Elezioni politiche 2013, la volata finale ed oltre !

Ogni tornata elettorale ha una sua storia, dinamiche proprie valide per e in quel momento storico. Solo la pigrizia intellettuale potrebbe portarci ad identificare il quanto già accaduto, con quanto accadrà a giorni e a non cogliere costanti e differenze.
Per ora solo un fatto è certo, che il bipolarismo tra un centro-destra berlusconiano ed un centrosinistra gravitante intorno al Pd è finito.
Ora siamo dentro un sistema multipolare anomalo, con vaghi, molto vaghi, riferimenti sia all’attuale configurazione della politica tedesca che greca.
In tal senso ciò che accade in Italia è perfettamente europeo.
In tale sistema la radicalizzazione che si determina negli ultimi giorni che precedono il voto, è immaginabile premierà secondo due dinamiche opposte entrambe di cambiamento.

Da un lato l’elettorato che vorrà cambiare determinando il massimo dell’instabilità rispetto allo status precedente, obbiettivo raggiungibile a parere di molti votando Grillo, e all’estremo opposto chi vorrà cambiare ma rafforzando il polo della stabilità identificato in Italia Bene Comune, quello che si raccoglie intorno al Pd e a Sel.

Gli altri, tutto gli altri raggruppamenti, ritengo soffriranno parecchio di tale dinamica. Alcuni mancando il quorum ed altri raggiungendo risultati al di sotto delle aspettative.

Se ciò si verificherà, e se questa sarà la chiave di lettura possibile anche a posteriori è allora possibile immaginare un risultato di IBC tra il 33% ed il 36%, che ove si attestasse sul valore superiore della forchetta potrebbe fare ragionevolmente sperare nel raggiungimento della maggioranza anche al Senato, un M5s tra il 22% ed il 25% ed un Cdx tra il 24% ed il 27% ed infine un centro montiano tra il 12% ed il 9%. Tutto il resto rimarrebbe fuori.

Cosa ci attende per il dopo ?

L’autosufficienza di IBC, sul piano strettamente numerico, dipende dal risultato del senato, ed in ogni caso rischia di essere comunque una autosufficienza assai relativa.
Sul piano politico invece la prospettiva che era data per auspicabile, anzi certa,  dai vertici politici del Pd, di una alleanza con il centro montiano, pur se non accantonata, non potrà che risentire delle cadute di stile mostrate da questa area nella sua difficile ricerca del consenso in campagna elettorale, ne del probabile insuccesso delle liste che a tale schieramento fanno capo.

Vi sarà da fare i conti allora con la certamente numerosa pattuglia grillina, che al di là delle estremizzazioni tattiche e strategiche del capo, tende al pragmatismo ed alle buone pratiche, una risorsa importante quindi a cui guardare con attenzione, ove non si voglia rimanere prigionieri di vecchi schemi non più rispondenti alle necessità del presente.

Immaginare quindi a Roma un quadro di relazioni politiche simile a quello messo in piedi da Rosario Crocetta in Sicilia, non è poi tanto lontano dalla realtà.

Studi e Proiezioni Elettorali: L’incredibile sondaggio Tecnè: la lega crolla al 4% (-3% in un mese), se ne avvantaggiano Pdl e Grillo. In difficoltà anche Sel (-1%)

Studi e Proiezioni Elettorali: L’incredibile sondaggio Tecnè: la lega crolla al 4% (-3% in un mese), se ne avvantaggiano Pdl e Grillo. In difficoltà anche Sel (-1%).

Un giorno dopo l’altro

Dice Metilparaben di avere la sensazione che l’Italia sia diventata un pò come quei dischi in vinile di una volta, che a un certo punto, maltrattati e lasciati alla polvere per troppo tempo, una volta messi sul piatto “saltavano”, così il braccetto e la relativa puntina ritornavano ciclicamente qualche solco indietro, ripetendo all’infinito il medesimo “refrain”, con effetti assai sgradevoli ed in qualche caso comici.

Nel caso in cui non l’abbiate notato, negli ultimi mesi le prime pagine dei principali quotidiani italiani sono più o meno sempre uguali: Berlusconi dice che ha la maggioranza e quindi le elezioni non servono, Bossi risponde un giorno che non è vero e l’altro che se lo dice lui allora bisogna fidarsi e comunque staremo a vedere che succede domani, Bersani sottolinea che il governo è ormai alla frutta e che il PD sta per iniziare un’opposizione spietata, Di Pietro denuncia il fatto che il premier è un tiranno della peggiore risma utilizzando qualche colorita metafora, Fini viene accusato di aver fatto qualcosa di orribile e comunque di essere un traditore, Vendola si produce in una complessa narrazione della situazione politica utilizzando una percentuale di parole incomprensibili variabile tra il 40 e il 60% del totale.

Poi, il giorno dopo, la maggioranza di cui parla il Cavaliere ancora non si è capito bene quale sia ma lui insiste a dire che c’è, Bossi risponde l’opposto di quello che ha risposto il giorno prima e comunque staremo a vedere che succede domani, l’opposizione annunciata da Bersani ancora non è iniziata ma ci siamo quasi e allora vedrete di che pasta è fatto il PD, Di Pietro si imbatte in qualche contrattempo col suo partito rivelandosi un satrapo con i suoi più o meno quanto Berlusconi lo è col paese, qualche finiano difende il suo capo dalle nefandezze attribuitegli e ribadisce che comunque loro non hanno tradito nessuno, Vendola precisa il concetto del giorno prima incrementando progressivamente la percentuale di oscurità del lessico e la complessità delle immagini utilizzate.

tutto il post qui

Vendola così non va !

Si discute in questi giorni dell’accordo tra FIAT e una parte de sindacati per Mirafiori. L’accordo sembra diventato il discrimine per le possibilità di alleanza elettorale in future elezioni tra il Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà il partito di Nichi Vendola.

Il che è un po’ come dire che ci si trova a litigare “per la vigna dell’arciprete”.

Ho cercato in rete il PDF dell’accordo tra FIAT e sindacati per Mirafiori e ho letto un documento che si muove, in un momento di forte crisi del lavoro, della occupazione e degli investimenti, nella direzione di una riorganizzazione dei fattori di competitività (ed in favore dell’azienda quindi), ma anche in favore del salario (dei lavoratori quindi) e degli investimenti (del Paese quindi).

Fermo restando che è la FIOM a dovere spiegare perchè in questo momento storico ha ritenuto di non potere convergere con gli altri sindacati su questo accordo, personalmente credo sia consequenziale quanto deriva dalla firma o meno dell’accordo, e che incomprensibile appaia alla stragrande maggioranza degli operai prima e al popolo italiano poi, che sia possibile mettere a rischio un investimento di tale portata per questioni del tutto secondarie e che dimostrano seplicemente il ritardo con cui alcuni settori sindacali riescono a percepire i termini nuovi della realtà, e quanto dannoso possa essere tale ritardo per il futuro dell’intero paese.

Spiace che Nichi Vendola, in qualità di aspirante “statista”, chiamato alla prima vera prova sulle sue possibili qualità di governo si sia rifugiato nella comodità della minorità dei “duri e puri” prigionieri di una ideologia tardo-operaista tanto consolatoria quanto sterile ed incapace di essere artefice di un qualche cambiamento.

E si che gli spazi per le interpretazioni politiche c’erano e ci sarebbero come si evince dalla lettura di questo testo di Bankomat per Dagospia:

Marchionne farebbe meglio a darsi meno arie e comprarsi una giacca. E meditare su qualche numero, anziche’ far meditare noi sui suoi modelli socio culturali.

Un milione e mezzo di auto prodotte in Francia nei primi nove mesi del 2010. In Germania 4,1 milioni circa, oltre 930mila in Gran Bretagna e 1,4 milioni in Spagna. Solo 444mila in Italia. Parliamo di fior di Paesi europei che, in un anno certo non di grande boom, hanno prodotto in casa loro una enorme quantita’ di auto, con leggi civili e costi europei. E per carita’ di Patria non citiamo Polonia e Repubblica Ceca, che qualcuno potrebbe non ritenere paragonabili in tutto e per tutto all’Italia.

Questi dati desolanti pubblicati oggi da Repubblica , e con la precisazione ad esempio che in Germania l’operaio guadagna 500 euro al mese più’ del collega italiano, sono un macigno sulle tante balle spacciate da anni dalla Fiat e dai suoi giornali e politici amici. Il problema dunque non e’ la globalizzazione, ne’ la Fiom Cgil che pure qualche suo problemino culturale lo ha. Il problema sono la Fiat, il suo management e la famiglia che ne mantiene il controllo con l’aiuto di molti soldi altrui.

Ieri era uscito un altro dato: Audi investira’ in quattro anni oltre 11 miliardi, dei quali circa meta’ in Germania. Marchionne, ma di cosa stiamo parlando? Qui ci sono sul tavolo 11 miliardi di investimenti della sola Audi, non certo un produttore di auto di massa per il popolo.

La grande abilita’ della Fiat e’ stata in questi anni far credere a tutti che c’era un problema di mercato mondiale di cui era vittima la Fiat, ma che, soprattutto, le auto non si vendono perche’ per motivi di contesto esterno si produce poco e male in Italia. E’ vero l’esatto contrario: si progettano e si vendono male le auto fiat sicche’ la produzione in Italia cala a livelli ridicoli.

Ma gli esperti di auto e di marketing, oltre che i normali consumatori, pensano davvero che le auto Fiat si vendono poco perche’ costano troppo care? Per colpa dei privilegi del ricco e satollo operaio Fiat? Appare triste in questo quadro la soddisfazione del grande vecchio di casa Agnelli. Parliamo di quel Gabetti che assolto per ora dal Tribunale di Torino, insieme a Grande Stevens Avvocato Franzo, ma condannati entrambi da Consob, ha sempre rivendicato di aver fatto la cosa giusta nel garantire agli Agnelli il controllo di Fiat. Ad ogni costo.

Questo del resto e’ il male eterno del nostro sistema di capitalismo familiare: si profondono sforzi finanziari e manovre spesso legalmente border line per garantire la continuita’ dinastica. Vediamo il caso Ligresti in questi giorni.

Ed e’triste una classe dirigente che da Berlusconi a Marchionne, da Geronzi a Passera, da Montezemolo a Colaninno, invece di migliorare le cose per gli italiani predica sempre agli Italiani su cosa e’ bene e cosa e’ male.

I dati sulle produzioni europee di auto sono duri e chiari: spocchiosi leader italiani, andate in Francia e Germania, non nel terzo mondo, e prendete appunti, grazie.

E non fracassateci più’ con le storie da finto libro cuore su Marchionne figlio di un carabiniere ed immigrato in Canada. Ma residente in Svizzera.

da Dagospia

Sondaggio GPG su eventuali Elezioni Politiche del 5 settembre 2010

Ieri sera nel corso di un “GiovedìLive” su “Scenari politiciGPG, la nostra sondaggista preferita, ci ha fornito i dati di una rilevazione del 5 settembre 2010 effettuata prima del discorso di Gianfranco Fini a Mirabello con il quale lo stesso Fini ha sancito la fine del Pdl.

Questi i dati delle singole forze politiche:

LA DESTRA – FIAMMA TRIC.: 1,6%
- LEGA NORD: 12,9%
- POPOLO DELLA LIBERTA’: 28,5%
- ALTRI CDX (UDEUR, NPSI, ADC, UV, PSdA, Pens., etc): 1,2%
- FUTURO E LIBERTA’: 4,1%
- MPA / IO SUD: 1,5%
- UNIONE DI CENTRO: 5,6%
- ALLEANZA PER L’ITALIA: 1,1%
- PARTITO DEMOCRATICO: 24,7%
- RADICALI: 0,9%
- ITALIA DEI VALORI: 6,6%
- SOCIALISTI: 0,7%
- VERDI: 0,7%
- SIN. ECO. LIB.: 4,0%

E questo il commento sempre di GPG relativamente ad ogni forza politica:

- LA DESTRA – FIAMMA TRIC.: 1,6% (non male, ma difficilmente supereranno il 2%; devono evitare la concorrenza di FT)
- LEGA NORD: 12,9% (In ottima condizione. Superano al Nord sia PDL che PD; e’ chiaro il perche’ vogliono il voto; potenzialmente possono crescere ancora ai Danni del PDL; l’elettorato e’ granitico, anche se l’elettorato ex-PDL e’ a rischio in caso di mattane)
- POPOLO DELLA LIBERTA’: 28,5% (In difficolta’; al 29-30% se aggregano le forze minori; non ha margini di crescita consistenti potenzialmente; decisivo per il buon risultato del PDL, le riduzione dell’astensione)
- ALTRI CDX (UDEUR, NPSI, ADC, UV, PSdA, Pens., etc): 1,2%
- FUTURO E LIBERTA’: 4,1% (In calo prima di Mirabello, attorno al 4%; pescano anche nel CSX; buone potenzialita’ di crescita guardando I secondi voti)
- MPA / IO SUD: 1,5% (in netta crescita)
- UNIONE DI CENTRO: 5,6% (Torna al livello del 2008; puo’ crescere solo agrregando API e meridionalisti; ha un’elettorato fidelizzato)
- ALLEANZA PER L’ITALIA: 1,1% (stabile debole)
- PARTITO DEMOCRATICO: 24,7% (In difficolta’; al 26% se aggregano le forze minori; elettorato PD molto mobile e potenzialmente puo’ perdere o guadagnare velocemente consensi)
- RADICALI: 0,9% (stabile debole)
- ITALIA DEI VALORI: 6,6% (in ripresa grazie all’acuirsi dello scontro politico; si comprende perche’ Di Pietro vuole capitalizzare il proprio risultato di lista con elezioni a breve)
- SOCIALISTI: 0,7% (stabile debole; si aggregheranno a PD o SEL)
- VERDI: 0,7% (stabile debole; si aggregheranno a PD o SEL)
- SIN. ECO. LIB.: 4,0% (in leggero calo, ma con grosse potenzialita’ di crescita ai Danni delle forze contigue e del PD)
- FEDERAZIONE DELLE SINISTRE (RC, PDCI): 2,2% (in lieve ripresa; difficilmente si schioderanno dal 2%)
- MOV. 5 STELLE: 2,5% (in leggero calo, ma con la potenzialita’ di saccheggiare il CSX, l’IDV in particolare)
- ALTRI: 1,1%
- FEDERAZIONE DELLE SINISTRE (RC, PDCI): 2,2%
- MOV. 5 STELLE: 2,5%
- ALTRI: 1,1%

Nel corso della serata sono stati illustrati alcuni ipotetici scenari discendenti da tale consistenza delle forze in campo e gli effetti sulla composizione delle due camere:

Scenario 1 – Come nel 2008

- CDX (LD, LN, PDL, FEL, MPA): 48,2% – 346 Deputati – 171 Senatori
- UDC: 6,2% – 36 Deputati – 9 Senatori
- CSX (PD, Rad, IDV, Soc., Ver., SEL, FDS, Api): 41,6% – 244 Deputati – 132 Senatori
- MOV. 5 STELLE (Grillo): 2,9%
- ALTRI: 1,1% – 4 Deputati – 3 Senatori

Il commento:

Vincerebbe il CDX sia alla Camera, che al Senato.
In tale caso, FUTURO E LIBERTA’ avrebbe parlamentari sufficenti per togliere la maggioranza assoluta al Cavaliere. LEGA NORD fortissimo. L’ UDC non sarebbe determinante. Sconfitta CSX. M5S fuori dal parlamento.

Scenario 2 – Grande Centro e Grillo solo

- CDX (LD, LN, PDL): 44,3% – 345 Deputati – 150 Senatori
- CX (UDC, FEL, MPA, API): 12,3% – 67 Deputati – 27 Senatori (* in caso di lista unica)
- CSX (PD, Rad, IDV, Soc., Ver., SEL, FDS): 39,8% – 214 Deputati – 135 Senatori
- MOV. 5 STELLE (Grillo): 2,5%
- ALTRI: 1,1% – 4 Deputati – 3 Senatori

Il commento:

Vincerebbe quasi certamente il CDX alla Camera, mentre il Senato sarebbe quasi sicuramente imballato; in tale situazione Berlusconi rivivrebbe un Remake dell’attuale situazione, e sarebbe obbligato ad un governo con FUTURO E LIBERTA’ ed UDC, che sarebbero determinanti. Sconfitta quasi certa per il CSX nel caso di divisione con il M5S, che tra l’altro rimarrebbe fuori dal parlamento.

Scenario 2 bis – Ipotesi Grande Centro e Grillo col CSX

- CDX (LD, LN, PDL): 44,3% – 345 Deputati – 146 Senatori
- CX (UDC, FEL, MPA, API): 12,8% – 67 Deputati – 26 Senatori (* in caso di lista unica)
- CSX (PD, Rad, IDV, Soc., Ver., SEL, FDS, M5S): 41,8% – 214 Deputati – 140 Senatori
- ALTRI: 1,1% – 4 Deputati – 3 Senatori

Il commento:

Favorito il CDX alla Camera, seppur la partita sarebbe apertissima mentre il Senato sarebbe quasi sicuramente imballato; anche in tale situazione Berlusconi rivivrebbe un Remake dell’attuale situazione, e sarebbe obbligato ad un governo con FUTURO E LIBERTA’ ed UDC, che avrebbero le chiavi della Legislatura. Il CSX in tale assetto, puo’ comunque giocarsela, ed ha chance concrete di vincere alla Camera.

Scenario 3 – Ipotesi CLN con Vendola fuori

- CDX (LD, LN, PDL): 45,5% – 345 Deputati – 140 Senatori
- CLN (PD, IDV, UDC, FEL, MPA, API, Soc.): 42,0% – 220 Deputati – 144 Senatori
- SX (SEL, M5S, Rad, IDV, Ver.): 11,4% – 61 Deputati – 28 Senatori (* in caso di lista unica)
- ALTRI: 1,1% – 4 Deputati – 3 Senatori

Il commento:

Favorito il CDX alla Camera, seppur la partita sarebbe apertissima, mentre il Senato sarebbe quasi sicuramente in mano al CLN ed alla Sinistra.

Scenario 4 – Scenario replica del 1996

- CDX (LD, PDL, UDC, FEL, MPA, API): 39,3% – 194 Deputati – 124 Senatori
- LEGA NORD (con Tremonti alleato): 17,0% – - 86 Deputati – 57 Senatori
- CSX (PD, Rad, IDV, Soc., Ver., SEL, FDS): 39,7% – 346 Deputati – 131 Senatori
- MOV. 5 STELLE (Grillo): 2,9%
- ALTRI: 1,1% – 4 Deputati – 3 Senatori

Il commento:

Risultato incerto alla Camera, mentre il Senato sarebbe certamente imballato. Divisione geografica dei risultati, con LEGA NORD e Tremonti che dilagano al Nord, CSX al Centro e CDX al Sud.

Scenario 5 – Scenario replica del 2006

- CDX (LD, LN, PDL, UDC, FEL, MPA): 54,5% – 347 Deputati – 175 Senatori
- CSX (PD, Rad, IDV, Soc., Ver., SEL, FDS, M5S, Api): 44,4% – 279 Deputati – 137 Senatori
- ALTRI: 1,1% – 4 Deputati – 3 Senatori

Il commento:

Vincerebbe il CDX sia alla Camera, che al Senato.
In tale caso, FUTURO E LIBERTA’ ed UDC sarebbero determinanti in Parlamento. Sconfitta CSX di 10 punti percentuali. M5S fuori dal parlamento.

Conclusione sintetica:

Se si vota presto lo scenario più verosimile è il 2 (in subordine 2 bis, 3 e 3 bis).
In tutti i casi il CDX ha maggiori change di conquistare la Camera (tranne nell’ipotesi CLN con Vendola che in cui il risultato sarebbe incerto).
Il Senato sarebbe in bilico in ogni caso.
il PDL perderebbe una valanga di voti, e la Lega farebbe il pieno.
Il CSX, col tempo acquisisce maggior forza, per cui è comprensibile non voglia votare subito.
Silvio Berlusconi, in caso di voto nella migliore delle ipotesi si troverebbe con numeri attuali, nella peggiore perderebbe tutto, da qui i ripensamenti circa l’ipotesi di voto subito.
Tuttavia, aggiungo io, le scadenze giudiziarie premono e non andando al voto nell’immediato significa far dipendere il proprio destino dalla “benevolenza” di Fini.

In serata poi è stato pubblicato l’ultimo sondaggio di Crespi Ricerche del 09/09/2010 su rilevazioni effettuate tra il 6 e l’8 settembre 2010

Sondaggio Crespi Ricerche del 09/09/2010

Sondaggio Crespi Ricerche del 09/09/2010

Perchè Proforma fa campagne “belle” per Vendola e “brutte” per il Pd ?

Pippo Civati ha invitato Dino Amenduni, di Proforma, al campeggio di Oltre per chiederglielo. Qui, di seguito le slides, molto interessanti, illustrate dal pubblicitario.

La discussione prosegue qui e qui.

grazie a Marcello Saponaro

Ci sono ancora persone serie, Raffaele Fitto per esempio

Si dimette il ministro Fitto

Aveva sostenuto Palese, sconfitto da Vendola in Puglia

(ANSA) – ROMA, 30 MAR – Il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto ha presentato le dimissioni dall’incarico.
Dimissioni che arrivano il giorno dopo le elezioni regionali che hanno visto in Puglia l’affermazione del centrosinistra con Nichi Vendola e la sconfitta del candidato del centrodestra Rocco Palese, portato avanti proprio dal ministro. Dopo la candidatura di Palese, Adriana Poli Bortone aveva deciso di correre autonomamente con l’appoggio dell’Udc.

Ansa.it

Puglia e Campania elezioni regionali 2010 sondaggio SWG

Puglia

Sondaggio Politico-Elettorale

ELEZIONI REGIONALI 2010 IN PUGLIA- intenzioni di voto al 10 marzo

Pubblicato il 11/3/2010.
Autore: SWG

Committente/ Acquirente: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO pubblicato in data 11/03/2010

Criteri seguiti per la formazione del campione: Campione casuale rappresentativo dell’universo di riferimento; campionamento stratificato per quote di genere, età e ampiezza del comune di residenza

Metodo di raccolta delle informazioni: Sondaggio telefonico CATI e online CAWI

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 800 interviste; universo di riferimento: maggiorenni residenti nella regione Puglia

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 8/03/2010 ed il 9/03/2010

QUESITO n.5

Domanda : Intenzioni di voto ai partiti.

QUESITO n.6

Domanda : Intenzioni di voto ai candidati. Alle elezioni regionali chi voterebbe più probabilmente tra… .

Campania

Sondaggio Politico-Elettorale

Elezioni regionali 2010 in Campania-Intenzioni di voto al 10 marzo 2010

Pubblicato il 11/3/2010. Autore: SWG

Committente/ Acquirente: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO pubblicato in data 11/03/2010

Criteri seguiti per la formazione del campione: Campione casuale rappresentativo dell’universo di riferimento; campionamento stratificato per quote di genere, età e ampiezza del comune di residenza

Metodo di raccolta delle informazioni: Sondaggio telefonico CATI e online CAWI

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 1000 interviste; universo di riferimento: maggiorenni residenti nella regione Campania

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 6/03/2010 ed il 9/03/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.8

Domanda : Intenzioni di voto ai partiti: dato regionale.

QUESITO n.9

Domanda : Intenzioni di voto ai candidati: dato regionale.

Sondaggio Euromedia Reserch su Piemonte, Liguria, Lazio e Puglia

Sondaggio Politico-Elettorale

VERSO LE REGIONALI

Pubblicato il 5/3/2010. Autore: Euromedia Research (Ghial Media Srl)

Committente/ Acquirente: Panorama. Diffuso e pubblicato da Panorama il giorno 5 marzo 2010 (pag. 82)

Criteri seguiti per la formazione del campione: Le interviste sono state effettuate su un campione stratificato per sesso, età e dislocazione territoriale dei residenti in 4 Regioni che andranno al voto alle prossime elezioni regionali (Piemonte, Liguria, Lazio, Puglia)

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche – metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 1.000 casi per ciascuna regione; popolazione residente nelle 4 regioni (Piemonte, Liguria, Lazio, Puglia) di 18 anni e oltre, di entrambi i sessi appartenenti a qualsiasi condizione sociale, residenti in famiglie con il telefono (Fonte ISTAT – 2009)

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 01/03/2010 ed il 02/03/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni per eleggere il Presidente di Regione, Lei a quale dei seguenti candidati avrebbe dato la Sua preferenza? .

Risposta:

REGIONE PIEMONTE Roberto Cota (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 47.7% (MIN 44.6% – MAX 50.8%) Mercedes Bresso (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 48.8% (MIN 45.7% – MAX 51.9%) Altri: 3.5% (MIN 2.4% – MAX 4.6%) INDECISI: 21.0%

REGIONE LIGURIA Sandro Biasotti (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 48.6% (MIN 45.5% – MAX 51.7%) Claudio Burlando: (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 51.4% (MIN 48.3% – MAX 54.5%) INDECISI: 20.2%

REGIONE LAZIO Renata Polverini (PDL+UDC+altri di centrodestra): 48.5% (MIN 45.4% – MAX 51.6%) Emma Bonino: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 49.2% (MIN 46.1% – MAX 52.3%) Altri: 2.3% (MIN 1.4% – MAX 3.2%) INDECISI: 23.3%

REGIONE PUGLIA Rocco Palese (PDL+altri di centrodestra): 44.0% (MIN 40.9% – MAX 47.1%) Nichi Vendola (PD+IDV+altri di centrosinistra): 46.4% (MIN 43.3% – MAX 49.5%) Adriana Poli Bortone (UDC+Io sud): 8.5% (MIN 6.8% – MAX 10.2%) Altri: 1.1% (MIN 0.5% – MAX 1.7%) INDECISI: 22.9%

Elezioni Regionali 2010: gli ultimi sondaggi dei maggiori istituti

I più recenti risultati di quattro diversi istituti (Ispo, Crespi ricerche, Euromedia Research, e Ipsos), permettono di attribuire con ragionevole certezza solo nove dei 13 governatorati in palio con le regionali del 28 e 29 marzo.

I quattro istituti sono concordi nell’attribuire ai candidati espressione del centrodestra le presidenze di Lombardia, Veneto, Campania e Calabria. Le rilevazioni demoscopiche confermano in mano al centrosinistra i presidenti di 5 regioni Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Basilicata.
Condizioni tendenzialmente favorevoli al centro destra nel Lazio ed analogamente condizioni favorevoli al centro sinistra in Puglia.
Particolarmente incerti i risultati di Piemonte e Liguria.

Tuttavia vale sempre l’avvertenza che i sondaggi si fanno per cercare di capire dove va l’elettorato, ma si fanno anche per potere orientare l’elettorato.
Districarsi quindi nelle diverse circostanze tra sondaggi buoni e tarocchi è sempre impresa ardua.

Così come districarsi tra le opposte “debolezze” dei diversi istituti.

E se Ipsos (Pagnoncelli) tende a stimare forse con eccessivo favore i numeri del centro sinistra, all’opposto Euromedia Research sembra tendere a sovrastimare le fortune del centro destra arrivando ad attribuire solo cinque regioni al centro sinistra e ben otto al centro destra, un dato da fine del mondo per il centro sinistra.

Così va segnalato che Crespi Ricerche (istituto che sembra mostrare una qualche “debolezza” verso la Pdl, per non dire di peggio), dopo aver dato in Liguria in forte recupero Sandro Biasotti, Pdl (assegnandogli il 48,5 %), contro Claudio Burlando, Csx (al 50,0 %) solo pochi giorni fa, dà oggi una rilevazione sulla Puglia in cui Rocco Palese, Pdl, sarebbe al 43,5 % (contro il 39 % della precedente rilevazione) a fronte di un Niki Vendola, csx al 42,5 % (42 % rilevazione precedente) e Adriana Poli Bortone al 14 % contro una precedente rilevazione al 19 %.