Trapani, sindaco ed ex sindaco ai ferri corti

Questo è solo l’ultimo atto di uno scontro che va avanti ormai da tempo e dai toni sempre più esasperati.

A seguire il video del sindaco di Trapani Vito Damiano in cui il sindaco illustra lo stato di avanzamento di alcuni progetti relativi a barriera di protezione mura di tramontana, centro integrazione per immigrati ecc.

e qui la risposta al video affidata ad un comunicato stampa dell’ex sindaco (ed attualmente deputato regionale) Girolamo Fazio sintetizzata nella perentoria affermazione : “NON SA NEANCHE DI COSA PARLA”.

“Il Sindaco Damiano si affida alla comunicazione attraverso il canale You tube per dare informazioni che rivelano la sua assoluta non conoscenza dello stato dei procedimenti e dei lavori, sfuggendo da qualsiasi forma di contraddittorio e dalla possibilità che qualcuno gli ponga domande.
Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da rabbrividire sentendo cosa dice e pensando che in un anno non abbia ritenuto di doversi informare su quella che dovrebbe essere la sua attività amministrativa”.

“In una delle sue esternazioni parla di alcuni dei progetti e dei finanziamenti che gli sono stati lasciati dalla precedente amministrazione, ignorandone altri. Forse perché non li conosce o perché sono stati accantonati?
Ed anche quando parla dei progetti finanziati si lascia andare ad un cumulo di corbellerie.
Sulle opere a difesa della fascia costiera dice che il finanziamento è stato erogato dal Ministero dell’Interno. Peccato che in realtà sia stato erogato dal Ministero dell’Ambiente.
Ma fosse solo questa l’inesattezza, ci si potrebbe passare sopra. Quello che è grave è che afferma di avere concordato con l’impresa aggiudicataria dei lavori l’inizio degli stessi nel 2015. Ma non esiste un’impresa aggiudicataria dei lavori, perché al momento si è nella fase della progettazione ed il progetto deve essere ancora approvato definitivamente. Poi si potrà procedere alla gara d’appalto per l’affidamento dei lavori e dopo l’aggiudicazione si potranno iniziare i lavori stessi. Quindi il sindaco non può avere concordato nulla con nessuno, perché non c’è ancora l’impresa che deve realizzare i lavori.
Sul parcheggio multipiano, la gara per i lavori è stata aggiudicata l’anno scorso. Dice di avere deciso di ritardarne l’inizio per non incidere sul patto di stabilità. Non dice che ritardando l’inizio dei lavori fa rischiare all’Amministrazione di perdere un finanziamento di sei milioni di euro. Non è affatto vero che non si possono fare lavori se non si è rispettato il patto di stabilità. Basta programmare, stabilire le priorità, evitare di erogare, come ha fatto questa Amministrazione, finanziamenti superflui e, questo sì, stabilire il percorso per procedere ai pagamenti, guardando alla programmazione pluriennale. Ma tutto questo, rimanendo chiusi all’interno della propria stanza, disinteressandosi e non parlando con nessuno, non si può fare.
Il sindaco ha poi sostenuto che, sempre per lo sforamento del patto di stabilità, non ha potuto fare un’altra serie di interventi ordinari. Anche in questo caso, non funziona così. La pulizia della città, la cura del verde, l’eliminazione delle sterpaglie si fanno con personale comunale o con la Trapani Servizi. Anche per la copertura delle buche stradali si può procedere allo stesso modo, invece di fare rischiare la vita alle persone e danni economici all’Ente per i risarcimenti richiesti. Si tratta di spesa corrente, non di spese per investimenti. Non c’entra con il patto.
Afferma ancora che se si rispetta il patto si può assumere personale qualificato. A parte che mi chiedo se al Comune vi sia personale squalificato e quando sia diventato tale, visto che lo stesso personale con la precedente amministrazione effettuava quegli interventi che ora il sindaco dice di non poter fare, c’è da informarlo che è stato stabilito il blocco delle assunzioni e quindi non può assumere nessun nuovo personale. Mi pare come quando è andato a dire ai sindacati che i dipendenti della ditta che si occupava della raccolta differenziata potevano essere assunti da Trapani Servizi, cosa questa assolutamente impossibile.
In definitiva, il sindaco ha deciso di utilizzare la comunicazione su youtube, come dice lui senza “intermediazioni informative distorte”, per parlare a senso unico e fuggire ancora una volta dal confronto quotidiano con i cittadini, senza rischiare che qualcuno lo smentisca o cerchi semplicemente di comprendere meglio. E’ lui che ha deciso di offrire una informazione distorta e bugiarda, che mostra ancora una volta come non sappia neanche di cosa stia parlando. E questo, se poteva essere compreso nei primi mesi di amministrazione, ora non ammette giustificazioni”.

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Con Riccardo Minardo la giustizia terrena è andata oltre i nostri auspici

La notizia di oggi è questa riportata da L’Unità:

Truffa e associazione a delinquere – In cella deputato siciliano

Il deputato regionale del Movimento per le autonomie Riccardo Minardo, 60enne di Modica, è stato arrestato dai finanzieri di Ragusa. Al politico sono stati concessi gli arresti domiciliari, come ad altre quattro persone, con lui accusate di associazione per delinquere, truffa aggravata, malversazione ai danni dello Stato. Il parlamentare è ritenuto tra i promotori dell’organizzazione illegale.

Le indagini, delegate dalla procura di Modica al Nucleo Polizia Tributaria delle fiamme gialle di Ragusa, hanno riguardato diversi soggetti a vario titolo coinvolti nell’attività del Consorzio provinciale area iblea e hanno consentito di accertare l’esistenza di «una realtà associativa criminosa composta dagli indagati». Ciò che è emerso «con maggiore evidenza», spiegano gli inquirenti, «è stata la gestione privatistica del patrimonio del Copai», formato integralmente da fondi di provenienza pubblica, con notevoli flussi finanziari «all’apparenza privi di qualsiasi giustificazione».

Segnalati l’acquisto di Palazzo Pandolfi per realizzare il Centro polivalente Giorgio La Pira; l’acquisto di Palazzo Lanteri di Modica; l’acquisto dell’emittente Radio Onda libera, «dipanatesi in un ampio lasso di tempo, durante il quale gli indagati si sono dedicati, dimostrando notevole professionalità, alla commissione di truffe e malversazioni ai danni dello Stato e ad altre attività fraudolente».

I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Modica Patricia Di Marco, su richiesta del procuratore della Repubblica Francesco Puleio. Le ordinanze sono state notificate anche a Rosaria Suizzo, 50 anni, di Ragusa, presidente del Cda del Copai, al marito Mario Barone, 60enne di Modica, amministratore di fatto della società Sud Legno Scarl, Pietro Maienza, 42 anni, di Riesi, amministratore legale della Sud Legno Scarl, e Giuseppa Zocco, 52 anni, di Modica, di Ragusa, moglie di Minardo, vicepresidente della Arkè Kronu srl. Minardo, Barone e Suizzo, sono indicati «auli promotori e organizzatori dell’associazione».”

Diarioelettorale si era occupato già di lui qui, invocando semplicemente che fosse seppellito da un coro di pernacchie.

Troppa grazia !

Quelli che fanno politica in Sicilia: Miccichè ed Oddo, il nuovo che avanza

Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, forzitaliota della prima ora, fedelissimo di Silvio Berlusconi e in viaggio, da tempo, verso la costituzione di un fantomatico partito del Sud:

“Non stiamo facendo un governo col Pd. Stiamo mettendo su un governo di minoranza che, con le forze migliori dell’Assemblea, possa realizzare le riforme necessarie alla Sicilia. Mettiamola cosi’: e’ il governo dei migliori” ed ancora “al punto in cui eravamo arrivati, o si faceva un governo di minoranza o si andava a nuove elezioni che, dopo l’anno di stop in seguito alla vicenda Cuffaro, significavano una sciagura”.

L’approdo dell’inquieto esponente del Pdl, dice senza tentennamenti, sara’ “nel Partito del Sud, con Lombardo e con quanti, a destra e a sinistra, credono che solo l’autonomia dei territori puo’ garantire sviluppo” quelli che restano nel Pdl sono quelli che “Hanno approfittato del fatto che Berlusconi si occupa meno dell’Isola per imporre una bieca logica di corrente nella gestione del partito in Sicilia. Con la colpevole complicita’ del coordinamento nazionale. Per me il Pdl nella regione andava commissariato da parecchio: ora siamo fuori tempo massimo”.

Camillo Oddo, deputato regionale del Pd eletto in provincia di Trapani ex PCI, Pds e Ds, vicepresidente dell’Ars, uno che “viene da molto lontano” come diceva quel tale, e che è presumibile non andrà molto lontano:

“Nel Pd ci sono dirigenti siciliani che, da Roma, guardano ciò che sta accadendo nell’Isola attraverso le rigide lenti della vecchia politica: sono talmente concentrati nel denunciare presunti pasticci, che hanno perso di vista le sfide che abbiamo di fronte”.

“Valutare quello che sta accadendo in Sicilia invocando una rigida coerenza nelle alleanze, dalla Capitale al più piccolo comune siciliano, significa non cogliere la profonda crisi in atto alla Regione”.

“La Sicilia ha bisogno di riforme importanti che non possono più essere rinviate, e noi abbiamo due scelte: passare i prossimi anni a guardare i danni prodotti da altri mentre noi, immobili, ci arrocchiamo sul fronte del no, oppure metterci in gioco, consapevoli della complessità di questa scelta, per far sì che le riforme rispondano davvero alle esigenze di questa terra.”