Porto di Castellammare del Golfo: dopo quasi sei anni i rinvii a giudizio

Il che non può che far pensare che alla fine molto probabilmente i castellammaresi non solo non avranno il porto ma nemmeno giustizia.
Apprendiamo infatti da una cronaca di Rino Giacalone (sta qui ) che i Pm Anna Trinchillo e Andrea Tarondo della Procura di Trapani, in questo inizio di 2016, hanno finalmente chiesto il rinvio a giudizio per: Mario Giardina, direttore del cantiere del porto, Leonardo Tallo, direttore dei lavori, Rosario Agnello, legale rappresentante della società consortile Nettuno (della quale faceva parte anche la coop Cea) e Domenico Parisi, rappresentante dell’ATI Coveco, Comesi e Cogem, aggiudicataria dell’appalto.
Ciò di cui dovranno rispondere gli imputati alla fine di tutto questo tempo sembra che sarà solo “frode nelle pubbliche forniture”, non si ha notizia invece di altri capi d’imputazione ne di aggravanti specifiche.
Un po’ poco per indagini che hanno avuto tempi biblici.

No, così non va Veronica !

Ma per favore il Sindaco Coppola non approfitti per cantare ancora una volta all’ex Sindaco Bresciani: “E stata tua la colpa !

Perchè la cosa veramente importante, in fondo, è non farsi cadere le braccia

e continuare ad illudersi che qualcuno un giorno andrà: “In prigione, in prigione !

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Tra Castellammare del Golfo e le Egadi, l’abisso !

Google Maps mi dice che in linea d’aria solo 47 chilometri separano la ex Tonnara di Favignana dalla ex Tonnara di Scopello.
Entrambe già di proprietà dei Florio ed entrambe universalmente note e tra le meglio conservate in Sicilia, a dispetto di tante cose che le accomunano e di una così minima distanza fisica, non può non rilevarsi che la distanza culturale che sta tra le rispettive comunità locali, le loro associazioni rappresentative, e le loro istituzioni politiche, risulta di fatto enorme.

Se per la Tonnara di Scopello, vengono immaginate e messe in atto le cose che vi ho descritto qui per la Tonnara di Favignana invece gli amministratori locali stipulano ed approvano convenzioni che puntano alla valorizzazione del bene culturale con riguardo al rispetto e conservazione del bene stesso.

Un abisso !

Approvata la convenzione Soprintendenza e Comune per la fruizione dell’Ex Stabilimento Florio

Il sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto, esprime soddisfazione per l’approvazione in Consiglio Comunale all’unanimità della convenzione fra la Soprintendenza BB.CC.AA. di Trapani e la stessa Amministrazione Comunale, finalizzata all’ampliamento della fruizione dell’ex Stabilimento Florio di Favignana. La nuova convenzione, che definisce anche strategie e obiettivi comuni di valorizzazione e sviluppo culturale del bene, e avrà una durata di quattro anni, prevede la gestione di alcuni servizi da parte del Comune, tra i quali la bigliettazione, la pulizia, la vigilanza e la manutenzione ordinaria, ed è volta al potenziamento di tutte le attività culturali e museali della struttura.

L’ingresso all’ex Stabilimento Florio è consentito pagando un biglietto di entrata di 6 o 3 euro (restano le esenzioni per i minori di 18 anni, i bambini e per i portatori di handicap, e resta per tutti indistintamente l’ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese). Il 90 per cento delle entrate frutto della bigliettazione andrà al Comune. L’Ex Stabilimento è uno dei musei siciliani più commentati su TripAdvisor e plurirecensito. Il personale che vi presta servizio è costituito quasi totalmente da giovani favignanesi che in questi anni hanno maturato una notevole esperienza nell’accoglienza e nelle visite guidate all’interno della struttura, effettuate in diverse lingue europee. La stipula della convenzione si è realizzata secondo le previsioni del codice culturale (articolo 112) per la gestione integrata di servizi di fruizione e valorizzazione, ed è stata rinnovata in parte anche nei contenuti: c’è la possibilità, ad esempio, che l’ex Stabilimento diventi una sede per matrimoni civili grazie all’impegno e all’attenzione da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani guidata dalla Dottoressa Paola Misuraca.

Comunicato stampa del Comune di Favignana del 27 maggio 2015″

E l’abisso rimane !

Per la cronaca questo è lo stato dell’arte del dibattito (registrabile oggi) a Castellammare del Golfo:

““Assicurare la fruizione pubblica della tonnara e garantire la tutela del monumento. Nessun contrasto”

Lo affermano il sindaco ed il presidente del consiglio comunale sull’accesso alla tonnara di Scopello

«Non esiste alcun contrasto sulle modalità di fruizione della tonnara di Scopello. Le nostre posizioni sono convergenti. Nessuna contrapposizione». Lo sottolineano il sindaco Nicolò Coppola ed il presidente del consiglio comunale Domenico Bucca, in riferimento alla vicenda dell’accesso alla tonnara di Scopello. «Nella riunione del 30 aprile svoltasi in Soprintendenza, in assoluto accordo, abbiamo ribadito la necessità di assicurare la fruizione pubblica della tonnara e dello specchio acqueo antistante- fanno presente il sindaco Nicolò Coppola ed il presidente del consiglio comunale Domenico Bucca-. Nella stessa riunione, inoltre, è emersa l’assoluta necessità di garantire al tempo stesso la tutela del monumento “tonnara”. Significa fruire della tonnara e contemporaneamente garantire la cura e conservazione di quello che è un nostro bene storico sicuramente da difendere e proteggere».

A tal proposito il sindaco Nicolò Coppola fa presente che «a breve l’amministrazione comunale, nel caso in cui i proprietari dovessero concedere la disponibilità, formulerà le richieste per un accordo definitivo per la fruizione della tonnara».

Sulla questione dell’accesso al mare e della fruizione della tonnara di Scopello, il presidente del consiglio comunale Domenico Bucca precisa che «le dichiarazioni riportate nell’articolo pubblicato il 4 maggio sul Giornale di Sicilia, sono state raccolte il 26 aprile e facevano espressamente riferimento alla polemica con Legambiente Sicilia, non certamente con l’amministrazione comunale. Non c’è dubbio, però, che la delicatezza del sito impongono una attenta valutazione da parte di tutti».

Portavoce del Sindaco: Annalisa Ferrante

Porto di Castellammare del Golfo: rimandato a settembre !

L’opaca e nebulosa informazione fornita dalla amministrazione di Castellammare del Golfo, circa i lavori di realizzazione del porto e sul perchè alla data odierna i lavori continuino ad essere fermi, ha partorito oggi l’ennesimo rassicurante, fiducioso ed ottimistico comunicato stampa con il quale si annuncia per la ennesima volta l’immancabile ripresa dei lavori.
Naturalmente non oggi ma domani, dove domani a questo giro è settembre.
Anche un precedente comunicato, del luglio 2014, parlava di ripresa dei lavori dopo l’estate ed anche il 29 novembre 2013 ci era stato detto che: “Finalmente i lavori del porto ripartono, con la gioia del Sindaco , di tutta l’ amministrazione comunale, di tutta la Città di Castellammare, delle imprese e dei lavoratori interessati”  .
Naturalmente non fu così, ne sappiamo alcunchè delle reali ragioni per cui un altro anno è trascorso invano dall’ultimo annuncio.

Porto: incontro in assessorato per il secondo stralcio di lavori

Il sindaco: “Incontro soddisfacente. A settembre dovrebbero iniziare i lavori del secondo stralcio. Per la messa in sicurezza possibile una ripresa a breve”.

«Un incontro con i vertici dell’assessorato regionale alle Infrastrutture per definire i dettagli contrattuali del progetto definitivo di cantiere e stabilire il crono programma dei lavori. Sono soddisfatto della riunione operativa perché la previsione è che entro settembre dovrebbero iniziare i lavori. Sono fiducioso». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola sui lavori del secondo stralcio di messa in sicurezza del porto di Castellammare, dopo un incontro tenutosi alla Regione.

«Ero presente, con l’onorevole Mimmo Turano, all’incontro in assessorato con il dirigente regionale dei Lavori Pubblici Fulvio Bellomo, l’architetto Carmen Lo Cascio -spiega il sindaco Nicolò Coppola-, il direttore dei lavori, ingegnere Pirrello, il rup Giovanni Indelicato. Nel corso dell’incontro sono state superate alcune difficoltà legate al contratto ed al progetto esecutivo con alcune opere da realizzare che devono essere sottoposte alla Soprintendenza ma che non pregiudicano l’inizio dei lavori. L’incontro è stato davvero soddisfacente e la previsione è che entro settembre inizino i lavori per il secondo stralcio. Per quanto riguarda la ripresa del primo stralcio di lavori- spiega ancora il sindaco Nicolò Coppola- in assessorato i rappresentanti della ditta hanno definito alcuni dettagli riguardanti contratto e perizia di variante che fanno ben sperare per una possibile veloce ripresa ed il completamento dei lavori».

I lavori del secondo stralcio, finanziati con circa quindici milioni di euro, saranno effettuati dalle ditte Sics e Cfc Costruzioni.

Il primo stralcio di lavori che riguarda la messa in sicurezza del porto è stato finanziato per un importo di oltre ventiquattromilioni di euro. Nel 2010 i lavori sono stati fermati per il sequestro del cantiere per l’ipotesi di reato di utilizzo di cemento impoverito. A luglio del 2010 il cantiere fu dissequestrato parzialmente e nel 2013 la Procura della Repubblica ha disposto il dissequestro e la restituzione delle aree, ma i lavori non sono mai ripresi. Per il primo stralcio di lavori si è resa necessaria una perizia di variante poiché dopo oltre cinque anni dal fermo parte di quanto già realizzato è risultato danneggiato. Per il completamento del primo stralcio rimangono circa 7 milioni di euro di opere da realizzare dalla ditta aggiudicataria dell’appalto, il consorzio veneto Coveco.

Portavoce del Sindaco: Annalisa Ferrante”

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Si possono ignorare le leggi nel formulare una delibera ? A Castellammare del Golfo si può !

La questione è sempre quella della Tonnara di Scopello per la quale si invoca da parte di alcuni un procedimento espropriativo a partire dalle ragioni esposte in questa delibera.
Una delibera che (volutamente ?) non fa cenno al fatto che la Tonnara di Scopello è un complesso monumentale soggetto a più vincoli di tutela ed in quanto tale soggetta alle procedure previste dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
L’essere un bene vincolato nella sua interezza in ragione proprio del riconoscimento ai sensi di legge dell’essere un bene culturale, fa si che quanto previsto, dalla superiore delibera nella migliore delle ipotesi entri in rotta di collisione con i fini e le ragioni della tutela stessa e che tutto il procedimento messo in atto non sia compatibile con le ragioni della tutela, sempre nella migliore delle ipotesi, perchè non è da escludere a priori che vi possa anche essere chi nella procedura messa in essere ravvisi un abuso, non solo formale.

Ma cosè un bene culturale ?
A dircelo è l’articolo 10 del Codice che sotto si riporta integralmente.

E’ possibile espropriare un bene culturale ?
Certo che è possibile, ma diciamo in sintesi estrema “per il suo bene”, non certo per “affettarlo” come il salame. Ce lo dice il primo comma dell’articolo 95.

E quale procedura si deve seguire per verificare che sia “per il suo bene” ?
Farsi preventivamente autorizzare da chi esercita la tutela.

Ed è stata avviata la relativa procedura autorizzativa ?
Ma nemmeno per sogno, anzi, sembra sia stato accuratamente evitato pure di scriverlo nella delibera, se non in un modo talmente ambiguo che può comprendere il tutto e il niente.

Tonnara di Scopello

A seguire una selezione minima di articoli del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che hanno a che fare con la questione.

Articolo 10

Beni culturali
1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti,che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
2. Sono inoltre beni culturali:
a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato,
delle regioni,degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed
istituto pubblico;
b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico;
c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti
pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico, ad eccezione
delle raccolte che assolvono alle funzioni delle biblioteche indicate all’articolo
47, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,
e di quelle ad esse assimilabili.
3. Sono altresì beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dall’articolo 13:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1;
b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse
storico particolarmente importante;
c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale interesse culturale;
d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse
particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica,
militare, della letteratura, dell’arte, della scienza, della tecnica, dell’industria e
della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell’identità e della storia
delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose;
e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che non siano
ricomprese fra quelle indicate al comma 2 e che, per tradizione, fama e
particolari caratteristiche ambientali, ovvero per rilevanza artistica, storica,
archeologica, numismatica o etnoantropologica rivestano come complesso un
eccezionale interesse ( … ).
4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà;
b) le cose di interesse numismatico che, in rapporto all’epoca, alle tecniche e ai
materiali di produzione, nonché al contesto di riferimento, abbiano carattere di
rarità o di pregio (…);
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici, aventi carattere di rarità e di pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarità e di pregio;
e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i
supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarità e di pregio;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;
g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico;
h) i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico;
i) le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storico od etnoantropologico;
j) le architetture rurali aventi interesse storico od etnoantropologico quali
testimonianze dell’economia rurale tradizionale.
5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sono soggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettere a) ed e), che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.

Articolo 95

Espropriazione di beni culturali
1. I beni culturali immobili e mobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilità, quando l’espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi.
2. Il Ministero può autorizzare, a richiesta, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto pubblico ad effettuare l’espropriazione di cui al comma 1. In tal caso dichiara la pubblica utilità ai fini dell’esproprio e rimette gli atti all’ente interessato per la prosecuzione del procedimento.
Articolo 101

Istituti e luoghi della cultura
1. Ai fini del presente codice sono istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche e gli archivi,le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali.
2. Si intende per:
a) «museo», una struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio;
b) «biblioteca», una struttura permanente che raccoglie, cataloga e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio;
c) «archivio», una struttura permanente che raccoglie, inventaria e conserva documenti originali di interesse storico e ne assicura la consultazione per finalità di studio e di ricerca.
d) «area archeologica», un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o strutture preistorici o di età antica;
e) «parco archeologico», un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all’aperto;
f) «complesso monumentale», un insieme formato da una pluralità di fabbricati edificati anche in epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma rilevanza artistica, storica o etnoantropologica.
3. Gli istituti ed i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico.
4. Le strutture espositive e di consultazione nonché i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti privati e sono aperti al pubblico espletano un servizio privato di utilità sociale.

Articolo 104

Fruizione di beni culturali di proprietà privata
1. Possono essere assoggettati a visita da parte del pubblico per scopi culturali:
a) i beni culturali immobili indicati all’articolo 10, comma 3, lettere a) e d), che rivestono interesse eccezionale;
b) le collezioni dichiarate ai sensi dell’articolo 13.
2. L’interesse eccezionale degli immobili indicati al comma 1, lettera a), è dichiarato con atto del Ministero, sentito il proprietario.
3. Le modalità di visita sono concordate tra il proprietario e il soprintendente, che ne dà comunicazione al comune e alla città metropolitana nel cui territorio si trovano i beni.
4. Sono fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 38.

Benvenuti a Castellammare del Golfo, la città dei preliminari !

Città dell’amore per eccellenza dicono sia Parigi per il suo romanticismo, ma anche Verona non scherza per la ben nota vicenda di Romeo e Giulietta, e dicono che anche Vienna così legata alla vicenda della principessa Sissi.
Quei materialisti della Durex, nota fabbrica di profilattici, hanno invece eletto Bologna quale città dell’amore attribuendole il nome di “Loveville” in quanto città che ha registrato il maggior numero di vendite pro capite di prodotti legati alla sfera sessuale, rilevate dai sistemi di monitoraggio Nielsen per i mass market, e IMS per il canale farmaceutico, nei 2 mesi di competizione (dal 15 gennaio al 15 marzo), con una spesa totale di 546 mila euro.

Castellammare del Golfo invece può ambire al titolo di “Città dei preliminari“, cosa questa che potrebbe non far contenti i manager della Durex, perchè non c’è consumo senza consumazione.

A risollevare l’umore dei manager della Durex però può forse valere la precisazione che tale titolo diCittà dei preliminari” che presto ci si augura sarà riportato nella segnaletica, è stato guadagnato sul campo dalla ridente cittadina in quanto città dei progetti preliminari, in particolare i progetti preliminari per l’esecuzione dell’impianto di depurazione delle acque reflue, per essere precisi.

E’ di oggi infatti l’ennesimo annuncio intorno al progetto preliminare del depuratore cittadino, salutato dal Sindaco attuale come:Un altro importante passo avanti” verso, è da ritenere, l’agognato rapporto completo.

Depuratore: conferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici
Il sindaco: “Attendevamo questo passaggio. Un altro importante passo avanti”.

«La conferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici è l’altro momento importante che attendevamo per l’avvio dei lavori di realizzazione dell’impianto di depurazione. Dopo l’undici maggio, se i pareri saranno favorevoli, avremo fatto un importante passo avanti e speriamo non ci siano più ostacoli burocratici che rallentino l’iter per la realizzazione dell’atteso depuratore». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola poiché il prossimo undici maggio è stata convocata da parte della commissione regionale Lavori Pubblici, la conferenza di servizi riguardante il progetto preliminare del nuovo impianto di depurazione “da ubicare in prossimità della radice del molo foraneo, relativi emissari e condotta di scarico sottomarina”. Il progetto, essendo Castellammare in procedura di infrazione comunitaria perché non provvista di impianto di depurazione, è stato finanziato con la delibera Cipe numero 60 del 2012, per un importo complessivo di diciottomilioni e trecentomila euro. La conferenza ha lo scopo di acquisire pareri, concessioni, autorizzazioni da parte degli enti interessati. A relazionare sarà l’ingegnere capo del Genio Civile di Trapani, Giovanni Indelicato. Oltre una decina i pareri necessari. La conferenza di servizi è stata convocata «dopo che la commissione regionale ha acquisito la delibera del consiglio comunale con cui è stato dato atto di indirizzo alla giunta di avviare le procedure per la redazione della variante allo strumento urbanistico -spiega il sindaco Nicolò Coppola-. Già l’undici febbraio, nella preconferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici, era stato dato parere favorevole al progetto, rinviando alla nuova conferenza di servizi, possibile solo dopo l’acquisizione della presa d’atto da parte del consiglio comunale».

Il progetto prevede la realizzazione “a gravità del collettore principale, che si svilupperà da via Medici fino al nuovo impianto di depurazione con una condotta di sezione e pendenza adeguata a gravità, in sostituzione della condotta in pressione, tale da giungere ad una quota di ingresso del nuovo impianto di depurazione da allocare nell’area antistante all’ingresso delle gallerie previste nel progetto, cioè scavando a cielo aperto sull’ammasso roccioso da quota 13 metri slm a quota 3 metri sul livello del mare, collocando la base delle vasche dell’impianto poste a partire da quota 0 sul livello del mare. Questo al fine di minimizzare i costi di sollevamento dei reflui e realizzare i comparti dell’impianto in ambienti facilmente accessibili…”

In precedenza era il 26 febbraio 2015:

Depuratore: domani conferenza stampa a Palazzo Crociferi

Dopo il voto del consiglio comunale a favore della “presa d’atto del progetto preliminare relativo ai lavori per la realizzazione del nuovo impianto di depurazione da ubicare interrato alla radice del molo foraneo, relativi emissari e condotta di scarico sottomarina. Atto di indirizzo per la giunta municipale per la redazione della variante allo strumento urbanistico”,

domani, venerdì 27 Febbraio, alle ore 10, nella sala giunta di Palazzo Crociferi, in corso Bernardo Mattarella, il sindaco Nicolò Coppola, illustrerà l’iter procedurale riguardante i lavori per la realizzazione del nuovo impianto di depurazione.

E prima era solo il 19 gennaio 2015:

Il sindaco Coppola: “Siamo in attesa della pre conferenza di servizi, che deve essere convocata dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente

«Il tema “depuratore” è diventato cruciale nelle ultime settimane a dimostrazione del fatto che, aldilà delle polemiche, è forte la consapevolezza che su questa vicenda ci giochiamo un bel pezzo di futuro. Va chiarito che non ci sono decisioni politiche influenzanti le diverse scelte tecniche, bensì una progettazione preliminare che era finalizzata all’ottenimento del decreto di finanziamento arrivato quattro mesi dopo e costituito da complessi incartamenti. Va detto poi che compete al responsabile del procedimento, valutare motivatamente la necessità di integrare o di ridurre, in rapporto alla specifica tipologia e alla dimensione dell’intervento, i livelli di definizione e i contenuti della progettazione, salvaguardandone la qualità». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola, in riferimento al progetto sul depuratore. «Ad oggi siamo in attesa della pre conferenza di servizi, che deve essere convocata dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente, al fine di arrivare al delicato momento dell’approvazione definitiva del progetto per procedere poi alla fase di appalto. In tal senso è già stata prodotta relazione istruttoria, da sottoporre alla commissione regionale, da parte dell’ingegnere capo dell’Ufficio del Genio Civile di Trapani, Salvatore Pirrone. Per usare una metafora ciclistica – prosegue il sindaco Nicolò Coppola- possiamo dire che tutta quella strada finora percorsa (dall’individuazione del sito alla progettazione) costituisce il tratto in pianura, adesso inizia il tratto in salita; tenendo conto che trattandosi di un sito sensibile bisognerà superare le difficoltà urbanistiche ed i numerosi vincoli finora non sufficientemente valutati. Abbiamo investito delle problematiche il consiglio comunale dove, a breve, approderà l’approvazione del progetto preliminare in variante allo strumento urbanistico. Mio malgrado la partita è ancora aperta, ma l’oggettiva complessità e le lungaggini dell’iter burocratico non possono dipendere né dal sindaco né dai suoi tecnici. Continueremo a lavorare con energia ed imprimere la forza necessaria affinchè la complessa macchina così avviata, non rallenti. Discorso delicato resta il depuratore di Scopello per il quale il sito individuato nel P.R.G. va cambiato avendo il parere negativo della Sovrintendenza per cui l’approvazione dovrà seguire la prassi della variante di opera pubblica».

Ma in precedenza eravamo già alla gara d’appalto, l’otto marzo 2014, quando il ministero come l’uomo Del Monte aveva detto si:

Depuratore: Sì del Ministero dell’Ambiente
Il sindaco: “Possiamo avviare le procedure di gara. Soddisfatto anche per il benestare ad un depuratore a servizio di Scopello”.

«Adesso dopo l’approvazione in linea tecnica del progetto, possiamo avviare le procedure di gara per la realizzazione del depuratore di Castellammare, delle fognature di Scopello e zone limitrofe. Sono davvero soddisfatto per il risultato ottenuto dopo l’incontro a Roma: Castellammare avrà oltre al suo depuratore anche le fognature ed il depuratore per una località di pregio, qual è la nostra Scopello. I progetti già ammessi a finanziamento in via preliminare, hanno ottenuto anche il benestare per realizzare un depuratore a servizio di Scopello, nella zona di Piano Vignazzi. Non posso che essere lieto di quanto si prospetta per la nostra cittadina». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola che, con soddisfazione, spiega i dettagli dell’incontro tenutosi a Roma. «Gli esperti del Ministero, i professori Rolle, Mazzola e Beccari, hanno analizzato in dettaglio il progetto per il nuovo depuratore e le fognature di Scopello che abbiamo trasmesso tramite l’assessorato regionale all’Energia. Il Ministero ha verificato -spiega il sindaco- che l’intervento proposto consente di superare le criticità di cui alla direttiva Cee n 271/91, causate dalla mancata depurazione dei reflui scaricati nel Golfo di Castellammare e per le quali, assieme ad altri siti sensibili, l’Italia trovandosi in procedura di infrazione comunitaria, è stata deferita alla corte di Giustizia Europea. La verifica del progetto è avvenuta alla mia presenza, del responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Simone Cusumano, del supporto al Rup, l’ingegnere Simone Vuturo e dei consulenti: l’ingegnere Onofrio Amato e l’ingegnere Michele Torregrossa; presente anche l’ingegnere dell’assessorato regionale all’Energia Mario Cassarà. Adesso possiamo procedere, dopo l’approvazione in linea tecnica del progetto -conclude il sindaco Nicolò Coppola- con la gara d’appalto, dotando finalmente Castellammare di un impianto funzionale e moderno, che consenta di rispettare il nostro ambiente». Il progetto per la costruzione dell’innovativo depuratore interrato alla radice del molo foraneo, e quello per la realizzazione delle fognature di Scopello, è stato finanziato con delibera Cipe n 60 del 2012 (con 23 miloni di euro). Il dirigente dell’Utc, Simone Cusumano, sottolinea che il progetto del nuovo depuratore «è stato redatto secondo specifiche direttive dettate dall’amministrazione, sia quella attuale che la precedente guidata dall’ingegner Marzio Bresciani con la collaborazione e la consulenza esterna di numerosi professionisti». In dettaglio, spiega Cusumano, la tipologia del nuovo depuratore «è del tipo MBR biologico, a fanghi attivi; la separazione solido-liquido finale avverrà con moduli di membrane, e rappresenta quanto di più tecnologicamente avanzato esista a livello europeo e mondiale. L’impianto progettato per 30mila abitanti, sarà realizzato interrato con uno scavo che interesserà 42mila metri cubi di materiale lapideo, avrà una superficie di mq 3200 circa ed un’altezza media di 12 metri. Sarà realizzato con una struttura in calcestruzzo armato –spiega l’ingegnere- e soprastante solaio in grado di consentire il passaggio dei mezzi pesanti. L’impianto progettato avrà la capacità di depurare le acque ad un livello tale che, con una semplice disinfezione, consentirà il riutilizzo sia per attività portuali che per la pulizia delle strade. Sarà realizzato un piccolo impianto che convoglia in apposita vasca le acque depurate per il nuovo utilizzo. Verrà realizzata una condotta sottomarina di 700metri per allontanare le acque depurante non riutilizzate. Per la rete fognaria di Scopello -conclude il dirigente dell’utc- tutti i reflui confluiranno in un piccolo depuratore che sarà realizzato in contrada piano Vignazzi e con condotta sottomarina, che scaricherà al largo i reflui trattati, in sostituzione della condotta marina che avrebbe trasportato i liquami non trattati al depuratore di Castellammare».

Nel 2013, il 21 febbraio, ad informarci che era “finito il tempo dei preliminari” era stato il precedente sindaco Marzio Bresciani

Ultimi passaggi per il depuratore a Castellammare e le fognature a Scopello. I progetti finanziati con 23 milioni di euro di fondi Cipe.

«Manca appena l’ultimo passaggio, cioè la redazione del progetto esecutivo, già richiestoci dalla Regione e finalmente Castellammare avrà il suo depuratore e la nostra bellissima Scopello avrà il sistema fognario». Il sindaco Marzio Bresciani esprime grande soddisfazione per un altro, importantissimo, risultato raggiunto. Diciottomilioni e trecentomila euro per il nuovo depuratore e cinque milioni per la realizzazione del sistema fognario nel centro abitato di Scopello e zone costiere limitrofe, già finanziati con delibera Cipe. L’ultimo passaggio è la redazione del progetto cantierabile. Il dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ha chiesto al Comune quest’ultimo pargetto, dopo l’accordo di programma quadro, di fine gennaio, tra il Ministero dello sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture, con la Regione. Si tratta dell’ultima fase poiché gli interventi dell’Apq sono dotati di copertura finanziaria prevista nella delibera Cipe del 2012, con cui il Comune di Casstellammare incassa ben ventitré milioni di euro. «Per il nostro paese questo è un traguardo storico, poichè consentirà di risolvere il problema fognario –afferma il sindaco Marzio Bresciani-, al quale abbiamo lavorato fin dall’insediamento in modo da porre fine all’emergenza ambientale, causa della procedura di infrazione comunitaria cui rientra Castellammare, per il suo depuratore mai entrato in funzione». Diciotto milioni e trecentomila euro serviranno per la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione da ubicare in caverna alla radice del molo foraneo, con relativi emissari e condotta sottomarina, gli altri cinque milioni per la realizzazione della rete fognaria nel centro di Scopello e zone limitrofe Attualmente Castellammare non è dotato di alcun impianto di depurazione e i liquami vengono versati in mare tramite una inefficiente condotta sottomarina. Il vecchio depuratore, costruito negli anni ’70 in contrada Cerri, fu immediatamente disattivato non appena entrato in funzione. «Oggi possiamo dire di essere più che soddisfatti, poiché mancano le ultime procedure ed il nostro progetto diventerà realtà-continua il sindaco Marzio Bresciani-. Un iter lungo e difficoltoso, seguito con attenzione dal vicesindaco Carlo Navarra, che ha portato ad un risultato importantissimo per Castellammare che ha ottenuto il finanziamento totale del progetto. Traguardo altrettanto importante è quello di essere riusciti ad ottenere un’altra grande cifra, pari a 5 milioni di euro, per un’area di pregio qual è Scopello, dove ci sarà finalmente la rete fognaria».

E poichè si sa l’amore fisico è vario e in certi casi come è noto può anche trascendere, in posizioni e pratiche poco ortodosse, non si era mancato di informarci il 3 maggio 2012 (saranno tre anni a giorni) della “pioggia dorata” di fondi:

Pioggia di fondi Cipe: stanziati 23 milioni di euro per Castellammare. Finanziata la costruzione di un depuratore in caverna, alla radice del molo foraneo. Cinque milioni di euro anche per la rete fognaria di Scopello

«Un traguardo importantissimo per il nostro paese che consentirà di risolvere il problema fognario, al quale abbiamo lavorato fin dall’insediamento per porre fine all’emergenza ambientale esistente, causa della procedura di infrazione comunitaria cui rientra Castellammare, per il suo depuratore mai entrato in funzione». Grande soddisfazione del sindaco Marzio Bresciani per la pioggia di fondi del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica che ha finanziato oltre 23 milioni di euro per Castellammare: diciottomilioni tondi serviranno per la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione da ubicare in caverna alla radice del molo foraneo, con relativi emissari e condotta sottomarina, gli altri cinque milioni per la realizzazione della rete fognaria nel centro di Scopello e zone limitrofe. «Il nostro progetto prima ha superato l’esame del nucleo di valutazione dell’ufficio Regionale della Programmazione, quindi abbiamo chiesto gli incontri al commissario delegato per l’emergenza bonifiche e la tutela delle acque in Sicilia -spiega il vicesindaco Carlo Navarra-, in modo da acquisire i 24 pareri necessari che sono stati tutti favorevoli. Le nostre continue interlocuzioni a Roma hanno portato a questo grandioso risultato con il finanziamento totale (determinazione del CIPE del 30 aprile) del depuratore, riuscendo ad ottenere anche un’altra grande cifra, pari a 5 milioni di euro, per un’importantissima area qual è quella di Scopello, dove ci sarà finalmente la rete fognaria». Attualmente Castellammare non è dotato di alcun impianto di depurazione e i liquami vengono versati in mare tramite una inefficiente condotta sottomarina. Il vecchio depuratore, costruito negli anni ’70 in contrada Cerri, fu immediatamente disattivato non appena entrato in funzione. I dettagli del finanziamento e del progetto per il nuovo depuratore, saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa sulla quale sarà data precisa comunicazione in seguito.

Ed allora pur essendo in aprile e non essendo frequenti i temporali in questa stagione, come sfuggire alla facile associazione con un Gene Kelly impegnato in “Singin in the rain” ?

Qui si faceva il punto sul depuratore prima del finanziamento CIPE ed eravamo “solo” nel marzo del 2011.

Marcel Duchamp in mostra da Parigi a Castellammare del Golfo

Dopo avere celebrato tutti insieme appassionatamente l’elezione del “quasi” concittadino Sergio Mattarella alla più alta carica dello Stato, la nostra cittadina si prepara, in previsione della prossima stagione turistica, a stupire tutti portando a segno un altro colpo da veri maestri della cultura e della comunicazione, la mostra dei ready-made, sculture e installazioni di Marcel Duchamp, certo non necessariamente originali, che nel falso qui non siamo secondi a nessuno.

Si dice che come per la mostra al Centro Pompidou di Parigi dello scorso anno anche qui ci sarà il celebre “Fontana” un orinatoio di produzione commerciale firmato e rinominato  (potrebbe mancare in una mostra a Castellammare del Golfo ?) e non mancherà “La ruota di bicicletta” (anche in questo caso una sorta di simbolo di ciò che rimane di una bicicletta dopo il suo uso nelle strade della “ridente” cittadina del Golfo).
Non ci saranno invece tele quali: “Nudo che scende una scala“, “Il passaggio dalla vergine alla sposa“, “La Sposa messa a nudo dai suoi Scapoli, anche” per non urtare la suscettibilità del clero locale, così come per i medesimi motivi non ci sarà il modellino dell’ultima opera di Duchamp, realizzata in segreto tra il 1946 e il 1966 ed intitolata “Etant donnés:1. la chute d’eau, 2. le gaz d’eclairage” (trad. “Essendo dati: 1. La cascata d’acqua, 2. L’illuminazione a gas”), un’installazione tridimensionale composta da una porta di legno dalla cui fessura si può intravedere il corpo di una donna nuda distesa su un letto di ramoscelli secchi con una lampada a gas in mano e con le gambe divaricate, che anche solo per la parte relativa a “L’illuminazione a gas”, per l’evidente analogia (cercata dall’autore ?) con la nuova illuminazione pubblica di Castellammare del Golfo, avrebbe meritato di esserci.

Già attivi e all’opera dei “pontieri” i quali tenteranno di avere per la mostra l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica.

Orinatoio-Marcel_Duchamp

Il «ready-made» dal titolo «Fontana» rappresenta il momento di maggior provocazione dell’opera di Duchamp. Nel 1917 egli era negli Stati Uniti e in quell’anno, sul modello del Salon des Indépendants, venne creata la Society of Independent Artists. Duchamp faceva parte del direttivo di questa associazione. Alla mostra organizzata dal gruppo poteva partecipare chiunque, pagando sei dollari, ed esponendo al massimo due opere.

Duchamp mise in atto la sua provocazione in incognito. Presentò alla giuria della mostra un orinatoio firmandolo con lo pseudonimo R. Mutt. La giuria non capì e, sull’imbarazzo di come considerare la cosa, non fece esporre il pezzo.

Una fotografia dell’opera fu tuttavia pubblicata sulla rivista «The Blind Man», edita dallo stesso Duchamp, il quale, fingendo di difendere l’ignoto autore dell’opera, scrisse: «Non è importante se Mr. Mutt abbia fatto Fontana con le sue mani o no. Egli l’ha SCELTA. Egli ha preso un articolo ordinario della vita di ogni giorno, lo ha collocato in modo tale che il suo significato d’uso è scomparso sotto il nuovo titolo e il nuovo punto di vista – ha creato un nuovo modo di pensare quell’oggetto».

L’orinatoio originale utilizzato da Duchamp stranamente andò smarrito quando fu smontata la mostra nel 1917. Solo nel 1964 Duchamp autorizzò una replica di quel suo «ready-made» che fu acquistata dal collezionista milanese Arturo Schwarz. Da qualche anno esso è esposto nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

da Francesco Morante

bicicletta

La Ruota di Bicicletta

etant-donnes-baquie

Etant donnés:1. la chute d’eau, 2. le gaz d’eclairage

Depuratore di Castellammare del Golfo: sarà nominato un commissario

Ieri sei febbraio 2015 (perchè segnare le date è essenziale) il primo ministro Matteo Renzi ha annunciato di avere intenzione (sin qui solo intenzione, visto l’assenza ad oggi di provvedimenti conseguenti) di commissariare la realizzazione dei depuratori della Sicilia, un “business” da un miliardo e cento milioni di euro di fondi europei a cui bisogna aggiungere le quote di compartecipazione di Stato e Regione.
Noi un nome adatto alla funzione di commissario per il depuratore di Castellammare del Golfo lo abbiamo e con spirito di servizio ci sentiamo di proporlo, Montalbano Salvo, meglio conosciuto come commissario Montalbano, certi che lui saprebbe farsi ascoltare da Governo e Regione in ogni caso, anche solo per mandarli a fare in culo.

Qui si faceva il punto sul depuratore prima del finanziamento CIPE ed eravamo “solo” nel marzo del 2011.