Il castellammarese Antonio Pipitone non è Tom Hanks ma è lui il nostro Viktor Navorski

e non solo, visto che è anche il nostro “immigrato clandestino”.

Ricordate The Terminal, quel film in cui Viktor (Tom Hanks) si vede negato il visto d’entrata per gli Stati Uniti ma anche la possibilità di far ritorno a casa, ed è costretto quindi a restare all’interno del terminal dedicato ai voli internazionali per mesi senza possibilità di varcare la frontiera ?

Ecco qualcosa di simile è accaduto a Antonio Pipitone, 80 anni,nato a Castellammare del Golfo emigrato da clandestino in America, cinquantacinque anni fa ed espulso quando le autorità americane hanno scoperto la sua condizione di “clandestino”.

La sua storia ce la racconta su “Il Messaggero” Laura Bogliolo.

Espulso dall’America, 80enne vive nell’aeroporto di Fiumicino per 21 giorni

ROMA – «Pregavo che un angelo venisse a salvarmi». Le mani congiunte quando faceva sera, il cielo che si spegneva mentre le luci dell’aeroporto di Fiumicino rimanevano accese sul suo dolore. «Avevo trovato un posto pulito dopo riposare, un angolo dove prendere un caffé». A fargli compagnia le chiacchiere con i turisti americani appena atterrati: «Hello» un sorriso e le foto dei nipotini da mostrare.

Per distrarsi un giorno ha preso un autobus ed è arrivato fino a San Pietro, poi di nuovo in quell’aeroporto che era diventato la sua prigione. «Non dormivo mai, ero addolorato». In tasca solo 17 dollari, nessun documento italiano, solo una patente americana e il cellulare muto, che una volta sbarcato in Italia non funzionava più. A bordo di un aereo partito da New York è atterrato il 25 aprile a Fiumicino dove è rimasto per 21 giorni, intrappolato nei corridoi anonimi di un aeroporto come nel film The Terminal, perso tra le maglie della burocrazia, senza poter tornare indietro né andare avanti: dichiarato clandestino negli Usa dopo cinquant’anni di vita trascorsa lavorando, senza patria in Italia con il passaporto scaduto.

SENZA PATRIA
Antonio Pipitone, 80 anni, è nato in un paesino della Sicilia. Da Castellammare del Golfo è partito 55 anni fa per l’America: poche lire, tanta voglia di farcela e il pensiero di tornare un giorno in Italia da vincitore. Ha iniziato facendo il muratore, poi il cameriere, ha trovato in Pennsylvania la sua Little Italy. È riuscito a realizzare il sogno americano: si occupava di ristorazione ed edilizia, ha dato lavoro a decine di persone, ha cresciuto figli e nipotini offrendogli un futuro migliore. «Ma per trent’anni sono stato un clandestino – dice Antonio – ho sempre pagato le tasse, non ho mai avuto problemi con la legge, e so di aver sbagliato».

Antonio non ha mai completato la procedura per regolarizzare la sua posizione con l’ufficio immigrazione Usa: non l’ha fatto mentre lavorava «sette giorni su sette» con il cuore sempre rivolto alla sua bella isola. Poi un giorno un contenzioso legale e le forze dell’ordine Usa scoprono che Antonio è clandestino. Succede tutto molto velocemente, Pipitone, racconta, ha due scelte: «Stare in una camera di sicurezza per trenta giorni o tornare in Italia». Antonio non ha dubbi: «Ho voluto tornare in Italia, avevo già deciso di tornare nel paese dove sono nato». Pipitone dice addio l’America, si imbarca per un volo diretto a Roma ma quando atterra iniziano i problemi.

BLOCCATO
«Il cellulare non funzionava più, i miei figli mi avevano inviato soldi in un’agenzia per il trasferimento di denaro, ma non potevo ritirarli perché i documenti italiani non erano più validi» racconta Antonio. Passano i giorni e nonno Antonio continua a sostare dentro l’aeroporto, ormai conosce ogni angolo di quella città nella città: gli orari di apertura dei negozi, i bagni più accoglienti, sa dove poter riposare, chiudere per qualche minuto gli occhi, pensando che domani andrà meglio. I dollari, intanto, stanno per finire. «Ho pregato, ho chiesto che gli angeli mi aiutassero e alla fine sono arrivati».

ARRIVANO GLI ANGELI
Si chiamano Gianfranco, Giordano e Antonio, sono agenti della Polizia di Frontiera della V sezione coordinata da Antonio Del Greco, e hanno adottato nonno Antonio. «Mi hanno salvato, sono stati i miei angeli» dice l’ottantenne, tanta grinta e in formissima. I figli di Pipitone dopo giorni di silenzio hanno chiamato dall’America la Polizia di Frontiera: «Nostro padre forse è lì, in aeroporto, aiutatelo». Subito gli agenti si mettono alla ricerca di Antonio, lo trovano, gli offrono da mangiare, lo aiutano a ricostruire la sua storia e a ottenere la documentazione necessaria per tornare nella sua Sicilia. Fanno anche una colletta per far dormire Antonio in un albergo fino a quando anche la situazione economica non si sblocca. «Ringrazio quegli agenti, la polizia dell’aeroporto, l’Italia: sono stati gentilissimi».

Sabato Antonio è partito per la Sicilia, è tornato nella sua Castellammare del Golfo ed è sereno: «Ringrazio gli Stati Uniti per i cinquant’anni vissuti meravigliosamente, sono stato io a compiere un errore e la legge va rispettata. I love Italy, I love America». Antonio finalmente è tornato, dopo 50 anni: da vincente, come voleva lui.

da Il Messaggero

Un (quasi) castellammarese al Quirinale ?

Tra i nomi che circolano in questi giorni per la Presidenza della Repubblica, è spuntato oggi su La Repubblica quello di Sergio Mattarella , cattolico già deputato e più volte ministro, attualmente giudice costituzionale e (quasi) nostro concittadino essendo nato si a Palermo il 23 luglio 1941, ma figlio del castellammarese Bernardo e fratello del castellammarese Piersanti.

Di lui dice Wikipedia:

“Di famiglia di tradizione democratica cristiana, figlio di Bernardo Mattarella e fratello di Piersanti, è stato docente di Diritto parlamentare presso l’Università di Palermo.
Esponente della Democrazia Cristiana, diviene Deputato dal 1983, ministro dei rapporti con il Parlamento nei governi De Mita e Goria, al dicastero della pubblica istruzione nel Governo Andreotti VI, fino alle dimissioni, avvenute, insieme a quelle di altri ministri, per protestare contro l’approvazione della legge Mammì[1].
Direttore del quotidiano Il Popolo dal 1992 al 1994[1], Mattarella è stato uno dei principali rappresentanti del rinnovamento della Democrazia Cristiana che portò alla formazione del Partito Popolare Italiano. Porta il suo nome la riforma della legge elettorale in senso maggioritario (giornalisticamente nota anche con l’appellativo datogli da Giovanni Sartori di Mattarellum) approvata nell’agosto del 1993. Nel 1996, con la nuova legislatura a maggioranza ulivista, viene eletto capogruppo dei deputati popolari. Durante il governo D’Alema I ha assunto la carica di vicepresidente del Consiglio[1], mentre nei successivi Governo D’Alema II e Governo Amato II è stato Ministro della Difesa.
Nel 2001 viene rieletto alla Camera dei deputati nelle liste della Margherita, dal 2001 al 2002 ricopre l’incarico di vicepresidente del Comitato per la legislazione, che poi presiederà fino al 2003.
Alle elezioni politiche del 2006 è riconfermato deputato per la lista dell’Ulivo. È cessato dal mandato parlamentare il 28 aprile 2008.
Il 5 ottobre 2011 è stato eletto giudice della Corte costituzionale dal Parlamento in seduta comune. Ha giurato l’11 ottobre.”.

Attribuzione: Presidenza della Repubblica

Quirinale, Roma, Giuramento del giudice costituzionale Sergio Mattarella

Per inquadrare meglio i valori politici di cui è portatore Sergio Mattarella può essere utile questo nostro post

Note ed immagini per la creazione di un museo dell’emigrazione castellammarese

Mostra fotografica “Qui stiamo tutti bene, così spero di te..

Sarà inaugurata mercoledì 12 settembre alle ore 18,30 nel Salone della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Corso Garibaldi n°67 a Castelllammare del Golfo, la mostra fotografica “Qui stiamo tutti bene, così spero di te…”, note ed immagini per la creazione di un museo dell’emigrazione castellammarese.
Le immagini che saranno proposte sono state selezionate dall’architetto Camillo Galante, curatore della mostra, del catalogo e delle note.
La mostra, così come le note, sono solo “frammenti” della storia dell’emigrazione castellammarese”, frammenti di una storia che è ancora tutta da indagare, scrivere e descrivere.
Attività queste che la mostra intende stimolare nell’ ottica della valorizzazione dell’emigrazione castellammarese e del riconoscimento della necessità ed importanza della conservazione della memoria e del ricordo di tale pagina, non secondaria, della storia locale.
Pur trattandosi di una mostra legata al tema dell’emigrazione, la mostra non presenta immagini della “partenza dei bastimenti”, degli abbracci, degli addii e delle lacrime, ne del “viaggio”, e dei suoi accessori, valigie di cartone, passaporti, biglietti, locandine delle compagnie di navigazione, tutti ingredienti d’obbligo di ogni mostra sull’emigrazione che si rispetti, quanto piuttosto immagini di coloro che son partiti e di coloro che sono rimasti.
Si tratta in prevalenza di fotografie, della prima metà del 900′. Immagini di uomini, donne e bambini, singoli o gruppi, che hanno costituito il cosidetto “collante affettivo” per coloro i quali erano costretti a separarsi per cercare fortuna migrando verso lidi lontani. Di tali immagini l’unica divisone che può tracciarsi è tra quelle che ritraggono chi è rimasto e quelle che ritraggono chi è partito.
Si tratta dice il curatore di: “Rappresentazioni di se, nel reciproco tentativo di raccontarsi l’uno all’altro con la fotografia, di dare concreta testimonianza e senso a quel ‘qui stiamo tutti bene’ che era parte immancabile della comunicazione scritta, frammenti non sempre fedeli di realtà assai più complesse e contraddittorie“.
Sono foto di studio spesso, pose con il vestito buono delle grandi occasioni.
Quelle grandi occasioni che scandivano ed ancora scandiscono la vita di qua e di la dall’Atlantico.
Ci sono i bambini che crescono, la cresima, la figlia che si è diplomata, quel bravo ragazzo così piccolo un tempo ed ora cresciuto così bene, il matrimonio in grande stile con le “girls” , i “boys”‘ ed i paggetti.
Foto mandate ai parenti, foto mandate agli amici.
Foto “minori”, di autori spesso ignoti, ma che in qualche caso riecheggiano pose ed ambienti dei grandi maestri della fotografia e/o richiamano alla nostra mente ambientazioni cinematografiche.
La mostra rimarrà aperta al pubblico nei locali della Società Operaia di Mutuo Soccorso dal 12 al 18 settembre.
Della mostra, realizzata dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso e che ha il Patrocinio del Comune di Castellammare del Golfo, è stato realizzato un catalogo che oltre a raccogliere le foto fornisce un altro “frammento”, una sintetica documentazione della stagione della costituzione delle Società di Mutuo Soccorso (ben quattro) castellammaresi in America nel corso del primo novecento.

Il posto più strano in cui avete fatto l’amore ?

In una traversa di via Sciuti sul cofano dell’auto” potranno rispondere orgogliosamente, ai tanti che si vanteranno di averlo fatto in ascensore, nei camerini di un negozio, in acqua, sullo scooter, e chi più ne ha più ne metta, il ventinovenne originario di Castellammare del Golfo e la ventiseienne di Alcamo, bloccati dai poliziotti mentre facevano sesso fantsioso e senza freni sul cofano di un’Audi in via Frate Pasquale Sarullo, una traversa senza uscita della via Sciuti a Palermo.

I testimoni oculari della “performances” cui hanno potuto assistere intorno all’una di notte, con buona illuminazione e dall’alto di uno dei quattro edifici che si affacciano sulla via Sarullo, dicono che l’amplesso è durato una buona mezzora.

Uno dei testimoni ha deciso ad un certo punto di chiamare la polizia.
Gli agenti arrivati sul luogo del fattaccio hanno invitato i due focosi amanti, a ricomporsi e hanno provveduto a denunciarli per atti osceni in luogo pubblico.

Riflessione finale:
Mezzora in quelle condizioni avventurose ci permette di affermare che almeno in questo caso l’onore castellammarese è da considerarsi salvo !

Un castellammarese tra gli arrestati per il cemento depotenziato del porto di Balestrate

Tra gli arrestati per l’nchiesta sul cemento depotenziato utilizzato per i lavori di costruzione del porto di Balestarte vi è pure Antonino Turriciano.

Nato nel 1958 a Castellammare del Golfo, ma residente a Bolognetta in provincia di Palermo, Turriciano è stato candidato al consiglio comunale nella lista dell’MPA, partito di cui è leader il governatore Raffaele Lombardo, alle ultime amministrative.
Ha raccolto 104 voti e a poco meno di un mese dalla mancata elezione, ora è costretto a difendersi dall’accusa di avere falsificato tutta una serie di verbali.

Ad inchiodarlo sarebbe la consulenza chiesta dalla Procura.
“E’ emerso che Antonino Turriciano e Pietro Sacco (si legge nel parere dell’esperto inserito nell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari), assistenti del direttore dei lavori Leonardo Tallo e quindi pubblici ufficiali hanno registrato in sette distinti giorni, dal 14 al 23 maggio 2007, un prelievo di calcestruzzo, sebbene in tali giorni non siano state eseguite forniture”.
“Ebbene emerge in tutta evidenza – dice il consulente – la falsa attestazione di Turriciano e di Sacco atteso che i calcestruzzi esaminati non sono conformi alle prescrizioni progettuali, mostrando valori di resistenza significativamente inferiori, con una differenza media superiore al 40 per cento”.

I due pubblici ufficiali per conto del Genio civile avevano il compito di controllare la qualità del materiale utilizzato.
Ma i controlli sarebbero stati effettuati solo sulla carta.

E’ di origini castellammaresi Andrés Gil idolo internazionale delle teen-ager

Si chiama Andrés Gil ed è il protagonista con Natalie Perez della serie TV “Incorreggibili” (Consentidos, in originale), in onda in Italia su Boing TV.
E’ arrivato con la coprotagonista al Telefilm Festival 2011 di Milano ed il suo incontro con pubblico e addetti ai lavori è stato uno degli eventi clou della rassegna.
I due giovani attori hanno piacevolmente animato la penultima giornata del Festival, partecipando ad una vivace e frizzante conferenza stampa tenutasi durante la mattinata e ad un incontro pomeridiano aperto al pubblico.

Sia Gil che la Perez hanno sottolineato il grande calore con cui sono stati accolti qui in Italia, un paese che non amano soltanto per le ovvie questioni legate ai fan, ma anche per molti altri aspetti come la cultura, il cibo e lo shopping.
Se Natalie si è dichiarata ammaliata da ciò che Milano è in grado di offrire in fatto di moda.
Ben più profonde sono state le parole di Andrés riguardo l’Italia, con la quale ha un vero e proprio legame di sangue, avendo dichiarato essere i suoi parenti originari della Sicilia e più precisamente di Castellammare del Golfo.
Possiedo la cittadinanza italiana e vado molto fiero delle mie origini” ha dichiarato Andrès.

Secondo quanto dichiarato dal direttore di Boing Tv Silvio Carini nell’ambito della conferenza stampa, “Incorreggibili” è risultato essere il prodotto con il maggior seguito di pubblico dell’intero palinsesto della rete nell’arco dell’ultimo anno, superando addirittura i 500.000 spettatori.
Un risultato, quello ottenuto da “Incorreggibili”, che potrebbe addirittura incalzare e fare concorrenza a un fenomeno ormai epocale come “Il mondo di Patty“, la serie probabilmente più rappresentativa per il pubblico preadolescenziale di questo scorcio di secolo e alla quale ha partecipato lo stesso Andrés Gil, lanciandosi da lì come nuovo idolo delle teen-ager.
Incorreggibili” rappresenta quindi per Andrés Gil una vera e propria consacrazione del successo su scala internazionale.

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