Qui per stare con Rosario Crocetta non si aspetta che lo ammazzino !

L’ultimo Presidente che provò in Sicilia a rompere gli equilibri consolidati e votati al malaffare fu Piersanti Mattarella il quale pagò con la vita l’avere osato tanto.
Piersanti Mattarella era democratico cristiano, esponente di primo piano ed espressione ai massimi livelli delle istituzioni della Democrazia Cristiana, del medesimo partito cui facevano riferimento gli artefici ed i protagonisti degli equilibri malsani e del malaffare che Mattarella intendeva attaccare e sconfiggere e da cui invece sarà sconfitto pagando con la propria vita.
La consapevolezza di tale circostanza, lo stare nel medesimo partito che esprimeva contemporaneamente istanze di cambiamento ed istanze di conservazione in opposizione aspra e difficilmente conciliabili, non fece velo a Piersanti Mattarella, non lo portò ad uscire dalla Democrazia Cristiana, ma al contrario, lo rese ancor più determinato a percorrere quella carriera politica fatta anche di compromessi e tolleranze che lo avrebbe portato al culmine della carriera politica alla Presidenza della Regione Siciliana.
Per lui giustamente sono state scritte queste parole sulla lapide che ricorda il luogo del delitto: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede”.

Oggi personalmente credo che alla Regione Siciliana vi sia di nuovo chi sta combattendo la “buona battaglia” contro gli equilibri consolidati ed il malaffare, il suo nome è Rosario Crocetta.
Oggi Rosario Crocetta ha sentito il bisogno di comunicare il suo preoccupato e preoccupante stato d’animo con una nota su FaceBook:

La Casta e la Suburra

Certo è singolare che all’indomani di vicende come quella del Ciapi, della formazione, di Sicilia e-servizi, degli ex Pip di Palermo, l’andamento della vita regionale e il dibattito politico, seguano il ritmo a cui assisto fin dal primo giorno del mio insediamento. Gli ex Pip che si lamentano “non siamo tutti mafiosi”, – ma chi lo ha mai detto? Altrimenti li avremmo licenziati tutti; alcuni ragazzini della formazione, che inconsapevoli, intonano una canzoncina davanti Palazzo d’Orleans “non toglieteci il futuro”, dove il futuro dovrebbe essere quello dello IAL che riceve i fondi e non paga i lavoratori, quello della parentopoli infinita – che non è solo Messina – ma che riguarda i corsi di formazione, i piani di comunicazione, gli appalti del CAS, gli appalti sempre a trattativa negoziata e la loro sistematica proroga o rinnovo, i consigli di amministrazione gestiti dalla politica e che tali devono rimanere perchè altrimenti “ Crocetta costruisce il suo partito”. In tutto questo, la politica da dicembre discute di rimpasto, di mancata spesa dei fondi europei e adesso di Megafono. E’ come la storia di quei famosi teologi che parlano di sesso degli angeli durante la pestilenza di Bisanzio.
Il PD è vergine, il “Megafono, non l’aveva considerato”; alcuni tuonano “Crocetta ha fatto un altro partito!”. Solo che i partiti hanno tessere, uno statuto, un segretario etc, noi abbiamo gente che condivide un’idea, ma questo non importa nel gioco delle correnti, come non importa se esponenti del PD rischiano l’arresto, conta che “riusciranno a dimostrare la loro innocenza”.
C’è un sistema politico che, invece di pensare alla rivoluzione, a snidare il malaffare, alla legalità, agli interessi clientelari e politici da debellare, continua a fare il processo al presidente Crocetta.
Ma processo per cosa? La spesa europea non è stata investita? Noi abbiamo avuto il via libera da Bruxelles solo il 5 luglio scorso, quindi siamo responsabili dell’ultimo quadriennio o degli ultimi 10 giorni? Una colpa gravissima. “Confiteor ad Ars onnipotentem”.
E’ questo il confronto che si vuole? E’ questa la politica del dialogo? Mi sarei aspettato un dibattito nel corso del quale il governo potesse illustrare il piano di spesa e il suo calendario ben preciso, per altro già noto alla stampa Ma l’importante è non discutere di temi veri, come i 200 milioni di Sicilia e-Servizi, i 160 della comunicazione, quelli del CAS, i soldi che non sono stati versati da Mercadante, gli appalti assegnati con trattativa negoziata e prorogati o rinnovati alla loro scadenza.
Il sistema deve girare com’è girato prima, con la suburra che attacca il Palazzo a colpi di pistola e molotov, per continuare a pagare gente in carcere col 416bis, con i ragazzi degli enti di formazione che protestano perchè non vengono pagati dagli enti che incassano e distraggono le somme.
Ecco che il sistema scopre di non avere antidoti e al centro del dibattito mette “che fa il Megafono?”, – che è nato alle scorse regionali come una lista all’interno del centro sinistra, riconosciuta e voluta da tutti. Il vero tema è la questione morale come questione siciliana, economica, che ha prodotto il pozzo di San Patrizio dei furti al bilancio regionale e la corruzione. Così, con mio grande rammarico, continuo a registrare la mia profonda “diversità” che è soltanto quella di non volere essere complice di un sistema di potere di cui la Sicilia si deve disfare.
Sarà la casta a buttarmi fuori dal Palazzo? O la suburra che, come si dice a Palermo, avrebbe pagato per entrare nei servizi di pubblica utilità, o forse lo faranno insieme? O forse sarà la mafia, seguendo un metodo più classico o i dossier inviati quotidianamente da qualche avvocato di Palermo, che col sistema di potere c’entra e molto? Resta il fatto che a 8 mesi dal mio insediamento, quando vado in giro noto i sorrisi delle ragazze e dei ragazzi siciliani, dei disoccupati, delle casalinghe , della gente comune. E questo mi dà forza. Sono convinto che vinceremo, ma se dovessi “morire”, si sappia che lo farò stando in trincea, sulle barricate, fino all’ultimo respiro. Nessuno si illuda che dopo il mio governo, la Sicilia tornerà ad essere quella che era.
Io ci metto tutto in questa battaglia, anche la vita se è necessario.

Rosario Crocetta”

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n.b. – il grassetto è di Diarioelettorale

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Castellammare del Golfo ospiterà il Campionato mondiale Offshore di Class 1 ?

Dicono che saremmo in competizione con Trapani per ospitare una tappa del Campionato mondiale Offshore di Class 1 tra il 9 ed 12 agosto prossimi.

Trapani e Castellamare del Golfo, derby per la coppa del mondo di Offshore

Sarà Trapani o Castellamare del Golfo la città siciliana che ospiterà la tappa del Campionato mondiale Offshore di Class 1 che si celebrerà tra il 9 e il 12 agosto? La gara nella gara si concluderà alla fine di febbraio quando la H2o Racing Powerboat Promotion e Class1 Pzr Promotion, promoter esclusivo di Class1, decideranno la futura location che ospiterà la sfida tra le barche più veloci del mondo appartenenti agli uomini più ricchi del pianeta.

In ogni caso sarà il mare cristallino della Sicilia, e per la prima volta in assoluto la provincia di Trapani, a fare da sfondo al Gran Premio di Class 1, World Powerboat Championship, denominato Gran Prix of Sicily, evento d’elite promosso dalla società B.Plan Sport & Events srl che ha sede in Milano in collaborazione con The Player International club e finanziato dalla Regione Siciliana, tra i Grandi eventi dell’assessorato al Turismo.

Performance estreme, in puro stile italiano, che rendono la manifestazione un richiamo turistico potente, attirando una gremita folla di fan di sport motoristici, in grado di dare lustro e notevole indotto economico al territorio in cui si svolge, con presenze facoltose ed eventi collaterali.
Un mix di adrenalina e competizione a cui prendono parte barche costruite con le meccaniche dei motori più avanzati e sofisticati, per una velocità massima di 250 km/h, da 0 a 160 km/h in meno di 4 secondi, guidate da team provenienti da Italia, USA, Svezia, Portogallo, Australia, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Cina, Russia, che attrae annualmente oltre 1 milione di spettatori in tutto il mondo e 250 milioni di contatti televisivi.“.

E intanto Raffaele Lombardo licenzia tutti

La crisi che era nell’aria alla Regione Siciliana è ora realtà.

Raffaele Lombardo dopo l’escalation dello scontro con il Pdl dei giorni scorsi ha deciso di azzerare la giunta regionale di governo e sembra voglia tentare di cambiare maggioranza, ove la sua iniziativa non produca una netta spaccatura delle diverse anime del Pdl

Il Presidente ha reso noto le sua intenzioni nel corso di una conferenza stampa convocata d’urgenza a Palermo.

Ho chiesto a tutti gli assessori di presentare le dimissioni e 7 lo hanno già fatto – ha detto Lombardo – perchè stare in questo governo significa non sabotarlo. Questa casa va rasa al suolo e ricostruita”.

Lombardo ha spiegato che in 48 ore sarà possibile dar vita ad una nuova giunta in grado di governare, “si riscrive un programma e si riparte con chi ci sta. Non penso di ribaltare le alleanze dell’anno scorso. Sarà una giunta composta da forze politiche e da esterni”.

Alla domanda se potranno, tornare alcuni degli assessori ha spiegato: “Potranno anche tornare tutti” ma “ho il dovere di pretendere coerenza, sintonia, collaborazione».

Alessandro Pagano, deputato del Pdl ha dichiarato: “L’azzeramento della giunta regionale siciliana è la prova concreta che Lombardo ha perso la testa.”

Intanto circolano già i nomi di chi potrebbe entrare, entro 48 ore, nella squadra del nuovo governo Lombardo.

Raffaele that’s amore

Leggere che Raffaele Lombardo, secondo il “Governance Poll 2008“, realizzato da Ipr Marketing per “Il Sole 24 Ore” che fotografa il gradimento di sindaci, governatori e leader provinciali, è il più gradito tra i governatori di regione, con tutto il rispetto per la persona e per il politico, non può che suscitare interrogativi, sulla validità e sul senso di queste rilevazioni.

Un tale risultato, infatti,  porterebbe ad escludere che la soddisfazione dei cittadini verso il politico, (in Sicilia almeno), dipenda dai risultati ottenuti dallo stesso politico nell’azione amministrativa.

Una recente indagine sulla qualità della vita, sempre de “Il  Sole 24 Ore” vedeva infatti all’ultimo posto tra le regioni italiane proprio la Sicilia, e nella classifica per Province, agli ultimi posti quasi tutte le Province dell’Isola.

Ora se tanto mi dà tanto dovrebbe pur ravvisarsi, in una parte non minoritaria dei cittadini, una certa corrispondenza tra giudizio sugli amministratori e giudizio sui risultati dell’amministrazione.

Al contrario invece, come dice “Il Sole 24 Ore“:  “È la Sicilia la Mecca del consenso per governatori e presidenti di Provincia. Nelle graduatorie del consenso 2008 l’isola fa incetta di primati: con il suo presidente Raffaele Lombardo toglie al governatore della Lombardia Roberto Formigoni, per la prima volta in tre anni, la maglia rosa del seguito elettorale, e con i presidenti di Catania, Messina e Palermo occupa interamente il podio dei leader provinciali.
Il dominio siciliano si spiega anche con l’effetto luna di miele, che spinge in alto un gruppo di amministratori che si è insediato dopo aver ottenuto al turno elettorale della scorsa primavera le percentuali spesso bulgare che da anni accompagnano le performance isolane del centrodestra. Lo stesso fenomeno porta al quinto posto il presidente della Provincia di Siracusa Nicola Bono e il collega di Agrigento Eugenio Benedetto D’Orsi, mentre i primi tre, pur mantenendosi ovviamente a livelli altissimi, vedono dimagrire di 6-7 punti il plebiscito ottenuto qualche mese prima alle urne.
“.

Sarebbe quindi “L’effetto luna di miele” il fattore determinante che spiegherebbe il risultato di Raffaele Lombardo e quello dei presidenti delle Province Siciliane, Giuseppe Castiglione, Nanni Ricevuto, Nicola Bono, Benedetto d’Orsi, e Mimmo Turano.

Poco convincenti appaiono, francamente, le altre argomentazioni di dettaglio a sostegno del risultato di Lombardo che si riscontrano nell’articolo di Gianni Trovati, per non dire delle argomentazioni delle personalità intervistate dall’AdnKronos.

Dice Lillo Miceli su “La Sicilia” che c’è da esserne orgogliosi, e che:  “Finalmente, tra le tante classifiche che vedono la Sicilia sempre tra gli ultimi posti, ce n’è qualcuna che la fa balzare al primo. Anzi due: il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, nei loro rispettivi ambiti, sono i «più amati dagli italiani». E non soltanto loro. Fanno da degna cornice i presidenti delle Province di Messina (Ricevuto), Palermo (Avanti), Siracusa (Bono) e tra i sindaci quello di Ragusa, Nello Dipasquale. Un fior fiore di classe dirigente che certamente saprà fare balzare ai primi posti anche gli enti che amministrano. Infatti, sarebbe mera gloria se insieme con la loro popolarità non crescessero gli indici economici e sociali della nostra terra.“.

Speriamo bene.

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Governo Lombardo, “più parenti, meno competenti”

Sembra sempre più quello del titolo “più parenti meno competenti” lo slogan che sintetizza l’azione di governo, del Presidente Raffaele Lombardo, nei confronti della macchina amministrativa regionale.

Dopo il caso delle assunzioni nei ruoli dirigenziali per “meriti familiari”, e la vicenda del bando per arruolare 30 manager esterni per gestire i programmi finanziati dai fondi europei, visto che la Regione non ha tra i suoi 2.300 dirigenti persone competenti in materia, una nuova tegola, per altro prevedibile, si abbatte sul governo siciliano, Gabriella Palocci, dirigente generale della Programmazione, ha concluso il suo impegno professionale presso la Regione Siciliana.
La programmazione dei prossimi fondi europei 2007-2013 perde quindi la testa pensante
che aveva consentito negli ultimi anni di conseguire i primi lusinghieri risultati nell’utilizzo dei fondi europei dopo un lungo periodo di incomprensioni ed incomunicabilità tra burocrazia regionale e burocrazia europea nel quale andarono perse ingenti risorse a scapito delle speranze di sviluppo dei siciliani.

Gabriella Palocci, la supermanager della Programmazione, già ex dirigente del Tesoro che da sette anni guidava in Sicilia l’imponente macchina dei fondi europei, più volte negli ultimi anni aveva annunciato di voler lasciare, infine alla risoluzione del rapporto, per ultimo richiesto nella scorsa primavera e a cui Lombardo aveva chiesto di soprassedere, si è giunti consensualmente, dopo un incontro col Presidente.

Non è dato ancora sapere chi sostituirà la Paolocci, ma non vi è dubbio che ciò che si profila, una scelta interna alla burocrazia regionale, sulla base di rapporti fiduciari e/o di appartenenza politica, significherà un ritorno al passato che la Sicilia non è nelle condizioni di permettersi.