I volti nuovi del Pd

Un video che offre una guida per fare il punto sul dibattito all’interno del Pd e sui suoi volti nuovi quali: Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani, Pippo Civati ed il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Illustra il tutto Luca Talese per Current TV.

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Quelli che … si nascondono dietro la libertà di coscienza

Condivido quanto scritto da Christian Rocca il quale fa alcune considerazioni qui, a proposito della non posizione preannunciata dal PD sul provvedimento di legge della maggioranza in discussione in questi giorni in Parlamento, teso ad intervenire sulla vicenda “Englaro”.

Anche Antonio Di Pietro qui, piccato da un articolo su “La Stampa” dal titolo “Di Pietro: voterò con il Cavaliere” e con sottotitolo: “L’ex PM a sorpresa: quella vita va salvata”, annuncia la medesima non posizione del PD per l’IDV.

Ora, fermo restando che la “libertà di coscienza” (perchè così viene chiamata la non posizione) nessuno in democrazia la può negare tantomeno ad un parlamentare, nell’esercizio delle sue funzioni, (per la natura stessa e dignità della carica oltrechè per previsione costituzionale), non sarebbe utile che Veltroni e Di Pietro ci spiegassero a che servono i loro partiti oltre che a fare affari e percepire finanziamenti pubblici ?

Croppidea gemellaggio Roma-Salemi

Simona De Santis per il “Corriere della Sera – Roma”

“Le premesse c’erano già tutte. Vittorio Sgarbi arriva puntualissimo, al Tempio di Adriano, per la presentazione del suo nuovo libro – «Clausura a Milano e non solo. Da Suor Letizia a Salemi (e ritorno)», Bompiani -: saluta gli ospiti (Oliviero Toscani, Marta Bravi, Folco Quilici, Marina Ripa di Meana), si inalbera al telefono, si siede. Poi inizia a parlare e ne ha per tutti, da Fabrizio Cicchitto a Marco Travaglio, al sindaco Domenici di Firenze («è un disperato »). Alla fine ci scappa un (goliardico) «stronzo» all’assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi.

«Non si può governare una città come fosse un convento di clausura – incalza Vittorio Sgarbi – lo dico (e lo indica, ndr) a quello stronzo di Croppi… a Roma, come a Milano, servono più le idee che i soldi».

L’assessore è seduto in prima fila: «Sgarbi gioca a fare il simpatico. Mi dà dello stronzo e io ci rido su…» spiega, lasciando in anticipo la presentazione. Ma Sgarbi insiste: «Mi chiamano a Roma per sostenere la campagna elettorale di Alemanno puntando sull’Ara Pacis da abbattere, poi vincono le elezioni e non mi cagano più di striscio».

Nota dolente, l’Ara Pacis: «È ancora lì in piedi, costata 20 milioni di euro, quando bastava darne uno a Veltroni per non farla». E conclude: «L’Ara Pacis è ancora nelle mani di questo stronzo di Croppi e di quell’altro di Broccoli (Umberto, neo soprintendente dei Beni culturali di Roma, ndr), ideata dall’altrettanto stronzo, fascista, americano, immondo di Meier. L’Ara Pacis è una merda secca».

Croppi taglia corto: «Negli ultimi 8 mesi siamo andati avanti solo con le idee. Poi, se uno dovesse assumere tutti quelli che sostengono una campagna elettorale…Vorrà dire che faremo un gemellaggio Roma-Salemi, il paese siciliano dove Sgarbi è sindaco».

Ma Sgarbi non è ancora placato: «I musei civici di Roma sono il massimo esempio di clausura, si pensi al Macro…»; «Altro scempio quella scatola caustrofobica dell’ascensore del Vittoriano»; «Poi piazza San Cosimato, un delitto…». All’uscita una signora blocca Sgarbi per una foto: «Un giorno sarà sindaco…ma di Roma« dice la signora. E Sgarbi: «Beh, non lo auguro a nessuno…».

[18-12-2008]

grazie a Dagospia