Sondaggio elettorale Sicilia novembre 2011 – Demopolis

Se a livello nazionale, il centrosinistra – nella configurazione Vasto – PD-Idv-Sel – otterrebbe la maggioranza relativa, staccando abbastanza nettamente il centrodestra, secondo il barometro politico di Demopolis, se si fosse votato tra il 10 e il 12 novembre 2011 in Sicilia per le Politiche, almeno tre elettori su dieci sarebbero rimasti a casa, scegliendo il partito del non voto. L’astensione penalizzerebbe oggi, in particolar modo, il PdL che si attesterebbe intorno al 25%. Il PD di Bersani invece secondo l’indagine dell’Istituto Demopolis otterrebbe il consenso del 20% dei siciliani. Crescerebbe, ma di poco l’area di sinistra (Idv al 4,5% e Sel al 4,3%).
Intorno all’8%, il bacino elettorale di Grande Sud di Gianfranco Miccichè.
La Sicilia si conferma una delle regioni più centrista con un peso del Terzo Polo, che fa dell’Isola la sua roccaforte nazionale: l’Mpa di Raffaele Lombardo si attesta al 14%; l’Udc di Casini e D’Alia sfiora in Sicilia il 10%; Fli raggiungerebbe il 4,6% e Alleanza per l’Italia all’1,4%.

Metodologia di ricerca
L’indagine, è stata condotta tra il 10 ed il 12 novembre 2011, dall’Istituto Demòpolis, con metodologie Cati-Cawi su un campione di oltre mille cittadini, rappresentativo dell’universo della popolazione siciliana maggiorenne, stratificato per genere, età, titolo di studi, ampiezza demografica del comune ed area di residenza.

da Demopolis.it

Sondaggio elettorale Ipr Marketing del 29 ottobre per La Repubblica

Sale al 10% il vantaggio del centrosinistra sul centrodestra nel sondaggio mensile di Ipr Marketing per Repubblica.it.
Il centrosinistra sta al 45,5% (a settembre era al 44%) e il centrodestra scende di altri due punti, dal 37,5% al 35,5%.

Resta fermo il Terzo Polo inchiodato da tempo al 13% e il Movimento 5 Stelle (3,5% come a settembre).
Federazione delle sinistre risale all’1,5% (era scesa allo 0,5%).

Recupera ancora il Pd dal 27% al 28% e l’Idv dal 6% al 7%.
Fermo al 7,5% Sel e piccoli movimenti per gli altri con i Verdi ancora in difficoltà.

Nel centrodestra continua la discesa della Lega Nord che era al 9,5% a giugno (ma, prima era arrivata anche oltre l’11%), al 9% a settembre e deve adesso accontentarsi del 7,7%.

Il suo elettorato vive negativamente la “dipendenza” dal Pdl e da Berlusconi.
Il Pdl è ora al 25,3% con un calo dell’1,2% rispetto a settembre e di oltre due punti sullo scorso giugno.

Sondaggio elettorale 29 ottobre 2011

Sondaggio elettorale 29 ottobre 2011

Periodo di effettuazione delle interviste: 29 Ottobre 2011
Interviste telefoniche con il sistema Cati
Per le intenzioni di voto Panel 1.000 cittadini residenti in Italia, disaggregati per sesso, età ed area di residenza
Istituto Fornitore: IPR Marketing – (www.iprmarketing.it)
Committente: La Repubblica.it

Sondaggio elettorale DEMOS ottobre 2011 per La Repubblica

Chi sale e chi scende.

Salgono rispetto alle politiche 2008: Lega Nord (+0,5), FLI (+3,6) che non c’era alle precedenti elezioni, Udc (+1,9), Idv (+3,8), Sel (+3,7), Movimento 5 Stelle (+4,3) non c’era alle precedenti elezioni.

Perdono consenso rispetto alle politiche 2008: Pdl (-11,3), Pd (-5,1), Altri partiti minori (-1,4).

Grande crisi di leadership da parte delle dirigenze dei due maggiori partiti di entrambi gli schieramenti che determina la frammentazione nell’ambito delle coalizioni possibili.
La nascita di un terzo polo centrista colpisce in particolare la coalizione di centro-destra.
La possibile coalizione di entro-sinistra basata su Pd-Idv e Sel è maggioritaria nel paese con il 44,0 % a fronte del 35,3 % di pdl e Lega.

Secondo il sondaggio in una ipotetica corsa a tre la coalizione di Centro-sinistra otterrebbe il 43,8 % contro il 36,6 % del centro-destra ed il 18,9 del terzo polo (Udc + FLI ed altri).

Sondaggio realizzato da Demos & Pi.
Il sondaggio è stato condotto nei giorni 18 ottobre – 20 ottobre 2011 da Demetra (metodo CATI).
Il campione nazionale intervistato è tratto dall’elenco degli abbonati di telefonia fissa (N=1.038, rifiuti/sostituzioni: 4.253), ed è rappresentativo per i caratteri socio-demografici e la distribuzione territoriale della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (margine di errore 3.0%). Le stime sulle intenzioni di voto sono state realizzate tenendo sotto controllo la distribuzione territoriale, i caratteri socio-demografici e i precedenti comportamenti elettorali dei rispondenti.

Sergio Mattarella è stato eletto giudice costituzionale

Sergio Mattarella e’ stato eletto, questa sera, giudice della Corte costituzionale dal Parlamento, riunito in seduta comune, alla quarta votazione con l’Assemblea in numero legale.
Mattarella ha ottenuto 572 voti, a fronte di una maggioranza richiesta di 571, che corrisponde al quorum dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea.
I votanti, secondo i calcoli ufficiosi, sono stati 786. Luciano Violante ha ottenuto 69 preferenze.
Fino alla terza votazione la maggioranza richiesta era di 634 voti che non era stata mai raggiunta dal candidato del centro-sinistra per la contrarietà dei radicali e dell’IDV di Di Pietro.
Insomma un piccolo assaggio di tutti i difetti di una possibile maggioranza di centro-sinistra vecchio stile.
Su Sergio Mattarella e sul perchè era politicamente giusto eleggerlo alla consulta vi rinvio a questo post.

A Bologna si incomincia male

Merola: “Favoriamo le coppie sposate”

Il primo cittadino va in direzione opposta rispetto alla mossa del governatore Vasco Errani che aveva aperto alla parità per le coppie di fatto per le graduatorie pubbliche. “Se ci assumiamo impegni maggiori verso gli altri credo che sia necessario distinguere”. Il centrodestra: “Deve fare così”. L’Udc parla di “svolta storica”. Il Cassero: “Grave passo indietro”. Grillini (Idv): “Dissento dal doppio binario per chi ha un pezzo di carta e chi non ce l’ha”. Dopo le polemiche la precisazione del sindaco: “Usciamo da un lungo periodo in cui ha prevalso l’idea e la pratica della libertà dai legami. Ma non intendo rivedere le regole comunali o i punteggi”

Controcorrente, almeno rispetto a quello che ha sempre perseguito Vasco Errani, la sostanziale parità di diritti fra coppie sposate e coppie di fatto. Virginio Merola dai microfoni di ETv, ricorda invece che “siamo persone libere ma nella vita dobbiamo saper mettere insieme anche la responsabilità con la libertà”, e dunque per le graduatorie comunali andranno “più punti alle famiglie sposate”.

“Se ci assumiamo impegni maggiori verso gli altri credo che sia necessario distinguere”, precisa il primo cittadino. Merola, come riporta l’agenzia Dire, ribadisce anche di essere favorevole ai matrimoni gay e disposto a considerare coppie sposate anche quelle dello stesso sesso, purchè però venga fatta una legge nazionale. “Se verranno da me coppie gay per chiedermi di sposarle? non avrà molto senso, perchè non c’è una legge nazionale. Io sono per rispettare le leggi nazionali”.

Cosa sono i Dico. A gennaio 2011 arriva l’assoluzione della Consulta sui “Dico all’emiliana”. La Corte costituzionale aveva infatti rigettato il ricorso del governo contro la finanziaria della Regione Emilia Romagna, che garantisce pari accesso ai servizi a coppie sposate e di fatto. Una norma approvata dal governatore Vasco Errani nella coda del suo precedente mandato, prima della rielezione del marzo 2010, che fu per molte settimane al centro di polemiche, tra la bocciatura del cardinale Carlo Caffarra (“Dio vi giudicherà”) e le critiche del centrodestra.

Il centrodestra: “Deve essere così”. Appoggia in pieno la posizione del sindaco il suo sfidante alle elezioni, l’attuale capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale Manes Bernardini. “Lui deve dare più punti alle coppie sposate, questo è ovvio. Il riconoscimento va dato alla famiglia fondata sul matrimonio, così come viene indicato nella costituzione. Adesso però io vorrei che introducesse anche un bonus basato sulla residenza per l’assegnazione delle case che vada a premiare chi risiede a Bologna da più tempo”.

Un plauso arriva anche dall’Udc: “Sarebbe una svolta storica e positiva”, commenta Maria Cristina Marri, coordinatrice provinciale del partito di Casini. Il vicepresidente dei deputati Udc Gianluca Galletti si spinge anche oltre: “”Noi abbiamo sempre sostenuto la necessità di tutelare in modo più concreto la famiglia fondata sul matrimonio, e questa ci sembra una decisione che va verso questa direzione. Non resta che attendere i fatti”, scrive in una nota, definendo le dichiarazioni di Merola “un’assunzione netta di reponsabilità” da parte del sindaco. “Una qualità sempre più rara in politica”.

Il Cassero: “Grave passo indietro”. Non si fa attendere la dura replica della comunità omosessuale di Bologna. In una nota il centro culturale Cassero giudica la distinzione fra coppie sposate e non “in palese contraddizione con il più banale dei principi di uguaglianza: se il matrimonio è una condizione discriminatoria in Italia – in aperto contrasto con il Trattato di Lisbona- prenderla a parametro del welfare vuol dire cavalcare quella discriminazione e rendersene coautori assieme a questo indegno Parlamento“. La direzione indicata da Merola quindi “è un grave passo indietro rispetto alle norme approvate dalla Regione Emilia Romagna e vagliate anche dalla Corte Costituzionale. Infine, invitiamo il sindaco ad aprire gli occhi e a rendersi conto che il matrimonio in Italia non è precluso solo agli omosessuali, ma anche a chi per possibilità economiche rimanda il “grande giorno”: i precari, ad esempio, quel “peggio dell’Italia” che la politica continua a offendere“. Dello stesso tono il messaggio che manda al sindaco il capogruppo di Sel Cathy La Torre: il Comune dovrebeb andare “nella direzione della regione sull’equiparazione tra coppie sposate e coppie di fatto. Ricordiamoci che ci sono delle coppie che non si possono sposare perché non ne hanno il permesso. Non si può produrre diseguaglianza“.

Idv: “Divide il centrosinistra”. “Non è più tempo per le gaffe”, tuona l’Idv Silvana Mura, ricordando gli scivoloni di Merola sul Bologna in campagna elettorale. “Dovrebbe chiarire il senso delle sue parole in merito alle graduatorie comunali e diradare le nubi su quello che sembra a tutti gli effetti un nulla osta alle diseguaglianze“. Il consigliere regionale Franco Grillini: “Tutte le famiglie hanno gli stessi diritti. Dissento dal doppio binario per chi ha un pezzo di carta e chi non ce l’ha. Merola divide inutilmente il centrosinistra”. Rifondazione attacca: “Nella stessa giornata in cui all’Onu si vota una risoluzione che dice l’ovvio se vogliamo, e cioè che tutti gli individui devono avere pari diritti indipendentemente dal loro orientamento, stupisce che a bologna si senta la necessità di ribadire invece una differenza”.

La nota di Merola dopo le polemiche. Le parole di Virginio Merola suscitano il plauso del centrodestra e dure critiche dal centrosinistra. Raffaele Donini, segretario cittadino del Pd, ricorda però che il sindaco “ha confermato le cose che diceva in campagna elettorale”. Ma Merola tiene a precisare in una nota il suo pensiero. “Ritengo importante lavorare per costruire legami di libertà e di solidarietà tra le persone. Usciamo – è l’auspicio – da un lungo periodo nel quale ha prevalso l’idea e la pratica della libertà dai legami e dell’esaltazione dell’interesse individuale contrapposto all’interesse generale. Per questo ritengo importante sostenere le persone che scelgono legami di libertà, di responsabilità tra loro e verso la comunità. Il matrimonio implica un grado di responsabilità diverso rispetto ad altre scelte di convivenza. E credo che questo vada riconosciuto.

Ma questo, precisa Merola, “non significa negare diritti alle unioni di fatto o mettere in discussione i “Dico” proposti dalla Regione, né negare che per l’accesso alla graduatoria alla casa o ad altri servizi occorra discriminare chi non si sposa; ma è giusto o no prevedere qualcosa in più per chi si impegna in un legame maggiore? Non chiedo di rivedere le regole comunali o i punteggi, chiedo solo di provare di nuovo a chiamare le cose con il loro nome perché la politica sia utile ai cittadini per costruire legami di libertà e di responsabilità fra le persone”.

da La Repubblica

Sondaggi politico elettorali di fine anno DIGIS per Sky ed IPSOS per Il Sole24Ore

IPSOS per Il Sole24Ore del 21 dicembre

PDL 27,2%
LEGA NORD 12,4%
LA DESTRA 1,1%
Totale cdx 40,7%

FLI 5,9%
UDC 5,8%
API 1%
MPA 0,4%
Liberaldemocratici 0,1%
Totale centro 13,2%

PD 24,7%
IDV 7,5%
SEL 7,9%
VERDI+PSI 0,3%
Totale Csx 40,8%

FDS 2,4%
M5S 2,5%

Altri 0,4%

Indecisi 19,5%
Non Voto 20,5%

 

Sondaggio Politico-Elettorale

Osservatorio SKY Digis – Pubblicato all’interno del TG SKY del 20 dicembre 2010

Pubblicato il 20/12/2010.
Autore:
Digis S.r.l.

Committente/ Acquirente:
Digis Srl

Criteri seguiti per la formazione del campione:
Campione rappresentativo dell’universo di riferimento per sesso, età, area geografica, ampiezza comune di residenza e condizione professionale

Metodo di raccolta delle informazioni:
Interviste telefoniche assistite dal sistema C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
Totale casi: 1000 – Universo di riferimento: popolazione italiana maggiorenne

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
Tra il 17/12/2010 ed il 18/12/2010

Francesco Costa vs. Marco Travaglio

Il testo che segue è la conclusione di un articolato post di Francesco Costa, in cui si analizza e si confutano gli argomenti e le “verità” di cui si fa portatore Marco Travaglio in un suo recente articolo:

Travaglio scrive che il Senato ha deciso di “abolire” il processo a Mastella: non è vero, e semmai è stata la procura di Santa Maria Capua Vetere ad “abolire” una legge costituzionale, infischiandosene come un Berlusconi qualsiasi. Prima balla.

Travaglio scrive che tale “abolizione” sarebbe avvenuta perché secondo il Senato Mastella avrebbe compiuto i presunti reati nell’esercizio delle sue funzioni. Il Senato chiede invece proprio di potersi esprimere “sulla ministerialità delle condotte”, come prevede la legge. Seconda balla. (tra l’altro, se la “ministerialità” dovesse essere accertata, l’effetto sarebbe l’aumento della pena, non la cancellazione del processo)

Travaglio scrive che la decisione è stata votata da tutti i partiti “tranne l’IdV”. L’IdV invece ha votato la proposta esattamente come tutti gli altri, sia in commissione che in aula, definendola tra l’altro “ineccepibile”. Terza balla.

Io non leggo Travaglio tutti i giorni, non ce la faccio: non ho il tempo di leggere tutto quello che vorrei e quindi mi tocca fare una certa selezione. Mi accorgo di obbrobri del genere solo quando mi ci imbatto per caso o qualcuno gentilmente me li segnala. Chissà quante altre ne spara, con la stessa sfacciata sicumera, senza che se ne accorga nessuno.

tutto il post lo trovate qui