Miccichè, vescovo di Trapani: “Chi uccide la natura uccide l’uomo”

Il rispetto per la persona umana passa attraverso il rispetto per la natura. Dove la natura è ferita l’habitat diventa invivibile per l’uomo. Chi uccide la natura uccide l’uomo“. lo ha detto il vescovo di Trapani Francesco Micciché nella sua omelia pronunciata nel corso della concelebrazione eucaristica tenutasi presso il Santuario di Sant’Anna, evacuato lo scorso sabato a causa dell’incendio che ha deturpato la montagna su cui sorge Erice.

E’ peccato grave distruggere quanto il Signore ci ha affidato e ha messo nelle nostre mani per il bene dei singoli e dell’umanità intera – ha aggiunto – tradiamo il progetto di Dio quando perseguiamo obiettivi che contrastano con la legalità nella logica aberrante dell’interesse personale. Abusare, inquinare, deturpare l’ambiente, in qualunque modo avvenga, è un atto incivile, un’azione immorale. L’ecologia non può diventare una bandiera ideologica o partitica. E’ un problema vitale che ogni uomo e donna sensibile e responsabile deve sentire come suo preciso dovere. Per i fratelli e le sorelle che si macchiano di un così grave peccato – ha concluso – chiedo la conversione del cuore“.

Noi per parte nostra da laici apprezziamo le nobili parole del Vescovo ma essendo stati spettatori nel corso degli anni di troppi incendi, ci permettiamo di auspicare che alla “conversione del cuore” si accompagnino “per i fratelli e le sorelle che si macchiano di un così grave peccato” più tangibile punizioni terrene.

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Monsignor Domenico Mogavero vs. Antonio D’Alì

Il Fatto Quotidiano“, è ritornato ad occuparsi ieri 28/11/2009 con un articolo di Sandra Amurri del senatore Antonio D’Alì, delle sue relazioni pericolose e del suo rapporto con la chiesa.
L’articolo ha per titolo “Il senatore D’Alì? Davanti a certi documenti resto sgomento” e per sottotitolo “Mons. Mogavero, Vescovo di Mazzara del Vallo: I nostri valori non coincidono con quelli dei boss“.
Nella circostanza, lo spunto per l’articolo infatti è un’intervista a Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo, già sottosegretario della Cei, e presidente del consiglio Cei per gli Affari giuridici.

A proposito delle relazioni “pericolose” del senatore del Pdl D’Alì e del suo rapporto con la Chiesa Monsignor Mogavero dice:

“Lo conosco. Non ho letto l’articolo, lo farò attentamente, ma di fronte a documenti, a elementi probanti resto sgomento. Gli esprimerò il mio disappunto” E aggiunge: “Essere contro la mafia non significa che gli altri debbono essere contro la mafia. Nessuno può dire di non sapere chi sono certe persone. Un politico è un uomo pubblico che non può limitarsi ad affermazioni di solo valore teorico. Le sue parole chiedono l’avallo della concretezza nella coerenza. Non ci si sporca certamente nell’attraversare la strada con un mafioso ma condividere la strada con i mafiosi vuol dire essere compagni di viaggio per mantenersi a galla e questo non è ammissibile”. Se ricevessi un regalo, o un biglietto d’auguri da un mafioso ? “Lo rimanderei indietro e lo direi. L’ambiguità è una posizione di comodo per restare rintanato senza correre rischi. Ci vuole massimo rigore, la mafia sfrutta chi sta al potere, indirizza per avere accesso al potere.”
E al vescovo di Trapani consiglia di “parlare con il senatore D’Alì affinché chiarisca augurandosi che lo faccia “soprattutto perché il senatore D’Alì si sente un uomo di Chiesa visto che pur di ricevere per la seconda volta il sacramento del matrimonio, come racconta la sua ex moglie, ha chiesto l’annullamento. Il senatore frequenta i nostri ambienti, le nostre chiese. Ma bisogna vedere cosa si intende per essere un uomo di chiesa. La verità è una, non è bifronte. E’ la pratica dei valori che ci qualifica non la loro pronuncia
“.

Tra, “Dio perdona io no”, e “La Banda Bassotti”

 

 

Notizia n° 1

Rinvio a giudizio per il direttore del giornale Extra.

Avrebbe offeso la reputazione del vescovo.

Nicola Rinaudo, direttore del giornale Extra, è stato rinviato a giudizio ieri, dal giudice per le udienze preliminari di Trapani Massimo Corleo, con l’accusa di diffamazione.

Il procedimento scaturisce da un esposto presentato da monsignor Francesco Miccichè a seguito di alcuni articoli pubblicati sul giornale nei quali, secondo il prelato, sono riportate affermazioni diffamatorie.

Nei servizi venivano indicate alcune dichiarazioni attribuite al vescovo nelle quali monsignor Francesco Miccichè assumeva una posizione contraria alla presenza delle bande musicali nella processione dei Misteri che sfila per le vie di Trapani nella giornata del Venerdì Santo.

Dichiarazioni che in realtà il prelato non avrebbe mai rilasciato.

Negli articoli si parla inoltre di un tentativo del vescovo di accattivarsi simpatie ed alleanze di uomini politici. Affermazioni che monsignor Francesco Miccichè ha ritenuto lesive.

Nel procedimento era coinvolto anche il giornalista Beppino Tartaro che è stato prosciolto.

 da Trapaniok.it

 

 

Notizia n°2

Tranchida e la “banda Bassotti”
 
Il sindaco di Erice è stato citato in giudizio per diffamazione.

“Non intendo sottostare ai condizionamenti politici della banda Bassotti”.

Il sindaco Giacomo Tranchida lo disse nel corso di un’accesa seduta scagliandosi contro i consiglieri dell’opposizione e lo ribadì al microfono di un’emittente televisiva.

Era l’estate di due anni fa. Giacomo Tranchida, da poco insediatosi sulla poltrona di sindaco di Erice, difendeva con orgoglio la propria autonomia da una opposizione che tentava di ostacolare l’azione della sua giunta. Quelle dichiarazioni potrebbero però costargli caro.

Il sindaco di Erice dovrà comparire il prossimo 26 maggio dinanzi i giudici per rispondere dell’accusa di diffamazione.

Il presidente del consiglio, Giovanna Millocca, passata dopo l’elezione all’opposizione, ed i consiglieri Francesco Mazziotta, Antonino Loggia, Vito Milana, Luigi Nacci, Antonio Tosto, Angela Pantaleo, Sergio Pace, Alberto Mazzeo, Giovanni Maltese ed Antonino Simonte hanno querelato Giacomo Tranchida per avere offeso il loro onore e decoro.

Nel procedimento è imputato anche Giuseppe Scicolone, sostenitore dell’amministrazione comunale, che, in una missiva inviata agli organi istituzionali del Comune di Erice ed a tutti gli organi di stampa, avrebbe offeso l’onore del presidente del consiglio.

Gli imputati saranno assistiti dagli avvocati Giuseppe Rando e Salvatore Galluffo che preannunciano battaglia.

 da Trapaniok.it

 

Trapani per il vescovo, il razzismo è “negazione del credo cattolico”

Nel corso dell’omelia per la festa della Dedicazione della Cattedrale il Vescovo di Trapani Francesco Micchichè ha lanciato un duro monito alla Chiesa trapanese ricordando a tutti i doveri cristiani:

Come Chiesa presente nel territorio di questa nostra amata Diocesi vogliamo essere lievito, fermento di pensiero credente, di cultura vera, di vita vera.

Potevamo non farci carico dei disperati del Sud del mondo che approdano nella nostra terra e non dare una risposta concreta di accoglienza di fronte all’emergenza che si profilava nel nostro territorio?

Anche qualche sedicente cristiano si è scandalizzato che abbiamo messo a disposizione locali, energie, risorse in favore di questi nostri fratelli.
Farsi prossimo dei più poveri non significa solo commuoversi davanti al televisore e poi rifiutare gli stranieri, questi poveri scampati a tragedie immani, solo perché si fanno presenza scomoda nei nostri paesi, nelle nostre città.

Dobbiamo stare attenti a non cadere nella trappola di un ragionamento distorto, non evangelico, egoista e razzista che vuole che ci sia accoglienza per i clandestini che arrivano sulle nostre coste ma lontano dal proprio territorio, dalla propria vista come se il solo vederli già possa turbare il sonno, generare paura o attaccare la sicurezza sociale , dando per sontato che questi nostri fratelli siano sempre e comunque dei delinquenti da tenere alla larga.

C’è forse una paura più sottile nella mente di alcuni, quella di una svalutazione “economica” dei quartieri, dei paesi dove gli extracomunitari vengono accolti? E’ solo una domanda ma se questo dubbio avesse attraversato la mente di qualche cristiano dobbiamo dire con chiarezza che questo modo di pensare è una vergogna che non ci fa onore, è la negazione del nostro credo cattolico.