Solidarietà … blà … blà … blà
Ricordate la recente alluvione in provincia di Messina (Giampileri, Scaletta Zanclea ecc.) con le decine di morti, feriti, e centinaia di famiglie senza casa ?
Si che la ricordate, e ricorderete pure le dichiarazioni di cordoglio, la solidarietà e gli impegni degli esponenti politici siciliani per una pronta e rapida rinascita delle zone alluvionate.
Ma al dunque, per come riferisce “Siciliainformazione“, citando una scoperta dell’associazione sicilianista “I Gattopardi”, che, tra le altre cose, effettua un lavoro di monitoraggio dei comportamenti parlamentari dei rappresentanti isolani nelle due Camere, sono proprio i parlamentari siciliani a votare contro l’emendamento alla Finanziaria “bipartisan” in quanto proposto da Gianpiero D’Alia dell’Udc e sottoscritto dai senatori Finocchiaro e Garraffa del Pd e Pistorio dell’Mpa, con il quale si chiedeva di prevedere uno stanziamento di 100 milioni di euro per i luoghi del messinese colpiti dall’alluvione.
Il tutto è accaduto nella seduta n° 082 del Senato, nella quale bisogna distinguere il comportamento dei senatori isolano in almeno tre tipologie di sensibilità politica, sul piano pratico e del risultato i primi due gruppi vanno raggruppati, restando eventualmente utile alla causa della Sicilia e degli alluvionati solo il voto del terzo gruppo :
1)-”Della Sicilia e degli alluvionati non me ne fotte prorio !”
2)-”Sicilia, alluvionati ? Ho altro a cui pensare !”
3)-”La Sicilia e gli alluvionati perchè no ?”
Al primo gruppo che chiameremo degli “ascari” avendo votato decisamente “no” appartengono:
ALICATA BRUNO (PDL)
BATTAGLIA ANTONIO (PDL)
CENTARO ROBERTO (PDL)
FIRRARELLO GIUSEPPE (PDL)
FLERES SALVO (PDL)
GALIOTO VINCENZO (PDL)
STANCANELLI RAFFAELE (PDL)
VICARI SIMONA (PDL)
VIZZINI CARLO (PDL)
Al secondo gruppo che chiameremo degli “ignavi” appartengono coloro che “se c’ero ero distratto“, si sono astenuti (con immenso dolore immagino), non hanno votato, erano assenti, in missione ecc.
BIANCO ENZO (PD)
CRISAFULLI VLADIMIRO (PD)
CUFFARO SALVATORE (UDC-SVP-Aut)
D’ALI’ ANTONIO (PDL)
FERRARA MARIO (PDL)
FINOCCHIARO ANNA (PD)
NANIA DOMENICO (PDL)
OLIVA VINCENZO (MISTO-MPA)
PAPANIA ANTONINO (PD)
Al terzo gruppo che chiameremo degli “almeno ci provo” appartengono coloro che hanno espresso il loro voto favorevole.
ADRAGNA BENEDETTO (PD)
BURGARETTA APARO SEBASTIANO (MISTO – MPA)
D’ALIA GIANPIERO (UDC-SVP-Aut)
GARRAFFA COSTANTINO (PD)
GIAMBRONE FABIO (IDV)
LUMIA GIUSEPPE (PD)
PISTORIO GIOVANNI (MISTO-MPA)
SERAFINI ANNA MARIA (PD)
Un caso a parte è quello del presidente Schifani del Pdl che non ha partecipato alla votazione (forse perchè presidente dell’assemblea), mentre un caso singolare è quello della senatrice Anna Finocchiaro, siciliana, eletta in Sicilia, capogruppo dei senatori del Pd e cofirmataria dell’emendamento, ma assente al momento della votazione.
Arte di strada in 3D – Julian Beever
A tutti sarà capitato di vedere all’opera, sui marciapiedi o sulle strade delle nostre città, i cosiddetti “Madonnari” dipingere con i gessi pregevoli volti di Madonne ma anche riproduzioni di celebri capolavori e ritratti.
L’inglese Julian Beever dipinge sui marciapiedi ricercati paesaggi a tre dimensioni, impressionanti per il realismo della illusione ottica e per il modo di mescolare elementi architettonici già presenti con i dipinti, in modo tale che gli osservatori percepiscano cavità o oggetti tridimensionali che in realtà non esistono.
La tecnica prospettica utilizzata da Beever è detta “anamorfismo”, un effetto di illusione ottica per cui una immagine viene proiettata sul piano in modo distorto tale per cui il soggetto originale è riconoscibile solo guardando l’immagine da una posizione precisa (ana- + morfosi = forma ricostruita).
Nei video alcune opere di Julian Beever:
e Julian all’opera:
Torna a casa Massimo !
L’Italia come è noto può vantare a suo merito di essere tra i paesi fondatori del progetto politico che a partire dall’immediato dopoguerra ha portato alla costituzione di quella forma di aggregazione politica tra stati che oggi conta ben 27 stati e che chiamiamo Unione Europea.
Tra i protagonisti del lancio e della faticosa e paziente crescita di quel progetto vi furono le famiglie politiche dei liberali, dei democristiani e dei socialisti.
Non fu tra i protagonisti di quel progetto la famiglia politica comunista che pure aveva un consistente seguito in paesi come l’Italia e la Francia.
Oggi Massimo D’Alema, candidato alla carica di Alto rappresentante UE per la politica estera, già comunista, e quindi in quanto partecipe delle tante conversioni degli ex comunisti italiani, approdato alla famiglia dei socialdemocratici europei, per i medesimi socialdemocratici europei, e’ si “un eccellente candidato” ma ha un problema “e’ il candidato di un governo non socialista”.
I socialisti europei pertanto hanno proposto la candidatura della britannica Catherine Ashton, attualmente Commissario UE al Commercio, alla carica di Alto rappresentante UE per la politica estera.
Ennesimo disastro.
Diarioelettorale rende l’onore delle armi allo “statista trombato” e lo saluta con un “Torna a casa Massimo !”, come il titolo di un noto film di un eroe della nostra infanzia.
Gli avevano detto di non bere !
Altro che “Trash the dress” ! Esilarante il momento dell’assalto della ragazza ubriaca al palo.
Invidia ? Gelosia ? Solitudine ?
Resta il fatto che è stato un indimenticabile matrimonio di “riso,lacrime e sangue” !
Trash the Dress
Dicono sia la nuova tendenza della classica foto di matrimonio e che in USA la chiamino “Trash the Dress”. Gli scatti poi dicono essere “high fashion photography”.
Sarà vero, ma la sposa così inzuppata come si presenta al ricevimento ?
Pesca al tonno rosso ridotta del 40%, l’Italia vota contro
Ieri l’Iccat, l’organizzazione internazionale che gestisce la pesca del tonno rosso e riunisce 48 Paesi, ha ridotto di un oltre un terzo le quote di «catture » consentite nell’Atlantico e nel Mediterraneo, dopo un lungo negoziato con la Commissione europea, a Recife in Brasile.
La risorsa tonno rosso è in rapido calo, da molti anni, e va salvaguardata.
Nel 2010, è prevista la riduzione del 40% dele prede consentite, nell’Atlantico e nel Mediterraneo, sul piano pratico si passerà dalle attuali 22.000 alle 13.500 «catture».
Sarà inoltre ridotta la stagione di pesca che, durerà un solo mese, dal 15 maggio al 15 giugno, e non saranno consentite proroghe giustificate dal maltempo.
Infine, i Paesi iscritti all’Iccat si sono impegnati a dimezzare la capacità delle loro flotte.
“È un importante risultato – ha detto il presidente dell’Iccat, Fabio Hazin – ed è in piena conformità con il parere degli scienziati. Grazie alle riduzioni delle quote, vi sarà un 60 per cento di probabilità che i grandi banchi di tonno si ricostituiscano nel giro di 15 anni”.
Sulla pesca del tonno rosso di pù qui
In Sicilia, provincia di Trapani, c’è gente così … e poi c’è Papania
Catturato il capomafia Raccuglia
Gente in strada applaude e grida ’scemo’
PALERMO – Era già successo altre volte in occasione dell’arresto di boss di rango come Giovanni Brusca o Bernardo Provenzano, di fronte alla Questura di Palermo, ma questa volta la gente è scesa subito in strada a Calatafimi, il paese del trapanese dove è stato catturato Mimmo Raccuglia. Non appena si è sparsa la vice dell’arresto del capomafia una piccola folla si è infatti radunata davanti al covo dove è stato bloccato il latitante. La gente ha applaudito i poliziotti con il volto coperto da passamontagna che avevano partecipato all’operazione e ha cominciato a scandire un insulto bruciante per un mafioso del calibro di Raccuglia: “Scemo, scemo…“. Una scena analoga si è ripetuta poco dopo davanti agli uffici della Questura di Palermo, al momento dell’arrivo del corteo di auto blindate che scortavano il boss. I ragazzi di Addiopizzo, oltre ad applaudire, hanno cominciato a scandire in coro: “chi non salta è mafioso”, e gli agenti della sezione catturandi affacciati dalle finestre hanno accolto l’invito, saltando ritmicamente e salutando con le mani la folla che si era radunata nella piazza.
A Calatafimi catturato il latitante Mimmo Raccuglia
Mafia, preso il boss Domenico Raccuglia
HA TENTATO LA FUGA. NEL COVO c’erano DIVERSE PISTOLEMaroni: «È il numero due di Cosa Nostra»
Latitante da 15 anni, è considerato uno dei successori di Riina. Grasso: «Successo investigativo importantissimo»
MILANO – Era ricercato da 15 anni Domenico Raccuglia, boss mafioso di Altofonte (Palermo) arrestato dalla polizia a Calatafimi, nel Trapanese. È a tutti gli effetti il numero due di Cosa Nostra, dopo Matteo Messina Denaro. Era inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi.
HA TENTATO LA FUGA – Mimmo Raccuglia, 45 anni, detto “il veterinario”, è stato arrestato dagli agenti della sezione catturandi della mobile di Palermo. Si nascondeva in un appartamento di via Cabasino, nella periferia di Calatafimi. Al momento dell’irruzione era solo: ha tentato di fuggire dal terrazzo, ma è stato bloccato dai poliziotti che avevano circondato l’edificio. Nell’appartamento, che aveva scelto come covo solo da pochi giorni, sono state trovate diverse pistole.
DELFINO DI BRUSCA – Raccuglia, in passato il “delfino” del boss di San Giuseppe Jato – oggi pentito – Giovanni Brusca, è stato condannato a tre ergastoli (uno per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo), a 20 anni di reclusione per tentato omicidio e ad altre pene per associazione mafiosa. Durante la sua latitanza, nonostante il continuo controllo nei confronti della moglie, Raccuglia è riuscito a diventare padre per la seconda volta. Da tempo era considerato uno degli aspiranti al vertice della mafia palermitana come successore di Totò Riina, essendo il capo incontrastato delle cosche a Partinico, grosso centro fra il capoluogo e Trapani.
MARONI: ERA IL NUMERO DUE – «L’arresto di Raccuglia è uno dei colpi più duri inferti alle organizzazioni mafiose negli ultimi anni perché era di fatto il numero due di Cosa Nostra» ha commentato il ministro dell’interno Roberto Maroni, che ha telefonato al capo della Polizia Antonio Manganelli per congratularsi dell’operazione. A Maroni sono arrivate invece le congratulazioni del presidente del Senato Renato Schifani: «L’arresto del boss Raccuglia – si legge in una nota del Senato – rappresenta un evento importantissimo e un’ulteriore vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata».
GRASSO: SUCCESSO IMPORTANTE – Per il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso si tratta di un «successo investigativo importantissimo». «Ho fatto le mie congratulazioni al ministro Maroni, al questore di Palermo e ai ragazzi della sezione catturandi della mobile – ha detto -. Quando ho sentito il questore era insieme ad alcuni degli agenti della sezione catturandi, ragazzi che conosco bene e con cui ho lavorato quando ero procuratore a Palermo. Ho potuto complimentarmi anche con loro». «Raccuglia – spiega Grasso – è considerato il numero due, per peso criminale, nella lista dei ricercati di Cosa Nostra dopo Matteo Messina Denaro. In questi anni ha esteso il suo dominio da Altofonte fino al confine con la provincia di Trapani, come conferma il fatto che si nascondeva proprio nel Trapanese».
INGROIA: UN CAPO ASSOLUTO – Anche il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia parla di un arresto di straordinaria importanza. «Abbiamo preso uno dei capi assoluti di Cosa Nostra ancora in circolazione in un momento di ascesa all’interno delle gerarchie mafiose – spiega -. È stata un’indagine molto difficile perché Raccuglia si è dimostrato attento e accorto nella gestione della sua latitanza e lo dimostra il fatto che l’arresto è avvenuto fuori dalla sua zona, in un’area più tranquilla». Secondo Ingroia, all’interno di Cosa Nostra «si crea adesso un ulteriore vuoto dove i latitanti di spicco sono sempre meno. Adesso assumono maggiore importanza Nicchi a Palermo e Messina Denaro a Trapani. Raccuglia era l’uomo cuscinetto che controllava i territori fra Palermo città e la provincia di Trapani».
da Corriere .it












