Elezioni Regionali 2010 sondaggio Lorien – Lazio – Campania – Puglia – Basilicata – Calabria

Sondaggio Politico-Elettorale

Regionali 2010 – CentroSud

Pubblicato il 12/3/2010. Autore: Lorien Consulting srl

Committente/ Acquirente: Il Fatto Quotidiano – pubblicato su Il Fatto Quotidiano in data 12 marzo 2010

Criteri seguiti per la formazione del campione: sondaggio realizzato su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne delle regioni votanti alle prossime regionali

Metodo di raccolta delle informazioni: interviste telefoniche CATI ad un campione rappresentativo per sesso, età ed ampiezza centro

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: campioni regionali cumulati di 6.000 cittadini complessivi strutturati per sesso, età, e aree di riferimento. Date di realizzazione: 5-9 febbraio 2010; 23-26 Febbraio 2010; 4-5 Marzo 2010.

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 5/2/2010 ed il 5/3/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se dovesse votare oggi per le prossime elezioni REGIONALI, quale partito/movimento voterebbe? + Ora le leggerò un elenco di liste e candidati alle prossime regionali per il centrodestra, centrosinistra e altri partiti. Quale di loro voterebbe?

QUESITO n.2

Domanda : Se dovesse votare oggi per le prossime elezioni REGIONALI, quale partito/movimento voterebbe? + Ora le leggerò un elenco di liste e candidati alle prossime regionali per il centrodestra, centrosinistra e altri partiti. Quale di loro voterebbe?

QUESITO n.3

Domanda : Se dovesse votare oggi per le prossime elezioni REGIONALI, quale partito/movimento voterebbe? + Ora le leggerò un elenco di liste e candidati alle prossime regionali per il centrodestra, centrosinistra e altri partiti. Quale di loro voterebbe?

QUESITO n.4

Domanda : Se dovesse votare oggi per le prossime elezioni REGIONALI, quale partito/movimento voterebbe? + Ora le leggerò un elenco di liste e candidati alle prossime regionali per il centrodestra, centrosinistra e altri partiti. Quale di loro voterebbe?

QUESITO n.5

Domanda : Se dovesse votare oggi per le prossime elezioni REGIONALI, quale partito/movimento voterebbe? + Ora le leggerò un elenco di liste e candidati alle prossime regionali per il centrodestra, centrosinistra e altri partiti. Quale di loro voterebbe?

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Elezioni regionali in Calabria: sondaggio Crespi ricerche Scopelliti in testa

Sondaggio Politico-Elettorale

Verso le elezioni regionali in Calabria Pubblicato il 02_03_2010 su Il Clandestino

Pubblicato il 4/3/2010.  Autore: CRESPI RICERCHE

Committente/ Acquirente:  Il Clandestino

Criteri seguiti per la formazione del campione: Sondaggio telefonico a livello regionale

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 800 interviste

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 25/02/2010 ed il 01/03/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni per eleggere il Presidente della Regione Calabria, Lei per quale tra i seguenti candidati avrebbe votato?……

Risposta: Dati espressi in percentuale

Giuseppe Scopelliti 55,0;
Agazio Loiero 30,0;
Pippo Calippo 14,0;
Altri 1,0;
Indecisi 20,1

QUESITO n.2

Domanda : E per quale partito?……

Risposta: Dati espressi in percentuale

Popolo della Libertà 43,0;

La Destra 2,5;

UDC 10,0;

Altri di Centrodestra 0,6;

Partito Democratico 21,5;

Prc+Pdci 3,5;

Lista Pannella Bonino 1,0;

Sinistra Ecologia e Libertà 6,2;

Altri di centrosinistra 0,5;

Italia dei Valori 9,0;

Io resto in Calabria 1,5;

Altri 0,7;

Indecisi 32,0.

Elezioni Regionali 2010: manifesti e idee confuse (4)

Per la serie “manifesti ed idee confuse”, vi propongo questa volta uno spot video del “geniale” Fausto Orsomarso di Cosenza, candidato del Pdl per il consiglio regionale di Calabria e novello Braveheart.

Elezioni regionali 2010 tutte le liste respinte in tutte le regioni

Non ci sono solo i casi più clamorosi, del Lazio e della Lombardia, ma pur se hanno fatto meno notizia, un po in tutte le regioni si hanno casi di liste e aspiranti governatori non ammessi alla competizione elettorale.

In Veneto due delle 16 liste depositate in tribunale per le regionali sono state respinte. Una per mancanza del numero di firme necessario, quella Bonino-Pannella (avrebbe sostenuto Giuseppe Bortolussi, centrosinistra) che ha presentato ricorso. A Venetie per l’Autogoverno, con candidato presidente Loris Palmerini, invece non è stato riconosciuto il diritto di non allegare firme alla lista, secondo la richiesta del movimento autonomista che si definisce «minoranza nazionale».

In Lombardia non è stata ammessa la lista Bonino-Pannella guidata da Marco Cappato, per mancanza del numero minimo di firme necessarie, ma a seguito del ricorso presentato da questi ultimi è stata esclusa la Lista per la Lombardia del governatore uscente Roberto Formigoni. I motivi per cui non è stata ammessa sono più d’uno, come si legge nel dispositivo firmato dal presidente dell’Ufficio centrale regionale Domenico Bonaretti e da Valter Colombo e Vincenzo Barbuto: mancanza del timbro tondo sui moduli (126 casi), mancanza data autenticità (121), mancanza luogo autenticità (229), mancanza qualifica autenticante (28). In tutto 514 sottoscrizioni non valide su un totale delle 3.935 presentate. Il numero di sottoscrittori è passato quindi a 3.421, inferiore al minimo di legge che è 3.500, mentre non è stata esclusa la lista di Filippo Penati, che era anchessa oggetto del ricorso dei radicali perche pur essendo state riscontrate delle irregolarità il totale delle firme “buone” era superiore al minimo consentito.
Sempre a Milano è stata ricusata lista “La Destra“” per la mancanza da parte di oltre 600 sottoscrittori del certificato elettorale in uno dei comuni della provincia di Milano.

In Piemonte annuncia ricorso contro liste omonime, Roberto Cota, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Piemonte. Si tratta di due liste, una chiamata Cota l’altra Pdl presentate a Torino.

In Emilia Romagna due delle 6 liste presentate in Corte d’Appello per il listino’ regionale sono state escluse. Si tratta della lista Bonino-Pannella, la cui esclusione era preannunciata anche da loro stessi per insufficienza di firme; e quella dei cosiddetti «Pcl», cioè «i lavoratori per il comunismo», sempre per mancanza di firme sufficienti.
Per quanto riguarda le liste provinciali presentate in Tribunale a Bologna, è stata esclusa solo quella Bonino-Pannella che ha presentato 463 firme, a fonte delle 1.750 richieste dalla normativa.

In Toscana, ricorsi di radicali e Forza nuova. Per quanto riguarda la lista Bonino-Panella la corte d’appello di Firenze dovrà verificare la presenza della lista in almeno 6 delle 10 province toscane, condizione necessaria per l’ammissione della candidatura a presidente della Regione. Per Forza Nuova, il tribunale di Firenze ha dato tempo fino a oggi per presentare documentazione integrativa necessaria all’ammissione della lista nella circoscrizione del capoluogo toscano. La corte d’appello a sua volta attende le valutazioni del tribunale di Firenze per verificare se la lista di Forza Nuova sia presente regolarmente in almeno 6 province toscane. Al momento, risultano validamente presentate 7 liste – Pd-Riformisti Toscani, Sinistra ecologia e libertà, Italia dei valori, Federazione della Sinistra, Pdl, Lega Nord, Udc – in tutte le province toscane.

Nelle Marche sono due le liste in bilico. È probabile una corsa a tre per la presidenza della Regione Marche, con il governatore uscente Gian Mario Spacca (Pd), sostenuto da un «centrosinistra riformista» (Pd-Udci-Idv più liste civiche e forze minori), Erminio Marinelli per il centrodestra, e Massimo Rossi (Sel e Prc-Pdci). Su cinque candidature presentate infatti due sono in bilico: si tratta del radicale Marco Perduca, lista Bonino Pannella, che ha presentato circa 900 firme in meno di quelle necessarie, e di Marco Gladi, del movimento di ultradestra Forza Nuova, nel suo caso ci sarebbe un numero consistente di firme raccolte prima della convocazione dei comizi elettorali. Dovrebbero essere complessivamente 13, le liste ammesse nelle circoscrizioni provinciali.

Anche in Umbria, esclusi radicali, saranno soltanto tre i candidati presidente della Regione Umbria per le prossime elezioni: Paola Binetti (Udc), Catiuscia Marini (Pd) e Fiammetta Modena (Pdl). L’ufficio centrale regionale della Corte d’appello, dopo un primo esame delle firme raccolte a sostegno delle liste regionali e della relativa documentazione, ha escluso Maria Antonietta Farina Coscioni (Radicali) e Luigino Ciotti (Sinistra Critica). Anche Forza Nuova, con Riccardo Donti candidato presidente, aveva presentato le firme ma non era stata ammessa perché la documentazione era incompleta.

Nel Lazio, escluse dalla commissione elettorale circoscrizionale di Viterbo due liste dalle elezioni provinciali. Sono quella della Federazione della Sinistra (Prc – Pdci) e di quella de La Destra. La lista della Federazione della Sinistra è stata esclusa perchè a corredo delle firme raccolte, oltre 1.400, in alcuni casi sono stati allegati i singoli certificati e in altre il certificato elettorale cumulativo rilasciato dai comuni di residenza degli firmatari.
E naturalmente esclusa la lista del Pdl, in quanto non presentata materialmente.

In Campania a Benevento, l’ufficio elettorale presso il tribunale ha eliminato due liste: «Radicali Pannella Bonino» e «Forza Nuova». In entrambi i casi le liste non avevano un numero sufficiente di sottoscrittori. A Forza Nuova era stato concesso anche la possibilità di integrare la documentazione entro mezzogiorno di ieri ma ciò non è avvenuto e ora il candidato governatore Michele Antonio Giliberti rischia l’esclusione. Perché Forza Nuova ha presentato le proprie liste solo in tre province, il minimo per competere. Ma entrambi i rappresentanti delle liste hanno presentato ricorso. A Caserta, invece, la commissione elettorale ha ricusato la lista «Campania Libera», la civica di Vincenzo De Luca. L’esclusione è stata motivata per carenza di indicazioni sul luogo della raccolta delle sottoscrizioni. I promotori della lista, tra cui Michele Colamonici, segretario provinciale della Cgil, hanno annunciato ricorso.

In Basilicata la lista “Io Sud” a sostegno del candidato Magdi Cristiano Allam e “Federazione della sinistra” a sostegno del centrosinistra Vito De Filippo, sono state escluse dalle elezioni regionali del 28 e 29 marzo dell’Ufficio circoscrizionale provinciale di Matera a causa di “irregolarità relative alla documentazione”. Anche la lista che avrebbe avuto Maurizio Bolognetti, candidato presidente alla Regione Basilicata per i Radicali, è stata esclusa, le firme raccolte risultavano insufficienti rispetto al numero necessario.

In Puglia, esclusa la lista Io Sud-Mpa a Foggia. L’esclusione sarebbe stata decisa per presunte irregolarità nel deposito delle firme a sostegno della lista.

In Calabria, l’Ufficio centrale elettorale della Corte d’appello di Catanzaro ha escluso la candidatura a presidente della Regione Calabria di Pino Siclari, del Partito Comunista dei lavoratori (Pcl). La decisione, secondo quanto riferito da Demetrio Cutrupi, uno dei candidati della lista esclusa insieme al proprio candidato presidente, è da mettere in relazione alla mancanza delle firme nella documentazione relativa alla presentazione della candidatura per la presidenza della Regione.

Sondaggio Euromedia Reserch sulle elezioni regionali, tutte le regioni

Sondaggio Politico-Elettorale

VERSO LE REGIONALI

Pubblicato il 1/3/2010. Autore: Euromedia Research (Ghial Media Srl)

Committente/ Acquirente: Panorama. Diffuso e pubblicato da Panorama il giorno 26 febbraio 2010 (pag. 74)

Criteri seguiti per la formazione del campione: Le interviste sono state effettuate su un campione stratificato per sesso, età e dislocazione territoriale dei residenti nelle 13 Regioni che andranno al voto alle prossime elezioni regionali (MARZO 2010)

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche – metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 1.000 casi per ciascuna regione; popolazione residente nelle 13 regioni di 18 anni e oltre, di entrambi i sessi appartenenti a qualsiasi condizione sociale, residenti in famiglie con il telefono (Fonte ISTAT – 2009)

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 17/02/2010 ed il 23/02/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni per eleggere il Presidente di Regione, Lei a quale dei seguenti candidati avrebbe dato la Sua preferenza? (liste e candidati ad oggi)..

Risposte:

REGIONE LOMBARDIA Roberto Formigoni (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 55.7% (MIN 52.6% – MAX 58.8%) Filippo Penati (PD+IDV+altri di centrosinistra): 34.1% (MIN 31.2% – MAX 37.0%) Savino Pezzotta (UDC): 4.8% (MIN 3.5% – MAX 6.1%) Altri: 5.4% (MIN 4.0% – MAX 6.8%) INDECISI: 16.4%

REGIONE PIEMONTE I CANDIDATI: Roberto Cota (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 47.1% (MIN 44.0% – MAX 50.2%) Mercedes Bresso (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 49.6% (MIN 46.5% – MAX 52.7%) Altri: 3.3% (MIN 2.2% – MAX 4.4%) INDECISI: 23.3% I PARTITI: PDL+Lega Nord+altri di centrodestra: 49.5% (MIN 46.4% – MAX 52.6%) PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra: 47.3% (MIN 44.2% – MAX 50.4%) Altri: 3.2% (MIN 2.1% – MAX 4.3%)

REGIONE LIGURIA Sandro Biasotti (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 48.2% (MIN 45.1% – MAX 51.3%) Claudio Burlando: (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 49.4% (MIN 46.3% – MAX 52.5%) Altri: 2.4% (MIN 1.5% – MAX 3.3%) INDECISI: 23.5%

REGIONE VENETO Luca Zaia (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 56.0% (MIN 52.9% – MAX 59.1%) Giuseppe Bortolussi: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 36.5% (MIN 33.5% – MAX 39.5%) Antonio De Poli: (UDC): 6.0% (MIN 4.5% – MAX 7.5%) Altri: 1.5% (MIN 0.7% – MAX 2.3%) INDECISI: 19.4%

REGIONE EMILIA ROMAGNA Anna Maria Bernini (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 37.5% (MIN 34.5% – MAX 40.5%) Vasco Errani: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 54.3% (MIN 51.2% – MAX 57.4%) Gianluca Galletti: (UDC): 4.5% (MIN 3.2% – MAX 5.8%) Altri: 3.7% (MIN 2.5% – MAX 4.9%) INDECISI: 15.1%

REGIONE TOSCANA Monica Faenzi (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 37.9% (MIN 34.9% – MAX 40.9%) Enrico Rossi: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 55.3% (MIN 52.2% – MAX 58.4%) Francesco Bosi: (UDC): 4.3% (MIN 3.0% – MAX 5.6%) Altri: 2.5% (MIN 1.5% – MAX 3.5%) INDECISI: 15.8%

REGIONE UMBRIA Fiammetta Modena: (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 38.7% (MIN 35.7% – MAX 41.7%) Catiuscia Marini: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 52.1% (MIN 49.0% – MAX 55.2%) Paola Binetti: (UDC): 4.8% (MIN 3.5% – MAX 6.1%) Altri: 4.4% (MIN 3.1% – MAX 5.7%) INDECISI: 18.9%

REGIONE MARCHE Erminio Marinelli (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 42.5% (MIN 39.4% – MAX 45.6%) Gian Mario Spacca (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 48.5% (MIN 45.4% – MAX 51.6%) Massimo Rossi (Federazione della sinistra+Sinistra Ecologia Libertà): 5.5% (MIN 4.1% – MAX 6.9%) Altri: 3.5% (MIN 2.4% – MAX 4.6%) INDECISI: 21.2%

REGIONE LAZIO Renata Polverini (PDL+UDC+altri di centrodestra): 49.1% (MIN 46.0% – MAX 52.2%) Emma Bonino: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 47.1% (MIN 44.0% – MAX 50.2%) Altri: 3.8% (MIN 2.6% – MAX 5.0%) INDECISI: 25.3%

REGIONE PUGLIA Rocco Palese (PDL+altri di centrodestra): 43.1% (MIN 40.0% – MAX 46.2%) Nichi Vendola (PD+IDV+altri di centrosinistra): 46.1% (MIN 43.0% – MAX 49.2%) Adriana Poli Bortone (UDC+Io sud): 10.0% (MIN 8.1% – MAX 11.9%) Altri: 0.8% (MIN 0.2% – MAX 1.4%) INDECISI: 24.2%

REGIONE BASILICATA Nicola Pagliuca (PDL+altri di centrodestra): 38.9% (MIN 35.9% – MAX 41.9%) Vito De Filippo (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 52.5% (MIN 49.4% – MAX 55.6%) Altri: 8.6% (MIN 6.9% – MAX 10.3%) INDECISI: 23.0%

REGIONE CALABRIA Giuseppe Scopelliti (PDL+UDC+altri di centrodestra): 47.4% (MIN 44.3% – MAX 50.5%) Agazio Loiero (PD+altri di centrosinistra): 38.3% (MIN 35.3% – MAX 41.3%) Pippo Callipo (IDV+Radicali Lista Bonino Pannella+altri): 13.4% (MIN 11.3% – MAX 15.5%) Altri: 0.9% (MIN 0.3% – MAX 1.5%) INDECISI: 25.9%

REGIONE CAMPANIA Stefano Caldoro (PDL+UDC+altri di centrodestra): 49.1% (MIN 46.0% – MAX 52.2%) Vincenzo De Luca (PD+IDV+altri di centrosinistra): 46.6% (MIN 43.5% – MAX 49.7%) Paolo Ferrero (Federazione della sinistra): 2.5% (MIN 1.5% – MAX 3.5%) Altri: 1.8% (MIN 1.0% – MAX 2.6%) INDECISI: 26.0%

Regionali 2010, come finirà ?

Manca poco ormai alla definizione di liste e candidati a governatore per le elezioni regionali 2010 del prossimo marzo. Come è noto si voterà in 13 regioni, di queste attualmente due, Lombardia e Veneto, sono rette da governatori espressione del centrodestra e ben 11 sono rette da governatori espressione del centrosinistra.

E’ da dire che quelle elezioni del 2005, registrarono allora, nel risultato il picco massimo della disaffezione dell’elettorato da un centro-destra paralizzato nell’azione di governo dalle contraddizioni e dai conflitti interni.

L’anno successivo, nel 2006 infatti Prodi per il centro-sinistra vinse le elezioni politiche, ma di misura, essendo già iniziata nel corso di quella campagna elettorale la rimonta del centro-destra ad opera di un Silvio Berlusconi scatenato.

A questo appuntamento elettorale il centrodestra si presenta indubbiamente molto più forte del 2005, ma non abbastanza da potere ove corra da solo, senza l’apporto dei centristi dell’Udc, essere certo di ribaltare a proprio favore la maggior parte delle regioni in palio.

I sondaggi, i dati storici e le osservazioni sul campo infatti danno per certi al centro destra solo Lombardia e Veneto, così come danno per certi al centro sinistra solo Toscana, Emilia Romagna ed Umbria.

Nelle restanti otto regioni la differenza potrebbe farla l’Udc, con esiti diversi se si schiera con gli uni, con gli altri o presenta un proprio candidato.

In Piemonte la contrapposizione alla Lega Nord dell’Udc, non consentirà un suo schierarsi con il centro destra, massimizzando le pur residue possibilità di riconferma di Mercedes Bresso, opposta al leghista Cota, ed attualmente data sostanzialmente alla pari dai sondaggi.

Nel Lazio il Cdu è già schierato a sostegno della candidata del centro destra Renata Polverini, opposta alla candidata del centro sinistra Emma Bonino, riducendo di molto le già non elevate possibilità di affermazione di quest’ultima

In Puglia sarà probabilmente l’esito delle primarie tra Boccia e Vendola a decidere la collocazione dell’Udc.

Nelle restanti cinque regioni, Liguria, Marche, Campania, Basilicata e Calabria, è ancora tutto parecchio incerto, ma in ogni caso l’ago della bilancia sarà l’Udc, il quale ha già mostrato disponibilità per i candidati di centro destra in Calabria, Basilicata e Campania.

E’ da rilevare come divisioni difficilmente sanabili esistono non solo nello schieramento di centro sinistra ma anche nello schieramento di centro destra (il caso della Puglia per tutti), tuttavia il centro destra difficilmente regalerà vittorie probabili, e l’Udc non potrà fare a meno di registrare la scarsa compatibilità del suo elettorato con le posizioni espresse da una parte non trascurabile dello schieramento di centro sinistra.

E’ ovvio che ove la sfida si concludesse almeno con un 6 a 7, per il centro sinistra (Liguria, Marche, Basilicata ed anche la Puglia, appaiono essere contendibili),  da quest’ultimi si potrebbe con qualche fondamento affermare di avere arrestato l’avanzata del centro destra in periferia e si potrebbe considerare questa tornata elettorale un buon punto da cui ripartire.

Al contrario un 8 a 5 a favore del centrodestra, ed i sondaggi sembrano confermare questa ipotesi, rimetterebbe in discussione l’operato della intera classe dirigente di centro sinistra e forse la leadership sul centro sinistra dello stesso Pd, consentendo ad un incontrastato ed incontrastabile, Silvio Berlusconi, di mettere mano alle “sue” riforme del paese.

Noi, Voi, Loro

Immigrati in rivolta, paura e caos a Rosarno Scontri tra abitanti e carabinieri e poliziotti

Tensione a Rosarno Maroni, troppo tollerata l’immigrazione clandestina

ROSARNO (REGGIO CALABRIA) – Ci sono stati scontri tra un gruppo di abitanti di Rosarno e alcuni carabinieri e poliziotti. L’episodio si e’ verificato mentre gli immigrati facevano rientro nei centri di ricovero in cui sono ospitati. Alcune persone di Rosarno hanno tentato di raggiungere alcuni degli immigrati, ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine.

La reazione degli abitanti, anche in previsione di qualche fermo che poteva essere disposto dalle forze dell’ordine, e’ stata immediata con grida e insulti verso le forze dell’ordine.

”Dovete picchiare loro – ha detto un giovane – e non noi, perche’ sono loro i veri criminali”. La situazione si e’ poi risolta senza ulteriori conseguenze. In paese, comunque, resta un clima di intolleranza da parte degli abitanti nei confronti degli immigrati che suscita preoccupazioni tra le forze dell’ordine. In particolare le situazioni di maggiore pericolo riguardano gli immigrati che vengono sorpresi da soli nelle vie del paese.
Gia’ da stamattina era ripresa la protesta degli immigrati africani dopo che ieri c’erano stati scontri con le forze dell’ordine, con ferimento di alcune persone e danneggiamento di centinaia di auto. Anche stamani nuovi atti di vandalismo. Sono state danneggiate le vetrine di alcuni negozi e rovesciati molti cassonetti della spazzatura. La situazione viene tenuta sotto controllo dalle forze dell’ordine, presenti con decine di agenti di polizia e carabinieri.

Intanto circa duemila immigrati, secondo la stima della Polizia di Stato, sono concentrati davanti all’ingresso del Comune di Rosarno. L’iniziativa si collega alla protesta in atto da ieri dopo che due immigrati sono stati feriti con alcuni colpi di fucile ad aria compressa. Gli immigrati stanno scandendo slogan di protesta e hanno chiesto che una loro delegazione incontri il commissario prefettizio del Comune, Francesco Bagnato.

I negozi e le scuole di Rosarno sono rimasti chiusi, stamattina. La decisione di non aprire negozi e scuole è stata presa dopo che stamattina gli immigrati hanno ripreso la protesta, abbandonandosi ad atti di vandalismo. Nel paese, la situazione resta tesa, sotto il massiccio controllo di carabinieri, polizia e guardia di finanza. Gli immigrati innalzano alcuni cartelli in cui sono tracciate scritte di protesta in inglese per il ferimento ieri di due loro connazionali.

ABITANTE SPARA IN ARIA PER DISPERDERE IMMIGRATI – Un cittadino di Rosarno stamattina ha sparato due colpi di fucile in aria a scopo intimidatorio per disperdere un gruppo di immigrati che si era concentrato davanti la sua abitazione. L’uomo ha sparato i colpi dopo essere salito sulla terrazza della casa. Gli immigrati successivamente sono entrati nell’abitazione dove c’erano la moglie e i due figli dell’uomo, dove però si sono limitati ad urlare e protestare, inveendo contro l’uomo e i suoi familiari, e si sono poi allontanati. L’episodio si è risolto così senza feriti e senza incidenti.

IERI.Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e svuotati sull’asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. Scene di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati in condizioni inumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un’altra struttura abbandonata.

A fare scoppiare la protesta e’ stato il ferimento da parte di persone non identificate di alcuni extracomunitari con un’arma ad aria compressa. I feriti, tra i quali c’e’ anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno, non destano particolari preoccupazioni, ma la volonta’ di reagire che, probabilmente, covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del sopportabile, e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell’Ex Opera Sila, non ci ha messo molto ad esplodere.

Armati di spranghe e bastoni, gli extracomunitari, in larga parte provenienti dall’Africa, hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno mettendo a ferro e fuoco alcune delle vie principali della cittadina. Gli episodi di violenza non hanno risparmiato nulla: tutto cio’ che si trovasse alla portata dei manifestanti, dalle auto, in qualche caso anche con delle persone a bordo, alle abitazioni, a vasi e cassonetti dell’immondizia che sono stati svuotati sull’asfalto.

A nulla e’ valso l’intervento di polizia e carabinieri schierati in assetto antisommossa davanti ai piu’ agguerriti, un centinaio di persone tenute sotto stretto controllo. Nel corso della serata sono arrivati rinforzi e, in un clima di palpabile tensione, si e’ intavolata una trattativa nel tentativo di fare rientrare la protesta. Nonostante questo non sono mancati i contatti, quando dal gruppo e’ partita una sassaiola verso le forze dell’ordine che hanno risposto. Nel parapiglia che ne e’ seguito alcuni immigrati sono rimasti contusi e sono stati portati nell’ospedale di Polistena.

La protesta di Rosarno si e’ conclusa dopo le 23, ma in precedenza, un secondo fronte si e’ aperto nel territorio del comune di Gioia Tauro, dove la strada statale 18 e’ stata bloccata. I manifestanti, nel corso della serata, proprio sulla statale 18, hanno danneggiato decine e decine di auto ed hanno bloccato una vettura con a bordo una donna e due figli. La donna e’ stata colpita alla testa ed ha riportato una ferita lacero contusa ed e’ stata costretta a scendere insieme ai figli. Quindi la vettura e’ stata incendiata.

Tra Rosarno, l’ex fabbrica in disuso, e Gioia Tauro in un immobile dell’ex Opera Sila sono circa 1.500 gli extracomunitari che lavorano come manodopera nell’agricoltura.

Il presidente della Regione, Agazio Loiero, in serata ha sostenuto di essere molto preoccupato per cio’ che e’ avvenuto. ”E’ il frutto – ha detto – di un clima di intolleranza xenofoba e mafiosa che non riguarda ovviamente la popolazione di Rosarno, giustamente allarmata per la situazione di tensione che si e’ determinata con la rivolta degli extracomunitari sfruttati, derisi, insultati e ora, due di loro, feriti con un’arma ad aria compressa”. ”Auspico – ha aggiunto Loiero – che dal ministero dell’Interno arrivi una forte iniziativa che tutelando i cittadini di Rosarno, perche’ sono intollerabili gli atti di vandalismo, tuteli anche quei tanti disperati contro cui per la seconda volta si e’ indirizzata la violenza criminale”.

da ANSA.IT

Malaysia: attacco chiese cattoliche

I cattolici non possono scrivere la parola ‘Allah’
08 gennaio, 09:13

(ANSA) – KUALA LUMPUR, 8 GEN – Tre chiese cattoliche sono state il bersaglio di attacchi incendiari la scorsa notte alla periferia di Kuala Lumpur, in Malaysia. Una chiesa e’ stata incendiata e gravemente danneggiata, sulle altre due sono state lanciate bombe Molotov che non hanno provocato danni. Dietro gli attacchi, la polemica scoppiata sul diritto dei cattolici di scrivere la parola ‘Allah’ dopo che l’alta corte malese aveva sospeso l’autorizzazione accordata a un quotidiano cattolico di utilizzarla.

Egitto, strage di cristiani copti Sette morti dopo la Messa di Natale

In un villaggio vicino a Luxor. scontri con la polizia. Aggressione di tre musulmani dopo un presunto stupro. «Preoccupazione anche per cattolici». Frattini: un orrore

CAIRO – È stato un Natale di sangue quello dei cristiani copti a Nag Hammadi, villaggio egiziano nel governatorato di Qena, vicino al sito archeologico di Luxor (mappa). All’uscita dalla chiesa di Anba Basaya, dopo la Messa di mezzanotte, i fedeli sono stati aggrediti da tre musulmani. Sette i morti e nove i feriti. Tra le vittime c’è anche un poliziotto. Alla Messa celebrata da Shenuda III, Papa dei copti, partecipava anche il figlio ed erede designato del presidente Mubarak. La sparatoria è avvenuta intorno alle 23.30 (le 22.30 in Italia), dopo la Messa che segna l’inizio della Natività copta, il 7 gennaio.

SCONTRI CON LA POLIZIA – Nell’intera zona è stato imposto il coprifuoco per facilitare le ricerche degli aggressori, ma questo non ha fermato un gruppo nutrito di copti – circa duemila – che la mattina si sono scontrati con agenti di polizia davanti all’ospedale dove erano state portate le salme. I manifestanti hanno lanciato pietre contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti antincendio. Alcuni agenti sono stati feriti e alcune finestre frantumate. Il killer sarebbe stato identificato: è un musulmano con precedenti penali. Sull’aggressione circolano diverse versioni, ma secondo un comunicato ufficiale a sparare contro due gruppi diversi di fedeli sarebbero state tre persone da un’auto. Ci sarebbe stato anche un secondo attacco davanti al convento di Badaba, in una zona agricola vicino al villaggio. Nel pomeriggio si sono svolti, tra straordinarie misure di sicurezza, i funerali dei sei copti uccisi all’uscita dalla Messa. La polizia ha fatto entrare in chiesa un numero limitato di fedeli per evitare altre tensioni.

VENDETTA PER UNO STUPRO – Secondo il ministero dell’Interno egiziano, gli attentatori volevano vendicarsi del rapimento e presunto stupro di una dodicenne musulmana della zona per mano di un giovane cristiano. L’episodio, avvenuto a novembre, aveva già scatenato la collera della comunità musulmana e l’arcivescovo di Nag Hammadi ha accusato la polizia di non aver preso sul serio le minacce arrivate a più riprese da integralisti. In ogni caso quello di mercoledì sera è il più sanguinoso scontro religioso in Egitto dagli anni Novanta a oggi. Un Paese dove i copti, la comunità cristiana più popolosa del Vicino Oriente, rappresentano circa il 10% della popolazione. Nonostante il numero considerevole, lamentano di subire discriminazioni sia da parte dei musulmani estremisti che nella vita civile: le tensioni sono particolarmente forti proprio nell’Egitto del sud.

PREOCCUPAZIONE PER CATTOLICI – Anche tra i cattolici egiziani c’è forte preoccupazione per l’acuirsi della tensione. «Il clima di avversione nei confronti dei cristiani negli ultimi tempi sembra essere più evidente» scrive L’Osservatore Romano che ha intervistato padre Rafic Greiche, direttore del locale ufficio informazioni cattolico. «Anche noi cattolici, come il resto dei cristiani, siamo preoccupati – spiega il sacerdote -. L’atmosfera, soprattutto nell’Alto Egitto, è più pesante. Al Cairo ci sentiamo tutti più sicuri, ma nei villaggi il clima è diverso. Gli incidenti, gli attacchi nascono sempre da una miscela di odio religioso e pretesti occasionali. La scorsa Pasqua, con le stesse modalità, è stato ucciso un altro cristiano a Hegaza».

FRATTINI: VIOLENZA SUSCITA ORRORE – Dura la condanna dell ministro degli Esteri Franco Frattini: «Le violenze contro la comunità cristiana copta suscitano orrore e riprovazione». Chiede alla comunità internazionale di non restare indifferente né abbassare la guardia di fronte all’intolleranza religiosa, «una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali». L’Italia, ha aggiunto, intende continuare a difendere in tutte le sedi il principio della libertà di culto. Frattini ha annunciato che discuterà della tutela della comunità copta con il ministro degli Esteri egiziano Aboul Gheit durante la sua visita al Cairo in programma la prossima settimana.

Corriere.it