Il senatore Alberto Tedesco è stato prosciolto da ogni accusa

Pochi giorni fa è stato prosciolto dal gup da ogni accusa, dopo essere stato per qualche anno oggetto di un procedimento accusatorio nei suoi confronti, l’ex senatore del Pd ed ex assessore alla sanità della regione Puglia, Alberto Tedesco.

Qui un’intervista del luglio 2011, concessa a “La Zanzara” di Radio24, successiva alla bocciatura da parte del Senato della richiesta di arresto nei suoi confronti.
Nell’intervista il senatore attaccava (giustamente, si può ora dire) parte del suo partito (da Rosy Bindi alla Serracchiani, fino a Penati e al segretario Bersani) e soprattutto il quotidiano “Il Fatto”: “Ha ragione D’Alema, ma in realtà Il Fatto Quotidiano è un giornale non “tecnicamente” fascista, ma fascista e basta”.

A conferma di quanto detto allora da Tedesco anche questa frase, assai più recente tra le tante selezionabili, di Marco Travaglio:

“Sta finendo tutto come ampiamente previsto: con le retate e i rastrellamenti. Come nel 1994. Si aprono le Camere e soprattutto le camere di sicurezza. Gli ex onorevoli De Gregorio, Cosentino, Tedesco e Nespoli, appena decaduti e dunque privi dell’immunità raggiungono le patrie galere, dove avrebbero dovuto soggiornare da anni…” – Marco Travaglio Il Fatto Quotidiano, 16 marzo 2013

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Toh chi si rivede il senatore Mario Ferrara

Il senatore Ferrara litiga con i poliziotti
Mi multate? Fatemi il saluto militare
La querelle sabato pomeriggio in via Emerico Amari davanti a decine di automobilisti. Il parlamentare è stato fermato a un posto di blocco, gli agenti gli hanno contestato la revisione scaduta e la mancata esposizione dell’assicurazione
di ROMINA MARCECA

Mario Ferrara È IL tipico caso del “lei non sa chi sono io”. È quello che è accaduto sabato scorso durante un posto di controllo della polizia. Protagonista il senatore di Grande Sud Mario Ferrara, da sempre vicino a Gianfranco Micciché. Il parlamentare è stato fermato ad un posto di blocco in via Emerico Amari mentre era alla guida della sua Audi A4. Si doveva trattare del solito controllo di routine, invece in via Emerico Amari è andata in scena una querelle tra il politico e i poliziotti, durata quaranta minuti, e alla quale hanno assistito decine di automobilisti incuriositi.

Dopo il saluto da parte dei due poliziotti, Ferrara ha consegnato la sua patente. Fin qui tutto a posto. La reazione del senatore, finita su una relazione stilata dai due agenti e già consegnata al loro superiore, arriva dopo la contestazione della mancata esposizione del tagliando assicurativo e l’accertamento della mancata revisione dell’auto, scaduta nell’aprile del 2012. “Le dobbiamo contestare due contravvenzioni al codice della strada”, hanno detto i due agenti. “Sono un senatore della Repubblica e esigo il saluto militare “, avrebbe detto per tutta risposta Mario Ferrara ai due poliziotti. In via Emerico Amari sarebbe arrivato anche un funzionario della questura che avrebbe chiesto ai due poliziotti, per cercare di arrivare a un accordo, di fare il saluto militare. Eppure c’è un decreto del Presidente della Repubblica del 28 ottobre1985 che non prevede il saluto militare a un senatore, ma ai sottosegretari di Stato per l’Interno, al capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza, e verso le altre autorità dello Stato. Ovviamente il saluto militare, riporta il decreto, “è previsto anche per gli altri superiori gerarchici o funzionali, se in divisa o se conosciuti”.

Ma il senatore non si sarebbe fermato a quella richiesta, infatti avrebbe anche minacciato di chiamare il prefetto per metterlo a conoscenza di quanto stava accadendo. E mentre gli agenti scrivevano il politico avrebbe iniziato a chiamare dal suo cellulare. I due agenti, nonostante tutto, hanno continuato a redigere il verbale ed è allora che il parlamentare, rieletto alle politiche del 2013 al Senato, “ha cominciato a fotografare con il suo iPhone gli operatori di polizia senza nessuna spiegazione logica “, come scrivono nella relazione i due agenti. Alla fine i poliziotti hanno consegnato a Ferrara un verbale di circa 200 euro e sono andati via. La zona in cui è accaduto tutto è sottoposta a videosorveglianza.

Sul caso del senatore che si è ribellato al verbale della polizia ieri è intervenuto anche il sindacato di polizia Siulp. “La legge va rispettata da tutti al di là della carica istituzionale che si ricopre – dice Giovanni Assenzio, segretario generale del Siulp – La nostra professionalità ci impone di far rispettare a chiunque le regole, nel rispetto dei ruoli. Chi lavora in strada va rispettato per l’operato a rischio che giornalmente svolge”. Ieri il telefono del senatore Mario Ferrara, chiamato da Repubblica per una replica, ha squillato a vuoto.

da La Repubblica

Ad Alcamo il gioco si fa duro

… e sporco, e allora accade che:

23/02/2012 –
Alcamo, bomba carta davanti alla segreteria del senatore Papania

TRAPANI. Una bomba carta è esplosa stasera intorno alle 23 di ieri, ad Alcamo, davanti al portone d’ingresso della segreteria politica del senatore Antonino Papania (Pd), in via Roma. L’esplosione ha provocato danni limitati al portone e ad un’auto parcheggiata.
Il boato è stato avvertito in tutto il centro storico cittadino. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Alcamo che stanno conducendo le indagini.

*** Update

“ALTRO EPISODIO. I carabinieri indagano su un incendio, di accertata matrice dolosa, che la scorsa notte ha danneggiato ad Alcamo, nella via Kennedy, l’auto dell’avvocato civilista Rosario Papania, figlio di un cugino del senatore Antonino Papania. Il rogo si è sviluppato intorno alle 2. Tre ore prima, alle 23, una bomba carta era esplosa davanti alla segreteria del parlamentare, in via Roma. Gli investigatori definiscono “particolare” la circostanza che i due episodi, apparentemente non collegati, si siano verificati a distanza di solo tre ore l’uno dall’altro.”

da GDS.it

Per il senatore Antonio D’Alì la procura di Palermo chiede il rinvio a giudizio

Mafia: procura Palermo chiede giudizio per sen. D’Ali’ – E’ accusato di concorso esterno

(ANSA) – TRAPANI, 24 OTT – La procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio del senatore Antonio D’Ali’ (Pdl) per concorso esterno in associazione mafiosa. Per due volte la procura distrettuale aveva proposto l’archiviazione ed in entrambi i casi il gip Antonella Consiglio l’ha respinta. Il gip, dopo aver ricevuto, nell’aprile dello scorso anno, la seconda richiesta di archiviazione, ha invitato i pm titolari del fascicolo a riformulare l’accusa.(ANSA).

da ANSA.IT

Trapani: non c’è pace tra le tonache (3)

Dopo la publicazione dell’articolo di ieri sull’Unità di cui si è detto qui è ora il turno delle dichiarazioni:

quella del Vescovo di Trapani Monsignor Francesco Miccichè

Il Vescovo di Trapani Francesco Miccichè esprime la propria gratitudine alla magistratura trapanese e alle forze dell’ordine per il tenace e imparziale impegno al servizio della verità grazie al quale, senza tema di smentita, oggi può dichiarare che non solo non è indagato e non lo è mai stato, ma è persona lesa in un procedimento giudiziario ancora in corso che purtroppo, comunque, infligge una ferita alla Chiesa trapanese a causa di alcune delle persone coinvolte.

Senza entrare nel merito delle questioni su cui deve ancora pronunciarsi la magistratura, il vescovo e la diocesi di Trapani ritengono doveroso rendere note queste notizie per il bene dei fedeli da tempo ormai in balìa di notizie false create ad arte che, alcune volte, nel tentativo di creare il “caso mediatico”, hanno persino sfiorato il grottesco.

Da mesi la Chiesa trapanese è al centro di una violenza mediatica senza pari, con la reiterata pubblicazione di notizie prive di fondamento purtroppo ripresa anche da testate giornalistiche prestigiose senza la verifica delle fonti; di attacchi personali, non solo al vescovo ma anche ad alcuni sacerdoti di una volgarità inaudità, di numerosi tentativi di creare panico e confusione tra i fedeli con falsi allarmismi, decine di anonimi e falsi che hanno oltraggiato non solo la persona del vescovo Miccichè ma l’intera comunità ecclesiale trapanese.

Una barbarie: una vera e propria strategia i cui manovratori speriamo non rimangano occulti. Nonostante gli attacchi, la Chiesa trapanese ha continuato e continuerà – con il vescovo, i suoi presbiteri e diaconi, i religiosi e le religiose e tutti i laici – nel suo impegno al servizio dell’annuncio del Vangelo e del bene comune: nelle parrocchie, nelle associazioni, nelle attività culturali, in tutti i campi della vita sociale certa che, nei limiti e nelle fragilità umane, il Signore, anche nella prova, la chiama ad una rinnovata adesione alla Sua missione nel mondo. La prova dolorosa può diventare, infatti, una felice occasione di rinnovamento e conversione prechè la Chiesa possa essere, come ha indicato recentemente Benedetto XVI, sempre più libera dai lacci materiali e politici ed essere sempre più trasparenza i Dio.

Nell’esprimere serenità e disponibilità al dialogo, con il cuore gonfio della carità cristiana verso tutti gli attori di questa triste vicenda, il vescvo ritiene comunque doveroso dare mandato ai suoi legali, in quanto parte lesa, per il perseguimento della giustizia e della verità.

Il ricavato sarà devoluto all’istituzione di un premio giornalistico per incoraggiare il giornalismo coraggioso che con serietà, rifuggendo il sensazionalismo, persegue la ricerca della verità nel rispetto della dignità umana.

quella del senatore del Pdl Antonio D’Alì:

Con rifermento alle notizie di stampa,non essendo a alcun titolo componente del clero, né Monsignore, né chierichetto, sono assolutamente estraneo a vicende che riguardano, o hanno riguardato la Curia trapanese. Sono sinceramente sorpreso delle considerazioni svolte nell’articolo e ormai molto stanco di essere tirato in ballo ogni qualvolta si verifica una indagine su Trapani. Ora pure per una questione tutta interna alla amministrazione ecclesiastica. Mi attendo che alla prossima lite di condominio in un qualsiasi palazzo di Trapani io sia indicato come complottista dell’accaduto.

quella di Gianfranco Criscenti corrispondente ANSA (dalla sua bacheca Facebook):

Apprendo da ”L’Unità” di essere indagato, nell’ambito della querelle tra il vescovo di Trapani Francesco Miccichè e don Ninni Treppiedi. L’accusa è di diffamazione. Nell’articolo si omette (dimenticanza?) che c’e’ una visita apostolica disposta dal Vaticano e mi si accosta a dei complottisti, con sullo sfondo la regia di potenti come il senatore D’Ali’. Per rispetto della magistratura mi astengo da ogni commento sulla vicenda fino a quando non sarà del tutto chiarita.

Qualcuno dica a Mimmo Turano e al senatore Antonio D’Alì che …

il progetto della Trapani Mazara del Vallo resta allo stato delle cose privo di soldi e che la delibera CIPE è solo l’ennesimo atto di propaganda di un governo privo di risorse.

“ROMA (MF-DJ)–“I progetti sbloccati oggi dal Cipe, comunque in enorme ritardo rispetto alla scadenza, sono sostanzialmente privi di risorse. I 7 miliardi di euro allocati riguardano i prossimi anni e sono stanziamenti di competenza, non di cassa. I ministri dovrebbero leggere le tabelle della legge di stabilita’ prima di approvarla; e’ quanto afferma in una nota l’esponente Pd Stefano Fassina.

Anche oggi si conferma che il governo Berlusconi, Bossi, Tremonti, Scilipoti non va oltre la sempre meno credibile propaganda. Ô necessaria una svolta politica per far uscire il Paese dal tunnel, conclude il responsabile Economia e Lavoro del Partito Democratico. com/adm”

da BORSAITALIANA.IT

La “classe dirigente” aveva detto, in relazione alla notizia che il Cipe, Comitato interministeriale per la programmazione economica, aveva dato il via libera al Piano per il Sud, per complessivi 9 miliardi di euro, e che 150 milioni in tale piano sarebbero previsti per la realizzazione della bretella di collegamento tra Trapani e Mazara del Vallo :

Mimmo Turano, presidente della Provincia Regionale di Trapani: – “Si tratta di un’infrastruttura di straordinaria importanza che darà un forte slancio all’economia del territorio migliorandone la viabilità e attirando un turismo crescente. Ho avuto particolarmente a cuore questo progetto, che ha una valenza strategica per la crescita dell’intero territorio trapanese, e la soddisfazione è massima perché ripaga un impegno costante e altissimo per il finanziamento dell’opera. Con la realizzazione della bretella si giungerà alla chiusura dell’anello autostradale costiero, previsto nella proposta di piano regionale dei trasporti, e alla connessione tra l’autostrada A 29 (Palermo – Mazara del Vallo) e la A29 direzione Palermo – Trapani. L’infrastruttura permetterà, inoltre, di potenziare il collegamento con l’aeroporto di Trapani–Birgi, aumentandone le potenzialità e l’accessibilità, garantirebbe un più efficace collegamento con l’aeroporto di Palermo nonché con la provincia di Agrigento e il porto di Trapani e di Mazara del Vallo, permettendo quindi anche al pescato di raggiungere molto più velocemente i mercati nazionali”.

Senatore Antonio D’Alì: “L’opera porterà beneficio alla mobilità della provincia, ma direi dell’intera Sicilia Occidentale, renderà gli spostamenti più sicuri per i cittadini di tutta la fascia costiera sud occidentale, e sarà essenziale per lo sviluppo delle attività produttive e del turismo. Adesso bisogna procedere con la massima celerità. Lo stanziamento di 150 milioni di euro per la Mazara – Birgi è il risultato di una azione sinergica, condotta in questi ultimi due anni, di concerto tra la Provincia Regionale di Trapani e le rappresentanze parlamentari, che ha prodotto la precisa richiesta, da parte del Governo Nazionale, di inserimento di questa essenziale opera stradale nel pacchetto Sicilia. Diamo atto al Governo Regionale di essersi sempre dichiarato disponibile a questo inserimento e valutiamo la cifra in termini assolutamente positivi.”.

A Mazara del Vallo il Consiglio Comunale boccia il bilancio di previsione 2011

Oddio, non è che l’abbia presa proprio bene ieri sera l’onorevole Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo, quando il consiglio comunale ha bocciato il bilancio di previsione del 2011 presentato dalla sua amministrazione: “Siamo di fronte ad un preciso atto di viltà politica, ingiustificabile sotto ogni punto di vista. Questo consiglio comunale va sciolto e bisogna tornare a votare”, ha detto.

Qualcuno ha notato che anche Berlusconi negli ultimi tempi le ha prese, e anche forte, ma non ha mica proposto di sciogliere l’Italia.

Per quanto, mai dire mai!

Tuttavia il sindaco Cristaldi almeno potrà consolarsi con la solidarietà ricevuta da parte del senatore Antonio D’Alì … se gli basta.