Se Scala e Fazio avevano ragione, allora è vero che tanti, ma tanti altri, avevano torto

E’ di pochi giorni fa la notizia che la Corte Costituzionale, presieduta da Franco Gallo ha dichiarato illegittima l’applicazione delle sanzioni economiche sul mancato rispetto del patto di stabilità per le regioni a Statuto Speciale.
Nello specifico, la Corte ha dichiarato l’illegittimità Costituzionale dei controlli e delle sanzioni introdotte con il D.Lgs. 149/2011 e rafforzate con il D.L. 174/2012.
Tali disposizioni, per effetto della suddetta sentenza perdono quindi di efficacia.
Nelle regioni a Statuto speciale vengono considerati illegittimi anche i controlli degli Ispettori della Ragioneria Generale e l’intero apparato sanzionatorio per chi sfora il “Patto di Stabilità”.
Scompaiono quindi anche le norme relative ai tagli di spesa, il blocco dell’indebitamento, quello delle assunzioni e i tagli alle indennità.
Parimenti, anche le disposizioni di legge che autorizzano la Corte dei Conti alla procedura del cosiddetto “dissesto guidato” nei confronti degli enti locali, non trovano immediata applicazione nel territorio della nostra Regione.

In pratica la sentenza stabilisce che le norme del governo Monti non possono essere applicate ai comuni delle regioni a Statuto Speciale.
Una decisione che arriva, in alcuni casi, quando i primi provvedimenti sono già partiti anche in comuni importanti quali Cefalù e Milazzo.
E se Cefalù aveva deciso di fare ricorso, Milazzo invece aveva accettato la dichiarazione dello stato di dissesto e le relative procedure erano state avviate.

Per ciò che riguarda il trapanese non verranno quindi applicate le sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità per il Comune di Alcamo e per Trapani. E dovranno essere ripristinati nella loro interezza i trasferimenti finanziari ai due comuni riportando gli Enti in buona salute finanziaria e con una capacità di spesa nettamente superiore rispetto a quella fin qui prevista, aprendo alla possibilità di creare investimenti e occupazione.

La notizia naturalmente è stata accolta con legittima soddisfazione e senza polemiche nei confronti dei detrattori delle sue scelte di politica amministrativa dall’ex Sindaco di Alcamo, Giacomo Scala.

Le scelte fatte – ha commentato l’ex Sindaco di Alcamo – non si sono rilevate penalizzanti per la Città e si sono dimostrate scelte di buona amministrazione. Decisioni che non hanno lasciato in difficoltà l’economia e le imprese locali. Ne eravamo convinti e adesso abbiamo avuto la certezza“.

Non così l’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio il quale coglie l’occasione della sentenza per rinnovare la sua polemica nei confronti dell’attuale sindaco di Trapani Vito Damiano e chiederne le dimissioni:

Sentenza Corte Costituzionale su patto di stabilità e sanzioni. Fazio: ‘Ora il sindaco di Trapani non ha più scuse’

‘L’attuale sindaco di Trapani non ha più scuse da accampare e mi auguro che la finisca di andare a raccontare bugie, ora che anche la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di una serie di norme relative al patto di stabilità ed al meccanismo delle sanzioni. Per un intero anno non ha fatto altro che dire che non poteva operare perché non c’erano soldi al Comune, cosa che, ancor di più oggi, che al Comune verranno pure restituiti i soldi del minor trasferimento da parte dello Stato, è assolutamente falsa’. Lo afferma l’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio, dopo la recente sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dato ragione alla Regione Siciliana sull’illegittimità dell’applicazione delle sanzioni agli Enti locali dell’isola per lo sforamento del patto di stabilità. ‘Avevo già detto a settembre dello scorso anno, quando il sindaco per giustificare l’aumento delle tasse aveva sostenuto che ciò si era reso necessario per lo sforamento del patto di stabilità nell’anno precedente, che non si potevano raccontare favole alla gente e che non si potevano fare ricadere sulla precedente amministrazione responsabilità che invece sono dell’attuale. Non dimentichiamo che questa Amministrazione, in maniera assolutamente sconsiderata ed inutile, aveva messo in vendita un bene tutelato, come il Lazzaretto, non si sa bene per fare cosa. La recente sentenza della Corte Costituzionale ha ridato giustizia a tutti quei Comuni, com’era Trapani con la precedente amministrazione, che hanno lavorato con attenzione ed interesse verso i propri territori, realizzando opere necessarie, pagando puntualmente le ditte, favorendo lo sviluppo e salvaguardando la spesa sociale. La verità è che l’attuale sindaco continua a non sapere neanche di cosa parla ed evidentemente non è interessato agli argomenti che dovrebbero costituire la sua quotidianità: non sa cos’è il patto di stabilità, ne’ cos’è il bilancio comunale, continua a non comprendere che ogni azione (ed anche l’immobilismo ed il disinteresse) si ripercuote in maniera pesantissima sulla città. Lo scorso anno, proprio alla luce del ricorso della Regione innanzi la Corte Costituzionale, ho invitato il sindaco ad interessarsi della questione relativa al patto di stabilità ed a proporre a sua volta ricorso. Per lungo tempo l’Amministrazione ha fatto orecchie da mercante, arrivando infine a costituirsi in giudizio quasi trascinata per i capelli dall’Anci e dagli altri Comuni.
Ora non ci sono più alibi e non ci si può trincerare dietro falsità, propinate alla gente, come se fosse stupida ed ignorante. Chi ha scelto l’attuale sindaco aveva scelto non lui, ma la continuità amministrativa, tradita invece all’indomani dell’elezione. Solo questo dovrebbe portare ad una riflessione da parte dell’attuale sindaco che ha dimostrato in poco più di un anno di non essere in grado di gestire la città, di ascoltarne i bisogni e le esigenze, di favorirne la crescita. I cittadini non lo vogliono perché non era questo che avevano scelto e non era così che si era proposto in campagna elettorale, mistificando, già allora, quelli che erano i suoi reali propositi, finalizzati a distruggere tutto quanto fino a quel momento era stato fatto. Che l’attuale sindaco prenda atto del malcontento generale e, se ha ancora a cuore quella che dovrebbe essere la sua città, faccia con coscienza un passo indietro‘. “

La presidenza dell’ANCI a Giacomo Scala sindaco di Alcamo

Il nuovo presidente regionale dell’Associazione dei comuni siciliani e’ da ieri 23 luglio Giacomo Scala, sindaco a fine mandato di Alcamo, espressione dell’area Innovazioni del Pd (gli ex margheritini di Papania e Genovese), e prossimo deputato regionale del Pd.
L’esponente del Partito democratico conquista la carica che da oltre un decennio era appannaggio del centrodestra, ed in particolare negli ultimi anni del pessimo sindaco di Palermo Diego Cammarata.
Scala, e’ stato eletto per acclamazione, a conclusione della decima assemblea congressuale dell’Anci Sicilia, svoltasi a Palermo.
L’asse Terzo polo-Pd è riuscito a catalizzare un vasto consenso, ben oltre gli steccati degli schieramenti.
L’elezione del nuovo presidente e’ avvenuta dopo la nomina dei 65 membri del consiglio regionale. Nello Di Pasquale, sindaco di Ragusa, e’ stato invece nominato vicepresidente vicario.
Il Giornale di Sicilia, che evidentemente non ama questa maggioranza, con un pezzo di Giacinto Pipitone, si attarda oggi in una analisi tesa a sottolineare lo sfaldamento in casa Pd quale conseguenza di alcuni spostamenti di uomini dallo stesso Pd all’Api il microscopico partito di Rutelli, facendo passare in secondo piano i significati politici che possono leggersi dietro l’elezione di Scala.
Al di là delle dichiarazioni di circostanza, l’elezione di Scala infatti, segna il consolidarsi di un asse quello tra Terzo polo e Pd che sembra destinato a segnare la politica isolana nei prossimi anni e che già da settembre potrebbe dare luogo ad un rimpasto della giunta Lombardo con l’inserimento di politici del Pd e dell’Udc.
Di fatto il processo di perdita di centralità politica del Pdl che in Sicilia aveva già segnato un punto con l’elezione di Raffaele Lombardo alla presidenza della regione sembra destinato a continuare nella prossima tornata amministrativa del 2012.
Non è privo di fondamento quanto dichiarato nei giorni scorso da Raffaele Lombardo alla convention del Terzo polo: “Qualcuno si chiede se il Terzo polo potra’ avere ruolo importante, se ci sono le condizioni perche’ questo avvenga. Noi la risposta gia’ ce l’abbiamo… il terzo polo governa una regione che, con tutto il rispetto non e’ il Trentino o la Val D’Aosta, ma e’ una grande regione italiana, la Sicilia con i suoi cinque milioni di abitanti, con un gruppo di 30 parlamentari che e’ il piu’ grande del consiglio regionale“.
Quanto invece al suo auspicio “Che si possa chiudere al piu’ presto presto una ventennale parentesi che ci lascia degrado economico e morale e grande crisi“, ci sfugge chi identifichi lo stesso Raffaele Lombardo nella veste di protagonisti della parentesiche ci lascia degrado economico e morale e grande crisi” e per quale oscura ragione ritenga di doverne essere identificato non come corresponsabile, ma come oppositore.
Il solito vecchio, caro, trasformismo isolano.

Ad Alcamo sono conservatori

E si, così per non perdere memoria delle antiche tradizioni locali vi è chi in forma anonima e senza ostentazione del proprio amore per la tradizione si dedica alla mai dimenticata nobile (si fa per dire) arte del tagliare le gomme delle auto.

Ultima vittima l’Alfa 166 utilizzata dal sindaco di Alcamo, Giacomo Scala, come auto di rappresentanza.
L’episodio è stato denunciato nei giorni scorsi dallo stesso primo cittadino ai carabinieri, che hanno avviato indagini.

Ma il sindaco nella disavventura è in buona ed autorevole compagnia. In precedenza (alcuni mesi fa) infatti, sempre ad Alcamo, gli “amanti della tradizione” avevano riservato il medesimo trattamento all’auto del Vescovo di Trapani, Monsignor Francesco Miccichè, in visita pastorale alla cittadina del bianco D.O.C..

Alcamo … again !

Macchia oleosa di 3 km nel litorale di Alcamo Marina

TRAPANI – Una macchia oleosa, che si estende per circa tre chilometri, è comparsa nelle acque antistanti il litorale di Alcamo Marina (Tp). Il vice sindaco, Massimo Fundarò, ha escluso che il problema possa derivare dal depuratore comunale: “Abbiamo effettuato i controlli e l’impianto funziona regolarmente”.

“Dopo 25 anni eravamo riusciti, finalmente, a togliere il divieto di balneazione lungo l’intero litorale che si estende per sei chilometri – dice Fundarò – Purtroppo, oggi, l’incoscenza di qualcuno e lo scarso senso civico, hanno vanificato gli sforzi compiuti dall’amministrazione comunale per rendere fruibile la spiaggia”.

Per il sindaco, Giacomo Scala “l’inquinamento potrebbe derivare dagli scarichi abusivi posti a valle del depuratore”. Tra le ipotesi anche quella degli autospurghi che scaricherebbero le acque nere nel torrente.

da La Sicilia

Qui ad Alcamo, in Sicilia, abbiamo una piaga … la musica “metal”!

Tutte queste cose qui, questo, questo, questo per citare solo le prime cose che ci vengono in mente senza alcuna pretesa di essere esaustivi,  ed anche quanto descritto nel video che segue,tratto da un’inchiesta di una trasmissione televisiva sui giovani di Alcamo, sono gli evidenti effetti della frequentazione della musica “metal“.

Quindi, visto che ad Alcamo il 22, 23 e 24 luglio doveva tenersi il SikelianHell MetalFest, tre giorni di musica “metal” appunto,  l’evento è stato annullato, a quanto si dice, per le pressioni della locale chiesa cattolica, vescovo in testa, preoccupati per i costumi e la moralità dei cittadini alcamesi e non solo.

Le pressioni, avrebbero fatto sì che il Comune di Alcamo, guidato dal sempre pio, devotissimo e sodale del Senatore Papania, dott. Giacomo Scala del Pd, non desse seguito alla promessa di disponibilità dello stadio Catella per la tre giorni di musica “satanica”, rendendo di fatto impossibile l’ evento, unico nel suo genere in Sicilia.

E si è proprio tutta colpa del “metal” !

E in Sicilia le tre piaghe son sempre lì

Camillo Iovino e Giacomo Scala, sindaci nella tempesta

A Valderice

il Sindaco Camillo Iovino (centrodestra) ha avuto notificato un avviso di garanzia per favoreggiamento a seguito delle indagini sulla inchiesta antimafia “Cosa Nostra Resort”.
Il Sindaco Camillo Iovino è indagato per favoreggiamento, con l’aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa.
Iovino, che era stato ascoltato dopo l’operazione antimafia, nella quale venne arrestato e succesivamente scarcerato, il suo  vicesindaco Francesco Maggio, si era dichiarato estraneo a qualsiasi coinvolgimento, ma ora viene tirato dentro l’operazione che ha in Masino Coppola, imprenditore edile e del turismo, il principale indagato.

Ad Alcamo

il Sindaco Giacomo Scala (centrosinistra )ha avuto notificato un divieto di dimora per 15 giorni dal giudice per le indagini preliminari di Trapani, Massimo Corleo.
Il divieto di dimora avrebbe portato il Sindaco Scala a pernottare a Castellammare del Golfo.
Il grave provvedimento giudiziario è stato emesso a conclusione della indagine avviata dalla magistratura e relativa alla nomina di tre consulenti esterni al Comune.
Il provvedimento sarebbe limitato all’incidente probatorio che dovrà accertare le eventuali responsabilità nel contenzioso aperto tra il primo cittadino ed i consulenti che hanno poi lasciato il loro incarico. Scala sarebbe riunito con i suoi legali per verificare le carte e per comprendere il provvedimento del giudice per le indagini preliminari Massimo Corleo.
Giacomo Scala, 45 anni, dipendente dell’agenzia regionale del Lavoro, è al suo secondo mandato come primo cittadino alla guida di una giunta di centrosinistra eletta nel maggio del 2007.
Lo stesso sindaco, nei mesi scorsi, aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di abuso d’ufficio.
Le nomine in discussione sono quelle di Antonio Fundarò, Liborio Ciacio e Giuseppe Pipitone.
Con lui è indagato anche il segretario comunale Cristoforo Recupati.