Decreto interpretativo è il suo nome

E’ una controffensiva che parte dal “Decreto interpretativo” per arrivare al cuore del “potere rosso”.

Decreto interpretativo è il nome che si appresta a dare il Consiglio dei Ministri al provvedimento con il quale si tenterà di sanare le tre (si ai letto bene lettore, non due ma tre) situazioni problematiche per lo svolgimento di questa tornata elettorale regionale.
Il provvedimento conterrà misure atte a sanare la situazione determinatasi con l’estromissione della lista Pdl nel Lazio e con il listino di Formigoni in Lombardia, e con queste, l’interpretazione autentica, o sarebbe meglio dire riveduta e corretta, dell’articolo 2, comma 1, lett. f) della Legge 2 luglio 2004 n. 165.

In tal modo per il fatto stesso che nel provvedimento sia inserita l’interpretazione della legge sul terzo mandato il Pd sarà fatto entrare nella partita di coloro che sono nella condizione di avere necessità del provvedimento per salvaguardare i possedimenti dell’Emilia Romagna, in cui concorre per il terzo mandato consecutivo, Vasco Errani del Pd.

Dalla “non partecipazione” alla soluzione della questione liste in Lombardia e nel Lazio, il Pd verrebbe messo nelle consizioni di perdere, (anche temporaneamente), dopo Bologna la regione Emilia Romagna.

In poche parole un attacco al cuore del sistema.

Vuoi vedere che dietro questa cosa ci sarà il solito Calderoli ?

Formigoni ed Errani go home … ma non per tutti

Dopo l’iniziativa di cui ho riferito qui sulla ineleggibilità per la terza volta consecutiva di Roberto Formigoni e Vasco Errani, alla presidenza della Lombardia il primo e dell’Emilia Romagna il secondo, si cominciano registrare le prime reazioni.

Tra i primi a dichiarare il candidato del Pd per la presidenza della regione Lombardia, lo sfidante ‘ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, il quale in linea del tutto teorica dovrebbe essere anche il primo ad assumersi la responsabilità della tutela della legalità nel rinnovo degli organi democratici della regione.

Sull’iniziativa dei sei esponenti del Pd Filippo Penati dice:

Non sono stato preventivamente informato dell’esposto presentato oggi. Per quanto mi riguarda non condivido il merito dell’iniziativa. Ho chiesto personalmente diversi pareri giuridici e, pur non avendo ottenuto un parere unanime, la stragrande maggioranza delle persone consultate si è espressa per la legittimità della candidatura di Roberto Formigoni”.

Giustamente Luca Sofri di fronte a queste parole pone alcuni interrogativi:

Come sarà fatta una “stragrande maggioranza di persone consultate”? Per essere così stragrande dovranno essere almeno sei, sette, no? Quindi ne ha consultate una decina? E chi sono? Il giurista e candidato del PD Angiolini, che ha dato parere contrario alla candidabilità di Formigoni? O il presidente Onida? O il costituzionalista Ainis?
E quanto è rilevante che Penati non sia stato “preventivamente informato”? E quanto è rilevante che Penati sia oggi uno dei massimi dirigenti del PD, che presenta in Emilia un candidato nelle stesse condizioni di Formigoni?”

Sul blog di Pippo Civati invece, dove di solito i commenti sono controversi e polemici, per una volta i commenti sono unanimi.
Valga per tutti a descrivere il clima il commento di Francesco Rocchi:

“In casi come questo non ce “noi” o “loro”, i “nostri” o i “vostri”.
Se l’appartenenza di partito si mette davanti alla legalità, è finita, ritorneremmo (se ne fossimo mai usciti) sempre allo stesso marasma.
Forse può essere amaro vedere che chi non rispetta le leggi se la gode di più di chi vi si attiene. Ma se si vuole stabilire il punto, marcare una differenza, se si vuole un paese migliore e funzionante, la legge va rispettata, punto.
Altrimenti come distinguiamo i “nostri” dai “loro”?

Infine per comprendere quanto le posizioni alla Penati registrano consenso si segnala che gli ultimi sondaggi danno Formigoni intorno al 57,0% e Penati intorno al 30,0%.

Se si applica ancora un po Penati riuscirà ad essere doppiato.

Roberto Formigoni e Vasco Errani, vi è chi tace e chi (si) espone

Circa la questione della incandidabilità a governatori di Roberto Formigoni e Vasco Errani perche questo qualora eletti sarebbe come minimo il terzo mandato, oggi sei esponenti del Pd lombardo, hanno varcato il Rubicone e hanno presentato al Tribunale di Milano, un esposto contro la ricandidatura di Roberto Formigoni.
L’esposto qui, sotto invece il parere del professore Onida (presidente emerito della corte costituzionale), grazie ancora una volta a Raissa Magazine.

La Premiata ditta “Roberto Formigoni & Vasco Errani”

Formigoni ed Errani, come il gatto e la volpe, l’accordo bipartisan dei “furbastri”.

Qualcuno si stupisce ancora se tra i cittadini di questa disastrata repubblica sia così diffuso il ricorso all’illegalità ed ai comportamenti moralmente e/o giudiziariamente censurabili ?

In poche parole, Roberto Formigoni si ricandiderà per la presidenza della Lombardia per il centro destra, Vasco Errani per quella dell’Emilia Romagna per il centro sinistra. Tuttavia sono entrambi ineleggibili. Il prof. di Diritto costituzionale Vittorio Angiolini e non è l’unico, dice: “Una legge del 2004 dispone la non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato del Presidente della giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto”.

Dal vuoto pneumatico di iniziativa politica e di informazione si sono distinti solo alcuni blogger, e tra questi, Luca Sofri, ed ora Marco Simoni , mentre tra i politici, Marco Cappato dei Radicali Italiani, (candidato alla Presidenza della regione Lombardia) e, tra i primi a sollevare la questione, Pippo Civati consigliere uscente e candidato del Pd al consiglio regionale.

Per capire di più sulla questione, particolarmente illuminante, questo servizio di RaissaMagazine