Italia o dell’arretratezza autosufficiente

Sempre in attesa del rilascio di nuovi files da Wikileaks leggete Luca Sofri.
Qui la conclusione di un suo post che condivido.

Da tempo vado formulando un’ipotesi sull’autosufficienza dell’arretratezza italiana: un paese dove le avanguardie di modernità e innovazione invece di trascinare avanti le retroguardie ne vengono trattenute indietro. Un paese in cui la palude si autoalimenta e la mediocrità e l’anacronismo si nutrono di se stessi: si parla di Porta a porta, si va a Porta a porta, la gente guarda Porta a porta e quindi si riparla di Porta a porta. È un sistema chiuso e impermeabile all’intelligenza, alla qualità e al progresso. E non conosce momenti di scardinamento nemmeno quando è costretto ad accogliere elementi del mondo di fuori completamente sovversivi: perché invece li ingloba, li riconduce a se stesso e li fa divenire Porta a porta. E così è stato con la storia Wikileaks, i suoi contenuti e le sue forme: raccontati non per quello che sono ma per quello che è familiare: festini, provincialismo, informazione fatta male.

tutto il post su Wittgenstein.it

WikiLeaks aggiornamento (30/11/2010 – 12,05)

In attesa che siano rilasciati altri files da WikiLeaks (al momento in cui scrivo ne sono stati rilasciati solo 278 su 251.287), vi suggerisco di leggere:

quello che i giornali producono ogni mattina è il risultato di una gigantesca e continua mediazione fra migliaia di cablogrammi, il cui principale gestore è il sistema mediatico stesso che in questo modo sostenta se stesso. Come avviene spesso in questi casi i peggiori hanno molto da perdere, quelli che hanno per anni utilizzato le informazioni come merce di scambio proclamandosi contemporaneamente orgoglioso ingranaggio del sistema democratico

Wikileaks non è un sito pirata, solo l’egocentrismo sfatto di un certo giornalismo può anche solo immaginare una cosa del genere, ma non è nemmeno la soluzione dei nostri problemi informativi. Paradossalmente oggi Wikileaks crea più problemi di quanti non ne risolva, non foss’altro per la protervia con cui procede spedito verso la collisione con un universo organizzato e potentissimo che è quello dei fitti intrecci fra sistema mediatico e politico.

da “Perchè i giornalisti odiano WikiLeaks” di Massimo Mantellini

Il patto fra i partner e Wikileaks prevede di decidere insieme i tempi e i contenuti della pubblicazione, che andrà avanti per giorni. Sylvie Kauffmann, direttrice di «Le Monde», ha rassicurato i francesi sul fatto che le informazioni non sono state pagate e ha garantito che per settimane le redazioni coinvolte si sono consultate per trovare «un accordo sul modo in cui scegliamo di pubblicare le notizie: quando cancelliamo nomi o dati, è per ragioni di sicurezza e a questo criterio ci conformiamo tutti»

Il «Cable-gate» fa così venire al pettine molti nodi dell’informazione «versione 2.0». Wikileaks si è rivolta a istituzioni del giornalismo per ottenere visibilità e far sì che la mole di documenti potesse passare al vaglio di reporter esperti, capaci di dare un senso al loro contenuto. Ma le regole del gioco delle redazioni non sono quelle delle crociate digitali di Assange, ed entrambe le parti coinvolte sono ora sotto attacco.

da “Patti scomodi tra il sito e i media. Lo sgarro del NYTimes” di Marco Bardazzi per La Stampa.It

Wikileaks aggiornamento (22,15)

A questo indirizzo l’articolo del The New York Times sui files di WikiLeaks da cui è tratto questo stralcio:

An intriguing alliance: American diplomats in Rome reported in 2009 on what their Italian contacts described as an extraordinarily close relationship between Vladimir V. Putin, the Russian prime minister, and Silvio Berlusconi, the Italian prime minister and business magnate, including “lavish gifts,” lucrative energy contracts and a “shadowy” Russian-speaking Italian go-between. They wrote that Mr. Berlusconi “appears increasingly to be the mouthpiece of Putin” in Europe. The diplomats also noted that while Mr. Putin enjoys supremacy over all other public figures in Russia, he is undermined by an unmanageable bureaucracy that often ignores his edicts.”

The Telegraph scrive:

Italy
WikiLeaks ‘to highlight Putin and Berlusconi’s special relationship’
Controversial Italian Prime Minister Silvio Berlusconi’s “close relationship” with Russian counterpart Vladimir Putin, is said to be among WikiLeaks documents due to be released.

Italian newspapers highlighted how Mr Berlusconi had holidayed on the Black Sea with Mr Putin and in return the Russian leader had been a guest at his counterpart’s luxury villa in Sardinia

By Nick Pisa in Rome 4:35PM GMT 28 Nov 2010

Mr Berlusconi has been friends with former KGB agent Mr Putin, for more than five years and the two have held numerous bilateral meetings as well as entertained each other on holiday.
Of concern to Washington was said to be the deal between Italian energy firm ENI and Russian gas giant Gazprom, over the South Stream pipeline as well as the “very cordial relationship between Mr Putin and Mr Berlusconi”.
On Sunday America’s former ambassador to Italy Ronald Spogli, who was in Rome between 2005 and 2009, said in an interview with Corriere della Sera: “The Rome-Moscow axis did worry us.”

Qui invece un video di come ha vissuto la redazione de El Pais l’arrivo dei dati di WikiLeaks.

Wikileaks aggiornamento (19,52)

Il Twitter di WikiLeaks informa che:

va usato l’hash tag #cablegate per le discussioni intorno ai documenti USA;

che la copertina del prossimo numero dello Spiegel è vera;

che a questo link è consultabile il primo articolo dello spagnolo El Pais e a questo link dell’inglese The Guardian

Documenti di WikiLeaks, El Pais dice …

“Queda en evidencia, por ejemplo, la sospecha norteamericana de que la política rusa está en manos de Vladimir Putin, a quien se juzga como un político de corte autoritario cuyo estilo personal machista le permite conectar perfectamente con Silvio Berlusconi. Del primer ministro italiano se detallan sus “fiestas salvajes” y se expone la desconfianza profunda que despierta en Washington.”

da El Pais

Di nuovo raggiungibile il sito di WikiLeaks

Dopo essere stato irragiungibile per circa un’ora a seguito di un DDoS (distributed denial of service, letteralmente negazione del servizio)”, per come si legge in un messagio su Twitter delle ore 17,29, il sito di WikiLeaks è tornato raggiungibile.

In ogni caso si legge sempre su Twitter il Guardian, il New York Times, El Pais, Le Monde e lo Spiegel pubblicheranno i documenti, qualunque possa essere lo stato del sito di Wikileaks in serata.

Nel frattempo circola una copertina (vera o falsa ?) del settimanale tedesco Der Spiegel che dovrebbe essere in uscita nei prossimi giorni.
Nella copertina del settimanale risalta il titolo, ‘Enthullt’ (Rivelato), e il sottotitolo: ”come l’America vede il mondo, il rapporto segreto del Dipartimento di Stato americano” con 12 foto di capi di stato e/o primi ministri, tra questi il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, con la didascalia ‘questo e’ Hitler’, il colonnello Muammar Gheddafi (‘procaci biondine come infermiere’), il presidente afghano Karzai (‘spinto dalla paranoia’), il presidente francese Sarkozy (‘imperatore senza vestiti’).
Ultimo in fondo a destra, il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi. ‘Feste selvagge’, recita la didascalia.