Di solito si comincia così

Atto ispettivo alla provincia di Trapani

(ANSA) – TRAPANI, 4 APR – La Prefettura compira’ un atto ispettivo alla Provincia regionale di Trapani per verificare l’eventuale ingerenza della mafia in seno alla giunta, guidata fino ad agosto scorso dal deputato regionale dell’Udc, Mimmo Turano, e al consiglio, presieduto da Peppe Poma, fino allo scorso novembre esponente dell’Udc. Gli ispettori passeranno al setaccio, gli atti dei politica implicati, a vario titolo, in inchieste di mafia.

Castellammare del Golfo ha ora i suoi tre moschettieri

Con la nomina oggi di Gaspare Canzoneri, dirigente medico dell’ASP Trapani ad assessore della Provincia regionale di Trapani, sono ora ben tre i castellammresi nella giunta del presidente Girolamo Turano.
Canzoneri si aggiunge infatti alla pattuglia costituita dagli altri due medici Calogero Minore e Antonino Mistretta.

I tre moschettieri castellammaresi

I tre moschettieri castellammaresi

Allora Turano sarebbe Richelieu ?

Ma dai !

 

PS – I tre moschettieri (Les trois mousquetaires) è un romanzo d’appendice scritto dal francese Alexandre Dumas (padre) nel 1844 e pubblicato originariamente a puntate sul giornale Le Siècle. È uno dei romanzi più famosi e tradotti della letteratura francese e ha dato inizio ad una trilogia, che comprende Vent’anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850).
I tre moschettieri del titolo sono Athos, Porthos e Aramis.

da Wikipedia

Per la serie “amici e guardati”: Mannino lamenta le fughe di notizie sui rapporti “pericolosi” di Mimmo Turano

Ricordate questo articolo sulle relazioni pericolose del presidente della Provincia di Trapani, l’alcamese Mimmo Turano ?

Bene ora, un suo “amico”, (o ex amico ?), scoperto tardivamente l’articolo è corso in sua difesa … ma si tratta di difesa ?

Giudicate voi a partire da questo ottimo articolo di Rino Giacalone su “La Sicilia” di ieri:

L’on. Mannino lamenta le fughe di notizie sui rapporti «pericolosi» dell’on. Turano

Interrogazione double face

“Sono bastate poche righe per suscitare un certo imbarazzo.
Protagonisti sono due ex fedelissimi alleati dell’Udc siciliana, il presidente Mimmo Turano e l’ex ministro Calogero Mannino.
La sostanza della notizia è questa: c’è una interrogazione ai ministri Maroni e Alfano, Interno e Giustizia, presentata dall’on. Mannino a proposito del rapporto della Dia sulle frequentazioni «pericolose» del presidente Turano, rapporto che fa parte del procedimento che ha portato al maxi sequestro delle aziende dell’alcamese Vito Nicastri, il «re» dell’eolico, e che è finito pubblicato a settembre scorso su «L’Unità».

Bisogna fare un passo indietro, e ricordare che Mannino da uomo dell’Udc aveva una sorta di «sovrintendenza» delle vicende politiche trapanesi. Fu lui a spingere e ottenere la candidatura di Turano per il centrodestra. Le recenti vicende politiche nazionali hanno portato Mannino fuori dall’Udc, con Totò Cuffaro e Saverio Romano si sono fatti molto vicini al presidente Berlusconi, anche se Mannino, sembrava che del premier non fosse proprio innamorato.
Mimmo Turano però ha deciso di non seguire Mannino, rompendo uno storico idillio politico.

Qui entra in scena l’interrogazione parlamentare.

Qualcuno l’ha letta come un «messaggio» indiretto per Turano, e non a suo favore, un modo per Mannino per fare accendere i riflettori del Governo sul presidente Turano che non l’ha seguito fuori dall’Udc. E questo perchè la pubblicazione dell’articolo è di settembre, l’interrogazione di poche settimane addietro, più vicina in termini temporali ai divorzi dentro l’Udc che non alle cronache giornalistiche.

Letta bene l’interrogazione se la prende però solo con le fughe di notizie che hanno messo alla «berlina» Turano, addirittura l’on. Mannino arriva a sospettare che la pubblicazione del rapporto serva a «intimidire» Turano in vista di alcune scelte politiche che si appresta a fare.
Il presidente Turano ufficialmente non sembra volersene occupare, «non so di ispezioni, se ci sono ben vengano», ma chi ha fatto parlare Turano in questo modo l’ha come tratto in inganno; l’on. Mannino mica chiede «ispezioni» alla Provincia, le chiede nell’ambito giudiziario: «…l’articolo in questione afferma che il presidente Turano non è stato iscritto nel registro degli indagati, quali iniziative di carattere ispettivo i ministri competenti abbiano intenzione di intraprendere, con particolare riferimento alla fuga di notizie relative all’attività di indagine».

Insomma Mannino non guarda all’ambito politico, qualcun’altro, lo farebbe da dietro le quinte.

Sul rapporto della Dia Turano invece per tempo ha risposto: «Ho dato le mie spiegazioni in aula, ho rassegnato la mia estraneità, e la stessa opposizione si è detta soddisfatta».

Per la cronaca: il rapporto continua a far parte dei faldoni giudiziari, nessuno l’ha rimosso.”

Rino Giacalone

da La Sicilia del 30/12/2010

Calogero Minore, castellammarese, è tra gli assessori della nuova giunta Turano

Tra i sette nuovi assessori nominati oggi dal presidente della Provincia Regionale di Trapani onorevole Mimmo Turano, c’è un castellammare il Dottor Calogero Minore che a Castellammare del Golfo è nato il 30/07/1952 ed entra in giunta, secondo la definizione del presidente Turano, in quanto “tecnico”.
Completamente rinnovata la delegazione del Pdl. Entrano Mariano Savalla, Cettina Spataro ed il consigliere provinciale Duilio Pecorella che dovrà lasciare l’aula al primo dei non eletti Santo Sacco che, a sua volta, sarà sostituito in consiglio comunale a Castelvetrano da Salvatore Vaccarino. Si tratta della delegazione del Pdl lealista. Il presidente Turano ha nominato anche due assessori in quota al Pdl Sicilia. Si tratta del consigliere comunale di Campobello di Mazara Doriana Licata e di Natale Amoroso. Escono definitivamente dalla Giunta gli assessori del Pdl Marianna Como, Nicolò Lisma, Baldassare Lauria, Michele Cavarretta e Guglielmo Anastasi. L’Udc, partito del presidente, ha invece confermato gli assessori Francesco Regina, Cesare Colbertaldo e Nicoletta Ferrantelli. L’Mpa ha confermato Enzo Culicchia mentre il nuovo assessore è l’ex consigliere provinciale Vito Torrente. Alleanza per la Sicilia aveva da tempo chiesto la conferma dell’assessore Giovanni Lo Sciuto e l’ha ottenuta.
Si segnala che gli onorevoli Scilla e Adamo sembra si siano dissociati dalla nuova Giunta.

Tu Fiore, tu Gancitano, quella è la porta

Turano non fa sconti e dopo Francesco Gancitano mette alla porta anche Davide Fiore
Scontri interni all’Udc mettono a repntaglio la stabilità della giunta provinciale di Trapani. Il presidente Mimmo Turano, che del partito di Casini è anche segretario provinciale, ha messo alla porta uno dopo l’altro gli assessori Francesco Gancitano e Davide Fiore entrambi espressione dell’UDC.
Quest’ultimo dovrebbe essere sostituito da Vito Torrente, mazarese, ex consigliere.
Turano fa sapere, però che prima della decisione incontrerà i partiti della coalizione.

Il Corriere dice che Turano disse … “La Provincia non ha uscito una lira”

che poi è solo una delle perle contenute nell’articolo di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, pubblicato ieri sul Corriere della Sera dal titolo, “Marsala il porto e il vino, due leggende divorate dal tempo“.

Scrivono Stella e Rizzo: “Ma come poteva il sindaco pidiellino marsalese, Renzo Carini, rinunciare a una «sua» regata dopo lo scherzetto fatto dai cugini di Trapani? Mettetevi al posto suo: apre il giornale e scopre che Mimmo Turano, il presidente della Provincia, si è inventato la Garibaldi Tall Ships Regatta 2010 e che il comunicato ne parla come del «fastoso evento che celebrerà il centocinquantesimo anniversario dello sbarco dei Mille a Trapani ». Minchia! A Trapani? Garibaldi a Trapani? Non bastasse, salta fuori che la regata costa un milione e 200 mila euro. «La Provincia non ha uscito una lira – spiega Turano festeggiando l’Unità d’Italia con un catastrofico scivolone in italiano -. Si tratta di soldi della Comunità Europea ». Non è del tutto vero, accertano i cronisti: la metà li mette proprio la Provincia. Non bastasse ancora, rivela Marsala.it, «la Provincia ha pagato 250.000 euro per la pubblicazione di un link sulle pagine del sito della compagnia Ryanair». Caruccio.

ed ancora “Diciassette persone sono finite sotto processo per un’inchiesta su un caso di «presunto» abusivismo sull’Isola Lunga, all’interno della meravigliosa Riserva delle Isole dello Stagnone, celeberrimo per i paesaggi segnati dai mulini a vento e per Mozia, antica colonia fenicia. Perché «presunto»? Perché, formalmente, i pesanti ritocchi (diciamo così) a certi fabbricati preesistenti destinati a diventare un hotel esclusivo avevano avuto il via libera perfino del «Consiglio Provinciale Scientifico delle riserve e del patrimonio naturale della provincia di Trapani», i cui membri presenti a quella seduta (tranne l’unico che si astenne) si ritrovano oggi tra gli indagati. Una storia singolare. Con il responsabile della Lega Italiana per la Protezione Uccelli, Antonio Provenza, che dichiara come «una struttura ricettiva di tipo turistico potrebbe considerarsi come un fattore positivo contribuendo a proteggere l’ambiente» e che «la presenza dell’uomo non è un danno per gli animali, purché l’uomo non faccia la bestia». E con i principali protagonisti pubblici, cioè la Provincia e il Comune di Marsala, che non si costituiscono parte civile. Come mai? Perché quel nuovo resort, secondo il sindaco, «ha impreziosito il panorama». No, rispondono gli oppositori: perché dietro l’operazione immobiliare c’è Giacomo D’Alì, cugino di Antonio, senatore del Pdl. Di chi parliamo? Risponde Amici come prima. Storie di mafia e politica nella Seconda Repubblica di Francesco Forgione: «A Trapani tutto ha a che fare con loro: sono proprietari delle storiche saline, sono presenti in una miriade di società finanziarie e gestiscono una rete di attività economiche. È loro anche la squadra di basket, da sempre in serie A, e controllano una grossa quota societaria del Trapani Calcio. Anche il bellissimo palazzo settecentesco sede della Provincia regionale, nel centralissimo corso Fardella, si chiama Palazzo D’Alí. Ma, soprattutto, sono stati per decenni i proprietari della Banca Sicula, il terzo istituto bancario della Sicilia…». Insomma: gente abituata da un paio di secoli a cenare con posate d’argento e bere in bicchieri di cristallo.“,

ma anche “Certo, la mafia delle stragi appare lontana. Le indagini giudiziarie raccontano però storie di inquietanti ambiguità. Impasti melmosi. Dice tutto un passaggio dedicato alla città capoluogo dal libro L’isola civile. Le aziende siciliane contro la mafia scritto da Serena Uccello e Nino Amadore: «Tutti sanno chi comanda in questa città che sembra di frontiera e, invece, è la capitale della mafia che conta, quella dei colletti bianchi, che non chiede il pizzo porta a porta in modo violento e invasivo, ma si lancia in articolate speculazioni economiche e finanziarie, lucrando sugli appalti pubblici e sui finanziamenti statali e comunitari. Se infatti Palermo è la capitale della mafia che si vede, ma anche dell’antimafia che risponde e agisce, Trapani è la capitale della mafia che riesce a farsi invisibile, così pulviscolare da permeare ogni corpo della società e delle istituzioni, annullando qualunque distinzione». Un’ambiguità tra il lecito e il «quasi lecito», la legalità e l’illegalità, la scorciatoia «innocente » e la sopraffazione feroce, con la quale i marsalesi devono fare i conti tutti i giorni.

tutto l’articolo lo trovate qui

Provincia di Trapani, una vicenda oscura e dall’epilogo inquietante

La vicenda è quella dei residui passivi della Amministrazione della Provincia Regionale di Trapani, di cui si è scritto qui e qui.

Eravamo fermi al punto in cui il responsabile del settore finanziario Giuseppe Fundarò dopo la verifica dei dati contabili, aveva posto la sua firma sulla determina che ridefiniva il quadro dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi 2007 e precedenti e dalla competenza dell’esercizio 2008.

Si erano accertati residui attivi per 59.663.332 euro e residui passivi per 39.300.482,17 euro, restavano da accertare le responsabilità di quello che per certi versi assumeva tutto l’aspetto di un bilancio parallelo, ad uso e consumo di politici e/o funzionari tutti ancora da accertare.

Tanta ansia di trasparenza da parte del presidente Turano ha fino ad ora (a leggere l’edizione di oggi de La Sicilia) prodotto un solo frutto, le dimissioni di colui che aveva accertato l’esistenza e la consistenza del bilancio parallelo, il dirigente del settore finanziario Giuseppe Fundarò.

Inquietante, assolutamente inquietante.

Dopo la vicenda del «tesoretto»

Dimissioni «pesanti» alla Provincia lascia il dirigente delle Finanze

Si prevede una girandola di nomine all’interno della burocrazia che è stata ridisegnata

Sono dimissioni «pesanti» e che faranno discutere quelle arrivate sul tavolo del presidente della Provincia, l’onorevole Mimmo Turano. Sono quelle che ha rassegnato, per motivi personali, già da venerdì scorso, Giuseppe Fundarò che da alcuni anni è dirigente dei servizi finanziari dell’amministrazione provinciale.
Uno dei più alti in grado della burocrazia provinciale, sopratutto per la delicata poltrona sulla quale è andato a sedere, quella dalla quale vengono mossi i meccanismi della spesa della Provincia regionale.

E negli ultimi tempi questi meccanismi sono stati nell’occhio del ciclone, da quando si è scoperto che gli «avanzi» di amministrazione non erano quelli certificati negli ultimi bilanci, ma erano molti di più. Gli «avanzi» sono i soldi impegnati e non spesi, costituiscono i cosidetti residui, ed erano davvero tanti quelli che erano sfuggiti ai «conti», tant’è che sin dal primo momento, da quando fu fatta questa scoperta, si è parlato di un «tesoretto». In soldoni, 40 milioni di euro. Soldi che se non finivano nei bilanci erano così, come sospesi, posti in un limbo, quasi a costituire un «bilancio parallelo». Una vicenda che non è stata mai chiarita fino in fondo. Liquidata dallo stesso presidente Turano come un errore burocratico. Sotto silenzio l’aspetto delle responsabilità, non è stato spiegato nemmeno se ne sono state rilevate. Sta di fatto che i dirigenti dei diversi servizi hanno dovuto passare ore e ore a fare le ricognizioni per risalire a tutti i residui, a tutti i soldi che erano rimasti non spesi sebbene avevano avuto precise destinazioni. Al momento costituivano come delle «riserve» per ogni settore.

Le dimissioni oggi del dirigente degli uffici finanziari Fundarò (che è assessore comunale a Castellammare) sebbene non spiegate (ma nemmeno ufficializzate fuori da Palazzo Riccio di Morana) seguono quasi la sorte di quegli «avanzi». Anche le dimissioni sono state poste in una sorta di «limbo» dove non è agevole accedere per capire cosa succede. Sono da mettere in relazione al «tesoretto»? O dopo il riordino della burocrazia provinciale adesso è il momento del riordino delle figure dirigenziali? Adesso ci sarà sicuramente una girandola nella riassegnazione delle dirigenze, Turano potrebbe approfittarne per collocare suoi «uomini» e rafforzarsi, nonostane le «bizze» della sua maggioranza.

da “La Sicilia

Provincia di Trapani: “Bilancio parallelo”, o “Poder Paralelo” ?

Ovvero se la realtà supera la fantasia.

Avevo parlato in questo “post” di una telenovela brasiliana, i cui primi episodi sono stati girati per buona parte a Palermo, Scopello e nel territorio del comune di Castellammare del Golfo, ed ispirata a vicende di tipo mafioso e dal significativoi titolo di “Poder Paralelo“, che facilmente tradotto suona “Potere Parallelo“, con allusione evidente all’organizzazione mafiosa.

Il giovane boss protagonista della telenovela ha per nome “Tony Castellammare”.

Ora da giorni leggiamo dell’esistenza presso la Provincia Regionale di Trapani di un “Bilancio Parallelo” di cui non si riesce a stabilire la consistenza, chi l’ha creato, da quanto tempo, perchè, e chi ne ha avuto la disponibilità negli anni.

Il Presidente Mimmo Turano parla di affiancare al direttore dei servizi finanziari della Provincia nonchè assessore del comune di Castellammare del Golfo, il castellammarese Giuseppe Fundarò, un esperto per scovare fino all’ultimo euro del bilancio parallelo scoperto dal suo precedentemente tanto contestato “ufficio di staff”, come dire “tutti gli uomini del Presidente”.

Turano parla di questo “Bilancio Parallelo” come “una vera e propria riserva finanziaria” in considerazioni che nella verifica appena avviata sarebbero già emersi circa 2 milioni di euro e che gli anni da esaminare vanno dal 1987 ad oggi.

Turano ha rilevato che “lo stesso Consiglio è stato spogliato della potestà di decidere sull’utilizzazione dell’avanzo di amministrazione”.

Il presidente continua a consultare un libro mastro di centinaia di pagine che costruisce la storia di quei 67 milioni di euro che sarebbero stati accantonati senza alcuna motivazione.

Di questi almeno 20 -30 milioni di euro potrebbero essere inseriti nel nuovo avanzo di amministrazione per entrare a far parte della programmazione dell’azione amministrativa.

Tra le pieghe del bilancio ci sarebbero anche opere pubbliche quali la Galleria di Scindo Passo di Favignana- opera quanto mai discussa – con una somma di 911 mila euro “immobilizzata”.

L’opposizione (che se fosse vero quanto affermato dal presidente Turano, farebbe una figura da fessi e/o da conniventi mica da ridere), manifesta perplessità, e ritenendo si tratti di una contrapposizione tra “uffici della amministrazione” e “uomini del Presidente”, chiede a Turano di presentare dati certi prima di pronunciarsi.

Gli ingredienti ci sono quasi tutti, certo manca la parte sentimentale, ma in quanto a capacità di intrighi amorosi Trapani non è seconda a nessuna città d’Italia, quindi come non pensare che siamo solo alla prima puntata di una nuova telenovela ?

Tutti gli uomini dell’UDC nei comuni della Provincia di Trapani

Nominati i coordinamenti in dodici Comuni della provincia.

I nuovi organigrammi, sintesi di laboriose trattative in sede locale per tenere a freno i conflitti tra le diverse anime del partito, sono stati decisi dal segretario provinciale Mimmo Turano e del suo vice Francesco Regina ed hanno l’avallo politico del segretario regionale Saverio Romano

Il coordinamento di Alcamo è così composto da Salvatore Orlando, Saverio Messana ed Angelo Marrocco. 

A Castellammare del Golfo Leonardo Foderà avrà al suo fianco un numeroso gruppo costituito da: Francesco Navarra, Vincenzo Borruso, Salvatore Fundarò, Damiano Canzoneri, Giovanni Tartamella e Giovanni Ciufia

Il coordinamento di Castelvetrano può contare su Giovanni Curiale, Salvatore Stuppia, Silvestre Pisciotta, Francesco Cirrincione ed il vicesegretario provinciale Francesco Regina. 

A Calatafimi-Segesta sono stati nominati Salvatore Garitta, Santo Pisano e Salvatore Mazzarese. 

Un altro triunvirato per Campobello di Mazara con Epifanio Stallone, Andrea Gulotta e Salvatore Tumminello. 

A Mazara del Vallo, Santoro Genova, Giovanni Quinci e Giacomo Marino. 

A Marsala l’avvocato Stefano Pellegrino avrà la collaborazione di Gaspare Oddo e Franco Barraco. 

Il coordinamento comunale di Partanna ha come riferimenti Franco Blunda, Francesco Cannia e Nicola Colletta. 

A Paceco Giovanna Genna, Peppe Maltese, Antonino Galia e Michele Leo. 

A Santa Ninfa l’Udc sarà rappresentata da Isidoro Spina, Francesco Lo Curto, Vincenzo Basile e Giuseppe Giambalvo. 

A Vita, Baldo Accardi, Vincenzo Mannone, Paolo Buffa e Salvatore Napoli. 

Mentre il coordinamento comunale di Petrosino è costituito da Giovanni Mauro, Luigi Abbignani ed Angelo Valenti.

Provincia di Trapani: cronache di normale disamministrazione

Ha per titolo: “Nubifragio a Castellammare: solo ora la Provincia chiede lo stato di calamità…” un pezzo publicato ieri su Marsala.it di

I puntini finali esprimono lo stupore del titolista e dell’estensore dell’articolo per il ritardo ingiustificabile con cui è stata avviata la procedura di richiesta dello stato di calamità.

Questo l’articolo.

Il territorio provinciale è stato colpito lo scorso 31 gennaio da un violento nubifragio, costituito da copiose e abbondanti piogge, di intensità elevata, che hanno provocato diverse esondazioni, smottamenti e dissesti idrogeologici in particolare nelle zone di Castellammare del Golfo, Alcamo e Segesta, a causa anche delle numerose costruzioni abusive e delle lottizzazioni che in questi anni, con la compiacenza degli enti locali, hanno devastato un territorio molto fragile dal punto di vista idrogeologico.
Solo ora, comunque, la Giunta Provinciale sta correndo ai ripari. Durante i lavori dell’ultima riunione, la prima dopo i mesi di stallo dovuti al rimpasto, è stato approvato l’atto deliberativo che attiva le procedure, per la richiesta da inviare al Presidente della Regione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” delle zone colpite dal nubifragio dello scorso mese di gennaio.

Secondo la relazione tecnica ,redatta dal settore viabilità della Provincia di Trapani, i danni ammonterebbero ad oltre 11 milioni di Euro. Vista l’urgenza d’intervenire nelle zone colpite da tali fenomeni naturali, il presidente Turano ha subito attivato gli uffici della Provincia per inoltrare l’istanza di riconoscimento agli organi competenti. Nella richiesta, sono state chieste le risorse finanziarie per intervenire nelle zone :
S.P. 68 “Segesta” – Ponte Bagni Inici
S. R. “Celso Inici” – :
S. P. 2 “Castellammare – Ponte Bagni-
S. P. 47 “ Alcamo- Stazione di Castellammare
S. P. 55 “Alcamo- Alcamo Marina”
S. P. 20 “Trapani- Bonagia- Valderice”

“Dopo le copiose piogge di quei giorno –afferma l’Assessore Regina-abbiamo immediatamente attivato gli uffici , con l’intento di verificare ufficialmente i danni provocati dal maltempo. Adesso , dopo l’approvazione dell’ atto deliberativo, di concerto con il Presidente Turano invieremo la documentazione per la richiesta del riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” per le zone colpite, dove occorre intervenire con urgenza in considerazione anche dei notevoli disagi subiti dalla popolazione residente” .

Ma in realtà la provincia si sta muovendo con grave ritardo. Ad esempio il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo già il 5 Febbraio approvò la richiesta di calamità naturale. In quel comune sono state colpite trentanove strade esterne (per un totale di cento chilometri), delle quali diciassette danneggiate in maniera gravissima.
La cosa ancora più grave è che quel nubifragio è costato la vita ad un uomo, rimasto intrappolato nella sua abitazione estiva, a causa dell’esondazione del fiume San Bartolomeo.

Anche la stima dei danni era già stata fatta da tempo, non è nuova. Il resposabile del settore lavori pubblici del Comune di Castellammare, l’ingegnere Simone Cusumano aveva già calcolato che solo per la messa in sicurezza delle strade, occorreranno circa 10 milioni di euro.
Turano queste cose le sapeva già. Perchè era presente alla seduta straordinaria del consiglio comunale di Castellammare dove questi dati furono presentati.

C’è da aggiungere altro ?