Solidarietà, solidarietà

Scrive Marco Bova su MALITALIA :

In settimana la stampa ha dedicato parecchio spazio alle denunce del Prefetto Leopoldo Falco riguardo “l’interessamento di alcuni soggetti alla concessione di centri di accoglienza, individuati come prestanome di mafiosi e respinti. Parlo di soggetti che negli anni hanno rappresentato gli affari di multinazionali impegnate nell’eolico”. Parole forti che il Prefetto aveva già rilasciato oltre un mese fa a Mariza D’Anna de La Sicilia senza sortire alcun effetto. Tuttavia, andando a spulciare i gestori dei centri straordinari, ci si imbatte nel nome di una cooperativa che alcuni anni fa è stata considerata a disposizione del politico Norino Fratello, ex deputato regionale Udc che ha patteggiato una condanna a un anno e mezzo per concorso esterno in associazione mafiosa. Si tratta della società cooperativa Letizia, che gestisce un Cas a Castellammare del Golfo ospitando 44 persone.
Proprio i centri di accoglienza per migranti, durante l’ultima tornata elettorale che ha visto riconfermati i sindaci di Mazara del Vallo e Salemi (4 centri gestiti da: cooperativa Corf, Sicilia Bedda, Terraferma onlus e Arca Salemi), sono stati al centro del dibattito politico riguardo possibili episodi di voto di scambio. Sull’argomento in campagna elettorale è intervenuto anche Vittorio Sgarbi, impegnato nella corsa a primo cittadino di Salemi e sconfitto dal locale candidato Pd. “Giungono notizie – spiega Sgarbi – secondo le quali, in questi giorni, c’è chi cerca il consenso promettendo assunzioni come docenti e tutor in corsi di formazione professionale, e posti di lavoro in centri per l’accoglienza d’immigrati aperti in questi ultimi mesi. Con i miei collaboratori stiamo valutando e raccogliendo queste segnalazioni per verificarne la fondatezza, al fine di presentare, eventualmente, un esposto all’Autorità Giudiziaria, alla quale chiedo, comunque, di vigilare perché la competizione elettorale si svolga liberamente”.

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update 13/06/2014 ***

Nel corso di una conferenza stampa il Prefetto Falco ha fornito ieri tutti i dati relativi all’accoglienza. Così li riporta TP24.it

Le strutture interessate nel territorio sono diverse e diffuse per le varie città. Ci sono sia strutture pubbliche che private. Ecco l’elenco completo.

Gli Ipab sono questi. Castellammare del Golfo: Ipab Opera Pia Regina Elena e V.E. II, gestito dalla Cooperativa Letizia, con 21 ospiti tra donne e nuclei familiari, su una capienza di 50 persone. A Marsala, la Casa di Riposo Giovanni XXIII, in cui sono ospitate 96 persone, tutti uomini, su una capienza di 100 persone. Partanna, Boccone del Povero Riggirello, gestito dalla Cooperativa Solidarietà, con 60 uomini, su 60 posti permessi. A Salemi, l’Ipab San Gaetano, gestito dall’Opera Pia San Gaetano, 8 donne ospitate, su 11 posti disponibili. A Trapani, il Residence Marino, gestito internamente, con 101 persone ospitate, tutti uomini, con una capienza massima di 89 unità e di conseguenza un esubero di 12. Sempre a Trapani c’è il CAM Serraino Vulpitta che ospita 126 persone, tutti uomini, su una capienza di 132.

Gli altri centri in provincia sono i seguenti.

Trapani. C.A.R.A./C.D.A. di Salinagrande gestito da Badiagrande, ospita 320 persone, su una capacità di 260, quindi vengono ospitate 60 persone in più.

Marsala. Hotel Concorde, gestito dalla Società Cooperativa Vivere Con, che ospita 74 persone, tutti uomini, su una capacità di 78. Sempre la Cooperativa Vivere Con gestisce il Centro 1° Maggio, che sarebbe l’Hotel Acos, con 122 persone ospitate, su una capienza di 109. Anche qui tutti uomini.

Campobello di Mazara. Convento Santa Caterina, gestito dalla Coop. Solidarietà, ospita 38 persone, tutti uomini, su una capienza massima di 38. Il Centro Karibu, gestito dalla società La Mimosa, ospita 48 uomini su 48 posti disponibili.

Castellammare del Golfo. Nel Centro Sicilia 1, gestito dalla Società Cooperativa Serenità, vengono ospitate 70 persone, due in più della capienza massima. Castellammare solidale, gestito dalla Coop. Letizia su 50 posti di capienza massima ospita 59 persone, tutti uomini.

Castelvetrano. Il centro La Locanda Selinunte, gestita da I Locandieri, ospita 118 persone du una capienza di 121. Il Baglio Elia, gestito dalla Coop. Insieme Onlus, ospita 45 persone, tutti uomini su 45 posti disponibili. Il centro La Terrazza Sul Mare, Aureus, gestito dal Gruppo Insieme, ospita 75 persone su una capienza massima di 80 unità.

Custonaci. L’Hotel Poma, gestito dalle associazioni Acuarinto, Gepsa, Centro Studi Salemi, ospita 98 persone, 19 in più rispetto ai 79 della capienza massima.

Mazara del Vallo. Soltanto al centro Don Pino Puglisi, gestito dalla Fondazione San Vito, ospita 26 persone, tutti uomini, su una capacità di 27.

Salemi. E’ la città in cui sono utilizzati più centri della provincia. Il centro MSSI via Favara, gestito dall’associazione MSSI ospita 41 persone su 45 posti, sono tutti uomini. La CORF, gestito dalla Cooperativa CORF, ospita 43 persone su 37 posti, tra donne e nuclei familiari. Il Centro Sicilia Bedda, gestito dall’Associazione Sicilia Bedda, ospita 39 persone su 40 posti a disposizione. Il centro Terraferma, gestito dalla omonima onlus, ospita 33 persone su una capacità massima di 36. E ancora Villa Mojarta, gestita sa ARCA salemi, con 149 ospiti su 150 posti, sono tutti uomini anche qui. Al Cas Fiumelungo, gestito dal Consorzio Solidalia, sono ospitati 30 profughi, tutti uomini, su 30 posti disponibili.

Valderice. Il centro Bonagia, gestito da Badiagrande ospita 141 persone, tutti uomini, uno in più della capienza massima.

A questi si aggiunge il Cie di Trapani Milo con 45 ospiti, su una capienza di 204 persone

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Castellammare del Golfo: I venti del Consiglio Comunale

 

*** Update delle 21,10 del 11/06/2013
I dati ufficiali sembra che diano Coppola Camillo come terzo eletto del PD, in questo caso sarebbe fuori dal Consiglio Crescendo Nicoletta
Novità possibili anche in casa MPA dove i dati ufficiali sembra che diano Fiordilino Stella come seconda eletta, in questo caso sarebbe fuori dal Consiglio Mione Giuseppe

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (16): Ma è tutta una partita tra UDC “veri” ed UDC “falsi” ?

Dopo le dichiarazioni di Giulia Adamo e di Gianni Pompeo non poteva mancare la replica di Mimmo Turano. Il parlamentare regionale e già Presidente della Provincia Regionale di Trapani risponde con durezza ai suoi compagni di partito che contestano la scelta dell’UDC per le amministrative di Castellammare del Golfo di schierarsi con il PDL di D’Alì e La Destra di Musumeci a sostegno della candidatura Russo.

Stanno commettendo sempre lo stesso errore. Alle Regionali quando hanno visto che ero irrangiungibile hanno cercato di far saltare il seggio e di negare un parlamentare all’Udc trapanese. Prima ancora avevano tentato di fare fallire il Pd ad Alcamo e mi hanno costretto a candidarmi a sindaco“, e Turano non esita a definire il “feeling” tra i due (Adamo e Pompeo) “un ritorno di fiamma di un’alleanza fallita“.
Infine Turano si rivolge a Pompeo: “Concordo con lui, le scelte devono essere fatte dalla base ed infatti a Castellammare ha scelto la base. Io in quella città ho preso 800 voti, Pompeo e l’Adamo, assieme sono arrivati a 300 voti. Ecco la base“. Ed infine la stoccata finale: “Io ho sempre lavorato nell’interesse dell’Udc“.

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (15): Anche Gianni Pompeo dell’UDC sta con Nicola Coppola

Gianni Pompeo, presidente provinciale dell’UDC, si è dimesso dal suo incarico. La scelta sarebbe conseguenza di quanto verificatosi a Castellammare del Golfo relativamente all’utilizzo del simbolo dell’UDC per le candidature alle amministrative.
Il direttivo locale del partito aveva stabilito l’alleanza col Pd e, invece, il simbolo è comparso nella coalizione col Pdl e l’Mpa per volontà dell’onorevole Mimmo Turano che ha trovato nei quadri dirigenti del partito il bene stare“.

Pompeo si dice “rammaricato” di quanto accaduto e chiede ai vertici del partito “urgente chiarezza su quanto avvenuto“.
Vogliamo sapere se nel partito contano le regole democratiche che tengano conto delle scelte degli organi anche locali oppure le cortesie personali a questo o quell’onorevole. Quello che si è verificato a Castellammare del Golfo è un atto che sfiducia chi crede nei valori e nelle regole democratiche. In quel centro era naturale che il partito avrebbe dovuto sostenere il candidato sindaco Nicolò Coppola, seguendo le direttive degli organi locali. E, invece, nel totale silenzio, gli organi nazionali e regionali del partito hanno consentito che il simbolo, su richiesta dell’onorevole Turano, finisse nella coalizione di centro destra a sostegno del candidato Piero Russo“.

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (14): Giulia Adamo sta con Nicola Coppola

In merito alle prossime Elezioni Amministrative di Castellammare del Golfo, l’on. Giulia Adamo – sindaco di Marsala – ha rilasciato la seguente dichiarazione:

È con profondo stupore che ho appreso l’assegnazione del simbolo dell’UDC ad un candidato sindaco di Castellammare del Golfo proposto dal PDL e dall’MPA, a differenza di quanto stabilito dal direttivo comunale che riproponeva l’alleanza con il PD. In contrasto quindi con un progetto politico che – a diversi livelli di amministrazione – ha visto crescere i consensi all’UDC, di pari passo agli impegni assunti nei confronti dei cittadini. Ancor più grave è il fatto che tutto questo sia avvenuto in un territorio che ha necessità di scelte di legalità, di lotta contro il malaffare e il sistema clientelare. Rinnovo, pertanto, la mia fiducia a Peppe Ancona e Gaspare Canzoneri, confermando il mio sostegno al candidato sindaco Nicola Coppola. Mi auguro che i castellammaresi sappiano cogliere l’importanza di tale scelta che è a favore dello sviluppo della città e a beneficio
del territorio, contro una politica arrogante e lontana dall’interesse generale“.

Giulia Adamo

Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (13): Personalissime valutazioni a venti giorni dal voto.

Partiamo dal fatto che:

– sono circa 12.000 gli iscritti nelle liste elettorali e circa 9.000 i voti validi che alla luce delle precedenti esperienze saranno espressi.
– sono poco meno di 300 i candidati con un rapporto medio quindi di un candidato al consiglio comunale ogni 30 voti validi.
– che sono cinque i candidati a sindaco con una media quindi (per quel che vale) di un candidato Sindaco ogni 1.800 votanti.

Queste le mie personalissime valutazioni.

Lista Movimento 5 Stelle, la mia stima dice che dovrebbe attestarsi tra i 250 e i 450 voti in considerazione della incompletezza della lista (solo 15 candidati), della esclusione dalla lista (con qualche trasmigrazione anche nelle liste avversarie e dichiarazione di sostegno) di una parte degli animatori locali del movimento e del tipo di competizione nella quale scarsa dovrebbe risultare l’influenza del “brand” Grillo.
La candidata sindaco ritengo potrebbe raccogliere maggiori consensi della lista per il consiglio comunale.

Le due liste a sostegno di Salvatore Fundarò sembrano pressochè equivalenti sul piano della forza esprimibile ed orientativamente attestantesi entrambe mediamente poco sotto la media. Personalmente stimerei per ciascuna una media tra i 400 e i 500 voti. Non dovrebbe superare la somma dei voti delle due liste, il candidato sindaco Salvatore Fundarò.

Le tre liste a sostegno di Maria Tesè, che “a freddo”, cio’è prima che scendessero in campo le altre squadre e che queste cominciassero a giocare potevano valere anche più di 1.600 voti, per quelle che sono le mie conoscenze del pregresso e degli ambienti politico-sociali castellammaresi nell’insieme, ad urne aperte, non dovrebbero superare nel complesso i 1.300 voti, con la candidata a Sindaco che ritengo si attesterà al di sotto di questo totale.

Credo che saranno tra i 6.300 e i 6.800 i voti che rimarranno a disposizione delle liste dei due sfidanti principali.

Nicola Coppola ha quattro liste dalla sua, tutte e quattro forti e costruite con l’obiettivo di realizzare quel 40% dei voti validi che gli assicurerebbero la maggioranza dei seggi in consiglio evitando la costruzione di liste a rischio del non raggiungimento della soglia di esclusione. Piero Russo ha dalla sua cinque liste, ma tra queste, due appaiono molto forti e le altre tre meno seppure non appaiano a priori a rischio di non raggiungimento della soglia per essere ammesse al riparto dei seggi.
In complesso dunque le forze messe in campo dai due sfidanti sembrano (e sottolineo sembrano) equivalersi e pertanto il rischio che nessuna delle due coalizioni raggiunga il 40% dei voti validi (circa 3.600 voti) mi sembra concreto, a meno di non escludibili sfondamenti, da parte di uno dei due sfidanti, che finiscano per annichilire il campo dei “competitor” marginali.

Per ciò che mi sembra di percepire Nicola Coppola, sul piano della stima e della cerchia di relazioni sociali prima ancora che politiche, parte in vantaggio su Piero Russo.

Escludo che considerazioni di tipo politico-programmatico, per cui il candidato tizio promette di realizzare questo piuttosto che quest’altro per come promesso dal candidato sempronio, per l’elettorato castellammarese costituiscano motivo di scelta di un candidato piuttosto che un’altro. Per non dire poi delle scelte intorno alla legalità, alla trasparenza e/o intorno all’impegno anti-mafia, per le quali si ritengono più che sufficienti da parte dei candidati maggiori, ma anche dalla stragrande maggioranza dell’elettorato, generiche e fiduciose promesse e prese di distanza formali.

Ecco io, giuste o sbagliate che siano, le mie considerazioni le ho fatte e messe nero su bianco.
Naturalmente per la gioia di tutti i “pierini” sono sempre pronto ad ammettere di avere sbagliato una volta aperte le urne, qualora i risultati si discostassero in modo significativo da quelli esposti a venti giorni dal voto.

*** Update
Sono disposto ad un ulteriore rischio fornendo nella serata di sabato 8 giugno alla vigilia del voto una personalissima stima, espressa in percentuale, del risultato finale, non delle liste, ma dei candidati sindaci:

Nicola Coppola 41%
Piero Russo     35%
Maria Tesè       13%
Salvatore Fundarò 7%
Valentina Mattarella 4%

Naturalmente mi concederete un margine del +/- 1,5%

*** Update 2°

Ho tentato in questa mattinata di lunedì 10 giugno a provare a rispondere al quesito se il sindaco eletto avrà anche la maggioranza in consiglio, ma rispondere in nodo anche solo lontanamente credibile a questo quesito allo stato attuale è impossibile, perchè bisognerebbe riuscire a stabilire con ragionevole certezza da un lato quante saranno le liste che non raggiungeranno la soglia del 5% e dall’altro il totale dei voti validi da cui scomputare i voti attribuiti a tali liste. Per ora sono arrivato alla convinzione che potrebbero essere tra 4 e 5 le liste che rimarranno sotto soglia e che pertanto è possibile che il sindaco eletto possa usufruire del premio di maggioranza.

Qui la parte della legge elettorale che stabilisce le modalità di attribuzione dei seggi:

“3. L’attribuzione dei seggi alle liste è effettuata successivamente alla proclamazione dell’elezione del sindaco.
4. Non sono ammesse all’assegnazione dei seggi, le liste
che non hanno conseguito almeno il 5 per cento del totale
dei voti validi espressi. Al fine della determinazione del quoziente elettorale circoscrizionale non si tiene conto dei voti
riportati dalle liste non ammesse all’assegnazione dei seggi.
Per le finalità di cui al comma 7, non sono pertanto computabili i voti espressi per le liste che, ai sensi del presente
comma, non sono ammesse all’assegnazione dei seggi.
5. Salvo quanto disposto dal comma 7, per l’assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista o a ciascun gruppo di liste collegate con i rispettivi candidati alla
carica di sindaco si divide la cifra elettorale di ciascuna
lista o gruppo di liste collegate successivamente per 1, 2,
3, 4 . . ., sino a concorrenza del numero dei consiglieri da
eleggere e quindi si scelgono, fra i quozienti così ottenuti,
i più alti in numero eguale a quello dei consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente.
Ciascuna lista o gruppo di liste avrà tanti rappresentanti
quanti sono i quozienti ad essa appartenenti compresi
nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere
e decimali, il seggio è attribuito alla lista o gruppo di liste
che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e, a parità di
quest’ultima, per sorteggio. Se ad una lista spettano più
seggi di quanti sono i suoi candidati, i seggi eccedenti
sono distribuiti, fra le altre liste, secondo l’ordine dei quozienti.
6. Nell’ambito di ciascun gruppo di liste collegate, la
cifra elettorale di ciascuna di esse, corrispondente ai voti
riportati, è divisa per 1, 2, 3, 4 …, sino a concorrenza del
numero dei seggi spettanti al gruppo di liste. Si determinano in tal modo i quozienti più alti e, quindi, il numero
dei seggi spettanti ad ogni lista.
7. Alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato
proclamato eletto che non abbia già conseguito almeno il
60 per cento dei seggi del consiglio viene assegnato,
comunque, il 60 per cento dei seggi, sempreché nessun
altra lista o gruppo di liste collegate abbia già superato il
50 per cento dei voti validi. I restanti seggi vengono assegnati alle altre liste o gruppi di liste collegate, ai sensi del
comma 5. Il premio di maggioranza previsto per la lista o
le liste collegate al sindaco eletto viene attribuito solo nel
caso in cui la lista o le liste abbiano conseguito almeno il
40 per cento dei voti validi.