Shit or not shit that is the question

Un video educativo realizzato da UNICEF India per incoraggiare l’uso dei servizi igienici e ridurre la pratica di defecazione all’aperto in India.
Tale pratica nelle regioni rurali coinvolge il 70% della popolazione con tutti i problemi igienici e sanitari del caso.
Il 74% circa della popolazione dello stato indiano dell’ Uttar Pradesh defeca all’aperto a causa della mancanza di servizi igienici adeguati.
Altri sei Stati indiani con una popolazione complessiva di 350 milioni di persone hanno un livello di accesso ai moderni servizi igienici ancora più basso.
Solo Eritrea e Niger stanno messi peggio nel mondo.
I recenti successi nel miglioramento delle strutture igienico-sanitarie in Africa e in Asia non trovano riscontro in India.

Rostagno, Cusenza e quella mafia degli anni 80′

Non essendo i mafiosi entità astratte, particolarmente interessanti risultano questi due video resi disponibili su Youtube dal Canale dell’Associazione Ciao Mauro.

Si tratta della registrazione audio-video di una trasmissione di Mauro Rostagno per RTC (Radio Tele Cine) la televisione con cui collaborò fino a quando fu posto termine a quella collaborazione con la sua uccisione a Lenzi, in territorio di Valderice, quella sera del 26 settembre 1988.

Il processo per l’uccisione del sociologo e giornalista Mauro Rostagno è ancora in corso di svolgimento davanti alla Corte d’Assise di Trapani.
Alla sbarra il boss mafioso Vincenzo Virga e Vito Mazzara, per l’accusa, rispettivamente, mandante e killer dell’omicidio che sarebbe stato deciso per porre termine all’attività giornalistica di Rostagno condotta attraverso l’emittente televisiva trapanese.

Nel corso della trasmissione Mauro Rostagno, coadiuvato da un giovane collaboratore, ospite della comunità Saman, intervista da par suo l’Avvocato Salvatore Cusenza, dirigente del Partito Comunista Italiano.

“Nel corso della trasmissione Mauro e Salvatore, a partire dal processo per l’omicidio del Sindaco di Castelvetrano Vito Lipari che si stava celebrando al Tribunale di Trapani, analizzano i nuovi equilibri mafiosi e i nuovi rapporti con la politica. Imputati in quel processo erano boss mafiosi della caratura di Mariano Agate, Antonino Riserbato e Nitto Santapaola, quest’ultimo allora ancora latitante.
L’omicidio del Sindaco Lipari viene messo in relazione ad altri delitti mafiosi eccellenti, dal sequestro Corleo all’omicidio del Generale Dalla Chiesa, offrendo all’ascoltatore una lettura chiara ed esauriente del modo in cui il fenomeno mafioso si era evoluto dagli anni 50 in poi, in provincia di Trapani e nel resto dell’isola, analizzando anche le sue relazioni con la mafia del Nord America.
Si tratta di un’analisi approfondita, operata attraverso un attento lavoro di analisi di sentenze, verbali giudiziari ed altra documentazione simile.
Colpisce la capacità di Mauro e di Salvatore di mettere in relazione fatti e circostanze, offrendo al telespettatore delle chiavi di lettura del fenomeno mafioso che si rileveranno corrette negli anni successivi, quando le indagini degli inquirenti, i processi e le sentenze dei tribunali le confermeranno.”

Non mancano naturalmente i riferimenti alle famiglie mafiose castellammaresi e ai cambiamenti degli equilibri in corso in quegli anni.

Capire che succede in Ucraina

Visto il disinteresse dei media e delle trasmissioni televisive di approfondimento italiane impegnate a mostrare senza soluzione di continuità l’ombelico dei politici italiani, proviamo a dare uno sguardo oltre confine per cercare di capire cosa e perchè succede in Ucraina, dove  in tanti sono ancora disposti a scendere in piazza e rischiare la pelle per la “polis”.

Qui un ottimo lungo servizio di “Al Jazeera English” di oggi 25 gennaio, e a questo link una intervista a Massimiliano Di Pasquale, esperto di Ucraina, autore di “Ucraina terra di confine” pubblicata su East Journal il 22 gennaio, che sul disinteresse dei mezzi di informazione italiani dice:

La stampa internazionale e soprattutto la stampa anglosassone forniscono analisi più dettagliate e puntuali; in Italia ci si è fermati ad aspetti più folcloristici come il divieto di indossare caschi oppure ci si è limitati a commenti del tutto fuorvianti. Per fare un esempio il Corriere della Sera, tra i quotidiani più autorevoli, ha pubblicato venerdì 17 una semplice foto, senza articolo, dove si vedeva un deputato del Partito delle Regioni, il Partito del Presidente, sanguinante in Parlamento. Oltre all’idea che in quel caso i facinorosi fossero i membri dell’opposizione, la didascalia parlava solamente di scontri durante la discussione della legge di bilancio senza neanche citare l’introduzione, con vero e proprio blitz, di leggi liberticide. Mi ha stupito molto questa superficialità e mi chiedo quale informazione possa arrivare ad una persona che non sa nulla di Ucraina.

I giornali italiani tendono a sminuire o a non dare certe informazioni. Mi piacerebbe capire da dove derivi questo gap informativo. Credo che le cause siano molteplici e tra queste citerei la “legacy sovietica” nella mentalità di alcuni commentatori, il fatto che si confonda l’Ucraina con la Russia considerandola una sorta di appendice di quest’ultima e non uno stato sovrano, la mancanza spesso di corrispondenti in loco. Tutto ciò alla fine è interpretato, da molti Ucraini, come disinteresse nei confronti del loro Paese. Ora gli Ucraini si sentono abbandonati dall’Europa in un momento fondamentale della loro storia. Sono infatti 60 giorni che sono in piazza a manifestare, all’inizio per avvicinarsi all’Europa, ora per liberarsi da un dittatore.

Immagini delle manifestazioni di Kiev

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Contro l’apatia, l’indifferenza politica ed il fatalismo, Pyotr Pavlensky inchioda il suo scroto a terra nella Piazza Rossa

Pyotr Pavlensky è nato a San Pietroburgo ed ha studiato arte murale al St. Petersburg Academy Arte e Industria .
Pavlensky non è estraneo al dolore o manifestazioni pubbliche di auto-mutilazione .
Nel luglio dello scorso anno, ha cucito le sue labbra per protestare contro l’arresto di due membri del gruppo femminista di protesta punk rock Pussy Riot .
Lo scorso maggio, si è avvolto in un bozzolo di filo spinato davanti dell’Assemblea legislativa di San Pietroburgo. Ha chiamato la performances “Carcassa” ed è rimasto rannicchiato nel bozzolo fino a quando la polizia lo ha tirato fuori tagliando il bozzolo con le cesoie. Pavlensky ha definito la sua performances come la rappresentazione de “l’esistenza di una persona all’interno un sistema repressivo”.

Domenica scorsa infine all’ora di pranzo, nella “Giornata della Polizia” il ventinovenne artista, dopo essersi spogliato, ha inchiodato lo scroto sul selciato della Piazza Rossa a Mosca per protestare contro il governo russo. Durante tutta la performances Pavlensky è rimasto calmo e non è stato notato nessuno spargimento di sangue. La performances è stata interrotta quando un ufficiale di polizia ha avvolto Pavlensky con quello che sembrava essere una coperta bianca o un lenzuolo, ed infine avviato l’artista ad una clinica medica. Una volta medicato è stato arrestato e rischia fino a 15 giorni di carcere per teppismo.

“La performance può essere visto come una metafora dell’apatia, dell’indifferenza e del fatalismo della società russa contemporanea,” ha detto Pavlensky in una dichiarazione. “Mentre il governo trasforma il paese in una grande prigione, rubando al popolo e utilizzando i soldi per accrescere ed arricchire l’apparato di polizia e delle altre strutture repressive, la società permette tutto questo, dimenticando le sue prerogative ed accelerando il trionfo dello stato di polizia con la proria inerzia”.

L’intellettuale russo Kirill Serebrennikov ha scritto sulla sua pagina Facebook che la performance è stata un “potente gesto di disperazione assoluta”.
Numerosi video della manifestazione stanno circolando in Internet quello che vi propongo rappresenta graficamente la performances.

Sindaco Damiano datti una mossa !

Dopo l’azione di mobilitazione, sensibilizzazione e restituzione alla coscienza dei trapanesi dei propri beni ad opera dell’associazione Trapani Cambia, sulla riqualificazione dei locali del Lazzaretto di Trapani, ora si attende una decisa azione del sindaco di Trapani che ne consenta il recupero e la fruizione.

In questo video una buona ricostruzione della vicenda per capire a che punto siamo.

Trapani, sindaco ed ex sindaco ai ferri corti

Questo è solo l’ultimo atto di uno scontro che va avanti ormai da tempo e dai toni sempre più esasperati.

A seguire il video del sindaco di Trapani Vito Damiano in cui il sindaco illustra lo stato di avanzamento di alcuni progetti relativi a barriera di protezione mura di tramontana, centro integrazione per immigrati ecc.

e qui la risposta al video affidata ad un comunicato stampa dell’ex sindaco (ed attualmente deputato regionale) Girolamo Fazio sintetizzata nella perentoria affermazione : “NON SA NEANCHE DI COSA PARLA”.

“Il Sindaco Damiano si affida alla comunicazione attraverso il canale You tube per dare informazioni che rivelano la sua assoluta non conoscenza dello stato dei procedimenti e dei lavori, sfuggendo da qualsiasi forma di contraddittorio e dalla possibilità che qualcuno gli ponga domande.
Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da rabbrividire sentendo cosa dice e pensando che in un anno non abbia ritenuto di doversi informare su quella che dovrebbe essere la sua attività amministrativa”.

“In una delle sue esternazioni parla di alcuni dei progetti e dei finanziamenti che gli sono stati lasciati dalla precedente amministrazione, ignorandone altri. Forse perché non li conosce o perché sono stati accantonati?
Ed anche quando parla dei progetti finanziati si lascia andare ad un cumulo di corbellerie.
Sulle opere a difesa della fascia costiera dice che il finanziamento è stato erogato dal Ministero dell’Interno. Peccato che in realtà sia stato erogato dal Ministero dell’Ambiente.
Ma fosse solo questa l’inesattezza, ci si potrebbe passare sopra. Quello che è grave è che afferma di avere concordato con l’impresa aggiudicataria dei lavori l’inizio degli stessi nel 2015. Ma non esiste un’impresa aggiudicataria dei lavori, perché al momento si è nella fase della progettazione ed il progetto deve essere ancora approvato definitivamente. Poi si potrà procedere alla gara d’appalto per l’affidamento dei lavori e dopo l’aggiudicazione si potranno iniziare i lavori stessi. Quindi il sindaco non può avere concordato nulla con nessuno, perché non c’è ancora l’impresa che deve realizzare i lavori.
Sul parcheggio multipiano, la gara per i lavori è stata aggiudicata l’anno scorso. Dice di avere deciso di ritardarne l’inizio per non incidere sul patto di stabilità. Non dice che ritardando l’inizio dei lavori fa rischiare all’Amministrazione di perdere un finanziamento di sei milioni di euro. Non è affatto vero che non si possono fare lavori se non si è rispettato il patto di stabilità. Basta programmare, stabilire le priorità, evitare di erogare, come ha fatto questa Amministrazione, finanziamenti superflui e, questo sì, stabilire il percorso per procedere ai pagamenti, guardando alla programmazione pluriennale. Ma tutto questo, rimanendo chiusi all’interno della propria stanza, disinteressandosi e non parlando con nessuno, non si può fare.
Il sindaco ha poi sostenuto che, sempre per lo sforamento del patto di stabilità, non ha potuto fare un’altra serie di interventi ordinari. Anche in questo caso, non funziona così. La pulizia della città, la cura del verde, l’eliminazione delle sterpaglie si fanno con personale comunale o con la Trapani Servizi. Anche per la copertura delle buche stradali si può procedere allo stesso modo, invece di fare rischiare la vita alle persone e danni economici all’Ente per i risarcimenti richiesti. Si tratta di spesa corrente, non di spese per investimenti. Non c’entra con il patto.
Afferma ancora che se si rispetta il patto si può assumere personale qualificato. A parte che mi chiedo se al Comune vi sia personale squalificato e quando sia diventato tale, visto che lo stesso personale con la precedente amministrazione effettuava quegli interventi che ora il sindaco dice di non poter fare, c’è da informarlo che è stato stabilito il blocco delle assunzioni e quindi non può assumere nessun nuovo personale. Mi pare come quando è andato a dire ai sindacati che i dipendenti della ditta che si occupava della raccolta differenziata potevano essere assunti da Trapani Servizi, cosa questa assolutamente impossibile.
In definitiva, il sindaco ha deciso di utilizzare la comunicazione su youtube, come dice lui senza “intermediazioni informative distorte”, per parlare a senso unico e fuggire ancora una volta dal confronto quotidiano con i cittadini, senza rischiare che qualcuno lo smentisca o cerchi semplicemente di comprendere meglio. E’ lui che ha deciso di offrire una informazione distorta e bugiarda, che mostra ancora una volta come non sappia neanche di cosa stia parlando. E questo, se poteva essere compreso nei primi mesi di amministrazione, ora non ammette giustificazioni”.

Non emozionatevi, se ci riuscite

L’ultimo concerto della National Symphony Orchestra & Coro della Radio Televisione Greca (ERT) che chiude dopo 75 anni di attività, per ordine dell’Europa delle banche. Per loro è un lusso che i greci non possono permettersi.

Il massacro di Nanchino e la “Japanese Victory Dance in Nanjing”

Era da tempo che volevo scrivere qualcosa su un episodio della guerra cino-giapponese del 1937, il cosidetto “massacro di Nanchino”, conosciuto anche come lo “stupro di Nanchino”, e alla conoscenza del quale sono arrivato seguendo un percorso che parte da questo splendido ed affascinante video “Japanese Victory Dance in Nanjing” della durata di cinque minuti.

Nel video l’armata Giapponese celebra la conquista di Nanchino con una marcia attraverso la città distrutta.
I soldati danzano in onore degli ufficiali al ritmo dei tipici tamburi giganti giapponesi detti “Taiko”. Se ci riflettiamo, avendo una minima conoscenza dei fatti che l’hanno preceduta, si tratta di una rappresentazione atroce a coronamento di ancora più atroci accadimenti, e tuttavia è difficile non subire il fascino di questa danza, così come del ritmo dei tamburi.
Inimmaginabile invece è il cosa accade nelle menti dei prigionieri cinesi sopravvisuti al massacro che il video ci mostra costretti ad assistere a questa ulteriore violenza.

Il video è tratto dal film “Nanjing! Nanjing!” conosciuto anche come “City of Life and Death” realizzato in bianco e nero dal regista cinese Lu Chuan nel 2009.

Sul massacro di Nanchino maggiore diffusione ha avuto “John Rabe” un film del 2009, del regista Florian Gallenberger sulla vita di John Rabe, un uomo d’affari tedesco, il quale fu testimone del massacro di Nanchino.

Il 22 novembre 1937, mentre l’esercito giapponese avanzava verso Nanchino, Rabe ed altri stranieri costituirono il Comitato internazionale per la zona di sicurezza di Nanchino allo scopo di creare l’area di protezione di Nanchino, per offrire ai fuggitivi cinesi alimenti e rifugio contro i militari giapponesi. John Rabe fu eletto presidente del comitato internazionale, con la speranza che la sua nazionalità tedesca e la sua appartenenza al Partito Nazista, potessero influenzare il comportamento dei militari giapponesi. Tale speranza tuttavia si rivelò vana e circa 250.000 persone poterono rifugiarsi, entro un’area sicura di 4 km², costituita da tutte le ambasciate estere, dall’Università di Nanjing e nel terreno di Rabe, dove trovarono alloggio più di 600 persone, ma solo per breve tempo.
Il 12 dicembre 1937, pochi mesi dopo lo scoppio della seconda guerra sino-giapponese, la città fu occupata da divisioni giapponesi, che si resero responsabili del cosiddetto “massacro di Nanchino”: per circa due mesi i soldati nipponici si resero responsabili di esecuzioni di massa, di cui si stima un totale di vittime compreso tra le 200.000 e le 350.000 unità, unite alla violenza sessuale su circa 20.000 donne.
Nel febbraio del 1938 John Rabe, dopo essere stato costretto a lasciare Nanchino per ordine di Siemens China Co, richiamò l’attenzione sui crimini di guerra dei giapponesi in alcune conferenze a Berlino ma quando scrisse un rapporto ad Adolf Hitler, chiedendogli di intercedere presso i giapponesi al fine di cessare le atrocità, fu arrestato temporaneamente dalla Gestapo, mentre le fotografie e le riprese cinematografiche del massacro da lui effettuate furono distrutte.
da Wikipedia

Tuttavia proprio le testimonianze degli occidentali rimasti in città, e le loro foto e filmati saranno determinanti per le condanne dei generali giapponesi ritenuti responsabili del massacro.

In conseguenza del patto stipulato tra il generale MacArthur e l’imperatore Hirohito, quest’ultimo e tutti i membri della famiglia imperiale non vennero incriminati. Il principe Yasuhiko Asaka, che era stato l’ufficiale di grado più elevato presente a Nanchino nel momento in cui il massacro era al culmine, si limitò a rilasciare una deposizione alla sezione internazionale del tribunale di Tokyo il 1º maggio 1946. Negò che fosse avvenuto alcun massacro di cinesi e sostenne di non aver mai ricevuto alcuna lamentela riguardo al comportamento delle sue truppe.[39] Il principe Kanin Kotohito, che era il capo dello stato maggiore dell’esercito al momento del massacro, morì prima della fine della guerra, nel maggio 1945.
da Wikipedia

Qui il link ad un documento dell’epoca il diario e la corrispondenza di Minnie Vautrin.

Marina Abramovic Meet Ulay

Dell’artista serba Marina Abramovic vi avevo parlato qui ed anche dell’artista tedesco Ulay e della loro storia d’amore.
Per cinque anni hanno vissuto insieme in un furgone realizzando moltissime performance artistiche.
Quando hanno sentito che il loro rapporto era entrato in crisi, decisero di percorrere la Grande Muraglia Cinese in senso opposto fino ad incontrarsi nel mezzo. Dopo un lungo camminare, si incontrarono, si diedero un ultimo grande abbraccio, per non vedersi mai più.

Ventitre anni più tardi, nel 2010, quando Marina Abramovic era già un artista nota e di successo, il MoMa di New York dedicò una retrospettiva al suo lavoro.
In questa retrospettiva Marina, seduta ad un tavolo, condivideva un minuto di silenzio con ogni sconosciuto che si sedeva di fronte a lei.
Ulay arrivò senza che lei ne fosse a conoscenza.

In questo video, suggerito da amici, l’incontro.

27 gennaio 1945, giorno della liberazione di Auschwitz

Oggi è il “Giorno della Memoria”, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno quale giornata di commemorazione delle vittime del nazismo, dell’Olocausto e in onore di quanti a rischio delle proprie vite hanno protetto i perseguitati. La data ricorda la liberazione, da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa, del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta appunto il 27 gennaio 1945.

In questo giorno il “coso” in rappresentanza dell’Italia immemore e vile ha pronunciato queste terribili parole:

Update

Trovo assai appropriato il commento di Nichi Vendola alle superiori dichiarazioni del “coso”:

Berlusconi è un falsario, sia quando parla del presente sia quando parla del passato. Berlusconi è un falsario, quando dimentica cosa è stata la privazione delle libertà fondamentali, la censura sulla libera stampa, le violenze squadriste e di regime, che cosa è stato l’esilio, il carcere, la tortura, la morte per la parte migliore dell’Italia di allora. Berlusconi è un falsario, quando finge di non sapere che il Tribunale Speciale del fascismo condannò a 27mila anni di carcere migliaia di menti libere, le persone più belle del nostro Paese. Berlusconi è un falsario, quando finge di non sapere che già nei primi mesi del 1921 i fascisti riuscirono a distruggere 17 fra sedi di giornale e tipografie, diedero alle fiamme 59 Case del Popolo e 119 Camere del Lavoro e 117 cooperative, 83 Leghe contadine, 141 sezioni del Psi e del Pci, oltre 100 circoli culturali e biblioteche.

Oggi l’Italia deve chiedere ai falsari di tacere, almeno per un giorno

Nichi Vendola