Il New York Times si chiede: un gay, cattolico e di sinistra può davvero battere la corruzione in Sicilia ?

La mia risposta è no ! Ragionevolmente nessuno potrà battere la corruzione in Sicilia.

E non basterà l’essere “diverso”, ma anche “Cattolico” e di “sinistra”.

Da quando c’è l’elezione diretta del Presidente della Regione in Sicilia i siciliani hanno eletto un tale Salvatore Cuffaro, finito dietro le sbarre per avere in qualche modo favorito la mafia, poi un tale Raffaele Lombardo, sotto processo per avere avuto a che fare anche lui in qualche modo con la mafia, e poi infine Rosario Crocetta, finito sotto processo da parte dei maggiorenti del Pd per avere osato combattere la mafia, il malaffare e la corruzione che tutti a parole dicono volere avversare ma che nei fatti per tacito accordo tra le parti mai e poi mai debbono essere combattuti realmente.

Crocetta’s predecessor is currently being prosecuted on charges of ties to organized crime. The one before him is serving time in jail. Another one, Piersanti Mattarella, was killed by the Mafia in 1980. “Either dead or in jail,” Crocetta told me. “I don’t know yet how my story will end.”

Crocetta’s claims that he would bring a revolution to Sicily now ring more hollow. But if the revolution dies, it may not be from a Mafia assassin’s knife in the back but from a thousand political cuts. When I spoke with him by phone in mid-September, however, Crocetta seemed upbeat. Isolation is something of a natural condition for him. He did not manage to cut many jobs (“This is not a time for social slaughter,” he told me), but he saved money in other ways. “When I came into office, Sicily was risking bankruptcy,” he said. “We have cut more than 2.5 billion euros in expenses without significant job losses, and we succeeded in freeing 850 million in European funds” — earmarked for aid to Sicily — “that were tied up in bureaucracy.” He went on, anticipating questions about the criticisms that are now regularly lodged against him: “We cannot make miracles. Even President Obama has to wait to see the effect of big revolutions like the health care reform.” He went silent for a while on the phone, then said: “I don’t know if my government will be the one to harvest the results of change, but I’m sure that I have disrupted things. It’s my presence, more than my accomplishments, that signifies change.”

Certo ci stanno persone come Salvatore Calleri, Presidente della Fondazione Caponnetto e altri isolati esponenti del PD che scrivono cose come questa:

Per la prima volta un esponente della vera antimafia non parolaia e per questo condannato a morte prova a governare una regione difficile da amministrare: Rosario Crocetta. La verità e che Crocetta ha toccato gli interessi di cosa nostra ben radicati nella burocrazia regionale. Crocetta ha colpito gli interessi politici e clientelari dietro gli enti di formazione. Ha tagliato gli sprechi senza fare macelleria sociale. Crocetta è scomodo a 360 gradi in quanto è un personaggio reale e non virtuale. È un personaggio vero che prova a cambiare la Sicilia. Rosario Crocetta è il primo esponente del centrosinistra a vincere le elezioni regionali in Sicilia. Prima di lui nessuno ce l’aveva mai fatta. È un governatore che sicuramente avrà i suoi difetti ma di cui non ci si vergogna. Ebbene a meno di un anno dalla sua elezione invece che rilanciare la sua azione di governo i siciliani del pd escono dalla maggioranza. Un gesto che al centro nord nessuno tra i militanti del pd comprende e che viene inquadrato nella c.d. sindrome del Tafazzi. Crocetta fa parte dal 2004 dell’ufficio di presidenza della Fondazione Caponnetto. Ognuno di noi ha le proprie idee politiche spesso diverse ma quando viene toccato uno di noi che combatte l’illegalità mafiosa e non, in nome del nostro maestro di vita Nonno Nino, lo difendiamo a spada tratta. Oggi è in corso un tentativo di isolamento e di delegittimazione nei confronti di Crocetta. La delegittimazione spesso è l’anticamera della eliminazione fisica. È sempre avvenuto così. Ebbene noi non lo permetteremo, a prescindere. Invitiamo quindi tutti a sostenerlo indipendentemente dalle proprie idee al grido di: giù le mani da Crocetta.“.

Ma ci stanno anche e sopratutto gli altri, il corpo grosso del Pd, quello che tace e consente, quello che alla fine conta davvero.

E’ la Sicilia, è l’Italia, bellezza e tu puoi fare davvero poco !

qui il lunghissimo articolo di Marco De Martino sul New York Times

Trapani ha un nuovo Vescovo

Mons. Fragnelli è il nuovo vescovo di Trapani

Il Papa ha nominato vescovo della diocesi di Trapani mons. Pietro Maria Fragnelli, trasferendolo dalla sede vescovile di Castellaneta. Mons. Fragnelli è nato a Crispiano (Taranto), il 9 marzo 1952. Ha svolto gli studi liceali presso il Seminario di Taranto e il Seminario Regionale di Molfetta. Alunno del Seminario Romano Maggiore, ha conseguito il Baccellierato in Filosofia e in Teologia all’Università Lateranense. Ha ricevuto l’Ordinazione Sacerdotale il 26 giugno 1977. Successivamente, ha conseguito la Licenza in Scienze Bibliche all’Istituto Biblico di Roma e si è laureato in Filosofia all’Università “La Sapienza” di Roma. È autore di un commento sul Siracide, e di numerosi articoli pubblicati sul Settimanale diocesano “Nuovo Dialogo” di Taranto. Ha svolto i seguenti incarichi e ministeri: vicario parrocchiale nella Parrocchia S. Antonio a Taranto, assistente diocesano della FUCI e docente di Religione al Liceo Classico di Taranto (1979-1983); direttore del Settimanale diocesano “Nuovo Dialogo” (1982-1987); parroco della parrocchia Santa Croce di Taranto (1983-1986); docente di Esegesi Biblica nel Seminario Regionale di Molfetta (1983-1986); officiale della Segreteria di Stato (1987-1996); padre spirituale del Seminario Romano Maggiore (1991-1996); rettore del medesimo Seminario (1996-2003). Nominato vescovo di Castellaneta il 14 febbraio 2003, il presule ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 29 marzo successivo.

Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/09/24/mons._fragnelli_%C3%A8_il_nuovo_vescovo_di_trapani/it1-731266
del sito Radio Vaticana

Mons.Fragnelli

“Sua Eccellenza Mons. Pietro Maria Fragnelli è nato a Crispiano, arcidiocesi di Taranto, il 9 marzo 1952.

Ha frequentato le scuole medie superiori nel Seminario arcivescovile di Taranto e nel Seminario Regionale di Molfetta. Come alunno del Pontificio Seminario Romano Maggiore ha compiuto gli studi filosofici e teologici presso la Pontificia Università Lateranense. Ha frequentato il Pontificio Istituto Biblico, dove ha conseguito la Licenza in Scienze Bibliche, e si è laureato in Filosofia all’Università “La Sapienza” di Roma.Dopo aver compiuto gli studi nei seminari di Taranto e di Molfetta (Ba), ha completato la sua formazione presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. Ha frequentato il Pontificio Istituto Biblico, dove ha conseguito la Licenza in Scienze Bibliche, e si è laureato in Filosofia all’Università “La Sapienza” di Roma.
Ordinato sacerdote il 26 Giugno 1977, nel 1979 viene nominato vicario parrocchiale nella parrocchia “S. Antonio” a Taranto, quindi nel 1983 gli viene affidata la parrocchia “S. Croce” alla periferia della stessa città.
Assistente diocesano della FUCI ed insegnante di Religione al liceo classico “Q. Ennio” di Taranto, negli stessi anni è collaboratore del settimanale diocesano “Nuovo Dialogo”, di cui diviene direttore nel 1982.
È docente di Esegesi Biblica nel Seminario Regionale di Molfetta dal 1983 al 1986.
Nel 1987 viene chiamato a Roma, dove per nove anni presta la sua opera in Vaticano come “Officiale della sezione per gli Affari generali della Segreteria di Stato”, continuando nell’esercizio della guida delle anime, segnalandosi nel delicato compito di Padre Spirituale al Pontificio Seminario Romano maggiore, del quale viene nominato Rettore nel 1996.
Eletto alla sede vescovile di Castellaneta il 14 Febbraio 2003 da Giovanni Paolo II, viene ordinato vescovo il 29 Marzo 2003, per le mani dell’allora presidente della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Camillo Ruini.
Autore di un commento al Libro del Siracide e del volume “Il deserto fiorirà”, ha pubblicato anche diversi articoli su argomenti biblici e di attualità.
Attualmente in seno alla Conferenza Episcopale Italiana è membro della commissione episcopale per la famiglia e la vita, mentre nella Conferenza Episcopale Pugliese è delegato per la pastorale giovanile.”

da diocesidicastellaneta.net

Dopo aver visto “Nino” al CICI Film Festival

Se la verità rende liberi, può darsi libertà se si rinuncia all’esercizio della ricerca della verità ?
Se la risposta a tale interrogativo è negativa, in senso cristiano ( Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi – Giovanni 8:32) ma anche laico e civile (La verità è sempre rivoluzionaria – Antonio Gramsci) la rinuncia alla ricerca della verità finisce per essere accettazione dello status quo e rinuncia della libertà.
La verità può non essere conosciuta o conoscibile, può essere ingannevole, parziale, contraddittoria, sgradevole, ma la sua ricerca dà senso compiuto al vivere.
E’ pur vero che “Nel paese della bugia, la verità è una malattia” per come avrebbe detto Gianni Rodari, ma che senso ha quella affermazione finalela verità è stata inventata dagli uomini per fottere altri uomini, la verità non esistese non di invito alla conservazione, alla accettazione di quella sotto-cultura mafiosa che la narrazione precedente, con chiarezza, denuncia quale causa della alienazione di Nino ?

CICI Film Festival: Diego Monfredini fa il bis

E’ Diego Monfredini, giovane ma già affermato filmaker piacentino, il vincitore della terza edizione del CICI Film Festival di Castellammare del Golfo con il corto in bianco e nero “Malatedda“, un vero e proprio film nello spazio di un corto che descrive una storia vera di “follia” nell’Italia ante Legge Basaglia.
Nel 2011, Diego Monfredini aveva vinto già la prima edizione del CICI Film Festival con “La casa dei trenta rumori”.

Al secondo posto Giulia Savorelli con “Nino”, al terzo Diane Pol-Lajaima con “Troppo dentro il west” ed infine premio speciale della giuria per “Lo zio e il mare” di Michele Milesi.

CICI Film Festival lavori in corso, prestare la massima attenzione

 

Saranno storie di follia, storie tra inclusione ed esclusione, quelle che saranno raccontate dai corti in gara per la terza edizione del CICI Film Festival in programma il 14 e 15 settembre 2013 nella Piazza Castello di Castellammare del Golfo.

Nei due giorni previsti per la manifestazione ci sarà anche spazio per la musica di qualità:

Sabato 14
The blue Jive
Dancehall Machine (Marcolizzo BR1 e dy Delta by Shakalab)

Domenica 15
Mimì Sterrantino e gli accusati
Swingrower

CICI Film Festival

AAA – Castellammare del Golfo – Cercasi attori, tecnici ed assistenti per produzione cortometraggi

Il “CICI FILM FESTIVAL” per la realizzazione della terza edizione cerca personale ed attori

Si aprono ufficialmente lunedì 9 Settembre con la presentazione dei registi partecipanti i lavori della terza edizione del CICI FILM FESTIVAL.
A Castellamamre del Golfo, al teatro Apollo di corso Bernardo Mattarella alle ore 21,00 tutti coloro che sono disposti a mettersi in gioco come attori, tecnici ecc. avranno l’occasione di proporsi, per andare a formare i vari staff che affiancheranno i giovani filmaker.

Grande varietà di provenienza tra i registi selezionati quest’anno. Nutrita la rappresentativa siciliana con Maria Stefania Bonomo proveniente da Enna, Nicolò Cappello da Palermo e Dario Diliberti da Alcamo.
Due felici ritorni: Diego Monfredini da Piacenza vincitore nella prima edizione con “La casa dei trenta rumori”, e Michele Milesi di Cortona (Ar) che la scorsa edizione ha curato la fotografia di “Carmela” di Orsa Cousin.
L’Emilia Romagna oltre che da Monfredini sarà rappresentata anche da Ilaria Vecchi proveniente da Modena, la Lombardia da Gianluca Fedele proveniente da Voghera e Giulia Savorelli da Milano, la Calabria da Salvatore Insana da Cittanova.
Infine il CICI FILM FESTIVAL registra per il primo anno la partecipazione di una regista internazionale. Si tratta della regista franco-spagnola Diane Pol-Lajaima.

Le fasi finali del concorso si svolgeranno il 14 e il 15 Settembre, a piazza Castello, dove verranno proiettati i corti realizzati durante la settimana, e dove sarà decretato il vincitore, a sceglierlo sarà una giuria d’eccezione formata da registi, attori, produttori, giornalisti e critici i cui nomi saranno resi noti nei prossimi giorni.
Nelle due giornate della manifestazione oltre alle proiezioni ed alle premiazioni sono previste: conferenze, presentazioni, degustazioni e concerti.

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Ma parlare come si mangia, no ?

Dalla pagina FaceBook del Sindaco di Castellammare del Golfo Nicola Coppola, apprendiamo con “viva e vibrante soddisfazione” (cit.Maurizio Crozza) e ad opera dello “alter ego” dello stesso Sindaco, che:

In un’ aula consiliare gremita in ogni ordine di posti, nella quale spiccava, positivamente ed appropriatamente, una folta presenza di portatori di handicap, davanti anche alle più alte cariche istituzionali della Città, in regime di Consiglio Straordinario, Il sindaco Nicolò Coppola ha ricevuto S.E. Leopoldo Falco, nuovo prefetto di Trapani. Il primo cittadino di Castellammare ha aperto la sua conferenza, con autentica, visibile e positiva emozione, con un discorso di grande passione, di raro spessore e di preziosa profondità , nel quale, secondo i canoni della più efficace comunicazione, ha saputo affrontare nei tempi canonici di un buon intervento, tutti i punti che animano e animeranno la sua sindacatura. Ha spaziato disquisendo, nella sua sentita proposizione, temi che partivano dalla legalità e dal suo rispetto assoluto, fino ad arrivare ad una proposizione di un modello di Città solidale, funzionale e moderna , credibile ed attuabile . Istruzione , formazione, lavoro, sport e comunicazione sono stati gli argomenti salienti che affrontati. S.E. Leopoldo Falco, anch’ Esso positivamente emozionato e felice ( come dallo stesso testualmente rimarcato) di essere presente davanti ad una foltissima ed inaspettata presenza di cittadini, ha saputo replicare con un intervento , privo di qualsiasi cattere retorico ed enfatico, al punto di risultare molto efficace, semplice , familiare , e modernissimo nel suo stile comunicativo. Ha dichiarato la sua assoluta disponibilità per un proficuo lavoro di collaborazione e di continuo scambio , indicando questa come la unica. strada percorribile per una immediata rinascita e per un sollecito cammino verso un percorso di speranza e di luce . ” Io ci sarò SEMPRE” ha dichiarato alla fine del suo intervento . ” Noi ci saremo anche” ha ribadito , in un gradevole scambio di positivi e pregnanti messaggi, l’ assistente sociale del comune Daniela Impellizzeri. La riunione ha avuto fine con un gradevole rinfresco offerto dal Sindaco. Cordialità.

Questo invece è solo uno dei tanti esempi di retorica fascista quale ci viene offerto dai Cinegiornali LUCE del ventennio, facilmente reperibili in rete.

Castellammare del Golfo: Gregory Bongiorno, denuncia gli estortori, tre arresti

Presidente di Confindustria Trapani denuncia le estorsioni: tre arresti

TRAPANI. Estorsione e tentata estorsione aggravate dalla modalità mafiosa ai danni del presidente di Confindustria di Trapani, Gregorio Bongiorno. Con queste accuse gli agenti della Squadra Mobile di Trapani hanno eseguito nella notte tre ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Palermo. I provvedimenti cautelari sono stati notificati a Mariano Asaro, 57 anni, ritenuto dagli inquirenti come un esponente di spicco di Cosa Nostra del Trapanese; Gaspare Mulè, 46 anni e Fausto Pennolino di 51, entrambi sorvegliati speciali. Tutti sono originari di Castellammare del Golfo. Vittima del racket è stato Bongiorno, imprenditore di Castellammare del Golfo, nel settore della raccolta dei rifiuti ed attuale presidente dell’associazione industriale di Trapani.
Bongiorno, dopo aver subito per anni le richieste estorsive di diversi esponenti della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, ha denunciato tre persone che a partire dal 2005 e sino a pochi giorni fa hanno preteso il periodico versamento di ingenti somme di denaro per soddisfare i bisogni dell’associazione mafiosa. Nel dicembre del 2005 era stato costretto, sostengono gli investigatori, a versare 10 mila euro a Mulè, che si era presentato quale rappresentante dei boss. Le pressioni estorsive sono proseguite fino ai giorni scorsi. Gli indagati, sono stati già tutti condannati per il loro organico inserimento nell’associazione mafiosa Cosa Nostra, a seguito di sentenza emessa dal gup di Palermo il 24 marzo 2009.

dal GDS

Trapani, chiedono il pizzo con gli arretrati

Il leader di Confindustria denuncia: 3 arresti

Giovedì 05 Settembre 2013 – 07:04 di Rino Giacalone

Il leader degli industriali trapanesi, Gregory Bongiorno, denuncia i propri presunti estorsori: “Non facevano richieste da sei anni, adesso volevano che saldassi tutto”. Blitz della Mobile a Castellammare: in manette anche il boss Mariano Asaro.

Il presidente di Confindustria Trapani Gregory Bongiorno subisce una richiesta di “pizzo” da 60 mila euro, la denuncia e fa arrestare tre presunti mafiosi del suo paese, Castellammare del Golfo. Le manette la scorsa notte sono scattate ai polsi di tre soggetti già conosciuti per le loro presunte scorribande nella Cosa nostra castellammarese. Si tratta di Gaspare Mulè, 47 anni, Fausto Pennolino, 51 anni e Mariano Asaro, 57 anni, il personaggio più noto della mafia di Castellammare del Golfo. Asaro attualmente è detenuto per una condanna definitiva a proposito di mafia ed estorsioni con fine pena segnato nel 2024, e ha quindi ricevuto in cella la notifica del provvedimento. Erano in stato di libertà Mulè e Pennolino e adesso sono tornati in cella: anche loro negli anni passati sono stati coinvolti in retate antimafia.

Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Trapani e dirette dal vicequestore Giovanni Leuci. Sono stati i poliziotti trapanesi a eseguire gli arresti di Mulè e Pennolino e alcune perquisizioni. Il provvedimento di arresto è stato firmato dal gip Jannelli su richiesta dei pm della Dda di Palermo Principato e Marzella. È stata una indagine-lampo quella condotta dalla Mobile trapanese: agli arresti di Asaro, Mulè e Pennolino – accusati di estorsione e tentata estorsione con l’aggravante della modalità mafiosa – i poliziotti sono giunti ad appena un mese dalla denuncia presentata dall’imprenditore. Imprenditore del settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti, l’Agesp, Gregory Bongiorno – da pochi mesi eletto presidente di Confindustria Trapani – si è ritrovato protagonista di una scena perfettamente uguale a quella proposta da Ficarra e Picone nel film “La Matassa”. La scorsa estate ha raccontato di essere stato affrontato da Gaspare Mulè che senza tanti giri di parole gli avrebbe fatto presente che doveva pagare la “tassa” alla mafia, 10 mila euro. Ma non solo: Bongiorno avrebbe dovuto pagare gli “arretrati”, quelli per gli anni in cui i mafiosi, in carcere, non avevano potuto riscuotere il “pizzo” e quello per gli anni in cui durante la malattia della madre, titolare dell’azienda prima di Bongiorno e da poco deceduta, non avevano avanzato alcuna richiesta: “Noi abbiamo avuto rispetto per la salute di tua madre, ma adesso devi darci anche questi arretrati”.

Bongiorno ha perciò deciso di rivolgersi alla magistratura denunciando sia l’episodio appena vissuto, sia tutti quelli precedenti, dicendo anno per anno, a cominciare dal 2005, quanto era stato costretto a pagare all’associazione mafiosa di Castellammare del Golfo, “tassa” fissa, 10 mila euro l’anno. Ha anche ricordato che in una occasione, a Pasqua del 2007, fu portato da Fausto Pennolino ad incontrare Mariano Asaro e in questa occasione gli sarebbe stato detto come doveva comportarsi per la consegna del denaro e a chi doveva farlo avere. In quella occasione, secondo la versione di Bongiorno, gli fu fatto uno scontro: dovette sborsare “solo” 5 mila euro.
Dal 2007 al 2013, invece, le richieste si sono interrotte. Nel frattempo, infatti, la Dia aveva fatto una retata arrestando anche i tre presunti estorsori di Bongiorno, ma per reati diversi. All’inizio di agosto 2013, però, Mulè, appena scarcerato, si sarebbe presentato chiedendo a Bongiorno di pagare il pizzo per l’anno in corso e per tutti gli anni in cui nessuno di loro si era potuto presentare a riscuotere il denaro. In soldoni ben 60.000 euro, ovvero 10.000 euro all’anno, dalla Pasqua del 2007 all’agosto 2013.

A questo punto l’imprenditore ha denunciato. Segnale certamente importante. Confindustria da anni si è aperta alla collaborazione con la magistratura. A Trapani, annotano i magistrati, gli imprenditori hanno denunciato il pizzo ma spesso solo dopo che gli investigatori scoprivano la richiesta estorsiva, limitandosi perciò a confermare ciò che già si sapeva. Adesso accade che l’imprenditore, in questo caso proprio il presidente di Confindustria, si è presentato spontaneamente al poliziotto per denunciare la richiesta di denaro e non da parte di balordi ma da parte di soggetti “pesantemente “ mafiosi. Ad Asaro, infatti, viene attribuito un ruolo da capo mafia e mente dell’estorsione.

….

Tutto l’articolo su Livesicilia.it

Leader di Confindustria denuncia gli estorsori
scattano tre arresti nel Trapanese

Gregorio Bongiorno, presidente dell’associazione degli imprenditori, pagava il pizzo dal 2005. In manette tre uomini della cosca di Castellammare del Golfo
di LAURA SPANO’

Leader di Confindustria denuncia gli estorsori scattano tre arresti nel Trapanese

Tre arresti a Castellammare del Golfo per una richiesta estorsiva mafiosa da 60 mila euro. Vittima del “pizzo” un nome eccellente dell’imprenditoria trapanese, Gregorio Bongiorno, 38 anni, presidente di Confindustria di Trapani dall’anno scorso. Bongiorno si è rivolto alla magistratura per denunciare gli emissari della mafia castellammarese: assieme alla sorella è titolare dell’Agesp, una società che si occupa in Sicilia e in altre zone d’Italia di raccolta e smaltimento di rifiuti. I destinatari dei provvedimenti sono Mariano Asaro (raggiunto in carcere dalla nuova misura restrittiva), “pezzo da 90” della mafia della zona, e due suoi bracci operativi, Gaspare Mulè, 47 anni e Fausto Pennolino, 51 anni. Sono stati Mulè e Pennolino in circostanze diverse a presentarsi a Bongiorno per chiedere la “tassa” del racket.

Dell’azienda, fondata nel 1971 dal padre Vincenzo Bongiorno, ucciso 18 anni dopo in un omicidio di mafia, Bongiorno si occupa dal 2005, anno successivo alla morte della madre, Girolama Ancona, che aveva ereditato dal marito la gestione dell’Agesp e che in fin di vita aveva rivelato al figlio le difficoltà provocate dalle pressioni mafiose. La donna, che nel 2000 aveva denunciato e fatto arrestare l’estorsore Mariano Saracino, non avrebbe voluto che i figli ereditassero a loro volta la società proprio per le traversie subite fino a quel momento. Un incubo iniziato allora, quando Bongiorno sarebbe stato costretto da Gaspare Mulè a elargire alla ”famiglia” 10.000 euro, pretese perche’ la madre dell’imprenditore, Girolama Ancona, oggi deceduta, aveva mancato di pagare determinate quote estorsive.

Una nuova richiesta a Pasqua del 2007 quando Fausto Pennolino, titolare di un ristorante castellammarese, avrebbe accompagnato l’imprenditore al cospetto del boss Asaro per una nuova tangente: stavolta Bongiorno avrebbe versato 5.000 euro agli indagati. Dopo una ”quiete” di tre anni in coincidenza con la carcerazione dei tre presunti estorsori, ad agosto scorso una nuova ”visita” di Mule’, frattanto scarcerato, e un’altra richiesta cospicua per saldare gli ”arretrati”: 60 mila euro, 10 mila per ogni anno che l’imprenditore non avrebbe pagato, dalla Pasqua del 2007 ad agosto scorso. Stavolta, Bongiorno, che da maggio e’ alla guida di Confindustria Trapani, ha deciso di non sottostare alle pressioni estorsive e si e’ rivolto agli inquirenti: nello scorso agosto ha raccontato tutto al dirigente della squadra mobile di Trapani, Giovanni Leuci. In poco meno di un mese le indagini sono state chiuse e la Procura antimafia di Palermo ha chiesto e ottenuto dal gip l’ordinanza di …

tutto l’articolo su La Repubblica.it

Di seguito alcuni passaggi di un’intervista di Claudio Reale a Gregory Bongiorno e pubblicata integralmente su Live Sicilia

………

Perché non aveva denunciato prima?
Veda, per esperienza… ora lo posso dire: per esperienza diretta questo genere di cose va metabolizzato. Alla fine del 2007 c’è stato il codice etico di Confindustria Sicilia e via via, in me, nasceva questo desiderio di ribellarmi. Poi, dalla fine del 2007, non ho avuto più questa gente fra i piedi”.

Fino a un mese fa.
Questa persona è venuta e ho deciso di dare un taglio definitivo”.

………

Mi scusi se torno su questo tasto, ma questa conversazione è molto franca ed è giusto fare luce su ogni punto: lo consiglierebbe anche al Gregory Bongiorno di sei anni fa?
La scelta giusta è quella di oggi, non quella di sei anni fa. Si sono create le condizioni per non rimanere da soli, e si sono create per chiunque. Anche perché, mi faccia aggiungere questo tassello, bisogna ringraziare le forze dell’ordine e i magistrati della Dda di Palermo. Ho notato un clima differente anche con gli interlocutori istituzionali: il fatto di avere al proprio fianco persone che sostengono umanamente questa scelta, mi creda, è importante”.

………..

Stavo dicendo: oltre alla solidarietà, qualcuno ha rievocato quel giorno del 1989 in cui suo padre fu ucciso. “Era contiguo a Cosa nostra”, si disse allora e si è continuato a dire ieri e oggi.
Guardi, quello che le posso dire è che allora avevo 14 anni. Purtroppo di questa storia, che come lei comprenderà ha creato molto dolore alla mia famiglia, io e mia sorella sappiamo molto poco. È così perché abbiamo avuto una grande madre, che ci ha tenuti al riparo da quella vicenda e che nel 2004 ha anche trovato la forza di denunciare il racket. Di più, francamente, non le so dire”.

A Castellammare del Golfo c’è chi prima ha fatto e chi dopo invece se ne prende i meriti

Il che in quanto ad esempio di quel nuovo “stile” di cui si dice di volere improntare la propria attività amministrativa non sembra essere proprio il massimo.

I fatti.

Dalla relazione di fine mandato del Sindaco Marzio Bresciani dell’aprile 2013 possiamo apprendere l’eredità che l’amministrazione di Marzio Bresciani ha lasciato all’attuale amministrazione Coppola in termini di opere pubbliche appaltabili:

-Andranno invece in gara nel corso dell’anno :
-La realizzazione di Segnaletica Turistica e Cartellonistica stradale, progetto finanziato dall’Assessorato regionale al Turismo per 200.000,00 €. Si tratta di un progetto importante per il decoro del paese e per la sua fruibilità turistica.
-I Lavori di Riqualificazione Urbana del Centro Storico – II stralcio. Il progetto è stato finanziato per 1.298.600,00 € dall’Assessorato Regionale al Turismo.
Lavori di riqualificazione di Villa Margherita (oltre 1,2 milioni di euro);
-I lavori relativi agli edifici scolastici “L. Pirandello”, “G. Pitrè”, “G. Pascoli”, “G. Verga” (1,6 milioni di euro)
-I lavori di ristrutturazione di Torre Bennistra (805.000 euro)
-Il cimitero merita un discorso un pochino più lungo. Oltre la ristrutturazione della sezione XIII con fondi predisposti dalla Commissione Prefettizia, abbiamo programmato un riordino del Cimitero sia per ricavare spazi per altre tombe, sia per un fatto di semplice decoro. Si è completata l’anagrafe cimiteriale, si sono avviate le procedure di verifica delle sepolture e delle cappelle che risultano in
stato di abbandono. Si è dato l’avvio alla revoca dopo i termini di legge e si è fatto tutto il lavoro indispensabile per liberare quanti più posti possibile.
Si è dato, poi, il via alla realizzazione dei primi cento loculi; ne potranno essere costruiti anche 2000, in diverse fasi. secondo le necessità che si proporranno.
Sono state requisite poco meno di 100 sepolture gentilizie; le prime venti si stanno assegnando in questi giorni. Anche il problema dell’edificio appartenente alla Congregazione dei Sacerdoti è avviato a definitiva soluzione. I lavori al Cimitero continueranno per circa quattro anni, ma alla fine sarà finalmente un luogo decoroso e ben tenuto.
-Impianto fognario di Scopello (5 milioni di euro),
-Depuratore in caverna (18 milioni di euro). Ho lasciato per ultimo il depuratore perché la nuova ubicazione ed il suo costo sono frutto di una scelta politica meditata e, lasciatemelo dire, coraggiosa. Infatti non è stato semplice convincere tutti gli Enti interessati (ATO idrico, Ass.to Territorio, Agenzia acque e rifiuti, Ufficio di Programmazione e infine il Ministero dell’Ambiente)
che la maggiore spesa, triplicata rispetto al progetto di ristrutturazione del depuratore esistente, era indispensabile per non distruggere la nostra marina e l’area portuale, ripristinando un impianto assolutamente inadeguato.

Questo il comunicato stampa del 17 aprile 2012 che dava conto in particolare del finanziamento relativo ai lavori per la Villa Comunale:

Finanziati un milione e duecentocinquantanovemila euro per la villa Comunale

Un milione e duecentocinquantanovemila euro per la villa Comunale Regina Margherita. Il finanziamento è stato ottenuto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marzio Bresciani, dopo la firma di ieri, a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana, dell’accordo di programma che rientra nei Pist, Piani integrati di sviluppo territoriale. Il bando per i fondi europei era stato pubblicato nel 2009 e l’amministrazione comunale, tramite lo sportello Europa, aveva presentato il progetto riguardante il recupero della villa comunale e delle aree adiacenti, adesso incluso nella graduatoria e finanziato. Il progetto è dunque già cantierabile e dovrà essere realizzato entro il 2015. «Siamo davvero soddisfatti per aver ottenuto il finanziamento- dice il vicesindaco ed assessore ai Lavori Pubblici, Carlo Navarra, presente ieri, con il sindaco Marzio Bresciani, alla firma dell’accordo di programma-. Ci consentirà di muovere l’economia locale e senza alcuna spesa a carico delle casse comunali, potremo riqualificare la nostra villa, importante luogo di aggregazione, rendendola più accogliente per le famiglie, i giovani ed i tanti turisti che la visitano. I fondi a noi destinati, rappresentano un investimento europeo notevole che, grazie al progetto da noi presentato, migliora anche il nostro decoro urbano». Il progetto, si legge nella relazione che lo accompagna, intende recuperare e ammodernare la villa comunale “puntando alla valorizzazione degli spazi pubblici come elemento in grado di determinare lo sviluppo economico e produttivo nonché attivare un processo di tutela e valorizzazione del sistema ambientale. Inoltre mira a rilanciare il quartiere come importante luogo di vita economica, puntando soprattutto all’attrazione di investimenti e allo sviluppo dell’imprenditoria locale favorendo l’aumento dei livelli occupazionali”.
Comunicato Stampa n° 34 del 17 aprile 2012

Sotto invece il post sulla pagina istituzionale FaceBook del Sindaco Nicola Coppola, in cui una sorta di Sindaco Superman risponde ai rilievi di un turista sul degrado della Villa Comunale, secondo la seguente sequenza:

Stimolo —> Valutazione —> Comunicazione dell’immediato appalto

Insomma un amministratore più veloce della luce !

UNA DOVEROSA RISPOSTA AD UN TURISTA

L’ingegnere Pietro Giorgio, nel comunicarmi affettuosamente tramite mail, di avere trascorso una piacevole settimana da turista nella nostra città, ha sentito l’esigenza di darmi un suggerimento sulle condizioni non ottimali in cui degrada” Villa Margherita”, dal Corso Mattarella verso il mare. Tale educata proposizione, da parte del nostro simpatico turista, l’accetto ben volentieri e la uso come stimolo ad un immediata valutazione che mi porta a potere comunicare, nell’immediato, che sara’ fatto carico, da parte dell’amministrazione, un opera di trasformazione e abbellimento della villa stessa, con un appalto di lavori di euro 1250000,00(unmilioneduecentocinquanta). Cordialità.