti irrevocabili dimissioni di Oliviero Toscani di quasi un anno fa, di cui si era detto qui, qui e qui, sembra che il tempo, da quel galantuomo che è, abbia deciso di dare ragione ad Oliviero Toscani se, dopo quanto detto qui, bisogna ora registrare le ulteriori dichiarazioni della vice sindaco di Salemi Antonella Favuzza che, a proposito della bocciatura da parte del Consiglio Comunale del Conto Consuntivo, dichiara:

“Ancora una volta i consiglieri comunali di Pino Giammarinaro, compreso il saltellante Presidente del Consiglio Comunale Giusy Asaro e l’ondivago capogruppo della fantomatica Udc Nino Ardagna, votano un atto contro gli interessi della città nell’idea di piegare l’Amministrazione alle logiche partitocratiche.

L’immarcescibile Uomo del Monte [Pino Giammarinaro ndr.], che dice di non occuparsi di nulla e invece si fa interessato promotore di incontri in luoghi della sanità pubblica con consiglieri più o meno malleabili per concordare azioni più o meno politiche contro me e Sgarbi rei di non essere manovrabili, continua a destabilizzare la vita amministrativa della città, frapponendo ostacoli di diversa natura, esasperando il sindaco con continue richieste di posti in giunta e assurde verifiche di maggioranza,  sperando magari di costringere Sgarbi alle dimissioni o di portare in aula una mozione di sfiducia.

La bocciatura del consuntivo degli uomini di Giammarinaro è anche la risposta alla scelta del Comune di revocare da Capo Settore alle Manutenzioni un ingegnere a loro assai caro. Ne prendiamo atto, ma non torniamo indietro. I salemitani però debbono sapere che proprio gli uomini di Giammarinaro fino ad oggi hanno avuto in mano la gestione della Manutenzione e dei Lavori Pubblici, i settori ai quali i cittadini imputano i maggiori disservizi. La dimostrazione che certa politica non si concilia con l’efficienza.

Non si può infine sottacere l’intesa tra l’ignavo PD e gli uomini di Giammarinaro che in consiglio ormai, da oppositori a Sgarbi, si muovono all’unisono.
Il PD si vergogni di parlare di “gestioni sgangherate” in una città che, grazie alla rinnovata e positiva immagine che le ha dato Sgarbi, ha dato visibilità financo alle loro mediocri posizioni.
E’ lo stesso PD che parla come un marziano sceso sulla terra, dimenticando di avere amministrato per un decennio Salemi senza aver prodotto un solo atto degno di essere annoverato.”

A proposito delle dichiarazioni relative al Pd ed al suo ruolo Domenico Venuti uno dei due consiglieri comunali del PD all’opposizione in consiglio comunale dichiara:

“Ignavia e mediocrità trasudano, semmai, dalle dichiarazioni dell’ufficio per la comunicazione che arriva addirittura a formulare farneticanti intese politiche ed ataviche responsabilità dell’opposizione al solo fine di provare a giustificare il fallimento dell’amministrazione Giammarinaro-Sgarbi“.

A sostegno della vice sindaco interviene l’onorevole Giulia Adamo del Pdl Sicilia:

“Esprimo il mio sostegno personale e politico al vicesindaco di Salemi Antonella Favuzza. E’ un’amministratrice coraggiosa che sta lavorando per il bene della sua città pur tra mille ostacoli posti dalla vecchia politica”.

Alla prossima.

Salemi: Sgarbi e Giammarinaro alla resa dei conti

Ho trascurato per molto tempo le vicende salemitane.

La mia disaffezione per i fatti politico-amministrativi di quella cittadina si è era manifestata a partire dalla constatazione del dilettantismo e del ritardo con cui la pur ottima idea delle cosidette “case ad un euro” veniva a svilupparsi, ed ancor più era cresciuta a seguito del polemico abbandono dell’assessorato da parte di Oliviero Toscani.

Ora tuttavia sembra che ci si avvicini ad un punto di svolta, ad una resa dei conti, e che il tutto meriti la massima attenzione.

Il sindaco Vittorio Sgarbi ha risposto con durezza alle dichiarazioni rilasciate dal neo assessore Salvatore Sanci e ne ha chiesto le dimissioni.

Sanci era entrato in giunta poco più di un mese fa in rappresentanza della componente dell’ex deputato Dc Giuseppe Giammarinaro.

“Ho appreso dai giornali – dice il sindaco – che l’assessore Sanci contesta una delibera votata a seguito di una mia direttiva per consentire la realizzazione di uno spettacolo che si era svolto già altri anni, apprezzato dai cittadini e dagli stessi sollecitato. Le argomentazioni sono offensive per la città e per quanti, a differenza di Sanci che in queste poche settimane da assessore ha brillato per la sua assenza e per essersi posto in continuo contrasto con il vice sindaco, lavorano ogni giorno per superare mille ostacoli con l’obiettivo di far crescere Salemi. Ciò che ha scritto lo pone in contrasto non solo con me e i suoi colleghi di giunta, ma con i cittadini”.

“Mi aspetto – dice il sindaco – che in giornata mi giungano le sue dimissioni. Diversamente sarò io a revocarlo, tranne che Sanci non dichiari di avere agito in stato confusionale oppure non in piena autonomia perché istigato da forze oscure“. Sulla contestazione della delibera e riguardo «al presunto irregolare utilizzo di fondi dei servizi sociali da noi adoperati anche per attività ricreative come gli spettacoli» afferma: “Non consentirò mai l’impiego di queste risorse per pratiche clientelari che nulla hanno a che fare con la falsa necessità, indicata da Sanci, di combattere la povertà“.

Sulla vicenda è intervenuta anche la vice sindaco Favuzza che ha aggiunto: «Nei giorni scorsi l’ex deputato della Dc Pino Giammarinaro ha convocato i consiglieri a lui riconducibili e altri che apparentemente si dichiarano da lui indipendenti, chiedendo di apporre la firma a un documento contro Sgarbi. Giammarinaro sappia che potrà fare tutte le azioni più o meno politiche che ritiene opportune, ma non riuscirà a fermare la faticosa e ostacolata opera di cambiamento».

A rendere il clima ancor più pesante contribuisce la cronaca.

Nella notte fra il 29 e il 30 agosto qualcuno ha tentato di appiccare il fuoco a un portone del complesso monumentale del Collegio dei Gesuiti dal lato di via Cappasanta, utilizzato temporaneamente come uscita del “Museo della mafia”,inaugurato lo scorso 11 maggio, in occasione della visita a Salemi del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e dove sono ancora in corso lavori di allestimento.

L’ ingresso permette di accedere anche nell’ufficio tecnico del Comune.

Le fiamme hanno annerito una parte del portone e bruciato completamente una targa contenente le indicazioni sugli orari degli uffici. La polizia municipale ha effettuato i primi rilievi e ha inviato un rapporto alla locale caserma dei carabinieri.

Staccheremo il portone danneggiato dalle fiamme e lo collocheremo nel Museo della Mafia all’interno della sezione dedicata alle intimidazioni“, è la dichiarazione del direttore del museo Nicolas Ballario, altro collaboratore di Vittorio Sgarbi, che suona sfida agli anonimi autori dell’incendio.

“Spero – dice – che siano individuati presto, per potere esporre all’interno del Museo anche le foto delle loro facce, cosicché i visitatori possano vedere quale sia il volto di balordi che, qualunque sia la natura del gesto, non hanno rispetto per la città in cui vivono”.

Vittorio Sgarbi e Francesco Salvi, la strana coppia

Nella lista di Sgarbi c’è la tv Patto con Silvio: sarà l’anti Santoro

Di Pierre de Nolac

Il caso del giorno

Vittorio Sgarbi tornerà in tv, subito dopo le elezioni, su una rete Mediaset. Grazie a un accordo con Silvio Berlusconi. Il critico d’arte, che è pronto per ricoprire il ruolo di anti Santoro, avrà una trasmissione su Retequattro. Non sarà da solo, però: accanto avrà il comico Francesco Salvi, noto anche per la canzone (un vero tormentone) «C’è da spostare una macchina». L’apparizione dell’inedita coppia televisiva sarà intitolata «Sgarbi Salvi l’arte»: si dice che sarà un test per poi lanciare, dopo le vacanze estive, un programma in grado di contrastare Michele Santoro.

Sgarbi ne ha parlato in occasione della presentazione romana del progetto «case a 1 euro», già lanciato con successo nella siciliana Salemi, e che l’ex sottosegretario vuole esportare anche nella provincia di Rieti. Con il fotografo (e non solo) Oliviero Toscani, è riuscito a convincere il ministro Sandro Bondi dell’utilità di una mostra intitolata «Fratelli e sorelle d’Italia». Bondi era in collegamento telefonico da Moncalieri, dove era impegnato nella campagna elettorale a favore del candidato della Lega e del Pdl Roberto Cota, apprezzando l’impegno di Sgarbi e Toscani. Un via libera, quello del titolare del dicastero di via del Collegio Romano, che è stato subito preso in parola dal critico d’arte e dal creativo, pronti a occupare con la loro rassegna di immagini le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia. In più, la provincia di Trapani si vanterà di essere un’area «desmafiatizzata», secondo la definizione di Toscani.

Ancora più impegnativa, e con risvolti negativi che sembrano essere stati rimossi dal genio di Oliviero, l’idea di creare a Salemi un marchio ufficiale del falso, da applicare alle borse che cercano di imitare le grandi griffe della moda internazionale. Nelle intenzioni di Sgarbi, il comune potrebbe diventare un centro mondiale dei vu cumprà che venderanno ai vip dei veri falsi. Entrando in collisione con tutti gli imprenditori del made in Italy che cercano di difendere la qualità del prodotto lottando contro la criminalità che distribuisce oggetti spesso realizzati con materiali scadenti, e a volte anche pericolosi per la salute.

da Italia Oggi

A Salemi il sindaco non può fare il sindaco neanche se si chiama Sgarbi

L’articolo di ieri di Attilio Bolzoni sulle pagine regionali di “La Repubblica”, dal titolo “Salemi, voltafaccia a Sgarbilandia “Provano a fermarmi con le calunnie””, è illuminante per comprendere lo sviluppo e l’attuale stato del rapporto tra Vittorio Sgarbi e la comunità della cittadina del Belice

SALEMI (TRAPANI) – Il sindaco non può fare il sindaco neanche se si chiama Sgarbi. Nella città che Garibaldi proclamò “prima capitale d’Italia”, Salemi, undicimila abitanti in mezzo alla più araba delle campagne siciliane, gli effetti speciali e gli assessori vip non bastanoa dare tutto il potere al sempre più furioso Vittorio. Lascia, non lascia, denuncia, si contorce, minaccia dimissioni e minaccia di restare. E tutto alla vigilia del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, che qui si celebra con un anno di anticipo sulla ricorrenza nazionale proprio per la bandiera issata dai garibaldini – nel maggio del 1860 – su una delle tre torri del castello normanno.

E tutto nel secondo anniversario di Sgarbilandia, luogo delle meraviglie dentro la Valle del Belice, una volta nota solo per il terribile terremoto del ’68 e oggi per le case vendute a un euro (con impegno di ristrutturarle) a Massimo Moratti e Lucio Dalla, a Katia Ricciarelli e Alain Elkann, a Vladimir Luxuria e Bruno Vespa, ai ministri Rotondi e Brunetta, a Giuseppe Tornatore e Anna Falchi. «Con le invidie e le calunnie stanno cercando di fermarmi ma non ci riusciranno», dice il sindaco eletto quasi due anni fa con il 60,7 per cento dei voti e sponsorizzato da un ex deputato regionale – Pino Giammarinaro, ex andreottiano invischiato in vicende di mafia e corruzione ma poi assolto – che Vittorio Sgarbi ha messo in ombra appena qualche mese dopo il suo “sbarco” a Salemi. Annuncia: «Me ne vado, anzi resto: non me ne vado più perché l’Utopia a Salemi deve vivere». In piazza Dittatura numero 1, dove c’è il suo ufficio, al dittatore non fanno fare il dittatore. Lui dice che qui è più potente dei cugini Salvo, Nino e Ignazio, gli esattori mafiosi che a Salemi erano nati ma che poi diventarono i vicerè di Sicilia. «Ma non è vero», raccontano in piazza Alicia e sui vicoli che si arrampicano fra bellissime chiese e mura di tufo dorato. E sottovoce aggiungono: «Lui vorrebbe fare tutto così, in un attimo, ma ci sono regole da rispettare e deve rispettarle anche lui». Il sindaco Sgarbi fai conti con la burocrazia.

Ragionieri, segretari, economi, uffici di vigilanza e di controllo, commissioni e sottocommissioni, veti e divieti. Lui, e tutta la corte di personaggi eccellenti trascinati su questa altura che guarda l’isola di Favignana, è in guerra aperta con una rete che vuole imbrigliare la creatività al potere. Metà paese (entusiasta)è con Vittorio, l’altra metà (inferocita) è contro Vittorio. E la mafia non c’entra niente con le intimidazioni, non è la mafia che affossa le delibere della sua giunta, non sono i boss a truccare regolamenti comunali o a commissionare furti in Municipio. Sono altri. Alcuni noti e alcuni ignoti.

D’altronde se lo sarebbe dovuto aspettare prima di arrivare in questo magnifico paese della provincia trapanese, costruito su colline bianche e abbaglianti che già nel ‘600 venivano descritte così: «Unni viditi muntagni di issu/ chissa è Salemi, passatici arrassu/ sunnu nimici di lu crucifissu / e amici di lu Satanassu». Dove vedete montagna di gesso state lontano, non sono amici del crocifisso ma amici di Satanasso.

Satanasso è per esempio qualcuno che, a proposito delle case del terremoto vendute a un euro agli italiani famosi, ha falsificato il regolamento che il sindaco Sgarbi e la sua giunta avevano portato in consiglio comunale per l’approvazione. Il testo del consulente è stato contraffatto: in aula n’è arrivato un altro. Satanasso è qualcuno alla Ragioneria generale del Comune che si è “dimenticato” di impegnare somme per iniziative culturali.

Satanasso è anche chi, un giorno, non ha provveduto a inoltrare una pratica sui progetti per il recupero di strutture confiscate alla mafia. Hanno dato la colpa a Sgarbi, in realtà lui aveva impartito istruzioni a un funzionario che non ha ubbidito. «Ci vogliono immobilizzare, molti pensano solo al passato con la rassegnazione che non si può cambiare», racconta Antonella Favuzza, una farmacista che è vicesindaco di Salemi, la stessa signora che (con i suoi soldi) ha pagato la benzina per trasportare alcuni giornalisti da Salemi all’aeroporto di Punta Raisi su un’auto del parco comunale. Qualcuno ha fatto denuncia alla Guardia di Finanza e hanno aperto un’inchiesta sul niente. «Lurido topo», gli scrivono nelle lettere anonime. «Cane malato, ucciditi», lo insultano al cellulare. Una volta un cane morto gliel’hanno fatto trovare davanti a piazza Dittatura, un’altra volta era un maiale sgozzato.

Ma intanto a Salemi, paese conosciuto solo per le sue disgrazie e le sue tragedie di mafia, non erano mai arrivati così tanti turisti. Per il festival sulla cultura ebraica e quell’altro sul cinema religioso, per le mostre su Caravaggio e Rubens. «Ma a me non aggiustano mai la strada sotto casa», si lamenta un cittadino di Salemi, uno di quelli che «non sopporta Sgarbi: anzi mi sta proprio sulle palle». Sul muro della dimora che anni fa era degli esattori Salvo, qualcuno ha scritto l’altro giorno: «Sgarbi via». Via se n’era già andato, ad ottobre, l’assessore comunale alla Creatività Oliviero Toscani. Ma gli amici di Vittorio giurano che sta tornando. Qui a Salemi, nella repubblica degli artisti.

di Attilio Bolzoni (04 febbraio 2010)

da “La Repubblica

Salemi: a dire basta ora è Vittorio Sgarbi

Una nota d’agenzia (Adnkronos) ed un’intervista, pubblicata dalla edizione Palermo de “la Repubblica” di oggi 10 ottobre, per dire che: “Il sindaco di Salemi (Trapani), Vittorio Sgarbi, stamane ha revocato l’incarico di assessore a Oliviero Toscani.
Il fotografo, che aveva la delega alla Creativita’, alla Comunicazione e ai Diritti umani, nonostante avesse piu’ volte annunciato alla stampa l’intenzione di dimettersi, non ha mai formalizzato questo intendimento, e cioe’ non ha mai presentato al Comune la lettera di rinuncia alla carica assessoriale.

Toscani è ingeneroso, le sue invettive sono false e senza prove. A questo punto lo caccio io.

Ho deciso di revocargli l’incarico perche’ e’ venuto meno il rapporto fiduciario. Ovviamente l’attivita’ dell’assessorato alla Creativita’ continuera’ con nuovi stimoli e nuove risorse per dimostrare che in Sicilia e’ possibile lavorare e non vi e’ la condizione di dover scappare.“.

Il sostituto di Toscani sara’ nominato con molta probabilita’ gia’ lunedi’ prossimo.

E nell’intervista Sgarbi precisa inoltre, ancora una volta, il suo rapporto con Pino Giammarinaro con una serie di affermazioni abbastanza secche: “E’ stato Giammarinaro a volermi come sindaco di Salemi. Mi ha chiamato lui e siamo qui grazie a qiesta unione. Ma poi io mi sono messo a fare il sindaco e adesso decido solo io. Lui controllerebbe tutto ? A stento è riuscito a ottenere una miseria, tremila euro, per un torneo di volley. Idem la sua richiesta per un gruppo musicale, a costo zero.“.

Ed ancora: “Riguardo a Giammarinaro che posso dire ? Voleva che in giunta ci fossero uomini suoi, voleva nominare il vice-sindaco, è vero. E tanti altri. Ma io non ho voluto. Alla fine i personaggi che possiamo ricondurre a lui sono gli assessori Angelo Calistro e Caterina Bivona.“.

Giammarinaro è privo di capacità politica, o meglio, di capacità di condizionamento. Se Toscani ha le prove di qualcosa le tiri fuori.“.

Ed infine la stoccata finale a Oliviero Toscani (o a Pino Giamamrinaro ?): “[Oliviero Toscani]non vuole fare l’assessore alla Creatività perchè crede che tutto sia controllato da Giammarinaro ? E’ come se dicessi che io non posso fare il sindaco di Salemi perchè c’è Matteo Messina Denaro.“.