Votare è un diritto …

votare è un dovere …

votare è un piacere

BARCELLONA – La campagna per le elezioni catalane del prossimo 28 novembre diventa sempre più ‘calda’: dopo la candidatura di una ex pornostar nelle fila del nuovo partito indipendentista di Joan Laporta, ex patron del Barcellona, ora i giovani socialisti e l’indipendente Nebrera presentano due video propagandistici dove il protagonista è un orgasmo simulato.

Nella clip dei giovani del Psc (i socialisti catalani) votare per Jose’ Montilla, il presidente regionale uscente, e’ come avere un orgasmo. Nel cortometraggio una giovane ragazza si reca alle urne e, presa la scheda del partito, inizia ad eccitarsi fino a raggiungere il climax sessuale quando la inserisce nell’urna, mentre compare il messaggio finale ”votare e’ un piacere”.

Non meno allusiva la scelta di Montserrat Nebrera, ex candidata del Partido Popular che ora si presenta con il nuovo partito liberale Alternativa de Govern. Su una base di musicafunk il clip scorre inseguendo vestiti di donna sparsi per tuttala casa, mentre i gemiti di piacere aumentano di volume. Dopo aver seguito le tracce fin in giardino, video e grida arrivano al culmine nella doccia vuota. Allora compare la candidata, coperta solo con un asciugamano: ”Se volessi provocare scandalo me lo toglierei ma sono convinta che in politica non tutto e’ permesso” spiega Nebrera chiedendo agli elettori di votarla per ”dire basta” e ”cambiare il sistema”.

da ANSA.IT

Annunci

Homer Simpson prova a votare per Barack Obama

Anticipazione dell’episodio dei Simpsons che andrà in onda il 2 Novembre a soli due giorni dall’ Election Day, in cui Homer Simpson prova a votare per il suo candidato ma una delle famigerate macchine per il voto elettronico altera il risultato e assegna il voto a John Mccain.
Homer non si rassegna e viste le intemperanze la macchina lo uccide.

Al Jean, produttore esecutivo della serie, ha dichiarato che il cartone non deve essere interpretato come una dichiarazione di voto dei Simpson ma solo come un’ennesimo allarme sulle possibili irregolarita’ nelle procedure elettorali, che nel 2000 costarono, il seggio a Al Gore sconfitto per soli 537 voti nello stato della Florida.