Bresciani, ne sfiducia, ne fiducia

Il risultato, scontato date le premesse della vigilia, del voto sulla mozione di sfiducia al sindaco Marzio Bresciani, che ha visto dieci consiglieri aderire alla mozione, nove dichiararsi contrari ed uno astenersi, conferma che la mozione di sfiducia era mossa azzardata ed improvvida, occorrendo mettere assieme tredici voti (prima della sua presentazione) per il raggiungimento dell’obiettivo, da un lato, e dall’altro che la gestione politica da parte del Sindaco della sua maggioranza è stata disastrosa al pari di quella del suo mentore, il senatore Antonio D’Alì, e del suo ispiratore, l’ex premier Silvio Berlusconi.

Ora siamo allo stallo, all’empasse, o se preferite immagini più cruente, all’agonia in senso politico, di un Sindaco che appare isolato prima ancora che in consiglio, nel sentire comune della sua cittadinanza, e di una città come sospesa ed irrealmente immobile, in attesa che tutto passi, ma nel contempo incapace di immaginare un qualsiasi futuro.

Peccato, per il Sindaco e per Castellammare.

Annunci

Sanzionami questo … lo so che ti piace ma non te ne do !

Più d’uno nel corso dei secoli ha spiegato la storia come un rincorrersi di cicli.

Giovambattista Vico in particolare è particolarmente noto per la sua teoria dei “corsi e ricorsi storici” il che non significa che la storia si ripeta quanto piuttosto che è l’uomo ad essere sempre uguale a se stesso, pur nel cambiamento delle situazioni e dei comportamenti storici.
Così ciò che si presenta come nuovo nella storia è paragonabile per analogia a ciò che si è già manifestato in tempi più o meno recenti.
In tal modo, ad epoche di civilizzazione e progresso, accade che seguano epoche di “ritornata barbarie”.
La storia, è sempre uguale e nel contempo è sempre nuova.

Così nel leggere ed ascoltare le reazioni di Silvio Berlusconi e dei suoi “aficionados” al downgrade dell’Italia da parte di Standard and Poors di questi giorni non può che tornare alla mente questa canzonetta degli anni 30′ scritta e diffusa in occasione della comminazione delle sanzioni all’Italia su iniziativa dell’Inghilterra, la “perfida Albione”, da parte della Società delle Nazioni.

D’altra parte allora, come ora, la classe dirigente del paese si distingueva particolarmente per senso di responsabilità, moralità, educazione ed eleganza, sia nel dire che nel fare.

Qualcuno ritiene che non sia così ?

SANZIONAMI QUESTO!

Tutto quel che fai
lo fai per gelosia,
e questo, amica mia,
perché vorresti vivere anche tu
quest’ora di eroismi e di virtù.
Ma non lo puoi ed io lo so
perciò mia cara canterò…

Sanzionami questo
amica tenace
lo so che ti piace
ma non te ne do!

Guarda la regina
che dona la sua fede,
quella che il re gli diede.
L’altare della patria coglierà
l’offerta che ogni sposa porterà.
E dalla reggia al casolar
un fiume d’oro va all’altar…

Sanzionami questo,
o amica rapace,
lo so che ti piace
Ma non te ne do!

Maddalena Balsamo vs. Massimo D’Alema sui “froci”

Maddalena è tornata in video con la sua consueta chiarezza.

Perchè se l’Italia ha Silvio Berlusconi al governo e Massimo D’Alema, come uno dei più autorevoli esponenti dello schieramento avversario, non è per caso.

Questi imbecilli governano l’Italia (2)

In Germania si può, nel senso che esistono autostrade prive di limiti di velocità, così il leghista Speroni che è stato in passato ministro di uno dei governi Berlusconi ed oggi eurodeputato della Lega Nord (con assistente parlamentare il figlio del capo Riccardo Bossi), dopo aver stabilito il suo record personale di velocità (316 Km/h) ha pensato bene di mettere il video su Youtube.

Che dire, noi applaudiamo, come bambini innocenti a tanta abilità, ed esprimiamo solo un desiderio, che siamo sicuri l’onorevole Speroni non mancherà di esaudire.
La prossima volta, presto possibilmente, porti con se sull’auto il capo, Umberto Bossi, ed il capo dei capi, pardon, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed assieme a loro tenti di superare il suo record, andando forte, forte, forte, sempre più forte.

HAi visto mai che ce la facciamo … a liberarci in un botto di tuttti e tre.

Questa bravata di Berlusconi non l’avevo ancora vista !

e l’ho scoperta su Friend Feed grazie a Işık Mater, una ragazza turca !

Silvio Berlusconi humping on police woman vallaha insan degil bu Berlusconi hahahahaha

Sarà vero o è un falso ?

Non è la libertà che manca in Italia. Mancano gli uomini liberi. (2)

Queste alcune delle domande poste da Fancesco Piccinini direttore di Agoravox a Julian Assange di Wikileaks, e che, a chi sa leggere, forniscono la spiegazione del perchè non sia mai nata, e continua a non nascere, in Italia, una vera alternativa a Berlusconi .

Perché non hai mai dato i cables a giornali italiani?
“L’abbiamo fatto. Li abbiamo dati a un grande giornale, ma hanno deciso di non pubblicarli e di lavorarci su attraverso degli articoli”.

A quale giornale li hai dati?
“Erano due. I due più grandi (non ci rivela i nomi, ndr). In precedenza avevamo anche lavorato con uno dei due, ma alla fine non ne hanno fatto nulla. E’ successa la stessa cosa in Giappone, abbiamo dato i cables anche a un loro quotidiano nazionale, il più importante, pensa che hanno 2200 giornalisti, senza contare le altre figure, solo di reporter, praticamente lo stesso numero della Reuters. Hanno rifiutato anche loro e lavorano in una maniera molto metodica, potremmo dire “alla giapponese” (sorride, ndr).

Cosa ne pensi dell’Italia e dell’attuale situazione con Silvio Berlusconi?
“Non mi piace, ma agli italiani sì. Il problema di Berlusconi non è tanto il suo potere politico ed economico, ma come l’abbia usato per fare i propri interessi, corrompendo il sistema”.

Cos’altro emerge sul nostro paese?
“Tra i cables ce ne sono molti che parlano della corruzione in Italia, delle grandi compagnie. Ne sono in arrivo molti sul vostro Paese. Soprattutto sull’Eni che è il grimaldello che l’Italia usa per entrare in vari paesi del mondo. Come per esempio in Kyrgyzstan dove c’è un forte legame basato sulla corruzione tra l’Eni e i politici locali. L’Eni è la vera grande azienda corrotta italiana”.

Perché queste storie non escono sui nostri giornali?
“Il vero problema è che in Italia i grandi giornali non parlano delle storie di corruzione, soprattutto se riguardano le grandi compagnie. Nei cables sono uscite e usciranno molte cose che non useranno. Anche di interazioni delle grandi compagnie pubbliche, come l’Eni, con alcuni paesi stranieri. I giornali italiani si occupano di persone che sono già in carcere o sotto processo, ma non si occuperebbero mai di persone che non sono mai state indagate, anche se citate nei cables”.

Tutta la prima parte dell’intervista qui

La spiegazione della frase del titolo la trovate qui