Depuratore di Castellammare del Golfo: a maggio 2014 il decreto di finanziamento

Non è inserito nel primo “Elenco degli interventi decretabili ai fini del finanziamento a valere sulla disponibilità assentita sulle risorse liberate 2000/2006” che comprende 13 opere già approvate dal ministero dell’Ambiente dell0 “APQ Rafforzato sulla depurazione delle acque reflue del 30/01/2013″ per un valore di 76.567.173,27 di euro in otto delle nove province siciliane per le quali entro questo mese di febbraio saranno adottati i decreti di finanziamento e che subito dopo potranno andare in gara, ma nel secondoElenco degli interventi in fase di approvazione e prossimamente decretabili ai fini del finanziamento” che comprende 16 progetti, al 15° posto la “Realizzazione del nuovo impianto di depurazione” per un valore di 18.300.000 euro e al 16° posto la “Realizzazione del sistema fognario del centro abitato della frazione di Scopello e zone costiere limitrofe” per un importo dei lavori di 5.000.000 di euro e per i quali la medesima tabella stima che possano essere adottati i relativi decreti di finanziamento entro il maggio 2014.
Dati e tabelle sono stati forniti, nel corso di un incontro con la delegazione di Ance Sicilia guidata dal presidente Salvo Ferlito, dal dirigente generale del dipartimento regionale Acque e rifiuti, Marco Lupo.

Approvato il progetto del nuovo depuratore

Approvato dalla conferenza di servizi il progetto del nuovo impianto di depurazione. L’opera sarà appaltata entro tre mesi.
Il vecchio impianto non era in grado di trattare le acque reflue e gli scarichi fognari nella stagione estiva quando si raggiungono i picchi di carico. Più volte, a causa del cattivo funzionamento, il depuratore aveva provocato il riversamento in mare di scarichi inquinanti.
Il nuovo depuratore utilizzerà la tecnologia “a membrane” che, oltre a essere innovativa, assicura una maggiore capacità.
Tutto questo accade a Cefalù.

Città senza depuratore, l’Ue ci condanna

Anche Castellamamre del Golfo (probabilmente, in considerazione che questo comune non è dotato di impianto di trattamento delle acque reflue), insieme ad altre 100 tra grandi città come Trieste, Reggio Calabria e Messina, e perle del turismo quali Capri, Rapallo, Ischia, Porto Cesareo, Cefalù e Giardini Naxos, ha ricevuto la bocciatura dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
La Corte di giustizia europea ha stabilito due giorni fa infatti che l’Italia ha violato le norme Ue sulla raccolta, trattamento e scarico delle acque reflue urbane non rispettando i tempi stabiliti per la loro applicazione.
I giudici comunitari hanno quindi dato ragione alla Commissione europea che nel 2009 ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto delle norme Ue in decine di comuni italiani con una popolazione uguale o superiore ai 15.000 abitanti.
Più che le città sono state bocciate le rispettive reti fognarie, perchè non rispondono ancora ai requisiti fissati nel 1991 per salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini attraverso un’adeguata gestione delle acque reflue.
Le norme Ue stabiliscono non solo che tutti i centri urbani con almeno 15.000 abitanti devono essere dotati di adeguate reti fognarie e impianti di trattamento biologico delle acque reflue. Ma anche che questi impianti devono essere in grado di far fronte ai carichi derivanti da fattori stagionali, quali il turismo o le piogge autunnali.

La sentenza emessa dalla Corte ribadisce quindi l’obbligo per circa un centinaio di comuni sparsi in tutto il Paese di avviare al piu’ presto le opere necessarie per mettersi in regola con la direttiva Ue. Iniziative che, osservano fonti comunitarie, dovranno essere realizzate “al piu’ presto possibile”: altrimenti la Commissione potra’ avviare una nuova procedura d’infrazione chiedendo stavolta allo Stato italiano, ultimo responsabile della corretta applicazione del diritto comunitario, di pagare delle multe.

Ovviamente la responsabilità è dei comuni interessati, anche se dall’Ue puntano il dito contro l’amministrazione centrale.

L’Unione europea, con la direttiva 271 del 1991, aveva introdotto norme per proteggere l’ambiente dalle ripercussioni negative degli scarichi di acque reflue fissando in particolare al 31 dicembre 2000 il termine ultimo per dotare tutte gli agglomerati urbani con 15.000 o piu’ abitanti di reti fognarie.

Ma stabilendo anche che le acque reflue urbane fossero sottoposte, prima dello scarico, a trattamento biologico.
Nel 2009 la Commissione aveva deciso di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia dopo aver constatato che decide e decine di comuni non si erano ancora adeguati, ben nove anni dopo la scadenza del 2000, agli obblighi imposti dalla direttiva per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini.

Inaugurato il depuratore in galleria

alla presenza del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini.
No, non quello di Castellammare del Golfo che è ancora in fase progettuale e sà Dio se sarà mai realizzato, nonostante le promesse di finanziamento di Monti e Lombardo, ma quello di Limone del Garda e Tremosine, due piccoli comuni della provincia di Brescia, di cui vi avevo parlato qui.
Da notare che l’Unità d’Italia non è una sciocchezza, e che anche nel civilissimo Nord le opere pubbliche vengono finite ed inaugurate più volte, proprio come qui nel Sud.
E si, tutto il mondo è paese !

Depuratore di Castellammare del Golfo, incrociamo le dita

E’ di oggi la notizia che il CIPE ha:

“assegnato 1.686 milioni di euro, a valere sulle risorse regionali del Fondo per lo sviluppo e la coesione e sulle risorse “liberate” derivanti dalla programmazione comunitaria 2000 – 2006, a 223 interventi prioritari nel settore ambientale della depurazione delle acque reflue urbane e della bonifica di discariche nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tali fondi si aggiungono ai 133 milioni di euro già disponibili per i medesimi interventi;”

C’è anche il depuratore di Castellammare del Golfo ?

Noi ce lo auguriamo.

Depuratore di Castellammare del Golfo, facciamo il punto

Il primo dato da cui partire è che nell’anno di grazia 2011 nella civilissima Europa, nella civile Italia e nella un po’ meno civile Sicilia, tutti e tre i nuclei urbani che insistono nel teritorio del Comune di Castellammare del Golfo, risultano privi di sistemi funzionanti per la depurazione delle acque reflue.

Tale colpevole dimenticanza,inerzia, incapacità, non è certo imputabile esclusivamente alla attuale amministrazione comunale (sebbene questa amministrazione abbia girato la boa di metà mandato senza avere portato a casa niente di concreto), ma a generazioni di amministratori che per decenni si sono esercitati nella nobile arte della disamministrazione.

Una nota ora ci informa che, come già proclamato nel 2005 (quasi sei anni fa !) dall’ex sindaco Giuseppe Ancona, si pensa di realizzare il depuratore in galleria, nel blocco montuoso sottostante il Belvedere e con accesso dall’area portuale.

Si dice che vi sia un impegno della regione per un finanziamento aggiuntivo di 7 milioni di euro, da aggiungere ai precedenti 5 milioni e mezzo disponibili e fin qui non utilizzati.

Il relativo progetto preliminare, (si avete letto bene siamo ancora al preliminare), dovrà essere presentato alla Regione entro il 25 aprile, anniversario della liberazione, che quest’anno coincide con la festività di Pasquetta susseguente alla Pasqua di Resurrezione.

Questa concentrazione di eventi e circostanze significative vorrà dire qualcosa ?

Lo scopriremo solo vivendo, avrebbe detto Lucio Battisti, per ora sappiamo che gli attuali amministratori sostengono di avere tratto “ispirazione” da una analoga realizzazione sul Lago di Garda.

Depuratore in galleria

Depuratore in galleria

Correva l’anno 1996 e il Corriere della Sera titolava: “Per salvare il Garda un depuratore costruito in galleria”, nel 2010 su BresciaOggi.it possiamo leggere “In funzione il depuratore dell’alto lago – AMBIENTE. Un importante contributo per la difesa delle acque del lago. L’impianto è stato realizzato in una galleria dismessa della statale Gardesana – Provvederà alla depurazione di Limone e Tremosine. La lunga gestazione di un’opera durata dieci anni e costata quasi 7 milioni”.

Insomma la sintesi mazziniana (visto che siamo in tema di celebrazioni dell’Unità d’Italia) di “pensiero ed azione“, oggi si realizza in circa 14 anni !

Vediamo allora i dettagli dell’impianto sul Garda.

Il depuratore dell’alto lago a servizio dei Comuni di Limone e Tremosine è stato costruito in una delle gallerie dismesse della vecchia statale Gardesana.

Galleria esistenti quindi e non realizzata ex-novo.

L’impianto serve un’area che (come nel nostro caso) d’estate aumenta in modo considerevole il numero dei residenti, tuttavia l’impianto qui è dimensionato per un massimo estivo di 18.750 abitanti equivalenti e invernale di soli 2.850 a.e.

L’impianto è modulare, ha caratteristiche di particolare flessibilità, è capace cioè di adattarsi alla forte fluttuazione della popolazione ed ha sostituito il piccolo depuratore di Limone che convogliava sul fondo del lago gli scarichi, in eccesso rispetto alla sua potenzialità.

La costruzione del depuratore ha richiesto un investimento di 6.875.000 finanziati dalla Regione Lombardia, dall’Autorità d’ambito della Provincia di Brescia, da Garda Uno spa e dalla stessa ditta Saceccav depurazioni Sacede spa di Desio che, oltre a realizzare e gestire l’impianto, si occupa anche della manutenzione trentennale dell’impianto.

I lavori erano iniziati nell’ottobre del 2007 con la sistemazione degli accessi alla galleria e l’impianto è andato a regime nell’ottobre 2010.

Tre anni quindi sono stati necessari nel profondo Nord per la realizzazione vera e propria del depuratore, a cui andrebbero sommati, nel nostro caso, i tempi per la realizzazione della galleria che ha una larghezza di 11 metri ed una altezza al colmo di 8,5 metri.

Tutto questo, in termini di burocrazia, costi,  tempi,  di tipo nordico ed anche in presenza di imprevisti, infatti nel corso della costruzione si è rimediato ai guai causati da una frana della montagna che, scaricando a valle massi e terriccio, ha provocato danni all’impianto in fase di ultimazione ed alla strada di accesso con un aggravio di circa 750.000 euro.

In conclusione ritengo che se anche il pessimismo della ragione mi dice che non se ne farà nulla, tuttavia mai come in questo caso credo bisogna opporre l’ottimismo della volontà per sperare che anche la nostra cittadina un giorno abbia il suo impianto di trattamento delle acue reflue.

Sulla mancata depurazione delle acque, il Comune di Castellammare del Golfo, rischia la procedura di infrazione ?

Negli ultimi giorni il giornale “La Siciliadi Catania ha lanciato l’allarme, con una serie di articoli sulla situazione dei servizi di depurazione dell’isola alla luce anche dell’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’UE.
Vi ripropongo qui per l’interesse che la cosa ha per la nostra cittadina l’articolo pubblicato il 21 dicembre su il Corriere del Mezzogiorno ed uno tra quelli pubblicati sempre il 21 alla pagina 6 de “La Sicilia“.
Vi ricordo inoltre che la questione “depuratore” del comune di Castellammare del Golfo era stata affrontata su questo blog già qui, qui, qui ed anche qui per citarne solo alcuni, ed anche alla luce delle possibili misure di cui si discute in questi giorni.

SOTTO LA LENTE D’INGRANDIMENTO DI BRUXELLES 74 COMUNI TRA CUI PALERMO, CATANIA E MESSINA
Depurazione acque e reti idriche, l’Ue mette la Sicilia sotto accusa
A pesare sull’isola ci sono 81 provvedimenti per infrazioni: oltre trecento sono in fase di elaborazione

PALERMO – La Sicilia insieme a Campania e Calabria è la destinataria del più alto numero di procedure d’infrazione da parte dell’Unione Europea per la mancata attuazione del piano per la depurazione delle acque e per gli interventi su reti idriche e sistemi fognari. A pesare sull’isola ci sono 81 provvedimenti e oltre trecento in fase di elaborazione. Una situazione che spaventa sia il ministero per l’Ambiente che la Regione su cui graverebbero le eventuali multe e ritardi derivati dal loro pagamento.

Sotto la lente d’ingrandimento di Bruxelles sono finiti 74 comuni, tra cui Palermo, Catania e Messina ma anche aree sensibili di pregio naturalistico tra cui Aci Castello con la riviera dei Cicolopi, Terrasini, Castellammare del Golfo e Santa Flavia. In tutto in Italia sono 178 i comuni a non essere in regola, 129 nelle regioni meridionali, ovvero il 73 per cento.

La questione è legata all’attribuzione di competenze sulla gestione delle reti idriche all’indomani dell’entrata in vigore degli Ato idrici, una procedura che avrebbe dovuto avviare le opere di manutenzione in materia, anche alla luce dell’accordo di programma quadro firmato nel 2005 tra Regione e Ministero. Alla Sicilia sarebbe toccato un contributo di 1 miliardo e duecento milioni. Ma il meccanismo si è bloccato per lo stallo del sistema degli Ato, andato sotto gestione commissariale, poi ritornato sotto gestione regionale che avrebbe dovuto attribuire agli enti locali le competenze per far partire attività e progetti. Una situazione d’immobilismo che grava sulla Sicilia e sull’Italia che potrebbe causare danni economici di notevole livello oltre a lasciare una situazione a rischio in molte aree dell’isola.

Fonte Italpress”

da Corriere del Mezzogiorno

 

Sono 74 i Comuni che rischiano sanzioni

Catania. Settantaquattro comuni siciliani nell’occhio del ciclone, di cui undici che hanno competenze su aree protette. Situazione quanto meno imbarazzante, con fortissime sanzioni in arrivo per cui rischia di attivarsi uno scaricabarile tradizionale e triste nelle vicende siciliane. Di chi è la colpa? Un po’ di tutti. Ma quali sono le situazioni più complesse? Lo sono quasi tutte, ma ci sono aree in piena crisi. Agrigento, per esempio, che ha una serie di problematiche, dal depuratore di Licata che è stato aperto, poi chiuso, poi riaperto e di cui si sta ancora discutendo, sino alle situazioni di Agrigento e Porto Empedocle. Nel capoluogo sia le zone rivierasche che quelle del centro della città soffrono per la questione della depurazione delle acque e molti turisti questa estate, soprattutto nella zona di San Leone, hanno potuto toccare con mano le conseguenze di questi ritardi. A stare un po’ meglio è Sciacca, ma naturalmente non basta a confortare nessuno. Sta molto meglio la provincia di Ragusa, dove i depuratori ci sono, sono stati potenziati quelli della zona di Marina e i risultati si vedono e stanno nel mare più pulito di Sicilia, con tanto di riconoscimenti delle associazioni ambientalistiche. Qualche problema hanno avuto di recente Vittoria e Modica, ma le situazioni sono tornate alla normalità. Discorso diverso per il siracusano, dove nonostante l’impegno delle amministrazioni, da molti Comuni alla Provincia, ci sono ancora situazioni di enorme disagio. Per esempio quella di Augusta, dove inutilmente il sindaco Massimo Carrubba ricorda da mesi, quasi con tono accorato, che il mare augustano avrebbero bisogno del depuratore per cui da tempo sono stati trovati in fondi privati. Mancano quelli della Regione, la storia va avanti da anni, nonostante anche qui ci sia un Apq con il ministero dell’Ambiente che prevedeva una pioggia di investimenti finalizzati alla bonifica ambientale dell’area. Questo litorale, tra l’altro, è quello che si trova di fronte all’area industriale siracusana, dunque avrebbe bisogno di interventi straordinari. Le condizioni per Augusta ci sono tutte, come detto, persino con un progetto esecutivo pronto all’uso. La volontà politica, invece, non ci sarebbe ancora. Problemi anche a Melilli, dove una parte degli scarichi finisce nel depuratore consortile di Priolo, mentre un’altra grande parte ancora scarica nel pallone, dunque non passa da nessun depuratore. Impasse totale ad Avola, dove da tempo si discute del depuratore senza, però, arrivare ad una soluzione, con l’aggravante che gli scarichi a mare di questo centro finiscono con l’interessare l’area depurata di Noto con le sue splendide località turistiche e con le aree protette. E Catania? Il presidente della Sidra, la società che gestisce i servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad uso civile, irriguo ed industriale nel capoluogo e in alcuni comuni limitrofi (S. Agata Li Battiati, S. Giovanni La Punta, Tremestieri Etneo, Gravina, S. Gregorio, Misterbianco) dice: «Abbiamo impianti di depurazioni efficienti e moderni, ma purtroppo ancora intervengono soltanto con una funzionalità del 30%. Ci vorrebbero investimenti importanti, peraltro previsti e che andrebbero sbloccati al più presto, per completare con i raccordi necessari il sistema. Stiamo lavorando in alcune zone centrali della città, ma da progettare e realizzare c’è ancora molto». E’ c’è molto in quasi tutte le altre province, tanto che tra le aree paesaggistiche protette sono in crisi Santa Flavia e Terrasini (nel Palermitano) Castellammare del Golfo nel Trapanese.
A. Lod.”

da La Sicilia

Castellammare del Golfo depura !

Forse in Europa non sanno che il comune di Castellammare del Golfo ha una popolazione superiore ai 15.000 abitanti, forse non sanno che sversa i liquami direttamente in mare senza alcun trattamento oppure, altra ipotesi, l’inesistente sistema di depurazione delle acque reflue del comune di Castellammare del Golfo è inserito in un qualche altro aggregato con diversa denominazione.
Resta il fatto che il Comune di Castellammare del Golfo, in quanto tale, non è elencato tra i 178 con popolazione superiore ai 15.000 abitanti (di cui ben 74 in Sicilia pari al 42%) non in regola con la
direttiva 91/271 della comunità europea sulle acque reflue.

L’Italia infatti è stata deferita, assieme alla Spagna (che, pero’, ha solo 38 Comuni non conformi rispetto ai nostri 178), dalla commissione europea alla Corte di giustizia dell’Unione europea in merito a due casi di violazione della normativa sul trattamento delle acque reflue urbane in base alla quale entro il 31 dicembre 2000 i due paesi avrebbero dovuto predisporre sistemi adeguati per il convogliamento e il trattamento delle acque nei centri urbani con oltre 15mila abitanti.

Nonostante gli avvisi già inviati dal governo di Bruxelles chiedendo di mettersi in regola, sono tante le città a non essersi ancora dotati di un impianto di trattamento delle acque reflue conforme alle norme dell’unione europea.
178 Comuni, o centri urbani, è un numero enorme, considerato che le prescrizioni comunitarie risalgono a ben 19 anni fa e che la legge Merli sulla tutela delle acque dall’inquinamento e’ del 1976 vale a dire risalente a 34 anni fa!
L’Italia, dunque, primeggia per inadempienza sia alle proprie leggi che a quelle comunitarie.

In Sicilia poi, per come afferma “Il Quotidiano di Sicilia“:

Tra i 178 centri urbani nel mirino della Commissione spiccano alcuni comuni importanti – principalmente meridionali – e soprattutto Palermo e Messina, probabilmente le città più rilevanti assieme Reggio Calabria e Caserta. Un dato che non stupisce visto che da diversi anni la città di Palermo si trova in fondo alle classifiche nazionali per impianti di depurazione. Ma il capoluogo regionale e la città dello stretto sono la punta di un iceberg che affonda nella mala gestione regionale diffusa un po’ ovunque in merito alla depurazione delle acque reflue. La Sicilia in media infatti può “vantare” uno dei servizi peggiori a livello nazionale.

Sul fronte degli impianti di depurazione – a Catania solo 200mila persone sono servite dal servizio depurazione e Palermo depura solo il 33% delle sue acque – l’Isola mantiene una capacità pari a 5,5 milioni di Abitanti equivalenti, unità di misura utilizzata nel campo della depurazione.

Riportiamo, di seguito, l’elenco dei Comuni inosservanti suddivisi per Regioni tra le quali, come detto, eccelle la Sicilia con 74 Comuni su 178, pari al 42%; segue la Calabria con 32, pari al 18%; poi la Campania con 23, 13%; la Liguria con 19, 11%; la Puglia con 10, 6%, ecc.
Da notare che le tre regioni del Sud, Sicilia, Calabria e Campania, hanno 129 Comuni sui 178 sotto accusa, pari al 73% del totale.

E’ da dire comunque che l’elenco sulla base del quale è stata avviata la procedura di infrazione appare non aggiornato, approssimativo e lacunoso, non solo rispetto alla realtà del comune di Castellammare del Golfo, ma anche rispetto ad altre realtà, il che è forse un indice delle carenze burocratiche che si annidano anche in sede europea.

In ogni caso si aspetta ora una risposta del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, che dovrà spiegare i motivi del ritardo nella ricezione della direttiva nonché quali provvedimenti intenderà adottare per risolvere la questione ed evitare la condanna dell’Ue.

Italian Agglomerations

1 Castel di Sangro Abruzzo
2 Chieti Abruzzo
3 Gissi Abruzzo
4 Lanciano -Castel Frentano Abruzzo

5 Acri Calabria
6 Siderno Calabria
7 Bagnara Calabra Calabria
8 Bianco Calabria
9 Bisignano Calabria
10 Bova Marina Calabria
11 Brancaleone Calabria
12 Cassano allo Ionio Calabria
13 Castrovillari Calabria
14 Crotone Calabria
15 Santa Maria de Cedro Calabria
16 Filadelfia Calabria
17 Gioia Tauro Calabria
18 Lamezia Terme Calabria
19 Luzzi Calabria
20 Melito di Porto Salvo Calabria
21 Mesoraca Calabria
22 Monasterace Calabria
23 Montebello Jonico Calabria
24 Montepaone Calabria
25 Motta di san Giovanni Calabria
26 Portigliola,Ardore, Sant’Ilario Calabria
27 Reggio Calabria Calabria
28 Rende Calabria
29 Rossano Calabria
30 San Roberto, Fiumara, Campo Calabro Calabria
31 Scalea Calabria
32 Scilla Calabria
33 Sellia Marina Calabria
34 Soverato Calabria
35 Strongoli Calabria
36 Villarosa Calabria

37 Afragola Campania
38 Nola Campania
39 Ariano Irpino Campania
40 Avellino Campania
41 Battipaglia Campania
42 Benevento Campania
43 Capaccio Campania
44 Capri Campania
45 Caserta Campania
46 Mercato, Sanseverino Campania
47 Torre del Greco Campania
48 Aversa Campania
49 Ischia Campania
50 Casamicciola Terme Campania
51 Forio Campania
52 Massa Lubrense Campania
53 Napoli Est Campania
54 Napoli Nord Campania
55 Napoli Ovest Campania
56 Vico Equense Campania
57 Salerno Campania
58 Montesarchio Campania

59 Cervignano del Friuli Friuli Venezia Giulia
60 Monfalcone Friuli Venezia Giulia
61 Trieste – Muggia – S. Dorligo Friuli Venezia Giulia

62 Frascati Lazio
63 Zagarolo Lazio

64 Albenga Liguria
65 Borghetto Santo Spirito Liguria
66 Camisano Liguria
67 Finale ligure Liguria
68 Genova – Pegli Liguria
69 Genova – Ora/Volti Liguria
70 Genova – Sestri Ponente Liguria
71 Genova – Val Polcevera Liguria
72 Genova – Darsena, Quinto Liguria
73 Imperia Liguria
74 La Spezia Liguria
75 Margherita Ligure Liguria
76 Quinto Liguria
77 Rapallo Liguria
78 Recco Liguria
79 Riva Ligure Liguria
80 Sanremo Liguria
81 Sestri Ponente Liguria
82 Ventimiglia Liguria

83 Fermo Marche
84 Tolentino Marche

85 Campobasso1 Molise
86 Isernia Molise

87 Carmiano Puglia
88 Casamassima Puglia
89 Casarano Puglia
90 Manduria Puglia
91 Monte S. Angelo Puglia
92 Porto Cesareo Puglia
93 Salice Salentino Puglia
94 S. Giovanni Rotondo Puglia
95 San Vito dei Normanni Puglia
96 Squinzano Puglia
97 Supersano Puglia
98 Vernole Puglia
99 Taviano Puglia

100 Aci Castello Sicilia
101 Aci Catena Sicilia
102 Adrano Sicilia
103 Agrigento e periferia Sicilia
104 Augusta Sicilia
105 Avola Sicilia
106 Bagheria Sicilia
107 Belpasso Sicilia
108 Biancavilla Sicilia
109 Bronte Sicilia
110 Caltagirone Sicilia
111 Campobello di Mazara 1 Sicilia
112 Capo D’Orlando Sicilia
113 Castelvetrano 1 Sicilia
114 Triscina Marinella Sicilia
115 Cefalù Sicilia
116 Acireale + altri Sicilia
117 Caltanissetta – S.Cataldo Sicilia
118 Carini + ASI Palermo Sicilia
119 Catania+altri Sicilia
120 Furnari Sicilia
121 Giardini Naxos Sicilia
122 Consortile Letojanni Sicilia
123 Giarre, Mascali, Riposto+altri Sicilia
124 Misterbianco e altri Sicilia
125 Pace del Mela Sicilia
126 Consortile Paterno’ + Ragalna Sicilia
127 Piraino Sicilia
128 Pozzallo Sicilia
129 Priolo Gargallo Sicilia
130 Ragusa Sicilia
131 Roccalumera Sicilia
132 Consortile S.Agata di Militello Sicilia
133 Scordia, Militello Val di Catania Sicilia
134 Trapani-Erice Sicilia
135 ConsortileTorregrotta Sicilia
136 Favara Sicilia
137 Favignana Sicilia
138 Gioiosa Marea Sicilia
139 Gravina di Catania Sicilia
140 Carlentini Sicilia
141 Marsala Sicilia
142 Mazara del Vallo Sicilia
143 Menfi Sicilia
144 Messina 1 Sicilia
145 Messina Sicilia
146 Messina 6 Sicilia
147 Milazzo Sicilia
148 Misilmeri Sicilia
149 Modica Sicilia
150 Monreale Sicilia
151 Niscemi Sicilia
152 Palagonia Sicilia
153 Palermo + fraz limitrofe Sicilia
154 Palma di Montechiaro Sicilia
155 Partanna 1 Sicilia
156 Patti Sicilia
157 Porto Empedocle Sicilia
158 Marina di Ragusa Sicilia
159 Ribera Sicilia
160 Riesi Sicilia
161 Rometta Sicilia
162 Rosolini Sicilia
163 San Cataldo Sicilia
164 San Giovanni la Punta Sicilia
165 Santa Croce di Camerina Sicilia
166 Santa Flavia Sicilia
167 Sciacca Sicilia
168 Scicli Sicilia
169 Termini Imerese Sicilia
170 Trabia Sicilia
171 Tremestieri Etneo Sicilia
172 Vittoria Sicilia
173 Scoglitti Sicilia

174 Campiglia Marittima Toscana
175 Follonica Toscana
176 Piombino Toscana
177 Seravezza Toscana

178 Vicenza Veneto

Sapete che c’è ? Il depuratore si fa ai Cerri

In questo post avevo riportato un comunicato stampa istituzionale in quanto proveniente dalla Provincia Regionale di Trapani e a firma: “Staff del Presidente – Ufficio per la Comunicazione – Il portavoce Filippo Siragusa”.

Nei commenti avevo accolto favorevolmente la decisione prospettata nella nota che ritenevo e ritengo andasse nella direzione giusta e coerente con i numerosi post già pubblicati su questo blog rispetto alla questione depuratore.

In particolare ricordo che del depuratore ai Cerri ho scritto qui, qui, qui ed anche qui.

Ora apprendo che in realtà non c’è nessuna nuova, che è stato tutto un equivoco e che, nonostante i dubbi e le buone intenzioni del Sindaco e dell’amministrazione comunale, relaticamente ad una nuova localizzazione, l’iter per la costruzione del depuratore ai Cerri continua.

Buon “sviluppo turistico” a tutti.

Castellammare, il depuratore ai Cerri non si fa più

“A seguito della riunione operativa tenutasi stamani a Palazzo Riccio di Morana sulla depurazione delle acque nel golfo di Castellammare, alla presenza del sindaco ,Marzio Bresciani, del direttore generale dell’A.R.P.A. Sicilia, ing. Sergio Marino, dei responsabili regionali dell’A.R.R.A. dipartimento tutela delle acque e del Presidente della Commissione Provinciale Territorio e Ambiente di Trapani, dott. Paola Pendino, il presidente Turano ha dato mandato all’assessore provinciale al Territorio e Ambiente, Francesco Regina di attivare tutte le procedure necessarie presso l’Agenzia regionale per i rifiuti e tutela delle acque , al fine di realizzare in tempi brevi, un pennello a mare funzionale in attesa della costruzione del nuovo depuratore che avverrà in area diversa dall’attuale, opera peraltro già finanziata dall’A.R..R.A. L’assessore Regina preso atto dell’urgenza dell’opera , oggi si è recato a Palermo con il sindaco Bresciani, per definire il decreto di finanziamento propedeutico alla realizzazione del sopracitato pennello.”

da marsala.it