Che siamo messi veramente male lo dicono anche i vescovi

(ANSA) – VALDERICE (TRAPANI) , 17 GIU – ”L’emigrazione verso il nord del paese e’ ripresa alla grande” E’ la denuncia di monsignor Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo.

Solo in Sicilia si parla di 60 mila persone che sono andate in altre citta’ per cercare lavoro. Sono soprattutto giovani precari”, ha aggiunto il presule partecipando ad un incontro organizzato dalla Caritas italiana sull’immigrazione nel Mediterraneo. Il vescovo ha parlato di una situazione molto grave nelle regioni meridionali, ”c’e’ un gap difficile da colmare e la nostra classe politica e’ inadeguata”.(ANSA).

da ANSA.IT

IMMIGRATI: MONS. MOGAVERO, CHIESA ESCA DA SILENZIO E PROVOCHI POLITICA

(ASCA) – Valderice (Tp), 17 giu – La Chiesa deve uscire dalla ”situazione neutrale di silenzio” in cui si e’ rifugiata fino ad oggi di fronte alle scelte della politica in materia di immigrazione, ma deve cominciare a giocare un ruolo di ”provocazione politica per il governo e per il Paese’‘. Lo ha detto questa mattina il vescovo di Mazara del Vallo, mons.Domenico Mogavero, intervenendo al Forum ”Migramed” delle Caritas del Mediterraneo organizzato dalla Caritas Italiana.

Questo, ha aggiunto, e’ ”necessario perche’ ci sono opzioni che non si conciliano con il Vangelo”.

Per mons. Mogavero, ”non possiamo offrire copertura alle posizioni di rifiuto, di larvato razzismo, di xenofobia che di tanto in tanto affiorano qua e la”’.

da ASCA.IT

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E’ scoppiata “La guerra dei Roses” e “Qualcosa è cambiato”

La Guerra dei Roses

A Washington, Barbara Rose – dopo diciotto anni di sereno matrimonio allietato fin dall’inizio dalla nascita di due figli, Josh e Carolyn, – vuole dividersi dal marito Oliver perchè, dopo un presunto infarto di questi, si è accorta che la possibilità di restare vedova non le dispiaceva affatto, in quanto il marito – che le ha dato tutto ciò che una donna può desiderare (tra cui Susan, una governante per la loro casa perfetta piena di oggetti d’arte) – tutto preso dalla propria carriera di avvocato non ha mai tenuto conto della sua individualità. A malincuore Oliver si rivolge a Gavin D’Amato, un avvocato amico di famiglia, per accordarsi sul divorzio: da questo momento inizia fra i coniugi una guerra accanita in quanto né l’uno né l’altra vogliono lasciare la dimora in cui hanno vissuto. Costretti a vivere separati nella stessa casa, limitano – con tanto di piantina a colori – i rispettivi habitat. L’accordo è finito (e i due figli ancora giovanissimi ne risentono), mentre subentrano ripicche, scherzi atroci, rivalse e cattiverie in un turbine di porcellane preziose (sono di Oliver, ma Barbara infuriata le manda in briciole) e di odio reciproco. In realtà Oliver vuole ancora molto bene alla moglie, ma Barbara si è stufata di fare la donna di casa, essendosi scoperta vocazioni manageriali. Gavin D’Amato tenta la riconciliazione, ma la cocciutaggine dei due è come un muro insormontabile. I reciproci perfidi dispetti determinano dapprima la totale devastazione della loro splendida abitazione e, successivamente, la loro morte dopo essere precipitati nel vuoto appesi ad un grande lampadario.

Qui uno degli episodi della “guerra”.

Qualcosa è cambiato

Melvin Udall è uno scrittore di romanzi rosa molto ricco che soffre di disturbi ossessivo-maniacali: è razzista ed egoista e non ama molto neri, gay, ebrei, vecchiette e cani; prova inoltre soddisfazione nel ferire ed offendere gli altri. Sarà Carol, una cameriera di un coffee-shop dove Melvin va ogni giorno, madre di un bambino debolissimo di salute, che scalfirà la corazza dello scrittore. Egli se ne innamora perdutamente tanto da desiderare di diventare un uomo migliore, aiuterà il figlio ad avere assistenza medica migliore, imparando ad essere gentile con gli altri e soprattutto con il suo vicino di casa gay, Simon, un pittore che subisce un’aggressione in casa, ed è costretto ad assistenza sanitaria che gli dilapiderà il patrimonio, e col suo amato cagnolino Verdell, il quale riuscirà perfino ad affezionarsi a Melvin più che allo stesso Simon. Melvin verrà incitato da Frank a portare Simon dai suoi genitori per richiedere loro denaro, convincendo Carol ad accompagnarlo nel viaggio, nel quale Melvin non riesce mai a mostrarsi migliore di quello che vorrebbe essere, diventando perfino geloso dell’amicizia di Carol e Simon.

La scena finale