Salemi, Vittorio Sgarbi si è dimesso

Oggi 6 febbraio 2012 il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi ha rassegnato le dimissioni.

Dice il Giornale di Sicilia Online:

SALEMI. “Mi sono dimesso da sindaco di Salemi. Grazie agli ispettori del ministero che hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto”. Lo dice all’ANSA, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, dopo la notizia della proposta di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose da parte degli ispettori del ministero dell’Interno. “Mi sentivo – aggiunge – in pericolo e me ne torno al Nord. Incontrerò il ministro Cancellieri alle 9 di mercoledì prossimo per riferire il mio compiacimento per questa scelta”.
Sgarbi, tra il serio e l’ironico ringrazia di “esser stato tutelato”. “Ero sotto scorta – aggiunge – e tutti vedevano quello che facevo. Penso che la Sicilia non abbia possibilità di fare qualcosa di nuovo, di ipotizzare un futuro diverso. Invito il consiglio comunale a dimettersi prima che i consiglieri vengano smobilitati, sarebbe una cosa non onorevole”. “Io ho creato il museo della mafia – prosegue – ho portato Picasso, Rubens, Caravaggio stavo portando Van Gogh e hanno trovato infiltrazioni mafiose ignari delle infiltrazioni culturali. Non ho alternative devo ringraziarli…” L’ex sindaco ha annullato anche la conferenza stampa prevista per domani e ha detto che la nomina di Giammarinaro a vicesindaco era una risposta alla notizia dei risultati dell’ispezione ministeriale. “Poi – dice – ho riflettuto e ho deciso di dimettermi”.

Salemi: uccelli senza zucchero per Giammarinaro

“Infiltrazioni mafiose al Comune di Salemi” – Maxisequestro al politico sponsor di Sgarbi
Il tribunale di Trapani ha messo i sigilli all’impero economico di Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale ed ex sorvegliato speciale, che aveva sostenuto la candidatura del critico d’arte.
I giudici: “Ha condizionato l’attività amministrativa”. La polizia e la finanza accusano Giammarinaro di aver gestito attraverso prestanome una rete di società che ha intascato milioni di euro di contributi dalla sanità pubblica.
Applicata per la prima volta la norma sul “sequestro anticipato” prevista dal nuovo pacchetto sicurezza

di SALVO PALAZZOLO per La Repubblica

Nell’ottobre 2009, il fotografo Oliviero Toscani l’aveva detto senza mezzi termini ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo: “Mi sono dimesso dall’incarico di assessore della giunta di Vittorio Sgarbi, a Salemi, perché mi sono reso conto che il contesto territoriale, che mi permetto di definire mafioso, non mi consentiva di operare in maniera libera e autonoma nell’amministrazione comunale”. Toscani mise a verbale un nome, quello di Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale democristiano ed ex sorvegliato speciale, da sempre uno dei potenti della politica trapanese: “Partecipa alle riunioni della giunta – rivelò l’assessore dimissionario – Giammarinaro assume anche decisioni, senza averne alcun titolo”.
Adesso, le indagini della divisione anticrimine della questura di Trapani e dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria dicono che Giammarinaro avrebbe continuato ad esercitare il suo potere politico non solo sul Comune di Salemi, ma soprattutto sulla sanità trapanese. Per questa ragione, il tribunale Misure di prevenzione di Trapani ha emesso un provvedimento di sequestro anticipato di beni nei confronti dell’esponente politico, così come proponeva il questore Carmine Esposito.

I sigilli sono scattati per un patrimonio da 35 milioni di euro: è costituito innanzitutto da undici società che gestiscono centri di analisi, di emodialisi e di fisiotetapia, poi anche case famiglie e centri per anziani. Secondo la magistratura, un impero economico costruito attraverso una rete di prestanome. Il provvedimento del tribunale riguarda anche conti correnti, appartamenti, terreni e auto di lusso.

Nel 2000, l’esponente politico era stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, ma adesso il tribunale di Trapani ritiene che le nuove indagini, coordinate da Giuseppe Linares (l’ex capo della squadra mobile oggi a capo della divisione anticrimine), abbiamo messo in evidenza “nuovi indizi” di relazioni di Giammarinaro con Cosa nostra. Il collegio presieduto da Alessandra Camassa parla nel provvedimento di “metodo mafioso” che l’ex fedelissimo di Totò Cuffaro avrebbe usato nei suoi rapporti con gli amministratori del Comune di Salemi.

La scorsa estate, il sindaco Vittorio Sgarbi aveva litigato pubblicamente con Giammarinaro. La rottura era avvenuta sulla destinazione di alcuni fondi. Intanto, continuavano ad arrivare pesanti minacce di morte al primo cittadino di Salemi. Prima, una testa di maiale recapitata al comando di polizia municipale; poi, una carcassa di cane lasciata nei pressi dell’ufficio di gabinetto. Le indagini della Procura antimafia di Palermo non sono mai riuscite a individuare gli autori delle intimidazioni, ma nel provvedimento di archiviazione il pm Carlo Marzella ha scritto: “E’ emerso un intenso e costante condizionamento dell’attività amministrativa del Comune di Salemi da parte di Giammarinaro”.

Emblematico, un episodio, scoperto grazie alle intercettazioni disposte dalla Procura. Il 16 ottobre 2009, l’assessore Caterina Bivona chiamò il sindaco Sgarbi per informarlo che la prefettura di Trapani sollecitava l’assegnazione di un terreno confiscato al boss Salvatore Miceli. Sul tavolo del primo cittadino c’erano le richieste di “Slow food” e dell’associazione “Libera”. Ma Giammarinaro voleva che il bene andasse all’Aias: l’assessore lo disse chiaramente a Sgarbi.

In un’altra intercettazione, il vice sindaco Antonella Favuzza confida a un amico che il bilancio del Comune di Salemi è stato fatto a casa di Giammarinaro, dove l’assessore Bivona e il consigliere Lorenzo Bascone avrebbero portato i documenti dell’amministrazione per modificare alcuni capitoli di spesa.

Fra qualche giorno, il tribunale sarà chiamato a confermare il sequestro e a decidere su un’altra richiesta del questore di Trapani, che sollecita l’obbligo di soggiorno per Giammarinaro, fino al 2015.

Sgarbi, le dimissioni erano solo uno scherzo

Sembra che le dimissioni annunciate con le rituali grida e i consueti strepiti da parte del sindaco di Salemi si siano rivelate una farsa.

Sgarbi, dimissioni farsa

di Umberto Lucentini

Aveva dichiarato di voler lasciare il posto di primo cittadino a Salemi perché gli avevano tolto una scorta. Invece si è solo “autosospeso”, un istituto giuridico che non esiste. Lo rivela il capogruppo Pd del comune siciliano(28 gennaio 2011)«Vittorio Sgarbi scrive all’Espresso di essersi dimesso da sindaco di Salemi perché gli è stata tolta la scorta? A noi non risulta». Domenico Venuti, 31 anni, capogruppo del Pd in consiglio comunale del comune siciliano, aggiunge un nuovo tassello sulle tragicomiche vicende politiche del noto critico d’arte. Per la cronaca: Sgarbi aveva annunciato – con un piccato fax inviato alla redazione del nostro settimanale – di essersi dimesso da sindaco di Salemi dopo che gli era stata tolta la scorta, a seguito di una nostra inchiesta. Ma le cose, sembra, non stanno proprio così.

Consigliere Venuti, ci spieghi…
«Sgarbi ha inviato un fax al Comune di Salemi con la propria firma autenticata da un notaio in cui comunica che si autosospende da sindaco e delega le sue funzioni alla giunta e al vicesindaco. Ma l’auto-sospensione da sindaco è un istituto giuridico che non esiste. E poi, Sgarbi cosa fa: auto-comunica al Comune, di cui è massimo rappresentante, questa scelta? Non è previsto che si dichiari di non svolgere una funzione per cui si è stati eletti. Se si dimette lo si deve comunicare al Prefetto di Trapani».

Quindi Sgarbi è ancora sindaco di Salemi?
«Al momento sì. Ho chiesto agli uffici del Comune di inviare le carte al Prefetto ed all’Assessorato Regionale agli Enti Locali perché facciano le loro valutazioni».

E se si dimettesse veramente?
«Sarebbe un fatto deplorevole che Sgarbi, con il sistema dell’annuncio delle dimissioni, invitasse impropriamente le istituzioni a tornare indietro sulla decisione della revoca della scorta. E’ un inusuale stimolo che, secondo me, significa mancare di rispetto al Prefetto e al Comune di Salemi che non può essere “usato” per motivi diversi da quelli strettamente legati all’attività amministrativa».

Ma Sgarbi corre un reale pericolo a causa della revoca della scorta?
«Non posso essere io a fare questa valutazione. Ho rispettato la decisione degli organismi competenti che hanno attribuito a Sgarbi la scorta e devo rispettare anche la scelta di farla cessare, che immagino motivata». E dal punto di vista politico: che giudizio dà di Sgarbi-sindaco?
«A parte i continui colpi di scena mediatici che hanno dato notorietà a Salemi, e questo è fuori discussione, dico che in due anni e mezzo la giunta da lui guidata non ha realizzato un’azione incisiva né dal punto di vista dell’attività ordinaria né per la realizzazione di progetti a lungo respiro».

Esempi?
«Non c’è stata una programmazione amministrativa ed economica, infatti è stato sforato il patto di stabilità, e questo crea problemi al Comune… La giunta Sgarbi non ha rinegoziato il piano dei costi relativi allo smaltimento dei rifiuti tanto che la tassa comunale è diventata esorbitante. Ci sono zone della città a rischio cedimento idro-geologico per le quali le precedenti giunte avevano predisposto dei piani di risanamento che non hanno avuto seguito. Mesi fa un alloggio popolare è stato sgomberato su iniziativa dei vigili del fuoco perché pericolante…».

Se Sgarbi lasciasse veramente la carica di sindaco, per Salemi sarebbe un danno?
«Io rispetto la sua elezione, lo ha voluto la gente di Salemi, ci mancherebbe. Il problema è che le frequenti assenze di Sgarbi hanno di fatto lasciato la città nelle mani di Pino Giammarinaro, “allenatore manager” di parecchi consiglieri, di almeno tre componenti della giunta e di svariati funzionari: un discusso personaggio politico che, problemi giudiziari a parte, usa metodi politici che si ispirano al clientelismo e non alla programmazione e allo sviluppo».

Il contrasto all’eolico è uno dei cavalli di battaglia di Sgarbi, perchè teme infiltrazioni mafiose.
«E’ giusto che si indaghi se la mafia vuole infiltrarsi nell’eolico come in tutte le altre attività in cui ci sono interessi economici. Ma l’eolico in sé e per sé non va fermato. E, a proposito di mafia, un’ultima notizia…».

Quale, Venuti?
«Segnalo che la giunta Sgarbi non ha presentato il piano di utilizzo necessario per l’assegnazione di beni confiscati ai boss, che qui a Salemi restano inutilizzati».

da L’Espresso

A Salemi, a Salemi !

Venerdì 19 novembre a Salemi alle ore 10,00 nei saloni del Castello Normanno Svevo avrà luogo un convegno avente per tema: “Il cittadino, un cliente esigente. Applicazioni del marketing nella Pubblica Amministrazione” promosso dal Club Dirigenti di Markentig.

Ricordando l’antico detto che recita: “Il cliente ha sempre ragione !” gli organizzatori hanno chiamato a relazionare dei veri esperti in materia:
Vittorio Sgarbi su “Il rapporto con i cittadini”,
Salvatore Li Muti, Presidente del “Club Dirigenti di Marketing” su “La soddisfazione dei cittadini sull’ operato dell’Amministrazione comunale”,
Marzio Bresciani, sindaco di Castellammare del Golfo su “Come soddisfare i cittadini”,
Davide Durante, Presidente di Confindustria Trapani su “I Rapporti tra le aziende e la Pubblica Amministrazione”.

Gli organizzatori si premurano (bontà loro) di far sapere che:”il cittadino è un cliente esigente da soddisfare e pertanto è sempre meglio conoscerne le aspettative e il grado di soddisfazione”.

Sempre nei saloni del castello, nella stessa giornata ma in serata alle 21,00, (non occorrerà nemmeno trasferirsi per come si dice “armi e bagagli” perchè si starà già sul posto), i partecipanti ed i relatori della mattinata si potranno reincontrare per assistere ad un altro convegno dal titolo “Massoneria in Italia: scandali, pregiudizi e nobili aspirazioni”.

Tra i relatori l’ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, il professore Giuliano Di Bernardo, l’inviato speciale del Corriere della Sera Carlo Vulpio e naturalmente il sindaco Vittorio Sgarbi.

Nel corso del convegno sarà presentato il libro di Giuliano Di Bernardo “La conoscenza umana. Dalla fisica alla sociologia alla religione” edito da Marsilio, nelle librerie da pochi giorni.

La tesi dell’autore è che la specie umana sta rischiando l’estinzione in quanto la ragione, portata al culmine della sua potenza, non saprebbe più governare le sue creazioni (la scienza, la tecnica, l’arte, l’etica e la religione). L’evoluzione avrebbe favorito la ragione ma non la saggezza necessaria per limitarla e amministrarla. La ragione, che sarebbe stata l’artefice delle grandi civiltà umane, ora inconsapevolmente starebbe operando per distruggerle.
La proposta dell’autore, al riguardo, è di affidarsi ad un Tiranno illuminato (vi ricorda qualcosa ?) perchè si determini il necessario equilibrio tra la ragione e la saggezza e si eviti l’estinzione della specie umana.

Il convegno sarà preceduto dalla apertura della mostra di Patrick Ysebaert, a un mese dalla sua scomparsa, dal titolo “Dettagli di Cosa Nostra” già presentata lo scorso maggio in occasione dell’ inaugurazione del Museo della Mafia, e che ha fatto conoscere l’arte di questo straordinario pittore in Italia.

Salemi e quei beni sequestrati che non si riesce ad utilizzare

Sgarbi revoca concessione terreni confiscati

15/11/2010

SALEMI – I beni assegnati non sono mai stati utilizzati

Il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi ha revocato l’assegnazione all’Aias e all’associazione “Fraternità della Misericordia” di Alcamo e Castellammare del Golfo dei terreni confiscati al boss mafioso Salvatore Miceli.

Si tratta di un fondo rustico su cui sorge un fabbricato rurale che avrebbero dovuto essere utilizzati per la realizzazione di un centro di riabilitazione fisica – da parte dell’Aias – e di un’azienda agricola da parte della “Fraternità della Misericordia”.

Le due associazioni non hanno mai utilizzato i beni assegnati senza fornire motivazioni a tal proposito.

La vicenda dell’assegnazione dei terreni confiscati a Miceli parte nel 2007 quando erano stati assegnati dal Comune di Salemi alla Fondazione “San Vito Onlus” senza che poi si procedesse alla effettiva consegna.

Nel 2008 era subentrata l’associazione “Slow Food”, ma anche in questo caso non si era proceduto alla consegna.

Adesso è intenzione del Comune di promuovere la costituzione di una cooperativa agricola a cui affidare la gestione dei terreni.

da Trapani OK

Vittorio Sgarbi getta la spugna ?

Sfiduciato dal Consiglio Comunale di Salemi che non ha riconosciuto come «debiti fuori bilancio» le spese effettuate per portare a Salemi capolavori di Caravaggio, Rubens e Guercino, nonché quelle del «Festival del Cinema Religioso», iniziative che hanno portato a Salemi migliaia di visitatori e hanno suscitato l’interesse della stampa nazionale e internazionale, Vittorio Sgarbi sindaco dal 2008 della cittadina del Belice medita di gettare la spugna.

L’eco del contrastato rapporto tra Sgarbi e una parte del consiglio comunale è arrivata fino a Teano, in Campania, dove martedì il sindaco è stato il protagonista della cerimonia di rievocazione dello storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II.
Accolto, oltre che dalle autorità locali, dalle numerose scolaresche, Sgarbi si è pubblicamente scusato «per non essere presente con il gonfalone e una rappresentanza istituzionale», e questo perché, con «scellerate determinazioni una parte del consiglio comunale ha tagliato soldi al settore della cultura e della promozione turistica»

Vittorio Sgarbi osserva: «Darò incarico ai legali di impugnare le delibere di bocciatura del Consiglio comunale e di procedere, comunque, in tutte le sedi perché non vi è alcuna motivazione logica, di buon senso, men che meno tecnica e di merito, ma solo politica. Di una politica devastante perché non sa costruire ma demolisce» Sgarbi aggiunge: «Sostenere, come hanno fatto alcuni consiglieri comunali, che portare a Salemi capolavori dell’arte quali Caravaggio e Rubens, far parlare della città sui giornali di tutto il mondo, aprire un Museo della Mafia che in soli 3 mesi ha raccolto 13 mila euro di incassi, non sarebbe un “arricchimento per l’ente”, è semplicemente vergognoso. Forse è meglio lasciare e andare a fare il sindaco altrove.
In tutta Italia ci invidiano per quello che abbiamo fatto a Salemi»