Trapani si scopre razzista ed attende la sua Rosa Lee Parks

Chi era Rosa Lee Parks e che c’entra con Trapani ?

C’entra, c’entra .

Rosa Lee Parks è stata quella donna afroamericana che nel dicembre del 1955 avviò a Montgomery, capitale dello stato dell’Alabama, la protesta contro la segregazione razziale sugli autobus, rifiutandosi di alzarsi e lasciare il posto ad un bianco e per questo motivo venne arrestata.

Il suo clamoroso gesto dette il via al boicottaggio dei trasporti pubblici da parte della comunità nera e viene considerato il punto di partenza del moderno movimento per i diritti civili, che  ha permesso oggi ad un americano di pelle scura di potere aspirare alla presidenza USA.

Sul finire del settembre 2008 ci tocca leggere su TrapaniOK.it

A Trapani autobus soltanto per i “bianchi”.

Dopo gli episodi accaduti sugli autobus della linea 31, vietato l’accesso agli extracomunitari.

Non posso credere che tutto questo sia vero e, se vero, che nesuno degli autori di tale provvedimento non sia oggi oggetto di una qualche iniziativa giudiziaria.

Nel corpo dell’articolo infatti è possibile leggere : “… Gli autobus della linea 31, che collega il centro per immigrati di Salinagrande alla città, sono vietati agli immigrati. Gli extracomunitari non possono salire a bordo… soluzione estrema adottata dopo gli incresciosi episodi accaduti nel corso delle ultime settimane… Numerosi autisti e passeggeri hanno denunciato di essere stati minacciati in più occasioni da extracomunitari ubriachi… Poiché il problema persiste, si è individuata un’altra soluzione: non fare salire a bordo dei mezzi tali persone se si trovassero in fermata… Il segretario della Uil trasporti chiede disporre servizi straordinari di trasporto per gli immigrati con la presenza delle forze armate al fine di garantire l’incolumità degli autisti.“.

Il problema non è determinato quindi da “individui“, da perseguire singolarmente per i loro comportamenti penalmente rilevanti, ma da “insiemi di individui” di tutta evidenza identificati, si presume, per colore della pelle, cenci, ed altri indicatori di razza, status, povertà.

Siamo o non siamo, in quanto a discriminazione razziale, entrati in qualcosa che va ben oltre il Mississipi e l’Alabama degli anni 50′, stati nei quali non si impediva ai neri l’accesso agli autobus, ma se ne esigeva “solo” la segregazione e una “diminutio” dei diritti in favore dei cittadini di pelle bianca ?

Tra Michele Cimino e Filippo Penati, Diarioelettorale sceglie Cimino

E’ in corso una polemica tra il Presidente della provincia di Milano Filippo Penati (PD) e l’assessore regionale al Bilancio e Finanze, della Regione Siciliana Michele Cimino (Pdl).

Da Milano il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, con toni e linguaggio da leghista rifatto, sostiene che all’Expo 2015 mancano 10 miliardi di investimenti e il Governo, intanto, ne destina altrettanti, “all’anno, di tasse sulla benzina, di cui 4 pagati dai contribuenti lombardi, alla Giunta della Regione Sicilia“.

Notare quel “destina… alla giunta della Regione Sicilia” piuttosto che un “destina … alla regione Sicilia” o un “destina … ai siciliani“, il tutto nel tentativo di associare dialetticamente l’immagine negativa della politica siciliana , rilanciata giorni or sono in prima pagina dal quotidiano di Vittorio Feltri “Libero“, sull’onda dello scandalo delle assunzioni per chiamata diretta da parte di assessori della giunta di Raffaele Lombardo, all’indispensabile riequilibrio nel conto del dare ed avere tra stato e regione nell’ambito del prossimo federalismo fiscale.  

Pronta la replica dell’assessore regionale siciliano al Bilancio, Michele Cimino: “Come recita un vecchio adagio, non c’è peggiore sordo di chi non vuol sentire. Forse è il caso che qualcuno lo ricordi al presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che, da qualche settimana non fa altro che gettare gratuitamente veleno sulla Sicilia”.

Penati – sottolinea – sbaglia quando parla a sproposito delle accise e dice che il governo vuole dare 10 miliardi di euro all’anno di tasse sulla benzina alla Sicilia, e che di questi, 4 sarebbero pagati dai contribuenti lombardi“.

“Abbiamo cercato di spiegare a Penati – aggiunge Cimino – che la manovra per trattenere le accise non sarà una nostra prerogativa, ma riguarderà tutte le regioni italiane. Quanto ai 4 miliardi che verrebbero scippati alla Lombardia non sappiamo da dove Penati desuma questo dato. Quello che invece sappiamo è che le società titolari delle raffinerie presenti in Sicilia, ma con sede sociale al Nord, pagano le imposte al Nord“.

Alla Sicilia, questi signori delle raffinerie, lasciano i costi sociali, ovvero l’inquinamento dell’ambiente e le malattie, dal cancro ai tanti bambini nati deformi“.

“La verità è che a Penati e ai gruppi economici e finanziari di cui è espressione – afferma l’assessore al Bilancio e Finanze – non piace affatto che la Sicilia rivendichi i propri diritti, dialogando con un governo nazionale che non tende, a priori, a penalizzare i siciliani. Penso all’applicazione dell’articolo 37 del nostro Statuto autonomistico, che consentirà alla Regione Siciliana di trattenere quelle imposte che oggi i petrolieri versano nei ‘forzieri’ del Centro Nord Italia. E penso anche alla manovra sulle accise che, proprio grazie alla mediazione del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, è stata estesa a tutte le regioni del nostro Paese”.

Castellammare del Golfo, gli elettori di Bresciani cominciano a dubitare

Vi piacerebbe pensare che questo è un post del solito francese sciovinista.

E invece no !

Anche se la foto, che vale un post, è del francese René Maltête
e la trovate qui .

 

 

Tra le Tremiti e Salemi: cose che non resteranno

Leggo di una polemica insorta tra Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi e un sedicente “Comitato delle Due Sicilie” a proposito del progetto di un tale ingegner Michelangelo De Meo di realizzare un ponte in legno per collegare tra loro le Diomedee.

La polemica nasce in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Vittorio Sgarbi al settimanale “Oggi“: “C’è qualcuno [che] rifacendosi pedestramente alla storia, ripropone una idea di Ferdinando I di Borbone (1751-1825): collegare le isole di San Domino e San Nicola con un moderno ponte. L’idea del ponte è neo-borbonica e attenterebbe all’integrità paesaggistica delle isole. I nuovi Borboni si mettano il cuore in pace, indietro non si torna”.

Il sedicente “Comitato delle Due Sicilie” è intervenuto a difesa dell’ideatore del progetto. Si legge nella nota del “Comitato delle Due Sicilie”:

“L’ingegner De Meo ha ragioni da vendere. Sin da quando è nato il mondo, l’uomo ha sempre provato ad arricchire la pur meravigliosa creazione divina con la sua opera. A volte c’è riuscito, mentre a volte ha fatto pasticci. In questo caso, considerando che l’intenzione non è rivolta ad un tornaconto privato, ma ad apportare valore aggiunto al territorio, e considerando le immagini che ci anticipano quale sarà il risultato, ci troviamo di fronte ad un fatto positivo.
La sensazione è che l’on. Sgarbi voglia provare a lasciare tutto così com’è per permettere ad altre zone turistiche, sicuramente al di sopra del Tronto, di avvantaggiarsene. In questo, del resto, è ben coadiuvato da quegli avvoltoi dei Tg, per esempio, i quali ad ogni incendio che avviene al di qua del Tronto, un minuto dopo danno già per certo che si tratta di incendio doloso, gettando così gratuitamente fango sulle Due Sicilie e sul suo popolo.
Non è bastato all’on. Sgarbi di aver venduto le case abbandonate dagli emigrati di Salemi dopo il terremoto del 68, mai recuperate dallo Stato e lasciate in stato di completo abbandono, all’incredibile prezzo di 1 € ad unità immobiliare ? Naturalmente le hanno comprate i ricchi capitalisti padani, perchè i poveri cittadini di Salemi, se pure hanno un euro per comprarle, non hanno i tanti soldi necessari a ristrutturarle. Questa è la politica di Sgarbi a Salemi: un nuovo colonialismo che si vuole man mano allargare a tutto il territorio delle Due Sicilie !”.

Così, ad occhio, visto il tono ed i contenuti della risposta, credo che Vittorio Sgarbi abbia ragione.

Lampedusa o del mondo alla rovescia

Non ricordo esattamente quando, ma certamente alcuni secoli dopo l’anno mille,  si è posta fine alla consuetudine  di disegnare le mappe geografiche con orientamento inverso, rispetto all’attuale, nel senso Nord in alto,  Sud in basso .

Per cui seguendo la precedente consuetudine Lampedusa verrebbe ogi rappresentata nell’estremo superiore dell’Italia.

La cosa di cui parlerò credo sia di un qualche interesse e vale la pena di occuparsene oltre i luoghi comuni, e i pregiudizi, (nel senso di giudizi maturati a priori), nei confronti dei protagonisti e delle comparse della vicenda.

Partiamo da quella sera quando 233 clandestini, soccorsi nel pomeriggio nel Canale di Sicilia, sono arrivati al porto di Lampedusa, sotto la pioggia, mentre nella vicina spiaggia di Guiggia era in corso O’ Scià, e Claudio Baglioni stava cantando “Strada facendo”.

La polemica è quella innescata da Angela Maraventano senatrice della Lega Nord ed ex vice sindaco di Lampedusa dimissionata d’ufficio dal Sindaco Bernardino De Rubeis, in seguito alla richiesta della stessa Maraventano così sintetizzata da “Il Messagero“:

Claudio Baglioni dovrà spiegarmi, fatture alla mano, come ha speso i 600mila euro stanziati, in parte da Comune e Regione, in parte dal ministero degli Interni, per questa edizione del suo Festival O’ Scià

[non mi spiego]

“come mai l’evento abbia costi così elevati, visto che gli artisti dicono di partecipare a titolo gratuito”

“Avevo proposto a Baglioni di fare una semplice serata di spettacolo da solo per risparmiare e poter acquistare una risonanza magnetica per l’unico pronto soccorso dell’isola, ma la risposta che mi è arrivata è stata negativa. Non mi farò portavoce della richiesta di fondi per O’ Scià in Senato. Nulla contro Baglioni, ma qui a Lampedusa ho altre priorità: 200 malati di tumore che fanno su e giù da Palermo per la chemioterapia, la mancanza di un vero ospedale, 250 bambini in età da asilo nido a casa, una scuola materna da sistemare…

A difesa della manifestazione le parole del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo:

“La manifestazione “O’ scià” – dice il ministro – rappresenta un forte tributo alla generosità del popolo dell’isola e alla sua grande disponibilità all’accoglienza nella legalità. Il grande successo di pubblico, la partecipazione di tanti artisti sono il segnale del caloroso e sentito “grazie” che gli italiani devono alla gente di Lampedusa, ma anche la riaffermazione di come i valori dell’accoglienza siano sempre più sentiti – anche grazie a questo appuntamento – come elementi fondanti del vivere civile nel nostro Paese. Un paese che con la sua tradizione di apertura al Mediterraneo e alla cultura del mondo intero, con la sua gente generosa e attenta agli altri non ha mai deluso le aspettative di chi chiede di farsi ospite, qualsiasi spinta o motivo lo conduca sulla nostra terra”.

Sbaglio o le parole della Prestigiacomo sanno tanto di vuota retorica ?

La replica del sindaco di Lampedusa De Rubeis:

Se fra gli amministratori c’è qualcuno non in linea con le nostre intenzioni sull’evento “O’ Scià”, quella è la porta

«Baglioni e “O’ Scià” sono un bene prezioso per noi, l’evento musicale che è alla sua sesta edizione ha confermato le presenze sull’isola degli scorsi anni. Non è possibile; non è giusto e non è corretto durante lo svolgimento della manifestazione, speculare su dichiarazioni contro la manifestazione, da parte di chicchessia”

“la manifestazione ha un significato che va al di la dell’immaginario, è diventato parte integrante delle nostre isole e nessuno ha il diritto di mettere in discussione la sua valenza, la sua importanza, la sua imponenza. Diventerà un evento istituzionalizzato e sarà questa la nostra prossima battaglia, per riuscire a farlo diventare un appuntamento importantissimo e che dovrà coinvolgere sia il governo centrale che quello regionale”

“O’ Scià è un evento che Baglioni fa a costo zero: le spese che si fanno sono relative esclusivamente ai costi reali per palco strumentazioni. Gli artisti che si sono alternati sul palco, se avessimo dovuto pagarli, ci sarebbero voluti milioni di euro e non poche centinaia di migliaia”.

E’ grettezza quella della leghista di Lampedusa Maraventano che esprime preoccupazione per problemi reali dei cittadini lampedusani, o è grettezza quella del sindaco che si compiace che “l’evento musicale ha confermato le presenze sull’isola” ?

Alla luce di quanto detto in apertura di questo post poi suona ridicolo pur in un clima da tragedia quanto detto dalla portavoce della Fondazione e membro del cda della fondazione “O’ Scià”, Dalia Gaberscik  “Basterebbe venire sulla spiaggia della Guitgia per rendersi conto di ciò che si realizza ogni anno per Lampedusa e per l’enorme emergenza dell’immigrazione clandestina e dell’integrazione culturale”.

Continuiamo a cantare “Strada facendo”.

Barack Obama vs John McCain: qui si vola alto

Poteva “diarioelettorale” non occuparsi, almeno un pò, delle elezioni americane in programma nell’Election Day del 4 novembre prossimo ?

No che non poteva e così è qui per fornirvi il link accedendo al quale potrete ascoltare, vedere e leggere (in inglese, senza intermediari) il primo dei tre dibattiti previsti,  svoltosi ad Oxford nello Stato del Missisipi ieri 26 settembre.
Potrete così sentire i toni e gli accenti dei protagonisti, farvi una idea di quanto possa essere importante e cosa significhi il confronto elettorale in una democrazia matura.

Vi è chi ha notato che McCain ha evitato di guardare l’avversario, e chi ha notato l’esitazione nel pronunciare il nome di Ahmadinejad, o lo scivolone sul nome del nuovo presidente pakistano Asif Ali Zardari, o ancora che entrambi i candidati hanno ripetutamente glissato sul piano anticrisi da 700 miliardi di dollari.

Il titolo del pezzo di Alessandra Stanley sul “The New Yorks Times”, “Beyond Ideology, a Collision of Generations” – Più che di ideologie un contrasto di generazioniriassume forse meglio di ogni altro limiti e prospettive dello scontro in atto in questa campagna per il rinnovo della presiudenza USA.

Vittorio Sgarbi cento giorni a Salemi

A seguire un’intervista di alcuni giorni fa (18 settembre) per la rubrica d’economia, politica e riforme “In ginocchio da te” a cura di Valeria Marini e Angela Padrone di Radio radicale a Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi e a Nicolas Ballario, responsabile della Bottega Creativa del Comune di Salemi.

L’ascolto dell’intervista sarà particolarmente utile a quanti desiderano saperne di più su speranze, difficoltà ed obiettivi dell’azione di governo di Vittorio Sgarbi e della sua giunta dopo i fatidici “100 giorni”.

A parte il “zucca vuota” dato a Letizia Moratti e l’equiparazione mafia uguale lobby e mafia uguale potere economico nel parallelo Sicilia – Milano, vi è la rivendicazione del restauro di immagine operato a Salemi e molte ed ampie considerazioni su mafia ed antimafia.

Non meno interessanti le considerazione di Nicolas Ballario circa gli impiegati comunali, il progetto di Centro di Produzione e su una lettera aperta a Matteo Messina Denaro per chiamarlo a dirigere il costituendo “Museo della mafia“.

Qui l’intervista di Valeria Manieri a Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi per “In ginocchio da te” rubrica settimanale di Radio Radicale

Benvenuti nella Provincia di Trapani dove la matematica è un’opinione

L’assessorato regionale ai Beni Culturali ha reso pubblici i dati sulla fruizione delle risorse d’interesse artistico-monumentale delle province siciliane, riferite all’anno 2007.

La provincia di Trapani si è classificata al terzo posto dopo quelle di Messina ed Agrigento.

Il sito più visitato nel territorio trapanese è stato l’ “Area archeologica di Segesta” con 340.162 visitatori per un incasso pari a 1.241.142 euro.

Seguono l’ “Area archeologica di Selinunte”, il “Museo archeologico Baglio Anselmi”, il “Museo del Satiro-Chiesa di San Egidio” e, infine, il “Museo regionale Conte Agostino Pepoli”.
 
I fruitori totali delle risorse per la provincia di Trapani, nel 2007, sono stati 739.485 per un incasso totale di 2.452.949 euro, in diminuzione rispetto al 2006 sia per numero di fruitori i quali erano stati 777.231 nel 2006, che di incassi, 2.662.650 euro nel 2006.

Da non credere la dichiarazione dell’assessore provinciale al Turismo Andrea Di Girolamo il quale di fronte al dato negativo commenta: “sono dati che ci fanno piacere e testimoniano il buon lavoro svolto in questi anni” e ancora “bisogna dare atto all’amministrazione provinciale e quelle comunali di avere fatto un buon lavoro per promuovere il territorio“.

Ma si può ?

Salemi sulla stampa nazionale

Si segnalano qui, relativamente a Salemi ed alla attività della giunta di Vittorio Sgarbi sulla stampa nazionale di ieri, un lungo ed interessante articolo, dal titolo “Tra le meraviglie di Sgarbilandia”, di Francesco La Licata per “La Stampa” ed un breve redazionale dal titolo “A ruba le case a un euro” su “Il Giornale”.

Tra le meraviglie di Sgarbilandia

La casa acquistata a un euro. Possibile? Già, un euro in un pieno centro storico carico di autentici tesori d’arte. Anche se, già da subito in verità, l’assessore si affretta a precisare che «non è proprio un affare», visti i tempi e i vincoli (stilistici e di materie prime) concessi dal comune agli «acquirenti» che saranno impegnati al restauro. Siamo a Salemi, profonda, profondissima Sicilia. Fino a ieri terra misconosciuta ai più se non per la parte meno presentabile che immancabilmente fa riferimento ai cugini Nino e Ignazio Salvo e a tutto un presepe mafioso che affonda le radici nella storia giudiziaria dell’Isola.

Oggi quella Sicilia, come in una favola, sembra sbiadire giorno dopo giorno quasi per effetto di intrugli misteriosi e inspiegabili, fino a somigliare ad un “luogo dell’immaginazione” che potremmo chiamare «Sgarbilandia». E così vanno prendendo corpo iniziative e idee messe in circuito da un gruppo di «matti», la definizione è del critico prestato alla politica, che «si sono messi in gioco per scommettere sulla possibilità di ribaltare una situazione sociale, economica e culturale destinata allo stato vegetativo».

Quella della casa a un euro è l’idea che – nelle intenzioni dei creativi della giunta tecnica sgarbiana (Oliviero Toscani, il principe Bernardo Tortorici di Raffadali e l’architetto romano Peter Glidewell) – dovrebbe portare a Salemi, pardon a «Sgarbilandia», i «nuovi Mille». Ecco, la cittadina ha un feeling collaudato con l’impresa Garibaldina, come dimostra il balcone di piazza Dittatura, da dove il barbuto condottiero assunse i poteri che consentirono di fare di Salemi capitale d’Italia, seppure per un sol giorno.

Questi «nuovi Mille», nelle intenzioni di Vittorio Sgarbi, dovranno essere altrettanti «cittadini illustri» che prendono casa a Salemi, «capovolgendo così un flusso migratorio che ha visto i Siciliani andare al Nord in cerca di soldi e fortuna». «Saranno i ricchi del Nord – insiste il professore – a venire qui e non potranno che portare ricchezza». Per questo all’inizio di settembre è stata data, in pompa magna, la cittadinanza onoraria ai coniugi Moratti. Anzi il presidente dell’Inter, per l’occasione, ha potuto anche inaugurare un nuovo club di fede nerazzurra.

Ma a “Sgarbilandia” sembra essersi verificato un contagio inarrestabile e, dopo i Moratti, è arrivato il ministro Rotondi, e Brunetta, e poi Afef Tronchetti Provera, e Anna Falchi e Forattini e il ministro Zaia. Domenica scorsa, in occasione della sfilata di Marella (quale posto migliore di “Sgarbilandia” per un eccesso di mondanità?) s’è materializzato anche Ricucci con qualche amico, a cui non potrà essere destinata una casa troppo vicina a quella della Falchi, ovviamente. Un’epidemia (migliaia di richieste) che non sembra risparmiare anche esponenti dello schieramento opposto agli sgarbiani, se è vero che un interessamento è stato manifestato anche dall’ex ministro Cesare Damiano.

Ma siamo soltanto all’inizio dell’esperimento e la strada sembra in salita. Il principe-assessore all’urbanistica, Bernardo Tortorici raffredda gli entusiasmi: «Arrivano messaggi da tutto il mondo. Ne arrivano dall’Australia, dal Canada, dal Nord Europa, dalla Germania, dalla Francia. Dalla Russia, dalla Lituania e dalla Lettonia».

E questo è già un problema perché il centralino, come dire, non è abituato al dialogo poliglotta. «E poi bisognerà mettere ordine – aggiunge – in un ufficio che era fermo al terremoto del ‘68, anno in cui ebbe inizio l’esodo dal centro storico. Le leggi alimentarono scelte che allontanavano i cittadini dal cuore di Salemi: veniva garantito l’indennizzo del cento per cento se si costruiva altrove. Logico che il centro si sia svuotato. Si tratta adesso di catalogare gli immobili per stabilire esattamente quanti siano quelli da poter assegnare. E questo crea parecchio stress in assessorato. Ma ce la faremo».

Attualmente le case certamente in possesso del Comune (per la maggior parte manca proprio l’acquisizione per via notarile, omessa a suo tempo anche dopo aver concesso gli indennizzi a fronte della perdita di possesso dei cittadini terremotati) sono 219, di cui 110 non recuperabili, su circa tremila “indennizzate” dopo il terremoto. E’ questo che fa dire ad Angelo Calogero, capogruppo dell’opposizione, che «siamo alla politica dell’annuncio e basta, visto che non sarà facile attuare un progetto così poco aderente alla realtà». Insomma, Sgarbi sogna.

«Non sarà sogno, ma scommessa difficile certamente», ammette Peter Glidewell, assessore alla Cultura e all’agricoltura, o «all’agricoltura», per dirla col sindaco. E non solo per la storia della casa a un euro. «Qui c’è da ribaltare un disastro culturale ed ambientale, ma soprattutto si tratta di recuperare l’intraprendenza ed intelligenza siciliane per vincere la tentazione dell’immobilismo rassegnato».

Ovviamente perciò si cerca di tenere alta l’attenzione con eventi a cadenza quasi settimanale (l’ultimo, la proiezione di «Ladri di biciclette» restaurato in digitale) e con annunci che prestano il fianco a polemiche distruttive. Come l’idea del Museo della mafia, garante il giudice Giuseppe Ayala, «ora che il potere di Cosa nostra è quasi scomparso».

Affermazione non condivisa che ha provocato scontri col Centro Impastato (Umberto Santino: «Sgarbi vuol fare di Cosa Nostra delle belle statuine») e con «Articolo 21» per un pezzo che indica Salemi come «la città dei Salvo, di Giammarinaro (il patron politico, discusso ma assolto, di questa giunta ndr) e del sindaco Sgarbi». La replica del professore è stata violenta, il che non si addice a «Sgarbilandia».

Francesco La Licata per “La Stampa”

da La Stampa

 

A ruba le case ad un euro

Dal miliardario lituano al giornalista toscano ieri a Salemi per lavoro. Sono oltre duemila le richieste per vedersi assegnata una casa a un euro dal comune siciliano. Mail, fax, lettere e piccioni viaggiatori. Dall’Australia e anche dal Sud Africa. Ogni mezzo è buono l’importante è manifestare la propria intenzione all’acquisto e alla successiva ristrutturazione dell’immobile. Pare che tra le «intenzioni» ricevute ci siano quelle di Anna Falchi, Afef, Massimo Moratti, Forattini e anche del ministro Zaia. Le case sono 3.500 ma pare che ne saranno vendute solo mille. Il sindaco Vittorio Sgarbi ha aggiunto ieri che entro il 2009 sarà costruito a Salemi il Museo della mafia che lui considera vinta e ormai sparita.

da Il Giornale

Ancora su “Della cosa loro di Sicilia e della cosa nostra di Salemi”

Torno sull’argomento per segnalare altri elementi di conoscenza ed approfondimento, relativi alle due vicende segnalate nel post precedente.

Il primo elemento è che la figlia dell’assessore regionale Giovanni Ilarda, Giuliana, aveva già lavorato presso un assessorato regionale, quello retto allora dalla ex magistrata, (anche lei come il padre, e poi dici la casta), Agata Consoli, nel suo ufficio di gabinetto e con il precedente governo.
Per cui oggi vi è chi si chiede: “Viene tuttavia trascurato il fatto che Giuliana Ilarda avesse già lavorato, legittimamente, in un ufficio di gabinetto alle dipendenze di un assessore-magistrato, Agata Consoli. Non era certo l’unico congiunto di personaggi influenti. Gli uffici di gabinetto sono ospitali e generosi. E affidare a personale esterno incarichi a tempo determinato che potrebbero essere espletati da dirigenti regionali in servizio non è una consuetudine recente. Ma nessuno ha sollevato la questione in passato. Chissà per quale ragione ?“.

Il secondo elemento di riflessione lo trovate integralmente qui ed è la risposta del Presidente di Sos Italia Libera, Nino Ippolito, al giornalista Rino Giacalone, nel quale Nino Ippolito a parte le ovvie espressioni polemiche sul “giornalismo a tesi“, sulla “vigliacca considerazione fondata sul nulla“, sul “cronista saldamente incollato alla sua scrivania” e infine sulla “supponente ed imbarazzante aurea mediocritas“, contesta le affermazioni non dimostrate di Rino Giacalone:

“Spacciando per veri pressuposti completamente inventati, il cronista fa discernere una serie di considerazioni fuorvianti e volutamente ambigue. L’associazione regionale contro il racket e l’usura “Sos Italia Italia Libera”, costituita a Salemi circa un mese e mezzo fa, non ha mai chiesto l’utilizzo o l’assegnazione di terreni o immobili confiscati alla mafia, men che meno i terreni confiscati al mafioso Salvatore Miceli. Né, del resto, l’associazione ha manifestato l’intenzione di farlo, per il semplice fatto che non è tra i suoi compiti la gestione di terreni o l’esercizio di attività di natura economica.

Se solo Giacalone avesse esercitato il più elementare dovere del lavoro giornalistico, e cioè la verifica e il riscontro delle notizie, avrebbe appreso che i terreni da lui falsamente trasformati in oggetto di interesse da parte dell’associazione, sono stati ufficialmente chiesti in assegnazione dalla “Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus” presieduta da Piero Sardo (che sui terreni ha peraltro già fatto un sopralluogo) con sedi a Firenze e Bra, che intende impiantarvi dei campi sperimentali, e che il Comune di Salemi, già un mese fa, ha scritto alla Prefettura di Trapani manifestando l’intenzione di assegnarli proprio a questa prestigiosa istituzione.”