L’ha detto o non l’ha detto ? L’ha detto !

Beppe Grillo a Palermo: “La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente, la mafia prende il pizzo al 10%. Qui siamo nella mafia che ha preso un’altra dimensione, strangola la propria vittima”

Ma ha detto anche altre cose.

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Trapani: Processo per l’omicidio di Mauro Rostagno (27)

Udienza del 18 aprile 2012 del processo per l’uccisione del sociologo e giornalista Mauro Rostagno avvenuta nel piccolo borgo di Lenzi, in territorio di Valderice la sera del 26 settembre 1988 ed in corso di svolgimento davanti alla Corte d’Assise di Trapani.

Alla sbarra il boss mafioso Vincenzo Virga e Vito Mazzara, per l’accusa, rispettivamente, mandante e killer dell’omicidio che sarebbe stato deciso per punire Rostagno per la sua attività giornalistica condotta attraverso l’emittente Rtc ‘Radio Tele Cine’.

L’avvocato Vito Galluffo difensore di Vito Mazzara aveva citato quattro testi, Di Ruvo Anna Maria, Raggi Lorella, Sordini Anna e Moioli Mario.
Nessuno dei testi è presente in aula.
Sono deceduti Sordini Anna e Maioli Mario.
Per le altre citazioni è probabile che siano state inviate a indirizzi non più attuali.
Per la prossima udienza la difesa dovrà citare almeno dieci testi della sua lista.

Il pm Paci produce i certificati penali del pentito Angelo Siino e certificazione attestante la data di inizio della collaborazione di Siino, 11 luglio 1997.
L’avvocato Miceli – parte civile per Elisabetta Roveri e Maddalena Rostagno – produce copia dei fax e verbale di sommarie informazioni rese dal Mulè, consulente tecnico della Procura, che redasse una perizia al fine di appurare se il fax fosse composto da una o più pagine.
Opposizione della difesa perchè i documenti prodotti non sono in originale e perchè si ritiene di sentire prima la Di Ruvo sui fax, su telefonate ricevute e la fine fatta dai fax.

La corte si riserva.

L’udienza viene dichiarata chiusa e rinviata al 9 maggio.

Tutta l’udienza su Radio Radicale

La precedente udienza del 28/03/2012 la trovate qui

No, non è Trapani…

E’ la stampa bellezza !

Da “L’ultima minaccia” (1952).
Un film di Richard Brooks. Con Humphrey Bogart, Kim Hunter, Ethel Barrymore, Martin Gabel, Paul Dubov Titolo originale Deadline.
Il direttore di un giornale si oppone alla cessione del quotidiano dopo la morte dell’editore per portare a termine una campagna contro un’organizzazione criminale.
Uno dei migliori film di ambiente giornalistico, scritto e diretto da un ex giornalista che s’ispirò a fatti veri (la chiusura del New York World dopo la morte di Joseph Pulitzer) e uno dei più eloquenti sulla libertà di stampa, minacciata dai gruppi di pressione e dagli interessi mercantili.

I duetti Bogart/Barrymore sono d’antologia.
Proverbiale la battuta di Bogart: «E’ la stampa bellezza, questa è la stampa, amico. E non ci puoi fare niente».

E nell’originale inglese la frase è “That’s the press, baby !

Maurici che fa, le accendiamo queste cinque risposte ?

Si perchè la richiesta di spiegazioni relativamente ai “suoi rapporti nel tempo con soggetti come Angelo Siino“, inoltratale dalla candidata dell PD e di Sel a Sindaco di Trapani, non è che possa definirsi anche solo lontanamente “diffamazione” !
Ne, il punto è se lei è sottoposto o meno ad indagini giudiziarie.
Ne, onorevole ci faccia il piacere, lei può essere ritenuto credibile se afferma che la domanda postale vada qualificata come “provocazione”.
In paesi più ricchi di civiltà democratica del nostro, il tacere e/o l’omettere fatti e circostanze sia pubbliche che private utili per la conoscenza del soggetto canditato, è considerato motivo di censura rilevante ai fini della valutazione della validità del candidato.

Perchè diffamazione sarebbe se tali rapporti fossero stati inesistenti e/o se lei li avesse smentiti con la medesima forza della affermazione fatta in sede giudiziaria da Angelo Siino (per i non siculi, già definito ministro dei lavori pubblici di cosa nostra ed investito di tale carica da Totò Riina) quando ha affermato, testimoniando in Corte d’Assise a Trapani, durante la 24a udienza del processo per l’uccisione di Mauro Rostagno, che in occasione della sua conoscenza dell’allora capo mafia di Trapani Vincenzo Virga si svolse il seguente dialogo:

“Il Virga nell’occasione mi chiese una cosa che mi fece raggelare il sangue:
“Ma lei non è amico di Giuseppe Maurici, ‘u baruni ?“
“Si, come no, amico mio Peppe, grande amico mio“
Allora, “Conoscevo bene Peppe Maurici, perchè avevamo un hobby in comune, quello delle corse automobilistiche”

E allora Virga mi disse: “iu a chissu l’avissi ammazzari“
“Ma come, e che ha fato poverino ?“
“Mi ha mancato di rispetto“
“Perchè ?“
“Voleva acquisire un’impresa, anzi l’ha acquisita, e non mi ha passato il permesso“
“Di questo si tratta“

Io incominciai, come in questi casi dovevo fare ad arrampicarmi sugli specchi e tentai di minimizzare e di confermargli che il Maurici aveva tanto rispetto per lui.

“Avvisai immediatamente il Maurici per dirgli il pericolo che stava correndo tantè che a un certo punto il Maurici ebbe a non occuparsi più di questa impresa“.”

Ecco sulla base di quanto detto da Siino, limitandoci solo a questa circostanza e riferendo ciò che è stato detto, non “per sentito dire” e “l’interezza delle dichiarazioni”, ci chiediamo, e ci auguriamo il candidato a sindaco di Trapani Peppe Maurici vorrà rispondere, al fine di potere noi comuni mortali inquadrare esattamente la sua visione di “cittadinanza” e “legalità”, in un contesto ad alta densità mafiosa quale è quello della provincia di Trapani:

1) Ha conosciuto Angelo Siino, per come questo ha affermato ?
2) Se la risposta alla prima domanda è si, ha avuto rapporti nell’ambito del suo essere “imprenditore” con Angelo Siino ?
3) La circostanza relativa all’acquisto di un’impresa riferita sopra da Angelo Siino è vera ?
4) Fu avvisato realmente da Angelo Siino del pericolo che correva ad opera del capo mafia Vincenzo Virga ?
5) Se fu avvisato realmente, quale fu il suo comportamento da cittadino della Repubblica Italiana ?

Le vogliamo accendere queste risposte ?

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