Italia, per la serie “il più sano c’ha la rogna”

Questo è un altro degli infettati ed infettanti.
Uno che è parte di coloro che ritengono di poter dire a decine di milioni di italiani, che “hanno vissuto al di sopra delle loro posibilità“, che anche lui sta facendo dei sacrifici, e che contemporaneamente continua a non tener conto di quanto guadagnano all’estero i suoi colleghi con pari funzione, e di quanto lui stia vivendo “al di sopra delle nostre possibilità“.

Visco: al governatore un compenso di 681 mila euro

31 Maggio 2012 – 15:24

(ASCA) – Roma, 31 mag – Un compenso di 681 mila euro. A questo ammontano gli emolumenti del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, cosi’ come si evince dal Bilancio della Banca reso noto in occasione dell’Assemblea annuale che si e’ svolta oggi a Palazzo Koch. Visco, che e’ stato nominato lo scorso 24 ottobre, ed ha sostituito Mario Draghi dal primo novembre 2011, percepisce in realta’ un compenso annuale di 757.714 euro, somma decurtata del 10% a seguito delle norme sul blocco e taglio degli stipendi del pubblico impiego varate nell’estate 2010, che lo riduce cosi’ a 681mila euro. Al direttore generale Fabrizio Saccomanni vanno invece 593.303 euro, ridotti dalla stessa normativa a 533 mila euro circa. Per ciascuno dei vice direttori generali il compenso e’ di 441.057 euro (che anche in questo caso vanno decurtati del 10%). Gli emolumenti complessivi dei tredici consiglieri superiori sono invece pari a 371.020 euro, mentre al collegio sindacale vanno 137.430 euro.”.

Generale non solo a Trapani, anche a Castellammare è quello il problema!

Il problema di Trapani? L’alimentazione

IL NEO SINDACO DI TRAPANI sembra Johnny Stecchino, il protagonista del film di Benigni, che alla domanda: “Qual è il problema di Palermo?”, rispondeva: “Il traffico”. Vito Damiano, generale in pensione, eletto da pochi giorni ai ballottaggi con il 53,56% dei voti, ritiene che il problema di Trapani non sia la mafia.
Più di mafia si parla e più importanza le si dà: “Non bisogna parlarne”, ha suggerito.
Fermamente convinto della cosa, il sindaco ha spiegato il concetto ai ragazzini di una scuola media.
Se devono fare approfondimenti, allora si occupino dei veri problemi di Trapani: l’educazione all’alimentazione. Al limite di integrazione.
Gli insegnanti sono avvertiti: lavorino su quello. La mafia non esiste.”

da La Repunbblica.it

Questa è la notizia fresca che riguarda Trapani

(ANSA) TRAPANI, 30 MAG – “Non bisogna parlare di mafia perché si rischia di dargli soltanto troppa importanza”. Lo ha detto il neo sindaco di Trapani, Vito Damiano (generale dei carabinieri in pensione), intervenendo nel pomeriggio a un incontro con gli alunni e i genitori della scuola media “Simone Catalano”.
Per Damiano, “i progetti dove si parla sempre e solo male della mafia, in realtà danno importanza ai mafiosi”. Secondo il sindaco di Trapani bisogna invece “puntare su progetti improntati che riguardano lo sviluppo sociale”. Damiano ha apprezzato, ad esempio, due progetti della scuola: uno sull’educazione alimentare e l’altro sull’integrazione tra gli alunni. “Questi – ha detto – sono i tipi di progetti che io sosterrò in qualità di sindaco“. (ANSA).

E questa quella che riguarda Castellammare

Promozione della salute: avviata la seconda fase della campagna di sorveglianza nutrizionale nelle scuole

Inizia domani, martedì 29 maggio, la seconda fase dello studio “La salute nelle scuole. Prevenzione dell’obesità e promozione dello stile di vita fisicamente attivo”. L’indagine mira a prevenire malattie che dipendono dall’alimentazione e dallo stile di vita dei giovanissimi, analizzando questi aspetti tra gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado (elementari e medie). Il progetto è stato avviato a dicembre con la distribuzione di un questionario per comprendere scelte alimentari, abitudini dietetiche e attività fisica dei giovani e nasce dall’accordo di collaborazione scientifica siglato dall’assessorato comunale alla Promozione della Salute, retto dall’Assessore Angelo Palmeri, con il dipartimento di Scienze per la Promozione della Salute “G. D’Alessandro” dell’Università degli Studi di Palermo, la Provincia Regionale di Trapani e l’A.S.P. 9 di Trapani. In questa seconda fase, saranno valutate le misure corporee (misure antropometriche: peso corporeo, altezza, circonferenza addominale, spessore delle pliche del tessuto adiposo, composizione corporea) degli studenti. La rilevazione dello staff medico interesserà solo un campione di ragazzi estratto sulla base di criteri statistici tra tutti gli studenti coinvolti (scuole primarie Verga, Mignosi, Pirandello; scuole secondarie Pitrè e Pascoli). Tutte le misurazioni si svolgeranno in condizioni di adeguata riservatezza e tutela della privacy. «L’eccesso di peso, la scarsa attività fisica e l’alimentazione scorretta, rappresentano uno stile di vita ormai troppo diffuso tra i giovanissimi, che porta a successive malattie cronico-degenerative – spiega l’assessore alla Promozione della Salute, Angelo Palmeri-. Per diffondere una cultura alimentare fondata sui principi del vivere sano e modificare comportamenti che possano causare nel tempo patologie occorre prevenire ma, prima ancora, conoscere i dati su questi comportamenti. La campagna di sorveglianza nutrizionale mira proprio ad ottenere dati precisi per educare a corretti stili di vita e prevenire disturbi e malattie».

IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)”

Che salutisti questi amministratori del PDL !

Generale

Generale, dietro la collina
ci sta la notte crucca e assassina,
e in mezzo al prato c’è una contadina,
curva sul tramonto sembra una bambina,
di cinquant’anni e di cinque figli,
venuti al mondo come conigli,
partiti al mondo come soldati
e non ancora tornati.

Generale, dietro la stazione
lo vedi il treno che portava al sole,
non fa più fermate neanche per pisciare,
si va dritti a casa senza più pensare,
che la guerra è bella anche se fa male,
che torneremo ancora a cantare
e a farci fare l’amore, l’amore delle infermiere.

Generale, la guerra è finita,
il nemico è scappato, è vinto, è battuto,
dietro la collina non c’è più nessuno,
solo aghi di pino e silenzio e funghi
buoni da mangiare, buoni da seccare,
da farci il sugo quando è Natale,
quando i bambini piangono
e a dormire non ci vogliono andare.

Generale, queste cinque stelle,
queste cinque lacrime sulla mia pelle
che senso hanno dentro al rumore di questo treno,
che è mezzo vuoto e mezzo pieno
e va veloce verso il ritorno,
tra due minuti è quasi giorno,
è quasi casa, è quasi amore.

Certo che noi del trapanese, siamo insuperabili nello sceglierci i sindaci !

A Salemi il sindaco “televisivo” Vittorio Sgarbi è stato mandato a casa con giunta e consiglio comunale per infiltrazioni mafiose nell’amministrazione della cosa pubblica

Il sindaco di Pantelleria, riarrestato per presunta corruzione, dopo essere stato arrestato una prima volta (poi assolto) ed essere stato rieletto, oggi si è finalmente dimesso.

Il sindaco di Campobello di Mazara, arrestato per avere favorito dei mafiosi invece rimane agli arresti, se ne fotte, non si dimette e lascia nella merda la sua cittadina.

Infine il sindaco di Valderice è stato molto più semplicemente condannato ad interpretare due parti in commedia, quello di chi deve pagare e quello che di chi deve incassare.

PROCESSO COSA NOSTRA RESORT, CONDANNATO IOVINO
Inflitto un anno di reclusione al sindaco di Valderice, chiamato a rispondere di favoreggiamento. Condannato anche l’imprenditore Tommaso Coppola ed altre tre imputati. Per quattro è arrivata l’assoluzione.

Il sindaco di Valderice Camillo Iovino è stato condannato ad un anno di reclusione, con la concessione della sospensione, per favoreggiamento nell’ambito del processo scaturito dall’operazione Cosa Nostra Resort. La sentenza è stata emessa questo pomeriggio dal Tribunale di Trapani, che ha anche condannato l’imprenditore valdericino Tommaso Coppola, tre anni di reclusione, ed altri tre imputati, Giuseppe La Sala, Vito Gerbino e Vito Cardella, un anno e quattro mesi di reclusione ciascuno con la concessione della sospensione, per alcune intestazioni fittizie di quote societarie. E’ stata esclusa per tutti gli imputati l’aggravante di avere agito per agevolare gli interessi di Cosa Nostra. Assolti invece Francesco Maggio, Giovanni La Sala, Francesco Mineo e Salvatore Pirrone. Iovino era accusato di avere fatto da tramite tra l’imprenditore valdericino Tommaso Coppola, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ed il senatore Antonio D’Alì in relazione ad alcune forniture per i lavori al porto di Castellammare del Golfo. Il Tribunale ha condannato il sindaco anche a risarcire il Comune di Valderice con una somma di ventimila euro.” – Maurizio Macaluso – da Socialtp

Ma quanto siamo bravi i cittadini del trapanese nel selezionare i nostri governanti !

Massimo Ponzellini, ex presidente della Banca Popolare di Milano e attuale numero uno di Impregilo, è stato arrestato. Per la serie “il più sano c’ha la rogna”.

“Massimo Ponzellini, ex presidente della Banca Popolare di Milano e attuale numero uno di Impregilo, è stato messo agli arresti domicialiari dalla Procura di Milano per i finanziamenti concessi alle società riconducibili a Francesco Corallo sul quale pende una misura cautelare, ma che non può essere eseguita perché latitante.”

da La Repubbliva.it

Creatività spagnola in tempo di crisi

In Spagna la protesta giovanile contro la cosiddetta “crisi” e i soggetti che ne vengono intuitivamente individuati come diretti responsabili, al contrario del nostro paese, dove ogni accenno di creatività viene subito spenta dall’emergere del solito impotente e conservatore estremismo violento, ha assunto le forme della creativà.
Una creatività in grado di coniugare la cultura tradizionale con le forme della comunicazione in rete.
Qui alcuni video delle “azioni” sviluppate nel tempo dal gruppo “flo6x8” all’interno delle banche.
E pensare che il massimo della creatività politica in questo paese viene individuato in quel rottame di Beppe Grillo !

Qui un video realizzato dal gruppo “flo6x8” nel corso di una protesta organizzata a Siviglia all’interno del Banco Santander, sulle note della “Rumba del Banquero”.

Questo è un altro video della medesima performance.

Qui invece l’ultima performances appena pubblicata in rete

E questa è la precedente azione a Barcellona “Esto no es crisis, se llama capitalismo“, rumba catalana.

Terrore a Brindisi !

Raggiunto telefonicamente da Francesca Valletta, il dirigente dell’istituto Morvillo Falcone, Angelo Rampino, ha dichiarato: “Veronica è viva, posso garantirlo. Quella di stamattina è stata una strage programmata, sicuramente non casuale. Io ero nei paraggi quando l’esplosione è avvenuta, erano le 7 e 40 e alle 7 e 45 ero già sul posto. I soccorsi sono arrivati tempestivamente, così come le forze dell’ordine. Hanno colpito una comunità intera”.

Alcuni canali d’informazione continuano a parlare di due decessi, ma Veronica Capodieci è ancora in vita, anche se in condizioni disperate. L’equipe di chirurgia toracica è stata costretta ad asportarle un polmone, ha fermato una copiosa emorragia ed ha evitato che l’altro polmone collassasse. In questi minuti è nelle mani degli specialisti di chirurgia plastica e di ortopedia. Ecco anche la foto di Azzurra Camarda e di Selena Greco, entrambe ustionate: la prima è grave, in sala operatoria, l’altra è ricoverata in chirurgia plastica.

Lunedì lutto cittadino a Brindisi. Si stanno organizzando concentrazioni e manifestazioni in città, forse le prime già in serata.

Le bombole erano in un bidone a cupola, di colore blu, che non era mai stato visto davanti alla scuola. La matrice mafiosa non è confermata dagli inquirenti. Come ha ripetuto anche Nichi Vendola della Puglia, “è ancora il momento di capire, e di scoprire chi è il nemico che abbiamo di fronte”.

Smentita dai chirurghi in questi minuti le notizie sul decesso di Veronica Capodieci diffuse da altre fonti.

Forte l’emozione dimostrata poco fa sul luogo dell’attentato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Intanto prosegue il delicatissimo intervento al torace su Veronica Capodieci, 15 anni, in grave pericolo di vita. Nel centro grandi ustionati, oltre ad Azzurra Camarda, anch’essa in sala operatoria, c’è Sabrina Ribezzi di 18 anni. Ecco la foto di Veronica. Tutta la sua città e i suoi compagni sono con lei in queste ore.

Ancora aggiornamenti dalle nostre inviate Paola Bari e Maristella De Michele dall’ospedale Perrino: è appena finito il lavoro degli specialisti di chirurgia toracica, e adesso comicerà quello delle equipe di chirurgia plastica e di ortopedia, per ridurre le terribili ferite riportate dalla più giovane delle ragazze ferite, Veronica Capodieci. Il nonno attende fuori, stringendo il suo zainetto.

————-

Comincia a diventare più chiara la dinamica dell’attentato. Le due esplosioni percepite dai testimoni si possono spiegare la prima con la detonazione dell’innesco, la seconda con la deflagrazione delle bombole di gas, che secondo fonti investigative erano tre e collocate in un cassonetto spostato presso l’ingresso dell’istituto professionale Morvillo. Gli artificieri e il pm stanno ricostruendo ogni dettaglio.

La madre di Vanessa e Veronica Capodieci è accanto alla figlia maggiore: Vanessa ha ustioni non gravissime e dovrà essere operata per una profonda ferita ad una gamba, la sorella minore Veronica è in condizioni disperate in sala operatoria. E’ stata Vanessa a telefonare ai genitori a Mesagne, raccogliendo tutto il grande coraggio che sta dimostrando in queste ore: “Mamma, vieni in ospedale perchè abbiamo avuto un incidente. Non preoccuparti”. Alla domanda della madre su cosa fosse accaduto a Veronica, la sorella maggiore ha risposto in maniera rassicurante. La terribile verità solo dopo l’arrivo al Perrino.

——-

La madre di Vanessa e Veronica Capodieci è accanto alla figlia maggiore: Vanessa ha ustioni non gravissime e dovrà essere operata per una profonda ferita ad una gamba, la sorella minore Veronica è in condizioni disperate in sala operatoria. E’ stata Vanessa a telefonare ai genitori a Mesagne, raccogliendo tutto il grande coraggio che sta dimostrando in queste ore: “Mamma, vieni in ospedale perchè abbiamo avuto un incidente. Non preoccuparti”. Alla domanda della madre su cosa fosse accaduto a Veronica, la sorella maggiore ha risposto in maniera rassicurante. La terribile verità solo dopo l’arrivo al Perrino.

Le ragazze in chirurgia plastica sono Vanessa Capodieci e Selena Greco.

Il bilancio ufficiale dell’attentato, reso noto dalla direzione sanitaria dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi: una studentessa deceduta, Malissa Bassi; una in condizioni disperate attualmente in sala operatoria dove si sta prodigando una equipe di chirurgia toracica giunta da Lecce, Veronica Capodieci; due altre studentesse con grandi ustioni da scoppio in prognosi riservata nel Centro ustioni, una delle quali, Azzurra Camarda, è stata trasferita a sua volta d’urgenza in sala operatoria; due ragazze, infine in chirurgia plastica per ustioni di minore gravità. Riverati in stato di shock tre studenti, un’altra studentessa e la commessa di un bar che avevano partecipato ai primi soccorsi, e due passati, uno dei quali un automobilista, per traumi uditivi.

Sta per avere inizio presso la Procura della Repubblica un vertice degli inquirenti e delle forze dell’ordine con il capo della Dda di lecce, Cataldo Motta. Stanno raggiungendo Brindisi il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo. Il nome di un’altra ferita, Azzurra Camarda. Chiuse con ordinanza del sindaco Franco Scoditti anche tutte le scuole di Mesagne, dove sarebbe transitata oggi la carovana Antimafia.

BrindisiReport.it non riesce per ora a ripristinare la propria piattaforma, sommerso dal numero di richieste di contatto. Continuiamo ad aggiornare i nostri lettori. Preghiamo le altre testate che intendessero utilizzare le nostre foto ed i nostri filmati di citare la fonte. Grazie. Ecco una foto di Melissa Bassi, la 16enne di Mesagne deceduta dopo il ricovero in ospedale.

Ulteriore aggiornamento dall’ospedale. Confermato il decesso di Melissa Bassi, di Mesagne: aveva 16 anni. La ragazza ferita in maniera gravissima e in attesa dell’intervento con cui si tenterà di salvarle la vita non è Vanessa Capodieci, 19 anni, di Mesagne, ma la sorella Veronica di 15 anni, che ha perso un arto nell’esplosione. Le età delle altre ragazze ferite: Selena Greco ha 16 anni, Alessandra Gigliola 19, tutte di Mesagne come le altre tre, ha 18 anni Sabrina Ribezzi, di S.Pietro Vernotico, ricoverata al centro ustioni.

Grazie alle nostre inviate all’ospedale Perrino di Brindisi, Paola Bari e Maristella De Michele, siamo in grado di aggiungere un ulteriore aggiornamento: oltre ai tre nomi ed alla conferma del decessi di Melissa Bassi, ci sono in gravi condizioni anche Vittoria Sabrina Ribezzi, ricoverata al Centro ustioni dell’ospedale brindisino, Selena Greco e Alessandra Gigliola.
Tutte le ragazze ferite sono del “Morvillo Falcone”. Illesi gli studenti del distaccamento dell’Itis “Majorana”, che occupano il primo piano dello stesso edificio. Si tratta di duecento ragazzi.

Il pm di turno, Milto De Nozza, ha confermato il decesso di una delle studentesse ferite. I primi nomi: Melissa Bassi di Mesagne, Vanessa Capodieci di Mesagne, Nicoletta Missere di S.Pietro Vernotico, miracolata perchè appena scesa dal pullman l’esplosione ha investito le prime due ragazze, che la precedevano. Purtroppo arriva la conferma che la studentessa deceduta è Melissa Bassi di Mesagne. Il padre è stato informato della tragica notizia nel posto fisso di polizia dell’ospedale Perrino.
Nel reparto di rianimazione si sta preparando l’intervento per salvare la vita a Vanesssa Capodieci. E’ attesa una equipe chirurgica da Lecce.

La prima testimonianza di Fabio Mollica: “ Ragazzi a terra, corpi martoriati, pezzi di abiti e libri in fiamme, chiazze di sangue. Poi grida, lacrime, genitori che arrivano in preda al panico. Brindisi oggi scopre la paura, quella che non ha mai conosciuto, nemmeno nei tempi più bui della sua storia.
Due esplosioni, a distanza di meno di un secondo l’una dall’altra, e la città piomba nel terrore. Gli ordigni, troppo potenti per essere bombe carta, erano stati sistemati nel palo portante un tabellone pubblicitario situato a dieci metri dall’ingresso dell’istituto Morvillo.
Un timer li ha innescati alle 7.40, quando i ragazzi si accingevano ad entrare a scuola. Una enorme nuvola di fumo grigio si è levata al cielo. Poi solo grida di dolore e pianti. I soccorsi sono arrivati dopo cinque minuti.
Come si vede dalle immagini, girate con mano tremante perché la scena era di quelle viste solo in televisione, due ragazze giacevano a terra sanguinanti dappertutto, ma ancora coscienti. Altre due erano ferite in maniera meno grave.
Si sentono sirene in arrivo da ogni dove. Si vedono genitori in ginocchio e studenti in lacrime. L’atto è di una atrocità senza fine. E per questo motivo che sarà difficilissimo capirne le motivazioni”.

dalla pagina Facebook di <a href=”http://www.facebook.com/pages/BrindisiReportit/129694710394849“>BrindisiReprt</a>

Endorsement di “Diarioelettorale”: “Se votassi ad Alcamo voterei Sebastiano Bonventre”

Al che il lettore può in tutta libertà tranquillamente chiosare con un: ” E chi se ne frega !” e chiuderla qui.
Tuttavia mi permetterò di fare qualche considerazione sul perchè tra Niclo Solina e Sebastiano Bonventre al ballottaggio sceglierei quest’ultimo.

Qui si è abituati a guardare la politica, non solo come scontro tra uomini, più o meno piccoli, più o meno interessati agli aspetti meno nobili dell’esercizio del potere, ma anche, per ciò che essi producono in positivo nelle diverse realtà locali per quelle medesime comunità.

Dal nostro punto di osservazione, limitrofo ad Alcamo, e quindi distaccati quel tanto che basta a non coinvolgerci emotivamente e politicamente, abbiamo avuto modo di osservare i cambiamenti avvenuti nella realtà alcamese nell’arco degli ultimi venti anni, quando in seguito alle vicende conseguenti alla caduta della 1a repubblica al 1° rinnovo del consiglio comunale, Alcamo eleggeva a Sindaco alla guida di una maggioranza di centro-sinistra, il dottor Massimo Ferrara, attuale deputato regionale del Partito Democratico.

Per dare un’idea della differenza qui, a Castellammare del Golfo, comune limitrofo, nelle elezioni del 6 giugno 1993, si eleggeva a sindaco Giuseppe Battiata, a capo di una maggioranza non meglio definita, e a capo di una giunta di cui era vicesindaco Francesco Cacciatore.

Due mandati ha fatto Massimo Ferrara e due mandati ha fatto il suo successore Giacomo Scala, sempre alla testa di maggioranze definibili comunque di centro-sinistra.

Innegabili e numerosi i vantaggi conseguenti a tale continuità amministrativa, sul piano della possibilità di programmazione, delle realizzazioni, e in definitiva della crescita economica e della qualità della vita per la comunità alcamese.

Provate a paragonare, non dico i risultati raggiunti nel medesimo periodo, a Castellammare, (per il quale potrebbero avanzarsi legittime obiezioni, per un confronto, anche solo a partire dalle dimensioni), ma a Partinico, realtà più simile sul piano dimensionale e per struttura economica, la quale in questi venti anni ha visto l’avvicendarsi di maggioranze politiche di segno diverso, ma sempre comunque rissose ed incapaci a determinare reali cambiamenti in favore della comunità amministrata.

Non conosco personalmente Sebastiano Bonventre, ma so per certo che se fossi alcamese voterei per una sana continuità, senza per questo sentirmi “conservatore”, nel senso politico del termine.

Anche perchè i “conservatori”, (Orlando, Noi Sud di Miccichè, la De Luca, PDL di D’Alì) si stanno raccogliendo a sostegno dell'”innovatore” Solina e non mi pare che costoro vogliano “cambiare” Alcamo nello stesso senso che dò io a tale termine.

“Animal School” – Quarto episodio

Quarto episodio di Animal School la web sitcom ambientata nel mondo della scuola e prodotta a Castellammare del Golfo. Realizzata dagli alunni dell’ istituto P. Mattarella di Castellammare Del Golfo, diretti dai filmaker di “ZEPstudio” all’interno del laboratorio Cinema letteratura e cittadinanza organizzato dall’istituto in collaborazione con l’associazione Arcidonna.

Precedente episodio ed altre informazioni qui

Castellammare del Golfo: Bresciani vs. D’Alì ?

Mafia e politica: rito abbreviato per il senatore Pdl Antonio D’Alì

di Rino Giacalone – 11 maggio 2012

Si è conclusa oggi in Tribunale a Palermo la lunga fase della discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa dell’ex sottosegretario all’Interno Antonio D’Alì, parlamentare trapanese, berlusconiano della prima ora, oggi presidente della commissione Ambiente del Senato. Il gup, giudice Francolini, ha deciso di accogliere la richiesta avanzata dalla difesa del parlamentare, avvocati Gino Bosco e Stefano Pellegrino, di procedere a processare il senatore con il rito abbreviato.

La Procura antimafia di Palermo non si è opposta, i pubblici ministeri sono i sostituti procuratori Paolo Guido e Andrea Tarondo. In sostanza il giudizio verrà espresso, dopo che le parti discuteranno, sulla base della documentazione che è già entrata nel fascicolo dell’udienza preliminare, oltre un centinaio di faldoni. Prima udienza il 5 ottobre. Il resto delle udienze verranno svolte in modo ravvicinato, entro la fine del 2012 potrebbe esserci la decisione del giudice. In caso di condanna, la pena verrà ridotta di un terzo, considerata la scelta del rito alternativo, ma la difesa del politico è certa che per le prove a discolpa il pronunciamento sarà quello dell’assoluzione.

Una vicenda che arriva ai giorni nostri ma che risale a tantissimi anni addietro. Quando la famiglia dei potenti mafiosi di Castelvetrano Messina Denaro faceva da campiere con i suoi potenti uomini, don Ciccio e Matteo, nei terreni dei D’Alì. Uno di questi appezzamenti risulta venduto dai D’Alì ai Messina Denaro, ma si tratterebbe di una vendita che avrebbe permesso alla mafia una operazione di riciclaggio per 300 milioni di vecchie lire, soldi che i D’Alì avrebbero restituito ai Messina Denaro, proprio a Matteo, l’attuale super latitante della mafia trapanese. Un intreccio che secondo l’accusa ancora oggi continua a produrre effetti, a maggior ragione perché oggi c’è una mafia che è diventata impresa e per la Dda di Palermo il senatore D’Alì sarebbe stato “garante” di tutta una serie di affari tra mafia, politica e impresa.

Il nome del senatore D’Alì è stata una costante nelle indagini antimafia più recenti. La cosiddetta mafia borghese, quella che ha “comandato” su Trapani e la provincia è finita spesso associata alla sua persona. Lui è uscito dal silenzio protestando perché continuamente il suo nome viene accomunato a “malefatte” e “complotti”. Addirittura raccontati anche dall’ex moglie del parlamentare, la signora Picci Aula che però ha a suo tempo smentito alcune delle dichiarazioni riportate da un quotidiano nazionale, anche se chiamata poi davanti ai pm qualcosa l’ha dovuta ammettere sugli stretti rapporti tra l’ex marito e i mafiosi belicini.

Dentro al faldone processuale vi sono le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, si legge di appalti e campagne elettorali, di rapporti con imprenditori discussi come il valdericino Tommaso Coppola, condannato per mafia e appalti, o Francesco Morici uno degli indagati in un maxi filone di lavori pubblici finiti in mane mafiose. Un altro dei capitoli di indagine è quello relativa alla “cricca” che si sarebbe realizzata ai tempi dei lavori preliminari per rendere il porto di Trapani adeguato ad accogliere nel 2005 le barche a vela della Coppa America. Lì la mafia, lo dicono sentenze passate in giudicato, si infiltrò con le proprie forniture. Cemento, ferro, inerti. Propedeutica a non avere intralci sarebbe stata l’azione contestata anche al senatore D’Alì di avere “spinto” nel 2003 perché andasse via l’allora prefetto Fulvio Sodano, al suo posto giunse l’ex questore di Roma, Giovanni Finazzo che con D’Alì si mostrava apertamente come grande “amicone”. Il contrasto tra D’Alì e Sodano ci sarebbe stato all’epoca dell’intervento della prefettura a favore dell’azienda confiscata alla mafia Calcestruzzi Ericina.

“Sono una persona onesta e per bene – si difende D’Alì – Non avrei mai immaginato che a stabilire ciò dovrà essere il giudizio di un tribunale, oltre quello dei cittadini, che mi conforta, da sempre e con diverse espressioni manifestatomi. Ma va bene anche così”.
?Il processo ha visto la costituzione come parti offese di alcune associazioni, quelle antiracket di Alcamo, Marsala, Mazara, Castellammare, del centro Pio La Torre, dell’associazione Libera. Solo per due il gup ha già dichiarato l’ammissione, sostanzialmente c’è anche per le altre e però alla prima udienza del rito abbreviato, il 5 ottobre, dovranno completare la produzione documentale a dimostrare le titolarità delle proposte costituzioni. Non è un processo qualsiasi – dice l’avv. Enza Rando che rappresenta l’associazione Libera – è un processo che punta a difendere la dignità dello Stato, la credibilità dello Stato, per questo c’è Libera perché è noto il suo impegno a difesa dei cittadini, che sono il vero Stato, “noi” cittadini”. L’attenzione di Libera è puntata sulla gestione dei beni confiscati. Tra le accuse al senatore D’Alì ci sarebbe quella di non avere gradito l’azione del prefetto Fulvio Sodano a favore di uno dei beni confiscati alla mafia più importante della provincia di Trapani, la Calcestruzzi Ericina. “Libera è l’associazione – ricorda l’avv. Rando – che ha difeso la legge sui beni confiscati, che ha raccolto le firme perché non venisse stravolta, Libera ha conosciuto l’impegno e il sacrificio del prefetto Fulvio Sodano che è stato a Trapani vero primo rappresentante dello Stato che vuole combattere la mafia”. ??“Il lavoro di Libera – aggiunge il suo presidente don Luigi Ciotti – è innanzitutto quello di cogliere e portare in mezzo alla gente, anche nelle aule dei Tribunali, l’addolorato grido di dolore dei familiari delle vittime delle mafie che pretendono il rispetto del “bisogno” di giustizia e verità che appartiene anche a tutti “Noi”. In un processo dove emerge il presunto tentativo di un indagato, il senatore Antonio D’Alì, di rendere vana la legge sui beni confiscati alle mafie, Libera, che ha raccolto 1 milione di firme per la tutela e l’applicazione di una legge importante e fondamentale, nell’unico interesse della società civile responsabile, non potevamo non costituirsi parte civile per potere meglio conoscere la storia della mafia nella terra del latitante Matteo Messina Denaro, le cui mani, sporche del sangue di tanti morti ammazzati, oggi muovono i fili di una parte dell’economia, di imprese e sono capaci di intaccare il consenso elettorale per le connessioni coltivate da quella che in provincia di Trapani, e non solo, si chiama mafia borghese. Qui – prosegue don Ciotti – lo Stato non ha avuto sempre il volto che la Costituzione ha disegnato, ha conosciuto come volto di uomo fedele alle Istituzioni quello del prefetto Fulvio Sodano che il governo ha da qui allontanato nel 2003 proprio per la sua difesa dei beni confiscati dall’assalto delle mafie. Qui l’antistato spesso è stato lo “stato”, oggi vanno ristabilite le regole fondamentali della Costituzione, celebrare e partecipare a questo processo significa ripristinare le violate regole di convivenza”.

Tra le parti civili c’è un solo ente locale, il Comune di Castellammare del Golfo. Sindaco è un imprenditore, Marzio Bresciani, area centrodestra. Bresciani da presidente di Assindustria si era interessato a favore dell’imprenditore Vincenzo Mannina per far si che questi potesse comprare la Calcestruzzi Ericina, e per questa ragione incontrò l’allora prefetto Sodano che però decise di non farsene nulla di quella offerta. Tempo dopo Mannina fu arrestato per mafia. L’azione odierna del sindaco Bresciani potrebbe essere letta come volontà a riparare a quel suo intervento, nei fatti la presenza del Comune di Castellammare è legata ai lavori del porto sui quali sono emersi interessi mafiosi e “raccomandazioni” che sarebbero state esercitate dal senatore D’Alì. La costituzione di parte civile potrebbe essere letta anche come una crepa nel muro della solidarietà politica che ha sino a qui circondato il senatore D’Alì.

da Antimafia Duemila

*** – Il neretto è di Diarioelettorale.

Trapani: Processo per l’omicidio di Mauro Rostagno (28)

Udienza del 9 maggio 2012 del processo per l’uccisione del sociologo e giornalista Mauro Rostagno avvenuta nel piccolo borgo di Lenzi, in territorio di Valderice la sera del 26 settembre 1988 ed in corso di svolgimento davanti alla Corte d’Assise di Trapani.

Alla sbarra il boss mafioso Vincenzo Virga e Vito Mazzara, per l’accusa, rispettivamente, mandante e killer dell’omicidio che sarebbe stato deciso per punire Rostagno per la sua attività giornalistica condotta attraverso l’emittente Rtc ‘Radio Tele Cine’.

L’udienza comincia in ritardo a causa della assenza nel sito di Parma dell’imputato Virga.
Confermata la presenza dell’imputato Virga inizia l’udienza.

Sono presenti i testi citati dal difensore dell’imputato Vito Mazzara: Raggi Lorella, l’ispettore Bruno e l’ispettore Dales della Digos, ricitate anche Lipari Francesca, Lipari Rita e Zanetti Alessandra ma assenti forse in quanto citate ad un indirizzo non recente.

Il pm Del Bene fa rilevare che il teste Dales non era tra I soggetti previsti per l’udienza odierna e le parti potrebbero non essere pronti a fare domande.
L’avvocato Galluffo precisa che la deposizione del teste Dales non è particolarmente rilevante.

L’avvocato Carmelo Miceli osserva che dei tre testi presenti oggi, per due, Bruno e Dales, le parti non sono nelle condizioni di potere intervenire, in quanto testi non indicati in tempo e chiede di non procedere alla loro escussione per non arrecare pregiudizio al lavoro delle parti.
L’avvocato Miceli critica decisamente il comportamento della difesa in questa vicenda delle citazioni dei testi.

Si registra l’uscita dall’aula di Chicca Roveri, compagna di Mauro Rostagno.

L’avvocato Galluffo non accetta le critiche e richiama la collaborazione con la segreteria della Dda per la individuazione degli indirizzi dei testi.
Dales e Bruno erano testi immediatamente reperibili in quanto operanti presso la questura di Trapani, e sono stati citati al fine di non rendere vana l’udienza.

Per il successivo iter l’avvocato Galluffo vuole citare i collaboratori di giustizia Sipala e Filippello, Marchese e Mutolo e chiede di risentire l’ex comandante del nucleo operativo di Trapani Elio Dell’Anna.

Prossima udienza il 23 maggio.
Il presidente Pellino indica poi per la successiva udienza del 30 maggio il teste Elmo – ex faccendiere dei servizi segreti – tra quelli della difesa, rappresentata dall’avvocato Galluffo a cui chiede di citare almeno altri dieci testi.
Udienze successive il 13 e il 20 giugno

Primo teste di oggi è l’ispettore Antonio Dales della Digos Trapani, in servizio a Trapani dal 1986 che risponde alle domande dell’avvocato Vito Galluffo.

Sulle indagini del delitto Rostagno dichiara di non avere partecipato alle indagini e che forse avrà presenziato a qualche atto ma non ha fatto indagini, ne ha mai partecipato ad accertamenti presso l’aeroporto di Chinisia.

L’avvocato Vezzadini chiede chi partecipava alle le indagini, il teste rispone: “l’ispettore Capo Amodeo”.

E’ il turno del teste Lorella Raggi che oggi lavora presso la Saman di Milano, membro del Cda ed amministrattrice e che risponde alle domande della difesa dell’imputato Vito Mazzara.

La Raggi lavora alla Saman dal novembre 1990, è stata sentita per questo processo una o due volte, una volta a Palermo e una volta a Milano ed in generale per Saman più di sei volte.
Non ricorda il contenuto delle testimonianze che risalgono almeno al 1995.
Divenne amministratrice di Saman su invito di Cardella nel maggio ’95 dopo che lo stesso e Chicca Roveri erano stati arrestato per truffa nella gestione di Saman.
Cardella chiese a lei a Giancarlo Zuccotti e a Fiorini di prendere in mano l’associazione.
Facevano parte di un Cda che Cardella fino ad una certa data continuò a gestire.
Lei si occupava della contabilità, attività che già faceva quando c’era Cardella.
Cardella dopo l’arresto per truffa decise di passare la gestione di Saman perchè voleva andare via dall’Italia, andò a vivere in Svizzera e spesso loro andavano da lui.
Nel luglio 1995 Cardella se ne andò in Nicaragua e loro continuarono a dargli comunicazione su Saman.
Andarono in Nicaragua da lui quando disse loro di comprare per conto di Saman un suo immobile, intestato a una società di Milano, in via Plinio, per permettergli di incassare una somma di denaro.
Chiese loro di acquistare l’ immobile per 3 miliardi e mezzo di lire, 1 miliardo e 800 milioni li voleva subito erano i soldi che Saman aveva sui conti correnti ed il resto dopo.
Tornati a Milano decisero di no, a lui dissero di si, ma lei e la Fiorini erano contrari. A lei sembrava una cosa folle da fare, Zuccotti invece era d’accordo.
Cardella le disse che si ero montata la testa, andò su tutte le furie e minacciò che se rifiutavano la sua proposta poteva diventare molto cattivo.
Tornarono in Italia subito.
Furono convocati da un funzionario del ministero del Tesoro per il commissariamento di Saman, un incontro provvidenziale per convincerci a non accettare proposta di Cardella.
L’avvocato chiede se presente c’era anche Chicca Roveri all’incontro in Nicaragua.
La teste afferma che può essere.

Il presidente Pellino osserva però che le domande non hanno conducenza al tema del processo considerato che si tratta di fatti avvenuti nel 1995.

Il pm Del Bene invita il difensore a fare domande sul capitolato di prova.

Ha conosciuto Giorgio Pietrostefani a Saman in quanto lui lavorava a Roma presso l’ufficio di accoglienza e veniva spesso a Milano.
Non ricorda l’anno in cui l’ha conosciuto 95 o 96, poi lui fu mandato da Cardella in Francia in una struttura di Saman dentro a un castello.

I Conti correnti di Saman erano presso la Cesare Ponti, Monte dei Paschi, Banca Intesa, Ambroveneto.
In Francia fu acquistato un Castello per farne una comunità. Furono dati per l’acquisto 1 milione di franchi e fideussione bancaria, il tutto forse nel 1993 – 94

Cardella aveva un aereo personale, Saman pagava le fatture, l’aereo era stato acquistato dopo il 1990.

Cardella era interessato in operazioni in Somalia, c’erano Pietrucci e Cammisa.
Non sa e non ha certezze se Cammisa incontrò in Somalia Ilaria Alpi, sa solo che circolava la voce.

Il Pm Del Bene si oppone alle domande, in quanto giudica non possibile fare domande sulle voci che circolano.
Il difensore insiste il presidente ammette la domanda ma la teste continua a non ricordare.

Karl Stagno Navarro giornalista, l’ha conosciuto a Malta con l’avvocato Ambrosino perchè a Malta c’era una barca di proprietà di Cardella che nel luglio del 1997 fu comprata da Saman. Il giornalista che lavorava in una televisione, crede fosse al corrente di un fermo di Cammisa avvenuto a Malta.
In un verbale si riferisce di una voce che il giornalista sarebbe stato l’ultimo a vedere Ilaria Alpi il giorno prima che la collega fosse uccisa.
Non ricordo ma se è scritto che lo ha detto certamente lo ha detto anche se ricorda che si diceva che Cammisa era stato uno degli ultimi a vedere Ilaria Alpi.

Continuano le domande sui rapporti bancari di Saman nel periodo successivo al delitto Rostagno, sull’uso del contante, sulla barca di Cardella e sull’ammontare dei contributi pubblici.

Riferimento a Mauro Rostagno in una domanda a proposito dei contributi da parte dei familiari degli ospiti della comunità.
La teste afferma che Rostagno diceva “paga chi può”.

L’avvocato Vito Galluffo conclude l’esame.

E’ il turno dell’avvocato Salvatore Galluffo che chiede dei legami politici di Cardella.
La teste risponde che Cardella era legato a Craxi, che trovarono una lettera nella quale Cardella chiedeva a Craxi soldi, “ho bisogno di soldi vedi tu come puoi fare”. Non ricorda la data della lettera che fu trovata sicuramente dopo il 1995 e la lettera forse sarà del 1993 – 94.

L’avvocato Vezzadini chiede di sapere cosa accadde dopo la minacciosa telefonata di Cardella e in cui il Cardella le chiese di licenziarsi.
La teste risponde che da quel momento lì, accadde una guerra interna. Cardella iniziò a mandare lettere, indire assemblee con tutti i soci di Saman.
Alla teste e alla Fiorini dette delle pazze e che volevano rubare i soldi e l’associazione. Vennero fatte più assemblee a Milano, a Roma, dal professore Cancrini, e poi allargarono la base associativa per renderla più democratica.

Domanda su una telefonata del 13 dicembre 1995 della Fiorini relativa ad una riunione indetta dalla signora Roveri.
Chicca e la compagna di Cardella indissero queste assemblee “ma non ci presentammo a queste riunioni”, si presentarono solo “loro”.
Furono convocati tutti i responsabili delle sedi Saman Italia, tutti quelli che erano soci.
La teste conferma che “volevano farci passare per quelle che volevamo impadronirci di tutto” e che volevano chiudere l’associazione.
Nel 96′ infine decretammo l’espulsione di Cardella, della Roveri e della compagna di Cardella.

E’ il turno dell’avvocato Ingrassia che chiede della Saman operante in Francia e delle eventuali altre associazioni operanti in Francia.
La teste a parte una associazione non ha memoria di altre associazioni e ne ricorda un’altra a seguito di sollecitazione data dalla lettura di un verbale precedente e che tali società venivano costituite allo scopo di intestare l’aereo di Cardella e di passare fondi da Saman a Saman France.
Saman International a Malta era proprietaria di una nave della ex marina svedese, anche in questo caso Saman pagava a Saman International.
Francesco Cardella movimentava soldi della Saman in quanto aveva la firma. Un episodio è quello in cui il Cardella prestò forse un miliardo di lire alla Banca Cesare Ponti, e poi quando la banca gli restituì il prestito, gli interessi andarono sul suo conto e non su quello della Saman.

Domanda del pm Del Bene che permette di accertare che la teste non ha mai conosciuto Rostagno e che il riferimento a Rostagno da lei fatto quel “paghi chi può”, era stato letto in un libro.
La teste comincia ad avere conoscenza della contabilità di Saman, nel 1991 e sa quello che sanno tutti sui rapporti tra Cardella e Rostagno fino al 88′.
Il tenore di vita di Cardella, era quello di chi vive in comunità, pur non privandosi di nulla.
Chicca l’ha conosciuta nel 90′, poi “loro” (Francesco, Chicca e gli ex soci) dopo il 95′ andarono da una parte e lei gli altri da una’altra e nel 96′ i rapporti si interruppero.

Domande da parte dell’ avvocato Elio Esposito legale di Saman.
La teste, venne a Lenzi nel 91′ anche in quel periodo come oggi vi erano in comunità dei ragazzi agli arresti sottoposti a controlli da parte dei carabinieri
Saman a seguito della condanna di Cardella ha recuperato il castello francese e l’edificio di Via Plinio e la comunità vanta ancora crediti nei confronti degli eredi di Cardella per circa otto milioni di euro.
La comunità cominciò a usufruire di un ingente flusso di denaro solo dopo la morte di Rostagno. All’inizio c’era solo Lenzi. La morte di Rostagno è il volano per la crescita economica di Saman e vi ha contribuito in maniera determinante il rapporto con il Psi di Craxi.

Domande dell’avvocato Miceli sui finanziamenti pubblici di Saman, sulle presenze a Lenzi, sulla incidenza delle spese di Saman a Lenzi.
In maggioranza erano finanziamenti pubblici, rette delle ASL e progetti.
Dal 95′ si son dovuti fare gli adeguamenti strutturali, il picco di redditività si ha intorno al 93 – 94.

Riesame dell’avvocato Galluffo ancora sulla gestione di Saman negli anni successivi al delitto.
Galluffo ribadisce la pertinenza delle domande in quanto nella espulsione per indegnità di Cardella, Roveri e compagna di Cardella possono trovarsi ragioni per il delitto e quindi chiede di acquisire il verbale di espulsione.

La Corte rammenta che è compito della difesa l’acquisizione di tali verbali.

Domande del presidente Pellino, sui viaggi in Somalia di Giuseppe Cammisa assieme a tale Pietrucci.
Pietrucci era amico di Cardella ed era uno che si occupava di progetti, l’idea era quella di fare un ospedale in Somalia.
Il suo nserimento in Saman avvenne nel novembre 1990 quando avevo difficoltà personali in seguito alla visione di una trasmissione in tv dedicata a Rostagno. Contattata la sede di Milano primo colloquio con Chicca Roiveri che mi indirizzò a Marsala.
In particolare volevo approfondire il tema delle meditazioni ma a Marsala non si facevano e passai a Lenzi dove incontrai nuovamente Chicca.

Audizione del teste Raggi terminata

Viene sentito ora l’ispettore Bruno Lorenzo, sovrintendente capo alla divisione anticrimine nel 1988 alla squadra mobile di Trapani

Conduce l’interrogatorio l’avvocato Vito Galluffo
Lavorò con un gruppo mandato da Roma per visionare tutte le cassette dei servizi tv di Rostagno.
Ad esaminare erano in quattro tra le quali una signora ispettrice capo la signora Ponpo, e Deriu Pietro.
L’attività durò tra due e tre mesi all’interno di Rtc, subito dopo l’omicidio.
Le cassette facevano parte del corredo di Rtc ed erano cassette relative a servizi, non ricorda se erano in un locale sigillato.
Il criterio di visione era indicato dai superiori loro visionarono tutte le cassette, circa 300 cassette o forse più.
Le hanno ascoltate dalla prima parola all’ultima, non era il teste che doveva fare I verbali allora il teste era un semplice agente.
Non sa se furono trovati spunti investigativi ne se fu redatto un qualche rapporto
Gli argomenti trattati da Rostagno ?
Dal tombino alla politica ai rapporti tra politici, mafia, problemi sociali.

L’avvocato Vezzadini chiede se si trattava di tutto il materiale o se era solo una parte.
Il teste risponde che furono richieste tutte le cassette.

Il Pm Del Bene chiede se il tema mafia emergeva dalla visione delle cassette.
C’erano dei servizi che riguardavano personaggi che erano indicati come mafiosi, uno l’Agate di Mazara, ma anche altri.
In merito ad Agate I servizi cosa riguardavano ?
Uno di questi servizi riguardava Agate, sicuramente un personaggio mafioso di spessore.

L’avvocato Francesco Greco chiede da chi era costituito e da dove proveniva il gruppo.
Il gruppo incaricato di visionare cassette arrivava dallo Sco servizio centrale operativo

L’avvocato Lanfranca chiede fino a quando è rimasto alla squadra mobile.
Fino al tentato omicidio del dottor Germanà, forse il 92′
Il lavoro d’indagine fu condotto solo con la visione delle cassette e se ricorda se furono fatte delle copie.
Si il lavoro d’indagine da lui svolto fu solo questo e non sa se furono fatte copie
Il dottore Germanà gli disse di visionare le cassette.

L’avvocato Miceli chiede se fu vista una cassetta con una intervista al procuratore Borsellino.
Il teste non ricorda.
Il lavoro svolto confluì in una relazione?
Il teste risponde che crede di si e che la Ponpo avrà redatto un rapporto.

Il presidente Pellino chiede specificazioni sul lavoro svolto.
Il teste risponde dicendo che lui ha visto circa 100 cassette, il suo compito essendo locale, quando c’erano problemi di comprensione li rivedevano tutti assieme, quelle che non fornivano spunti venivano subito scartate, le altre venivano accantonate.

L’audizione del teste Bruno è conclusa.

L’avvocato Galluffo riprende l’interrogatorio della signora Lorella Raggi chiedendo notizia delle sorelle Lipari.
La teste risponde che non le conosce personalmente, ma è certa che Rita è deceduta, di Francesca non sa.
Ha conosciuto certo Han Joseph Peter ?
Si anche lui crede che sia morto.
Zanetti Alessandra ?
C’è, Sordini Anna è pure deceduta.
Di Ruvo Annamaria ?
C’è
Rossani Francesco ?
C’è
Maio Costanzo ?
Non sa dire nulla, non ha idea di che fine abbia fatto.
Marrocco Luciano ?
Non lo conosce, non ha idea.

Dopo il raggiunto accordo tra l’avvocato Vito Galluffo e il pm per la possibile audizione del collaboratore Sipala, l’udienza viene dichiarata chiusa e rinviata al 23 maggio.

Tutta l’udienza su Radio Radicale

La precedente udienza del 18/04/2012 la trovate qui