Si possono ignorare le leggi nel formulare una delibera ? A Castellammare del Golfo si può !

La questione è sempre quella della Tonnara di Scopello per la quale si invoca da parte di alcuni un procedimento espropriativo a partire dalle ragioni esposte in questa delibera.
Una delibera che (volutamente ?) non fa cenno al fatto che la Tonnara di Scopello è un complesso monumentale soggetto a più vincoli di tutela ed in quanto tale soggetta alle procedure previste dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
L’essere un bene vincolato nella sua interezza in ragione proprio del riconoscimento ai sensi di legge dell’essere un bene culturale, fa si che quanto previsto, dalla superiore delibera nella migliore delle ipotesi entri in rotta di collisione con i fini e le ragioni della tutela stessa e che tutto il procedimento messo in atto non sia compatibile con le ragioni della tutela, sempre nella migliore delle ipotesi, perchè non è da escludere a priori che vi possa anche essere chi nella procedura messa in essere ravvisi un abuso, non solo formale.

Ma cosè un bene culturale ?
A dircelo è l’articolo 10 del Codice che sotto si riporta integralmente.

E’ possibile espropriare un bene culturale ?
Certo che è possibile, ma diciamo in sintesi estrema “per il suo bene”, non certo per “affettarlo” come il salame. Ce lo dice il primo comma dell’articolo 95.

E quale procedura si deve seguire per verificare che sia “per il suo bene” ?
Farsi preventivamente autorizzare da chi esercita la tutela.

Ed è stata avviata la relativa procedura autorizzativa ?
Ma nemmeno per sogno, anzi, sembra sia stato accuratamente evitato pure di scriverlo nella delibera, se non in un modo talmente ambiguo che può comprendere il tutto e il niente.

Tonnara di Scopello

A seguire una selezione minima di articoli del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che hanno a che fare con la questione.

Articolo 10

Beni culturali
1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti,che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
2. Sono inoltre beni culturali:
a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato,
delle regioni,degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed
istituto pubblico;
b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico;
c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti
pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico, ad eccezione
delle raccolte che assolvono alle funzioni delle biblioteche indicate all’articolo
47, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,
e di quelle ad esse assimilabili.
3. Sono altresì beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dall’articolo 13:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1;
b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse
storico particolarmente importante;
c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale interesse culturale;
d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse
particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica,
militare, della letteratura, dell’arte, della scienza, della tecnica, dell’industria e
della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell’identità e della storia
delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose;
e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che non siano
ricomprese fra quelle indicate al comma 2 e che, per tradizione, fama e
particolari caratteristiche ambientali, ovvero per rilevanza artistica, storica,
archeologica, numismatica o etnoantropologica rivestano come complesso un
eccezionale interesse ( … ).
4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà;
b) le cose di interesse numismatico che, in rapporto all’epoca, alle tecniche e ai
materiali di produzione, nonché al contesto di riferimento, abbiano carattere di
rarità o di pregio (…);
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici, aventi carattere di rarità e di pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarità e di pregio;
e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i
supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarità e di pregio;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;
g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico;
h) i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico;
i) le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storico od etnoantropologico;
j) le architetture rurali aventi interesse storico od etnoantropologico quali
testimonianze dell’economia rurale tradizionale.
5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sono soggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettere a) ed e), che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.

Articolo 95

Espropriazione di beni culturali
1. I beni culturali immobili e mobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilità, quando l’espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi.
2. Il Ministero può autorizzare, a richiesta, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto pubblico ad effettuare l’espropriazione di cui al comma 1. In tal caso dichiara la pubblica utilità ai fini dell’esproprio e rimette gli atti all’ente interessato per la prosecuzione del procedimento.
Articolo 101

Istituti e luoghi della cultura
1. Ai fini del presente codice sono istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche e gli archivi,le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali.
2. Si intende per:
a) «museo», una struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio;
b) «biblioteca», una struttura permanente che raccoglie, cataloga e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio;
c) «archivio», una struttura permanente che raccoglie, inventaria e conserva documenti originali di interesse storico e ne assicura la consultazione per finalità di studio e di ricerca.
d) «area archeologica», un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o strutture preistorici o di età antica;
e) «parco archeologico», un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all’aperto;
f) «complesso monumentale», un insieme formato da una pluralità di fabbricati edificati anche in epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma rilevanza artistica, storica o etnoantropologica.
3. Gli istituti ed i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico.
4. Le strutture espositive e di consultazione nonché i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti privati e sono aperti al pubblico espletano un servizio privato di utilità sociale.

Articolo 104

Fruizione di beni culturali di proprietà privata
1. Possono essere assoggettati a visita da parte del pubblico per scopi culturali:
a) i beni culturali immobili indicati all’articolo 10, comma 3, lettere a) e d), che rivestono interesse eccezionale;
b) le collezioni dichiarate ai sensi dell’articolo 13.
2. L’interesse eccezionale degli immobili indicati al comma 1, lettera a), è dichiarato con atto del Ministero, sentito il proprietario.
3. Le modalità di visita sono concordate tra il proprietario e il soprintendente, che ne dà comunicazione al comune e alla città metropolitana nel cui territorio si trovano i beni.
4. Sono fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 38.

Michele Serra e Fabio Stassi sulla Tonnara di Scopello

Negli ultimi giorni la discussione sulla Tonnara di Scopello ha visto il contributo di due personalità della cultura nazionale, Michele Serra con un intervento nella sua rubrica su La Repubblica del 15 maggio e un post il 22 maggio, dello scrittore Fabio Stassi, su Minima & Moralia.

Questo l’intervento di Michele Serra

amaca_nqui il link a Minima & Moralia

Update

Anche il Touring Club Italiano si è occupato della questione qui

Castellammare del Golfo nelle fotografie dell’archivio di Erasmo Pennolino (1905 – 1994)

Castellammare del Golfo nelle fotografie dell’archivio di Erasmo Pennolino (1905 – 1994).

Questo post per dire che la foto del post precedente è parte dell’archivio fotografico di Erasmo Pennolino (1905 – 1994) e che non è inedita, ma è stata pubblicata, già in occasione della mostra da me curata “Il Prima e il dopo”  del 2009, essendo parte del relativo catalogo.

Inedita invece è questa, parte sempre dello stesso fondo e scattata nello stesso giorno.

E' il 7 agosto 1949, l'occasione è l'inaugurazione dei lavori del Porto di Castellammare.

E’ il 7 agosto 1949, l’occasione è l’inaugurazione dei lavori del Porto di Castellammare.

 

Tonnara di Scopello, almeno lei non la violenterete !

Erano gli anni 70′, 80′ del secolo scorso e tra una emergenza occupazionale e l’altra, tra un “lavoro e sviluppo” dell’epoca e un succedersi di padrini e politici al loro servizio veniva compiuto uno degli scempi più inguardabili della costa siciliana, quello perpetrato, lungo la costa ad ovest della Tonnara di Scopello, ad un eco-sistema singolare e di rara valenza paesaggistica.
Un vero e proprio stupro ambientale, e che come tale rimane indelebile nella memoria di chi l’ha subito, il territorio e nel territorio per quei pochi che, al di la ed oltre i facili orgogli e campanilismi da branco, realmente con quel territorio si identificano.

Quando si preparava l’assalto anche alla restante parte tra Scopello e San Vito lo Capo, previa realizzazione con denaro pubblico di una strada che avrebbe permesso di raggiungere i milioni di metri cubi da realizzare, vi fu chi si mobilitò per fermare la realizzazione di tale mascalzonata. Tra questi, uno tra migliaia di altri, lo scemo che qui scrive.

Negli anni, pur con i tanti errori commessi nel corso del tempo e le diverse forme di opposizione alla sua completa realizzazione e permanenza, La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro divenne quella bella realtà che è oggi, fonte di lavoro eco-sostenibile per alcuni, terreno di ricerca e sperimentazione, e oggetto di ammirazione di visitatori da ogni parte del mondo.

Quei “cazzoni” di allora dimostrammo di essere lungimiranti, di avere compreso per tempo che il mondo andava in altra direzione da quella mafiosa e piccolo-affaristica che dominava (e ancora domina) la cultura della comunità locale.

Oggi la questione si ripropone, ma in termini non esattamente uguali (o forse si), e limitatamente alla Tonnara di Scopello.

Nel corso della recente scannerizzazione di alcune mie diapositive è emersa una immagine della Tonnara degli anni 80′ ed è da lì che parte la riflessione.

2014-03-014

E’ senza dubbio primavera estate, qualcuno fa il bagno, ci stanno le ancore della tonnara, l’immagine è posteriore alla chiusura definitiva dell’attività, o quell’anno la tonnara non era stata “calata”.

Il cuore della Tonnara è recintato e vi si entra per un cancello (accostato)e con segnale che ne vieta l’accesso. Le auto stanno fuori dal cancello.

Tutto dice che finchè la Tonnara era attiva era un corpo unico, era una entità industriale, con edifici e spazi costituenti un “unicum” funzionale ed estetico e per tale ragione da custodire.

Poi fù l’abbandono, il venir meno della custodia per il venir meno della ragione economica che ne determinava la protezione, l’essere Tonnara.

Eppure sempre “Tonnara” è rimasta, pur nella “non acquisizione” di consapevolezza di tutti i suoi “valori” da parte della comunità locale, e non solo.

Infine, in tempi recenti, la complessa struttura proprietaria (anche essa un valore in quanto struttura, ma vai a farlo capire a chi non capisce nemmeno il concetto di “valore”) riesce a trovare in qualche modo un accordo, ristabilendo l’unicità della struttura definibile ormai come “monumento“, rivitalizzando la struttura stessa con destinazioni funzionali compatibili, permettendone la visita e trovando il modo di finanziare il mantenimento della struttura e delle attrezzature, e consentendo in definitiva la custodia e la conservazione del bene.

Ignorando (e in molti casi volendo ignorare) quanto detto fin qui si propone da parte del Comune di Castellammare del Golfo alla Tonnara di Scopello di scostare un po’ le vesti e lasciare libero il passaggio, nel caso la Tonnara si neghi allora sarà violenza.

Uno stupro insomma !

Ma anche questa volta, come accadde per lo Zingaro, non ci riuscirete.

Dai monti di Sarzana un dì discenderemo

Dai monti di Sarzana

Momenti di dolore,
giornate di passione,
ti scrivo cara mamma,
domani c’è l’azione
e la brigata nera,
noi la farem morire.

Dai monti di Sarzana
un dì discenderemo
all’erta partigiani
del battaglion Lucetti.

Il battaglion Lucetti
son libertari e nulla più
coraggio e sempre avanti
la morte e nulla più.
Coraggio e sempre avanti
la morte e nulla più.

Bombardano i cannoni
dai monti sarzanesi
all’erta partigiani
del battaglion Lucetti
più forte sarà il grido
che salirà lassù
fedeli a Pietro Gori
noi scenderemo giù.
Fedeli a Pietro Gori
noi scenderemo giù.

Canto dei partigiani anarchici del “Battaglione Gino Lucetti” che operò nel Carrarese e attorno a Sarzana. Gino Lucetti era un anarchico che nel 1926 attentò alla vita di Mussolini lanciandogli una bomba nei pressi di Porta Pia a Roma. Arrestato, venne condannato dal Tribunale Speciale a 30 anni. Nel 1943 al confino ad Ischia morì sotto un bombardamento.