Il prete, l’ex moglie, la moglie, il senatore, il capo mafia e poi sullo sfondo Trapani

Sulle dichiarazioni di Monsignor Treppiedi ai Pm del processo per concorso esterno in associazione mafiosa al senatore Antonio D’Alì, sono tornati ieri con un pezzo firmato da entrambi gli ottimi Sandra Amurri e Rino Giacalone sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”:

I REGALI INCROCIATI TRA IL SENATORE PDL E MESSINA DENARO

MONSIGNOR TREPPIEDI RACCONTA AI PM DI TRAPANI
LE CONFIDENZE RICEVUTE DA ANTONIO D’ALI`, L’EX SOTTOSEGRETARIOACCUSATO DI CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA
di Sandra Amurri e Rino Giacalone

21 settembre 2013

Colpo di scena nel giorno in cui si attendeva la sentenza del processo al senatore del Pdl Antonio D’Ali`, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa (richiesta di condanna 7 anni e 4 mesi), ritenuto dalla pubblica accusa molto vicino al capo di Cosa Nostra, il latitante Matteo Messina Denaro. Cala il gelo sulla faccia degliavvocati difensori quando i pm Paolo Guido e Andrea Tarondo calano l’asso: il verbale di monsignor Antonino Treppiedi, sospeso da Papa Francesco perche´accusato di un ammanco alla Curia. Il sacerdote rivela confidenze inquietanti ricevute dal senatore D’Ali`, ex sottosegretario all’Interno, ricandidato da Berlusconi, a differenza di Dell’Utri e Cosentino, nonostante fosse imputato, poi nominato a rappresentare l’Italia all’Assemblea Parlamentare Euro-Mediterranea. Ai pm, don Antonino Treppiedi racconta di essere stato utilizzato da D’Ali` anche per dare di se´ l’immagine del cristiano modello, oltreche per “condizionare testimoni” forte del segreto confessionale come nel caso di Camillo Iovino di Fi, sindaco di Valderice (poi condannato per favoreggiamento). D’Ali` sapeva cheera stato intercettato l’imprenditore Coppola, in carcere per mafia, mentre chiedeva al nipote di avvicinare Iovino affinche´gli riferisse che i suoi affari dovevano essere ancora garantiti.“Incontra Iovino nella chiesa di Valderice, digli che deve dichiarare che non ha mai parlato con il senatore D’Ali` di questa segnalazione tranquillizzandolo che il senatore sapra` come comportarsi con lui”.

SEGRETO DA PRETE. L’idea,spiega il sacerdote, fu della moglie Postorivo “in quanto se un domani Iovino avesse parlato lui avrebbe potuto opporre il segreto confessionale”. D’Ali` da sottosegretario all’Interno, definisce il rigoroso dottor Miserendino, amministratore giudiziario della Calcestruzzi Ericina,confiscata alla mafia “sbirro, infame e cascittune (spia dei magistrati)”. Riuscendo ad avere in anteprima notizie sulle indagini che lo riguardavano e a muovere, come fossero pedine servitori dello Stato scomodi. Come Pasqua, capo di gabinetto del Prefetto di Trapani Fulvio Sodano mandato a Parma.
E come tento` di fare piu` volte con Giuseppe Linares, capo della Squadra Mobile di Trapani,che ora dirige la Dia di Napoli,che dava la caccia al latitante Matteo Messina Denaro e indagava sui suoi rapporti con D’Ali`.“In molte occasioni D’Ali` e lamoglie Postorivo si lamentarono di una persecuzione investigativa che aveva cercato di metterlo in difficolta` coinvolgendolo in vicende di mafia (…) mi riferirono di avere anche attivato iniziative per ottenere il suo trasferimento attivando anche molteplici canali informativi a Trapani e ad Alcamo per acquisire informazioni personali di carattere riservato ed eventualmente compromettenti, che potessero determinare il suo allontanamento. Mi spiegarono che una volta era gia` stato deliberato dal Capo della Polizia (De Gennaro) il suo trasferimento a cui si oppose Il Procuratore capo di Trapani”. Anche il suo capo di Gabinetto, Valerio Valenti, poi nominato Prefetto di Bolzano,voleva fermare Linares.

LA VENDITA FITTIZIA. La cessione a Messina Denaro dei terreni di contrada Zangara, secondo l’accusa, cela il riciclaggio di 300 milioni di lire attraverso la Banca Sicula. Treppiedi racconta di aver assistito al colloquio tra l’avvocato Bosco e D’Ali`in cui, commentando le imputazioni formulate dalla Procura dicono che i magistrati non hanno compreso tutta la vicenda perche´ “se avessero ben capito noi la prenderemmo nelc…”.

LA BANCA SICULA. Sulla vendita della banca della famiglia D’Ali` alla Comit – su cui indagava l’allora capo della Squadra Mobile di Mazara del Vallo (anche lui trasferito), Rino Germana`, fidato collaboratore di Borsellino, scampato all’attentato per mano di Cosa Nostra, dopo la strage di via D’Amelio – il sacerdote racconta: “Gli chiesi:avete preso bene allora dalla vendita della Banca Sicula? Mi rispose inarcando il sopracciglio: non lasciarti impressionare da quella cifra, in realta` le somme erano minori, perche´ c’erano delle spettanze a cui fare fronte. Mi accenno` a una compagine imprenditoriale di Mazara del Vallo che aveva investito dei capitali nella Banca Sicula in maniera non ufficiale, mi disse che si trattava di un gruppo di soggetti fra cui Agate (ndr verosimilmente il boss Mariano Agate).

L’EX MOGLIE.
Infine monsignor Treppiedi rivela i retroscena che hanno indotto l’ex moglie del senatore D’Ali`, Maria Antonietta Aula a ritrattare l’intervista a Il Fatto Quotidiano, nitido ritratto dei rapporti tra Antonio D’Ali` e la famiglia mafiosa Messina Denaro. “Quando nell’ottobre del 2009 fu pubblicata l’intervista vi fu fribrillazione.D’Ali` mi disse che era “una pazza e una cretina” che si era lasciata irretire dalla giornalista – tale Sandra Amurri – che l’aveva intervistata, rivelando una serie di circostanze di famiglia, non contestandone tuttavia la veridicita`.Con riferimento ai regali reciproci con la famiglia Messina Denaro disse che si trattava diregali di circostanza e che, anche se effettivamente i Messina Denaro avevano donato un oggetto di pregio in occasione delle sue nozze, la famiglia D’Ali`, in ognicaso, aveva di gran lunga beneficiato i Messina Denaro in tanti modi”. E ancora: “Convoco` a Trapani il figlio Giulio gli spiego`che le dichiarazioni della madre erano gravissime sotto il profilo morale perche´ rivelava fatti veri ma che non dovevano essere divulgati perche´ appresi durante il matrimonio; riteneva che queste dichiarazioni potessero danneggiarlo nella sua posizione di indagato per mafia. Ricordo che il colloquio ebbe toni drammatici,a un certo punto D’Ali` grido`quella mi vuole mandare in galera, chiedendo al figlio di intervenire sulla madre perche´ desistesse da qualsiasi altra dichiarazione” Poi D’Ali`, continua il sacerdote a verbale “chiese al figlio di verificare se la madre possedesse ancora il telegramma (inviatogli dal boss Virga dal carcere come rivelato a Il Fatto). Prima gli disse: se ha una copia strappala subito, anzi no, meglio che te la fai consegnare la porti qui e poi la strappiamo”. Fece predisporre una bozza di smentita, che fu consegnata alla Aula perche´ la divulgasse”.
Infine i coniugi D’Ali` chiesero al sacerdote di dire alla Aula che se parlava rischiava di incrinare il rapporto con il figlio”. Ma lui si rifiuto`.”

*** Update
Dal “Corriere del Mezzogiorno” del 30/09/2013

Concorso in mafia, assolto D’Alì
Dichiarate prescritte le contestazioni relative ai periodi precedenti al 1994. Il commento: «La prima telefonata è stata quella di Berlusconi. Ora la riforma della giustizia»

Il gup di Palermo, Gianluca Francolini, ha assolto il senatore del Pdl, Antonio D’Ali’, dall’accusa di concorso in associazione mafiosa per fatti successivi al 1994. Dichiarate prescritte, invece, le contestazioni relative ai periodi precedenti al 1994.

RAPPORTI CON LE COSCHE TRAPANESI – D’Ali era accusato di avere avuto per anni rapporti con le cosche trapanesi e di avere ricevuto il sostegno elettorale dei boss. Secondo l’accusa, avrebbe pilotato appalti pubblici, facendoli assegnare a imprese in odore di mafia. La Procura chiese l’archiviazione dell’indagine, ma il gip Antonella Consiglio ordino nuovi approfondimenti al termine dei quali i pm chiesero il rinvio del Senatore.

I magistrati avevano chiesto la condanna di D’Ali ‘un 7 anni e 4 mesi. Il gup ha dichiarato estinte per prescrizione, le accusano relativa ai fatti precedenti al ’94 e assolto il senatore per quelle successive con la formula «perché il fatto non sussiste.

LA SUA REAZIONE: ORA OCCORRE LA RIFORMA – «La riforma del sistema giustizia e’ necessaria per il Paese. È un fatto riconosciuto da tutti. Io non ho chiesto di avvalermi della prescrizione o di altro. Mi sono difeso nel processo. Ma che occorra la riforma della giustizia, e non lo dico certo partendo dal mio caso», commenta il senatore dopo l’assoluzione.

LA TELEFONATA DI BERLUSCONI – «La prima telefonata che ho ricevuto è stata di Berlusconi che si è complimentato con me: “Hai visto che abbiamo fatto bene a candidarti”»?. «Questa sentenza – ha aggiunto – è una conferma della mia correttezza e della correttezza della mia politica di questi anni. Sono una persona perbene, anche se c’è stato bisogno di una sentenza per ribadirlo. Ora nessuno deve accostare il mio nome alla mafia».

SCHIFANI – «Finalmente la verità. L’assoluzione è la notizia che aspettavamo da tempo Ora la sua innocenza, della quale non abbiamo mai dubitato, è confermata dalla decisione del gup di Palermo», ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani.

GIRO – «L’assoluzione dell’amico e collega Antonio D’Ali è una notizia bellissima,la giusta conclusione processuale per un uomo innocente e perbene», dice il senatore Pdl Francesco Giro

Annunci

Big e meno big dichiarano sulle elezioni castellammaresi

La senatrice Pamela Orrù (Pd):

Il Partito Democratico in provincia di Trapani ha conseguito un ottimo risultato elettorale, affermandosi nettamente e tornando a guidare amministrazioni importanti come quelle di Valderice e Castellammare del Golfo. Esprimo grande soddisfazione per il risultato ottenuto nei Comuni di Favignana, Paceco, Pantelleria e Poggioreale. Abbiamo messo in campo programmi amministrativi seri, reali e concreti che sono stati valutati positivamente dagli elettori. Ha vinto la buona politica portata avanti dal Pd”.
Abbiamo puntato su candidati giovani, con esperienza, incentrando la nostra proposta politica sulla serietà e sul senso di responsabilità e per questo gli elettori ci hanno premiato. Auguro buon lavoro a Biagio Martorana, confermato sindaco di Paceco, ed ai neo eletti a Valderice, Favignana, Pantelleria, Poggioreale e Castellammare del Golfo Mino Spezia, Giuseppe Pagoto, Salvatore Gabriele, Lorenzo Pagliaroli e Nicolò Coppola. Sapranno guidare i loro comuni egregiamente, dando da subito risposte concrete ai loro concittadini, in termini di servizi e miglioramento della qualità della vita”.

Il senatore Antonio D’Alì (Pdl):

A Castellammare del Golfo, dove è forte il rammarico per la mancata elezione a Sindaco di Pietro Russo, siamo il primo partito e non ci vengano a dire che ha vinto il partito democratico, che invece esce ai minimi storici e grazie ad un raggruppamento eterogeneo tutto anti-Pdl, e a molti tradimenti tra i nostri, elegge un suo storico avversario di trent’anni fa“.

Il deputato regionale Antonella Milazzo (PD):

Straordinario è il risultato di Nicolò Coppola a Castellammare, città tradizionalmente considerata roccaforte del centrodestra“.

L’ex deputato regionale Livio Marrocco (Noi per la Sicilia):

Tra i sindaci che abbiamo sostenuto ricordiamo gli eletti ai quali va il nostro augurio di buon lavoro, cioè Martorana, Pagoto, Coppola, Rizzo, Catania, Gervasi e Bica. Inoltre Noi per la Sicilia ha ottenuto consiglieri comunali a Favignana, San Vito lo Capo, Castellammare del Golfo, Custonaci e Partanna. Insomma, il nostro movimento continua il suo radicamento sul territorio e punta alla buona amministrazione come unico antidoto alla disaffezione verso la politica“.

Il coordinatore del PD alcamese Vincenzo Cusumano:

Congratulazioni al Sindaco Nicola Coppola che ribaltando ogni pronostico, ha vinto con un grosso margine. Questa vittoria può essere vista come il rilancio del centro sinistra nei comuni del Golfo di Castellammare, in una politica più vicina al nostro territorio. Analoghe congratulazioni, al giovane segretario del PD Salvo Bologna e a tutti coloro che hanno contribuito alla vittoria della coalizione del neo sindaco”.

Infine ABC (Alcamo Bene Comune) si congratula con il movimento Cambiamenti per l’ottimo risultato elettorale raggiunto:

Un risultato eccezionale che manifesta la voglia di cambiamento dei cittadini castellammaresi che hanno preferito il nuovo modo, partecipato e responsabile, di fare politica portato avanti dal movimento e dal suo candidato sindaco Maria Tesè. ABC augura un buon lavoro ai due consiglieri eletti: Stefano Cruciata e Vitalba Labita“.

Castellammare del Golfo: I venti del Consiglio Comunale

 

*** Update delle 21,10 del 11/06/2013
I dati ufficiali sembra che diano Coppola Camillo come terzo eletto del PD, in questo caso sarebbe fuori dal Consiglio Crescendo Nicoletta
Novità possibili anche in casa MPA dove i dati ufficiali sembra che diano Fiordilino Stella come seconda eletta, in questo caso sarebbe fuori dal Consiglio Mione Giuseppe

Castellammare del Golfo tutti i risultati delle amministrative 2013, gli eletti in Consiglio Comunale

Ha vinto Nicola Coppola che ha saputo costruire il successo suo personale e delle sue liste con rassicurante tranquilla determinazione. Tuttavia è da rilevare che Nicola Coppola ottiene la maggioranza in consiglio non solo per i suoi meriti, ma anche grazie alla dabbenaggine di quanti tra gli avversari hanno messo in piedi liste improvvisate e deboli. Le ben sette liste su quindici che sono rimaste sotto la soglia del cinque per cento hanno consentito alla coalizione di Nicola Coppola di potere conseguire il premio di maggioranza grazie al 50,71% così realizzato pur partendo da un valore assoluto della sua coalizione del 36,69%, inferiore quindi al quaranta per cento.
Ben 2.631 tra gli elettori che si sono recati alle urne (più del doppio di quanti hanno votato la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti) sono rimasti vittime dei giochi di prestigio dei maghi improvvisati della politica castellammarese.
E se la partita per il sindaco è definitivamente conclusa, quella per il consiglio comunale rimane comunque aperta ed avrà degli strascichi visto che una lista (CastellammareSI) risulta sotto soglia con il 4,99% e che in più di una lista un solo voto o due separa l’ultimo degli eletti dal primo dei non eletti, o addirittura come nel caso del PD da una manciata di candidati.

Elettori 14.885
Votanti 10.014 67,28%
Voti validi per l’elezione del Sindaco 8.391
Voti validi per l’elezione del consiglio 9.521

Candidati a Sindaco Voti %

Nicola Coppola 3.019 35,98%
Maria Tesè 2.336 27,83%
Piero Russo 2.130 25,39%
Salvatore Fundarò 777 9,26%
Valentina Mattarella 129 1,54%

Liste Voti % Seggi

PDL 1.220 12,81 3
Cambiamenti 1.050 11,03 2
Lavoro e Sviluppo 983 10,32 3
Castellammare Democratica Unita 843 8,85 3
Lista SIamo Castellammare 841 8,83 3
Partito Democratico 827 8,69 3
Partito dei Siciliani MPA 614 6,45 2
UDC 512 5,38 1
Lista CastellammareSi 475 4,99
Volare per crescere insieme 465 4,88
Nello Musumeci Presidente 441 4,63
Il Megafono-Lista Crocetta 356 3,74
Con Noi per Castellammare 331 3,48
Avanti Veloce 322 3,38
M5S 241 2,53

Gli eletti al Consiglio Comunale (dati non ufficiali)

PDL

Palmeri Angelo 235
Fausto Giuseppe 157
Cassarà Rosalba 139

Primo dei non eletti: Pilara Giovanni 137

Cambiamenti

Cruciata Stefano 155
Labita Vitalba 151

Primo dei non eletti: Naso Federica 143

Lavoro e Sviluppo

Di Gregorio Lorena 251
Di Bartolo Giacomo 149
Foderà Franco 124

Primo dei non eletti: Di Filippi Mario 103

Castellammare Democratica Unita

Canzoneri Gaspare 210
Ancona Laura 182
Paradiso Maurizio 149

Primo dei non eletti: Barbara Marilena 148

SIamo Castellammare

Blunda Daniela 167
Bucca Domenico 141
Cruciata Giuseppe Maria 130

Primo dei non eletti: Di Benedetto Giuseppa 117

PD

Maltese Mariano 119
Motisi Ivano 108
Crescendo Nicoletta 92

Primo dei non eletti: Coppola Camillo 91

*** Update delle 21,10 del 11/06/2013
I dati ufficiali sembra che diano Coppola Camillo come terzo eletto del PD, in questo caso sarebbe fuori dal Consiglio Crescendo Nicoletta

Partito dei Siciliani MPA

Norfo Giuseppe 204
Mione Giuseppe 123

Primo dei non eletti: Fiordilino Stella 117

*** Update delle 21,10 del 11/06/2013
I dati ufficiali sembra che diano Fiordilino Stella come seconda eletta dell’MPA, in questo caso sarebbe fuori dal Consiglio Mione Giuseppe

UDC

Lo Nano Anna 201

Primo dei non eletti: De Stefano Vincenzo 107

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (16): Ma è tutta una partita tra UDC “veri” ed UDC “falsi” ?

Dopo le dichiarazioni di Giulia Adamo e di Gianni Pompeo non poteva mancare la replica di Mimmo Turano. Il parlamentare regionale e già Presidente della Provincia Regionale di Trapani risponde con durezza ai suoi compagni di partito che contestano la scelta dell’UDC per le amministrative di Castellammare del Golfo di schierarsi con il PDL di D’Alì e La Destra di Musumeci a sostegno della candidatura Russo.

Stanno commettendo sempre lo stesso errore. Alle Regionali quando hanno visto che ero irrangiungibile hanno cercato di far saltare il seggio e di negare un parlamentare all’Udc trapanese. Prima ancora avevano tentato di fare fallire il Pd ad Alcamo e mi hanno costretto a candidarmi a sindaco“, e Turano non esita a definire il “feeling” tra i due (Adamo e Pompeo) “un ritorno di fiamma di un’alleanza fallita“.
Infine Turano si rivolge a Pompeo: “Concordo con lui, le scelte devono essere fatte dalla base ed infatti a Castellammare ha scelto la base. Io in quella città ho preso 800 voti, Pompeo e l’Adamo, assieme sono arrivati a 300 voti. Ecco la base“. Ed infine la stoccata finale: “Io ho sempre lavorato nell’interesse dell’Udc“.

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (14): Giulia Adamo sta con Nicola Coppola

In merito alle prossime Elezioni Amministrative di Castellammare del Golfo, l’on. Giulia Adamo – sindaco di Marsala – ha rilasciato la seguente dichiarazione:

È con profondo stupore che ho appreso l’assegnazione del simbolo dell’UDC ad un candidato sindaco di Castellammare del Golfo proposto dal PDL e dall’MPA, a differenza di quanto stabilito dal direttivo comunale che riproponeva l’alleanza con il PD. In contrasto quindi con un progetto politico che – a diversi livelli di amministrazione – ha visto crescere i consensi all’UDC, di pari passo agli impegni assunti nei confronti dei cittadini. Ancor più grave è il fatto che tutto questo sia avvenuto in un territorio che ha necessità di scelte di legalità, di lotta contro il malaffare e il sistema clientelare. Rinnovo, pertanto, la mia fiducia a Peppe Ancona e Gaspare Canzoneri, confermando il mio sostegno al candidato sindaco Nicola Coppola. Mi auguro che i castellammaresi sappiano cogliere l’importanza di tale scelta che è a favore dello sviluppo della città e a beneficio
del territorio, contro una politica arrogante e lontana dall’interesse generale“.

Giulia Adamo