Regionali 2010, come finirà ?

Manca poco ormai alla definizione di liste e candidati a governatore per le elezioni regionali 2010 del prossimo marzo. Come è noto si voterà in 13 regioni, di queste attualmente due, Lombardia e Veneto, sono rette da governatori espressione del centrodestra e ben 11 sono rette da governatori espressione del centrosinistra.

E’ da dire che quelle elezioni del 2005, registrarono allora, nel risultato il picco massimo della disaffezione dell’elettorato da un centro-destra paralizzato nell’azione di governo dalle contraddizioni e dai conflitti interni.

L’anno successivo, nel 2006 infatti Prodi per il centro-sinistra vinse le elezioni politiche, ma di misura, essendo già iniziata nel corso di quella campagna elettorale la rimonta del centro-destra ad opera di un Silvio Berlusconi scatenato.

A questo appuntamento elettorale il centrodestra si presenta indubbiamente molto più forte del 2005, ma non abbastanza da potere ove corra da solo, senza l’apporto dei centristi dell’Udc, essere certo di ribaltare a proprio favore la maggior parte delle regioni in palio.

I sondaggi, i dati storici e le osservazioni sul campo infatti danno per certi al centro destra solo Lombardia e Veneto, così come danno per certi al centro sinistra solo Toscana, Emilia Romagna ed Umbria.

Nelle restanti otto regioni la differenza potrebbe farla l’Udc, con esiti diversi se si schiera con gli uni, con gli altri o presenta un proprio candidato.

In Piemonte la contrapposizione alla Lega Nord dell’Udc, non consentirà un suo schierarsi con il centro destra, massimizzando le pur residue possibilità di riconferma di Mercedes Bresso, opposta al leghista Cota, ed attualmente data sostanzialmente alla pari dai sondaggi.

Nel Lazio il Cdu è già schierato a sostegno della candidata del centro destra Renata Polverini, opposta alla candidata del centro sinistra Emma Bonino, riducendo di molto le già non elevate possibilità di affermazione di quest’ultima

In Puglia sarà probabilmente l’esito delle primarie tra Boccia e Vendola a decidere la collocazione dell’Udc.

Nelle restanti cinque regioni, Liguria, Marche, Campania, Basilicata e Calabria, è ancora tutto parecchio incerto, ma in ogni caso l’ago della bilancia sarà l’Udc, il quale ha già mostrato disponibilità per i candidati di centro destra in Calabria, Basilicata e Campania.

E’ da rilevare come divisioni difficilmente sanabili esistono non solo nello schieramento di centro sinistra ma anche nello schieramento di centro destra (il caso della Puglia per tutti), tuttavia il centro destra difficilmente regalerà vittorie probabili, e l’Udc non potrà fare a meno di registrare la scarsa compatibilità del suo elettorato con le posizioni espresse da una parte non trascurabile dello schieramento di centro sinistra.

E’ ovvio che ove la sfida si concludesse almeno con un 6 a 7, per il centro sinistra (Liguria, Marche, Basilicata ed anche la Puglia, appaiono essere contendibili),  da quest’ultimi si potrebbe con qualche fondamento affermare di avere arrestato l’avanzata del centro destra in periferia e si potrebbe considerare questa tornata elettorale un buon punto da cui ripartire.

Al contrario un 8 a 5 a favore del centrodestra, ed i sondaggi sembrano confermare questa ipotesi, rimetterebbe in discussione l’operato della intera classe dirigente di centro sinistra e forse la leadership sul centro sinistra dello stesso Pd, consentendo ad un incontrastato ed incontrastabile, Silvio Berlusconi, di mettere mano alle “sue” riforme del paese.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...