Dai Cota, di più …

«La Bresso ha isolato il Piemonte, ma noi sapremo sfruttare tutte le occasioni per non essere né subalterni né isolati, a incominciare da Tav e centrali nucleari»: il giorno dopo la vittoria al fotofinish in Piemonte, di misura, ma storica per la Lega, Roberto Cota è a Roma a fare il capogruppo del Carroccio.

Cota contro la Ru486 in Piemonte “Per me può restare nei magazzini”. Il neopresidente del Piemonte non ha nascosto di pensarla in modo ”completamente diverso” dall’ex presidente Mercedes Bresso. ‘Sono per la difesa della vita – ha detto Cota – e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero’. ‘E’ il primo esempio di parola non mantenuta’, replica il ginecologo Silvio Viale.

Roma – Il neogovernatore del Piemonte Roberto Cota, intervenendo alla trasmissione “Porta a porta”, ha anticipato che revocherà il patrocinio alla prossima edizione del Gay pride torinese concesso dall’ex presidente Mercedes Bresso. “Dovrò revocare il patrocincio al Gay pride” ha ripetuto più volte l’esponente leghista al termine della puntata.

E gli amici di Grillo godono … come bestie !

Ed il modello “quella è la porta” no ?

Bottegai, senza offesa per gli esercenti la nobile arte del commercio, che si credono generali.

Questo è la rappresentazione di se, del gruppo dirigente del maggior partito di opposizione,il Pd, ed in specie del suo massimo esponente, il segretario Pierluigi Bersani ed il suo mentore Massimo D’Alema.

Ho atteso un po prima di cominciare a trarre qualche conclusione, perchè a caldo si finisce per essere trascinati, nei giudizi, dai sentimenti.

Ma ora, a freddo, posso dire serenamente che l’unico punto fermo alla luce del prima, dello svolgimento, e dei risultati di questa tornata elettorale è che abbiamo a che fare con dei semplici bottegai frustrati, incapaci nella competizione a reggere il confronto con il principe dei venditori.

Come valutare infatti la vicenda Puglia e le dichiarazioni di D’Alema, tese a segare la candidatura di Nichi Vendola, in favore dell’incolore Boccia, in una manovra che doveva portare ad un qualche accordo con l’Udc?
E dopo il voto, come valutare la dichiarazione di Bersani il quale dopo avere esaltato in precedenza il cosidetto modello “emiliano”, (precario anchesso nel quale visto che Errani si è fermato al 52%, Grillo ha preso il 7% e la Lega quasi al 14%), lo senti blaterare di modello “Liguria”, come dire che per opporsi al centrodestra basterebbe la sommatoria di tutto e del contrario di tutto, sinistra comunista e radicale, dipietristi e grillini con contorno di centristi, ed infine incrociare le dita e sperare che ci si fidi delle capacità di governo di una tale inquietante ed informe massa di mediocrità.

Non è meglio che imbocchino il corridoio e premano la maniglia di quella porta in fondo dove c’è scritto “Exit” ?

Nell’attesa gustatevi gli ultimi 20 minuti di “Blob – Fluido mortale” del 1958 con Steve Mc Queen.

Frase celebre “E’ la cosa più orribile che abbia visto in vita mia !

Woow … che nomi the day after !

Ok stiliamo l’elenco.

Tra gli eletti c’è Michele Mazzarano, l’ex numero due del Pd in Puglia, che aveva ritirato la candidatura quando il suo nome, era finito nel registro degli indagati per l’inchiesta sulle tangenti nella sanità pugliese il quale entra in consiglio regionale con 6.340 preferenze. Si attende naturalmente la conferma delle dimissioni da persona seria qual è.

In Puglia ha fatto centro Tato Greco, come Mazzarano indagato nell’inchiesta sulle tangenti della sanità pugliese, ma che non ha mai pensato alle dimissioni.
Promosso anche Ruggiero Mennea, pro-cugino di Pietro, che implorava di non toccare la pista di Barletta «teatro del record mondiale sui 200 al livello del mare», ad opera del pro-zio.
Sempre in Puglia è stato eletto anche Lorenzo Nicastro, ex fresco magistrato messo in lista da Di Pietro, con una scelta che ha suscitato le critiche anche dall’Associazione dei magistrati.

C’è Maruska Piredda, la nota hostess dell’Alitalia eletta nel listino di Burlando in Liguria.
Ci stà la “trota”, Renzo Bossi, il figlio del padre padrone della Lega che a Brescia ha preso una valanga di voti.
Diventano consiglieri regionali anche Marco Scajola, nipote del ministro Claudio, Ettore Zecchino, figlio dell’ex ministro Ortensio, Pietro Sbardella, figlio dello «squalo» Vittorio, Romano La Russa, fratello di del ministro Ignazio, ed Elisabetta Fatuzzo che a 42 anni rappresenta il Partito pensionati, fondato dal padre Carlo.

Ci sta Sandra Lonardo in Mastella.
C’è Isabella Rauti la moglie di Alemanno e figlia di Pino.

Per la serie a volte ritornano in Campania, nella lista Alleanza di Popolo, è stato eletto Roberto Conte, condannato in primo grado a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa.

Chi ha detto che l’opposizione non paga ? Nel Lazio il più votato è stato Claudio Fazzone che si è opposto ferocemente allo scioglimento del consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose.

In Lombardia è stato trionfo anche per Gian Carlo Abelli, marito di Rosanna Gariboldi che due mesi fa, accusata di riciclaggio, ha patteggiato una condanna a due anni, così come l’ex assessore Massimo Ponzoni, rieletto a Monza con il maggior numero di preferenze, ed indagato per il fallimento dell’immobiliare Il Pellicano.
Ma c’è stato posto anche per la sexy igienista dentale di Silvio Berlusconi Nicole Minetti, 25 anni, già soubrette televisiva al quinto posto nel listino di Roberto Formigoni.

Eletto nel Lazio il medico sociale della Roma Mario Brozzi, nella lista Polverini ed in Lombardia Giorgio Puricelli, il fisioterapista del Milan nel listino vincente di Formigoni.

Nel Lazio diventano consiglieri regionali Ernesto Irmici, portavoce di Cicchitto, e Carlo De Romanis, assistente di Tajani.
In Piemonte diventano consiglieri Angelo Mastrullo, capo di gabinetto del sottosegretario Crosetto, e Cristiano Bussola, capo dell’ufficio stampa del Pdl.
In Umbria farà un giro Oliviero Dottorini, già portavoce di Pecoraro Scanio ed ora approdato all’Idv di Antonio Di Pietro.

Ci sono ancora persone serie, Raffaele Fitto per esempio

Si dimette il ministro Fitto

Aveva sostenuto Palese, sconfitto da Vendola in Puglia

(ANSA) – ROMA, 30 MAR – Il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto ha presentato le dimissioni dall’incarico.
Dimissioni che arrivano il giorno dopo le elezioni regionali che hanno visto in Puglia l’affermazione del centrosinistra con Nichi Vendola e la sconfitta del candidato del centrodestra Rocco Palese, portato avanti proprio dal ministro. Dopo la candidatura di Palese, Adriana Poli Bortone aveva deciso di correre autonomamente con l’appoggio dell’Udc.

Ansa.it

Venezia elezioni comunali, acqua alta per Brunetta

Quando sono state scrutinate solo 79 su 303 sezioni il candidato a sindaco del centrosinistra per il comune di Venezia Giorgio Orsoni nutre qualche pur flebile speranza di essere il possibile candidato vincente al primo turno avendo conseguito finora il 51,16 % dei voti.

Secondo con solo il 42,43 % il ministro Renato Brunetta.

Chissà perchè, chissà per come, in questo clima post elettorale mi son ritornate alla mente le celebri strofe: “Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca!” dall’Ode a Venezia del poeta di Schio Arnaldo Fusinato (1817-1888), una poesia sul Risorgimento che fino a che si è coltivato il mito del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, non mancava in ogni antologia scolastica, ed infine quella “bandiera bianca” poteva non farmi pensare ad un Battiato d’annata ?

***

Ode a Venezia di Arnaldo Fusinato

E’ fosco l’aere, il cielo e’ muto,
ed io sul tacito veron seduto,
in solitaria malinconia
ti guardo e lagrimo,
Venezia mia!

Fra i rotti nugoli dell’occidente
il raggio perdesi del sol morente,
e mesto sibila per l’aria bruna
l’ultimo gemito della laguna.

Passa una gondola della città.
“Ehi, dalla gondola, qual novità ?”
“Il morbo infuria, il pan ci manca,
sul ponte sventola bandiera bianca!”

No, no, non splendere su tanti guai,
sole d’Italia, non splender mai;
e sulla veneta spenta fortuna
si eterni il gemito della laguna.
Venezia! l’ultima ora e’ venuta;
illustre martire, tu sei perduta…
Il morbo infuria, il pan ti manca,
sul ponte sventola bandiera bianca!

Ma non le ignivome palle roventi,
ne’ i mille fulmini su te stridenti,
troncaro ai liberi tuoi di’ lo stame…
Viva Venezia!
Muore di fame!

Sulle tue pagine scolpisci, o Storia,
l’altrui nequizie e la sua gloria,
e grida ai posteri tre volte infame
chi vuol Venezia morta di fame!
Viva Venezia!
L’ira nemica la sua risuscita
virtude antica;

ma il morbo infuria, ma il pan le manca…
Sul ponte sventola bandiera bianca!

Ed ora infrangasi qui sulla pietra,
finché e’ ancor libera,
questa mia cetra.
A te, Venezia,
l’ultimo canto,
l’ultimo bacio,
l’ultimo pianto!

Ramingo ed esule in suol straniero,
vivrai, Venezia, nel mio pensiero;
vivrai nel tempio qui del mio core,
come l’imagine del primo amore.

Ma il vento sibila,
ma l’onda e’ scura,
ma tutta in tenebre
e’ la natura:
le corde stridono,
la voce manca…

Sul ponte sventola
bandiera bianca!

Per chi non ricorda la vicenda narrata è quella della sfortunata sollevazione di Venezia nel 1848, in appoggio al tentativo di unificazione dell’Italia iniziato da Carlo Alberto. Dopo la sconfitta di Carlo Alberto ad opera del generale austriaco Radetzky, Venezia e Roma continuarono, la insurrezione proclamando la repubblica.
Venezia, assediata dagli austriaci, fu colpita anche da una epidemia di colera, “il morbo” che infuria.
Roma fu soverchiata dalle forze armate del Regno delle Due Sicilie, di Francia e di Spagna e gli insorti dovettero abbandonare la città

Elezioni Regionali 2010 è finita 7 a 6, determinante Grillo per la vittoria della Lega in Piemonte

E’ finita nel migliore dei modi per il centrodestra una tornata elettorale che a tratti è sembrato dovesse segnarne in qualche modo l’inizio della fine.

Alla conferma delle regioni assegnate al centrodestra già con certezza Lombardia e Veneto prima, e Calabria e Campania dopo, si sono unite nella tarda serata di ieri Lazio e Piemonte.

Nel Lazio Renata Polverini ha infine prevalso su Emma Bonino e in Piemonte il leghista Roberto Cota ha scalzato l’uscente Mercedes Bresso.

Il centrosinistra ha confermato l’ Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, le Marche, la Basilicata e la Puglia e la Liguria.

Il centro destra incluso la Lega Nord è intorno al 47,7 % quindi recupera sulle europee e anche sulle politiche del 2008 in assoluta cotrotendenza con il quadro europeo.

Il centro sinistra è ancora più diviso di prima e tutto insieme è intorno al 44 %, comprendendo nel conto, dai vendoliani al Pd all’Idv ai Comunisti, e le liste “minori fai da te”.

Il gioco sempre in auge nella sinistra italiana, conosciuto come, “anche io faccio un partito”, in Piemonte, in questa tornata elettorale, ha prodotto certamente la vittoria del candidato di centro destra.

In Piemonte infatti il candidato del movimento 5 stelle (Grillo) ha conseguito un 4,08 %, sottratto interamente a sinistra alla candidata Mercedes Bresso bloccata al 46,88 % nella battaglia contro il leghista Roberto Cota, il quale ha conseguito il 47,34 %, solo lo 0,46% in più della Bresso.

In tutti gli altri casi, i pur non esaltanti risultati conseguiti da tali “giocatori”, non sono stati determinanti per la vittoria dello schieramento avverso.