Quelli che … IL PLAS 2011 – Alessandro Librio in “From soup to nuts”

Nato ad Erice nel 1982, inizia lo studio del violino, del pianoforte e della composizione a 13 anni entrando al conservatorio A. Scontrino di Trapani.

Laureatosi al Conservatorio V.Bellini di Palermo, studia a Genova con Giuseppe Gaccetta, a Marsala con Zoya Nademliska e a Roma con Francesco Peverini.
Nel 2004 entra a far parte dell’ensemble “Sicilian Music Crew”, dell’ “Onda Mediterranea”, della “Palermo Skratch Orchestra” e dell’ “Archibugi Strings Trio”. Inizia lo studio della musica elettronica dapprima con D. Sciajno poi con Francesco Galante, nello stesso anno suona al Dar Bach Hamba (Tunisi) per la fondazione Orestiadi di Gibellina.
Nel 2005 fonda il 38° Parallelo per il quale scrive lo spettacolo teatrale “Oper-azione Zero” che andrà in scena ad Erice, Palermo e Roma.
Collabora con alcuni fra i massimi artisti della scena internazionale come Patti Smith, Michael Moore, David Murray, Wim Wenders, Barre Phillips, Mike Cooper, Giancarlo Schiaffini, Michael Vatcher, Frank Gratkowsky, Gino Robair, Alvin Curran, ed altri.
Nel 2006 inizia lo studio della chitarra classica, basso elettrico, viola e batteria, reincontra il violoncellista e compositore Giuseppe Civiletti con il quale completa il film musicale “Ground Zero” che lo porterà ad esibirsi in diverse città italiane, della Spagna e New York.
Nell’estate del 2007 si classifica al concorso internazionale di composizione per video “Strade del Cinema” di Aosta, e partecipa ad una serata dedicata ai giovani talenti europei, ad Aachen (Germania), in qualità di rappresentante italiano.
Nell’agosto del 2008 entra nello staff di Oliviero Toscani, realizzando insieme al violoncellista Angelo Di Mino numerose performance audio-visive tra cui una a New York nel febbraio del 2009, in occasione di una mostra fotografica dello stesso Toscani.
Sempre nel 2009 suona per la Globe Unity Orchestra, Instant Composer Pool Bik Bent Braam, e per lo spettacolo “Yossl Rakover si rivolge a Dio” interpretato da Vittorio Sgarbi.
Nel 2010 apre la stagione del Centro Coreografico Nazionale/Ballet Preljocaj di Aix en Provence (Francia) in collaborazione con la coreografa Patrizia Lo Sciuto, componendo le musiche per lo spettacolo “La vie en scories” e realizza una performance alle Gallerie dell’Accademia di Venezia di cui sonorizza i capolavori e le sale, sfruttando tutti i suoni del luogo ed il sistema di allarme.
Nel 2011 realizza installazioni per EB&Flow Gallery di Londra.
Ha effettuato registrazioni per la BBC, la RAI.
Suona una viola “Andrea Postacchini” del 1832 ed un violino “Riccardo Bergonzi”.

Sempre nel 2011 è stato invitato in qualità di artista ufficiale del Padiglione Italia, alla 54° edizione della Biennale di Venezia Arte, realizzando l’installazione sonora-video “Palermo a Venezia”, (progetto speciale) in cui per 24 ore il paesaggio sonoro palermitano viene mescolato con quello veneziano.
L’artista decide di portare l’unico elemento, che potrebbe esser presente in tutte le città del mondo e, per eccellenza, assente nella città lagunare: il traffico automobilistico.
Palermo, la città scelta per questo ruolo, è il capoluogo italiano più lontano da Venezia con maggiore traffico e inquinamento acustico, ma anche dotato di un paesaggio sonoro ben identificato, solare e colorito.
In tempo reale i suoni della città di Palermo, come cangianti sculture sonore, attraverso diffusori acustici rivestono, per ventiquattro ore, il centro di Venezia: da Piazza S.Marco a Palazzo Reale ai Giardini Reali.
Il paesaggio sonoro di Palermo mescolato con quello veneziano viene, in diretta, rimandato in rete, per consentirne la fruibilità ai… navigatori

“From soup to nuts” ore 23,00 del 10 settembre Live Performance in Piazza Re Federico di Castellammare del Golfo

sito internet alessandrolibrio.com

Carla Accardi artista

nata a Trapani

Carla Accardi (Trapani, 9 ottobre 1924) è una artista italiana, che con la sua pittura ha contribuito dal 1945 all’affermazione dell’astrattismo in Italia.

Artista tra le più originali dell’arte del secondo dopoguerra italiano. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel 1947, aderendo al formalismo, è stata co-fondatrice, con Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo (che sposò nel 1949) e Turcato, dell’avanguardia artistica detta Gruppo Forma 1 di ispirazione marxista.
Avendo scelto il non-figurativo, nel 1954 crea dei lavori “autorigenerativi”, in cui dei segni bianchi si collocano su fondi neri, al fine di creare un’”antinomia spaziale”.

Nel 1977 partecipa alla Cooperarte, insieme agli artisti Getulio Alviani, Carmelo Cappello, Gianni Colombo, Antonio D’Agostino, Emilio Isgrò, Carlo Nangeroni, Mario Nigro, Luca Patella, Achille Perilli, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Giulio Turcato e Nanda Vigo. La Coopertarte era una cooperativa di artisti “che cercava di esplorare nuove forme di rapporto e di confronto con il pubblico”. La prima mostra di questa esperienza si tenne al Centro Allende La Spezia il 26 febbraio 1977. La Cooperarte ha edito una cartella di 14 grafiche numerate da 1 a 100.
Nel 1996 è nominata membro dell’Accademia di Brera e nel 1997, fa parte della Commissione per la Biennale di Venezia, nel ruolo di consigliere.
Sue opere sono presenti nella Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma (GNAM) (SALA 19: “Evoluzione e approdi dell’arte Astratta”: Composizione, 1950, acrilico su tela), nella Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, al MUSMA (MUseo di Scultura contemporanea-MAtera) al Museo del Novecento di Milano e a La Salerniana di Erice.
Nel 1999 è stato pubblicato il Catalogo ragionato di Carla Accardi (Carla Accardi. Catalogo ragionato. Edizioni Charta srl, Testi di Germano Celant. Milano, 1999).

È presente alla Biennale di Venezia nel 1964 e nel 1988 con una sala personale, e nel 1995 partecipa alla mostra The Italian Metamorphosis al Guggenheim Museum di New York. Nel 1998 la sua città natale le ha dedicato una mostra antologica, “Carla Accardi: Opere 1947 – 1997″, a cura di Claudio Cerritelli, Renato Alongi e Vitalba Liotti e promossa dall’Associazione Officina.

da Wikipedia

Venezia elezioni comunali, acqua alta per Brunetta

Quando sono state scrutinate solo 79 su 303 sezioni il candidato a sindaco del centrosinistra per il comune di Venezia Giorgio Orsoni nutre qualche pur flebile speranza di essere il possibile candidato vincente al primo turno avendo conseguito finora il 51,16 % dei voti.

Secondo con solo il 42,43 % il ministro Renato Brunetta.

Chissà perchè, chissà per come, in questo clima post elettorale mi son ritornate alla mente le celebri strofe: “Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca!” dall’Ode a Venezia del poeta di Schio Arnaldo Fusinato (1817-1888), una poesia sul Risorgimento che fino a che si è coltivato il mito del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, non mancava in ogni antologia scolastica, ed infine quella “bandiera bianca” poteva non farmi pensare ad un Battiato d’annata ?

***

Ode a Venezia di Arnaldo Fusinato

E’ fosco l’aere, il cielo e’ muto,
ed io sul tacito veron seduto,
in solitaria malinconia
ti guardo e lagrimo,
Venezia mia!

Fra i rotti nugoli dell’occidente
il raggio perdesi del sol morente,
e mesto sibila per l’aria bruna
l’ultimo gemito della laguna.

Passa una gondola della città.
“Ehi, dalla gondola, qual novità ?”
“Il morbo infuria, il pan ci manca,
sul ponte sventola bandiera bianca!”

No, no, non splendere su tanti guai,
sole d’Italia, non splender mai;
e sulla veneta spenta fortuna
si eterni il gemito della laguna.
Venezia! l’ultima ora e’ venuta;
illustre martire, tu sei perduta…
Il morbo infuria, il pan ti manca,
sul ponte sventola bandiera bianca!

Ma non le ignivome palle roventi,
ne’ i mille fulmini su te stridenti,
troncaro ai liberi tuoi di’ lo stame…
Viva Venezia!
Muore di fame!

Sulle tue pagine scolpisci, o Storia,
l’altrui nequizie e la sua gloria,
e grida ai posteri tre volte infame
chi vuol Venezia morta di fame!
Viva Venezia!
L’ira nemica la sua risuscita
virtude antica;

ma il morbo infuria, ma il pan le manca…
Sul ponte sventola bandiera bianca!

Ed ora infrangasi qui sulla pietra,
finché e’ ancor libera,
questa mia cetra.
A te, Venezia,
l’ultimo canto,
l’ultimo bacio,
l’ultimo pianto!

Ramingo ed esule in suol straniero,
vivrai, Venezia, nel mio pensiero;
vivrai nel tempio qui del mio core,
come l’imagine del primo amore.

Ma il vento sibila,
ma l’onda e’ scura,
ma tutta in tenebre
e’ la natura:
le corde stridono,
la voce manca…

Sul ponte sventola
bandiera bianca!

Per chi non ricorda la vicenda narrata è quella della sfortunata sollevazione di Venezia nel 1848, in appoggio al tentativo di unificazione dell’Italia iniziato da Carlo Alberto. Dopo la sconfitta di Carlo Alberto ad opera del generale austriaco Radetzky, Venezia e Roma continuarono, la insurrezione proclamando la repubblica.
Venezia, assediata dagli austriaci, fu colpita anche da una epidemia di colera, “il morbo” che infuria.
Roma fu soverchiata dalle forze armate del Regno delle Due Sicilie, di Francia e di Spagna e gli insorti dovettero abbandonare la città

Salemi: sarà vero ?

POL – Vittorio Sgarbi ora pensa di fare il sindaco di Venezia

Roma, 25 ago (Velino) – È stato appena eletto sindaco della siciliana Salemi, ma Vittorio Sgarbi non si vuole certo fermare. Adesso sta pensando alla sua prossima possibilità: correre per diventare il primo cittadino di Venezia.

Il critico d’arte pensa da tempo alla Serenissima: lui è nato a Ro Ferrarese, e Venezia ha sempre rappresentato il centro culturale d’eccellenza, l’approdo ideale per un amante del patrimonio artistico. Ora Sgarbi si trova proprio a Venezia, per commentare il restauro del film “Ladri di biciclette”, uno degli eventi del prossimo Festival internazionale del cinema. E grazie a Cesare Campa, già parlamentare di Forza Italia, ora consigliere comunale e leader dei commercianti, che ha lanciato il nome dell’ex sottosegretario ai beni culturali come possibile nome per il centrodestra alle prossime elezioni amministrative, adesso Sgarbi ci crede in questa scommessa.

Salemi intanto rimane al centro delle sue attività. Nella cittadina siciliana gli arrivi dei turisti non si contano più: le compravendite di immobili sono immediatamente cresciute, con Sgarbi sindaco. Giungono improvvisamente, specie dalla Lombardia, visitatori inaspettati che cercano una casa, una villa, un edificio abbandonato da ristrutturare. Salemi si è risvegliata dopo un lungo periodo di torpore, e nei negozi sono tornati i clienti: “forestieri”, ma tutti muniti di contanti e carte di credito. Tra i commercianti c’è ottimismo, Sgarbi ha rappresentato una ventata di novità per tutta la zona, e anche Rosario Crocetta (politicamente agli antipodi rispetto al critico d’arte) è diventato suo amico per condividere le battaglie contro le pale eoliche.

Ora la sfida veneziana. Stavolta Sgarbi non vuole lasciarsela scappare: mettere la fascia di primo cittadino di Venezia è un suo vecchio sogno. E finalmente, da amministratore, potrebbe “influenzare” quella Biennale che non lo ha mai amato.

Il Velino

Salemi: Vittorio tra un anno a Venezia !

Vittorio Sgarbi non ha nessuna voglia di tornare a fare l’assessore a Milano, ma neanche di rimanere Sindaco di Salemi a lungo.
Sembra che l’ aspirazione di Vittorio Sgarbi sia di diventare primo cittadino di Venezia.

Certo che potrei candidarmi a sindaco“, ha detto Sgarbi, presente nella città lagunare per il restauro di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, “ma solo se mi arriva una proposta unitaria dal centrodestra, e il mio nome sarebbe l’unica possibilità per loro di vincere“.
A Venezia da solo due giorni, ha già trovato il modo di dire che: “le pubblicità che coprono le impalcature di Palazzo Ducale sono illegali“, e che il ponte di Calatrava è “non necessario, quindi inutile, quindi pericoloso, quindi dannoso“.

Che la sua aspirazione si realizzi o meno, Vittorio Sgarbi sembra essersi già insediato a Ca’ Farsetti.