Sondaggio elettorale Ipr Marketing del 29 ottobre per La Repubblica

Sale al 10% il vantaggio del centrosinistra sul centrodestra nel sondaggio mensile di Ipr Marketing per Repubblica.it.
Il centrosinistra sta al 45,5% (a settembre era al 44%) e il centrodestra scende di altri due punti, dal 37,5% al 35,5%.

Resta fermo il Terzo Polo inchiodato da tempo al 13% e il Movimento 5 Stelle (3,5% come a settembre).
Federazione delle sinistre risale all’1,5% (era scesa allo 0,5%).

Recupera ancora il Pd dal 27% al 28% e l’Idv dal 6% al 7%.
Fermo al 7,5% Sel e piccoli movimenti per gli altri con i Verdi ancora in difficoltà.

Nel centrodestra continua la discesa della Lega Nord che era al 9,5% a giugno (ma, prima era arrivata anche oltre l’11%), al 9% a settembre e deve adesso accontentarsi del 7,7%.

Il suo elettorato vive negativamente la “dipendenza” dal Pdl e da Berlusconi.
Il Pdl è ora al 25,3% con un calo dell’1,2% rispetto a settembre e di oltre due punti sullo scorso giugno.

Sondaggio elettorale 29 ottobre 2011

Sondaggio elettorale 29 ottobre 2011

Periodo di effettuazione delle interviste: 29 Ottobre 2011
Interviste telefoniche con il sistema Cati
Per le intenzioni di voto Panel 1.000 cittadini residenti in Italia, disaggregati per sesso, età ed area di residenza
Istituto Fornitore: IPR Marketing – (www.iprmarketing.it)
Committente: La Repubblica.it

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Sondaggio elettorale DEMOS ottobre 2011 per La Repubblica

Chi sale e chi scende.

Salgono rispetto alle politiche 2008: Lega Nord (+0,5), FLI (+3,6) che non c’era alle precedenti elezioni, Udc (+1,9), Idv (+3,8), Sel (+3,7), Movimento 5 Stelle (+4,3) non c’era alle precedenti elezioni.

Perdono consenso rispetto alle politiche 2008: Pdl (-11,3), Pd (-5,1), Altri partiti minori (-1,4).

Grande crisi di leadership da parte delle dirigenze dei due maggiori partiti di entrambi gli schieramenti che determina la frammentazione nell’ambito delle coalizioni possibili.
La nascita di un terzo polo centrista colpisce in particolare la coalizione di centro-destra.
La possibile coalizione di entro-sinistra basata su Pd-Idv e Sel è maggioritaria nel paese con il 44,0 % a fronte del 35,3 % di pdl e Lega.

Secondo il sondaggio in una ipotetica corsa a tre la coalizione di Centro-sinistra otterrebbe il 43,8 % contro il 36,6 % del centro-destra ed il 18,9 del terzo polo (Udc + FLI ed altri).

Sondaggio realizzato da Demos & Pi.
Il sondaggio è stato condotto nei giorni 18 ottobre – 20 ottobre 2011 da Demetra (metodo CATI).
Il campione nazionale intervistato è tratto dall’elenco degli abbonati di telefonia fissa (N=1.038, rifiuti/sostituzioni: 4.253), ed è rappresentativo per i caratteri socio-demografici e la distribuzione territoriale della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (margine di errore 3.0%). Le stime sulle intenzioni di voto sono state realizzate tenendo sotto controllo la distribuzione territoriale, i caratteri socio-demografici e i precedenti comportamenti elettorali dei rispondenti.

A Brescia le due facce della stessa medaglia

un paese profondamente malato.

Avevo appena finito di leggere questo a proposito della morte a Brescia del bambino sinti affetto da una rara malattia per difendersi dalla quale aveva necessità della corrente elettrica che alimentasse le apparecchiature a cui er attaccato e a cui, per sgombrare lui e la sua famiglia, era stata staccata la corrente, quando l’occhio mi è andato a quest’altra notizia, l’arresto per tangenti sempre nella medesima zona, il bresciano, di due assessori della Lega Nord.

BRESCIA – Tommaso non ce l’ha fatta. Piccolo e malato, il bambino di 17 mesi, diventato suo malgrado il simbolo della lotta tra sinti e Comune di Brescia, è morto ieri pomeriggio agli Spedali Civili dove era ricoverato da due mesi.

Il 14 febbraio scorso, dopo il blitz della polizia locale e la sospensione della corrente alle roulotte del campo, Tommaso era stato ricoverato d’urgenza. Dimesso dopo due giorni, il piccolo si era poi di nuovo aggravato tanto da dover tornare in ospedale. Tommaso soffriva di una malattia genetica rarissima (solo 14 casi al mondo) che si chiama H-ABC: un sondino fissato a una narice e a una macchina per l’ossigeno gli permettevano di sopravvivere, con mamma Fenni ad accudirlo e papà Samuel sempre pronto a qualsiasi emergenza.

Come la notte di San Valentino, quando dopo gli scontri con la polizia, mancata l’elettricità, ha dovuto procurarsi con le buone o con le cattive un generatore portatile per tenere in vita il suo bambino. «È nato così – spiega lo zio, Giovanni Tonsi, allargando le braccia -. Per malattie come la sua non c’è guarigione. Certo, quel giorno che il Comune ha staccato la corrente è stato tutto più difficile…».

Al campo di via Orzinuovi, dove l’amministrazione di Palazzo Loggia non ha ancora riattivato i bagni perché aspetta di sgomberare gli ultimi abusivi, non accusano nessuno. Anzi, i sinti tendono la mano al sindaco, Adriano Paroli, perché la morte di Tommy serva a sancire una tregua.

Due assessori leghisti di due Comuni del Bresciano sono stati arrestati per tangenti. Si tratta di Mauro Galeazzi, 48 anni, titolare della delega a Urbanistica e lavori pubblici a Castel Mella, e di Marco Rigosa, 45, capo ufficio tecnico del Comune di Castel Mella e assessore ai Lavori pubblici a Rodengo Saiano (Comune che risulta comunque estraneo alle indagini). Nell’operazione, condotta dai carabinieri della compagnia di Brescia, sono stati arrestati Andrea Piva, 36enne di Rodengo Saiano, geometra, libero professionista, e Antonio Tassone, 68 anni di Lumezzane, imprenditore.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip bresciano Cesare Bonamartini su richiesta del pm Silvia Bonardi. E’ indagato anche un altro dipendente dell’ufficio urbanistica del Comune di Castel Mella. I reati contestati sono per tutti di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, e solo per Galeazzi, anche di peculato. Antonio Tassone, impegnato nella realizzazione di un centro commerciale in Castelmella, usava come tramite Piva per mantenere i rapporti con il responsabile dell’ufficio tecnico Rigosa e con l’assessore Galeazzi. Il centro commerciale stava per essere realizzato su un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale che Tassone aveva già opzionato con un contratto preliminare.

Nella ricostruzione dell’accusa, per rendere più veloce e sicuro l’iter di approvazione del piano urbanistico – ammorbidendo i controlli, in particolare della commissione paesaggistica – Tassone aveva pattuito un versamento di 22mila euro, dei quali 12mila pagati a favore della società di Piva e altri 10mila versati in contanti dallo stesso imprenditore a Piva e da questo consegnati al Rigosa, che ne aveva poi versato una parte all’assessore Galeazzi. Galeazzi è indagato anche per peculato: nella sua veste di pubblico ufficiale aveva nella sua disponibilità un cellulare di servizio, intestato alla Provincia di Brescia, con cui aveva effettuato centinaia di telefonate a fini esclusivamente privati.“.

Seguiranno commozione e lacrime, nel primo caso, e condanna e disapprovazione nel secondo, e poi tanta ma tanta fretta di dimenticare.

La Lega Nord: per gli italiani è un cancro

Due italiani su tre ritengono che la lega Nord ha avuto effetti negativi per l’intero paese e che pertanto sia un danno per la politica italiana.
Lo rivela Trendsetting, il sondaggio realizzato da Affaritaliani.it e Swg.
La presenza della Lega Nord nella politica italiana ha significato un danno per il 67% degli italiani. Ha costituito un beneficio solo per il 33% degli intervistati. Tale valutazione è condivisa anche da un terzo degli elettori di cento destra ed appare particolarmente radicata tra i residenti nel Mezzogiorno. Per il 68% del campione il partito di Umberto Bossi è un movimento di destra, di centro per l’11% e di sinistra per il 2%.
L’indagine è stata condotta attraverso il sito di Affari Italiani.it su un campione nazionale di 1500 soggetti maggiorenni nei giorni 10-11 febbraio 2011.

Questione molare

“nel Nord Est – nel silenzio spesso come le nebbie di questi giorni – la Lega da mesi è dilaniata dalla questione morale, tanto che il leader locale Gianpaolo Gobbo, non sapendo più a che santo votarsi, ha proposto “l’istituzione in ogni provincia di una commissione che valuterà tutti i candidati prima di metterli in lista”. L’ultimo incidente l’altro ieri: la condanna per bancarotta fraudolenta a 2 anni e 3 mesi (pena condonata) di Enrico Cavaliere, già parlamentare e presidente del Consiglio regionale veneto, per il buco milionario della società che doveva realizzare il megavillaggio “Skipper” in Croazia, detto anche “il paradiso di Bossi”. È ormai una lunga serie: la settimana scorsa è finito ai domiciliari Giuseppe Barison, capogruppo della Lega a Zero Branco (Treviso), per una storia di tangenti, favori ed escort; a fine settembre era toccato a David Codognotto, ex assessore di San Michele al Tagliamento (Venezia) arrestato pure lui per mazzette; Edouard Ballaman, il presidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, andava in vacanza in autoblu; come il sindaco di Sommacampagna Gianluigi Soardi: sul Gargano con l’auto dell’Azienda trasporti di cui era presidente e il telepass aziendale spostato sul cruscotto della macchina della moglie. Anche al Nord teniamo famiglia. E Cesare Biasin, già sindaco di Silea, che avrebbe affittato tre suoi appartamenti alle prostitute? I clienti citofonavano agli altri condomini: “E’ qui che esercitano le rumene?”, come ha raccontato Fabio Poloni de La Tribuna di Treviso. Udine, Verona, Arzignano, Treviso: la geografia della corruzione leghista ormai è vasta quanto il suo impero.

Poi c’è lui, Alessandro Costa, il regista del bunga bunga padano. Trentotto anni, vigile urbano, assessore alla sicurezza della Lega a Barbarano Vicentino, ad agosto era stato indagato per sfruttamento della prostituzione: le lucciole gli pagavano 150 euro per pubblicare le loro inserzioni sporcaccione sul suo sito. “Dice di essere finito per errore in questa situazione, forse a causa del suo hobby per la fotografia che lo ha messo in contatto con alcune modelle…” tentò una poco convinta difesa il suo sindaco, Roberto Boaria. Senonché il partito lo aveva cacciato, il Comune lo aveva sospeso dal lavoro, e Costa invece di fare mea culpa s’era tenuta la seggiola di consigliere comunale e intanto aveva allargato la sua attività imprenditoriale alle gang bang, aprendo sul sito la sezione orge. “Tieni presente che Padova è una miniera d’oro, coltivala!” spronava i suoi collaboratori sul territorio, come ha rivelato sul Mattino di Padova Enrico Ferro. “Vedrai che se lavori bene di soldi ne fai talmente tanti che il normale lavoro passa in secondo piano”, incoraggiava le sue escort. “Eravamo in nove, io un’altra donna e sette uomini” ha raccontato ai carabinieri una delle reclute della divisione orge, una bella signora padovana di 45 anni: “Beh, sì, sono stata un po’ birichina”. Prendeva 700 euro, 100 per ogni partecipante al party. E Costa s’intascava altri 500 euro da ciascun cliente: imprenditori, professionisti, medici.

Ora l’ex assessore alla sicurezza è in galera: i militari a fine gennaio lo hanno sorpreso al casello di Padova Ovest mentre incassava i pagamenti di tre ragazze da un suo agente. La signora birichina sta cercando lavoro.”

da RITAGLI di Concetto Vecchio

E’ vero, loro non stanno dalla parte dei cervelli !

“La nostra forza e’ l’ignoranza”, un tempo era solo uno slogan che veniva esibito dai tifosi della curva dell’Atalanta, la squadra di calcio di Bergamo, ora è la sintesi programmatica della più consistente forza politica del Nord di questo disgraziatissimo paese.

Pippo Civati ha postato sul suo blog questo “epocale” documento politico dei leghisti di Adro sulla penosa vicenda della scuola padana.

E’ un vero peccato che mamma e papà dell’estensore del manifesto a suo tempo non abbiano praticato il “coito interructus (?)”.

Sondaggi Politici di metà settembre 2010 a confronto

Con la ripresa delle maggiori trasmissioni televisive di approfondimento politico (si fa per dire), quali Porta a Porta e Ballarò, gli istituti demoscopici, incaricati di sondare le intenzioni di voto degli italiani, fanno girare uomini, telefoni e macchine a pieno regime per soddisfare la sempre crescente curiosità degli italiani comuni e degli addetti ai lavori.

Qualora si dovesse tornare alle urne gli italiani chi voterebbero ?

Presentiamo qui una panoramica sintetica degli ultimi rilevamenti realizzati in un arco di tempo che va dal 9 settembre al 13 settembre.

Secondo i dati del Barometro Politico dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, il PDL di Berlusconi si posizionerebbe oggi al 29%, per Crespi ricerche di Luigi Crespi il Pdl è al 30% nelle intenzioni di voto, al 32% per Euromedia Research di Alessandra Ghisleri, al 30,7% per Ispo di Renato Mannheimer e per Ipsos di Nando Pagnoncelli al 30,7%.

Secondo gli stessi istituti il PD è al 26,5% per Demopolis, per Crespi al 24,6%, per Euromedia Research al 25% e sia per Pagnoncelli che per Mannheimer al 25,7%.

Anche per quanto riguarda la Lega si nota una certa omogeneità di dati. Per Demopolis è data al 13%, al 12,30% per Crespi Ricerche, al 13,20% per Euromedia Research, mentre per L’istituto Ipsos si posiziona al 12,40% e per Ispo al 11,50%.

L’Udc di Pierferdinando Casini è data al 7% da Demopolis, al 6,5% da Crespi, mentre per Euromedia Research è al 5,9% e al 6,4% secondo l’Ispo e Ipsos.

Le maggiori curiosità sono, nel periodo per FL o Futuro e Libertà la neoformazione politica di Gianfranco Fini, la quale è data al 7,5% da Demopolis, al 3,9% da Euromedia Research al 5, 8% da Pagnoncelli, al 6,9% da Crespi e al 7,2% da Mannheimer.

A mostrarsi più ottimisti quando si parla di Idv sono Euromedia Research e Ipsos al 7,9% per entrambi, mentre Crespi e Mannheimer lo danno rispettivamente al 6,5% e al 6,4% e al 6% Demopolis.

SEL, del governatore della Puglia Nichi Vendola viene rilevato da Demopolis al 4,5%, al al 4% da Crespi e al 5,1% da Pagnoncelli.

A seguire le tavole di sintesi di Demopolis, ISPO S.R.L. e IPSOS Public Affairs.