Les liaisons dangereuses

Ieri si diceva qui che:

“Nel gennaio 2003 Marzio Bresciani e Francesco Bianco, allora presidente e direttore dell’associazione degli industriali di Trapani, si erano rivolti al prefetto Sodano con la proposta di conferire il titolo di Cavaliere del Lavoro all’imprenditore Vito Mannina e in quell’occasione avevano anche accennato all’interesse del figlio, Vincenzo, per l’acquisto della Calcestruzzi Ericina. Sulla fattibilità dell’operazione avevano riportato niente meno che il parere positivo del funzionario del demanio Francesco Nasca (all’epoca già sollevato dal suo incarico).
Il Prefetto aveva però espresso delle riserve sull’iniziativa, ben sapendo che la vendita del bene avrebbe annullato il valore simbolico della battaglia che in quegli ultimi anni era stata fatta a sostegno dell’azienda confiscata. Li aveva dunque rimandati all’ente competente, il Demanio, lasciando intendere che, se interpellato, avrebbe dato parere negativo.
Le resistenze del Prefetto vennero interpretate da Pace e i suoi uomini come il segnale di sospetti gravanti su Vincenzo Mannina, perciò venne individuato un altro possibile acquirente per la Calcestruzzi, Tommaso Coppola, un imprenditore meno riconducibile al boss locale. Ma non facero in tempo a tentare questo secondo piano ché nel 2005 Birrittella, Pace e Coppola furono arrestati, in attuazione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Palermo Gioacchino Scaduto, per associazione mafiosa ed estorsione.”

Oggi

Polizia e Guardia di Finanza hanno messo i sigilli al patrimonio dell’imprenditore valdericino Tommaso Coppola, al momento in carcere con l’accusa di associazione mafiosa.
Agenti di polizia appartenenti all’Ufficio misure prevenzione della questura del capoluogo e militari della Guardia di finanza hanno proceduto al sequestro dei beni di Coppola per un valore complessivo di 25 milioni di euro.
Nel mirino sono finite diverse imprese edili, fabbricati, conti correnti e veicoli, tutti intestati a prestanomi di Coppola, ma in realtà – secondo la tesi investigativa – nella disponibilità dell’imprenditore. Tra i beni sequestrati anche il complesso turistico-alberghiero «Residence di Xiare», a Valderice, per un valore di 7 milioni di euro.
Il provvedimento di sequestro è stato emesso dalla sezione misure prevenzione del tribunale di Trapani che ha accolto la proposta del questore Giuseppe Gualtieri di applicare nei confronti dell’imprenditore la misura di prevenzione di carattere patrimoniale.

Siamo autorizzati a pensare di essere passati “dalla padella alla brace” ?

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