Scazzi loro: Toscani vs. Sgarbi – Sgarbi vs. Toscani

In una lunga intervista rilasciata a Marco Lillo per “Il Fatto Quotidiano”, il fotografo e pubblicitario Oliviero Toscani si era espresso in questo modo:

Non farò più il direttore artistico della trasmissione con Vittorio Sgarbi perché non voglio essere tacciato di essere un collaborazionista di Berlusconi“.

Oliviero Toscani si tira fuori da Il bene e il male, la risposta di destra a Vieni via con me dell’accoppiata Fazio-Saviano.

Toscani, perché lascia solo ora? Chiunque in Italia sapeva che sarebbe stata una trasmissione filo-berlusconiana…
Così sarà intesa. Anche se Vittorio Sgarbi non vuole fare una cosa di questo tipo. Purtroppo questo è un paese nel quale o sei con Berlusconi o sei contro. Mi devo arrendere. Non c’è spazio per l’arte in questo clima.

Toscani lei è una persona intelligente. Mi spiega cosa si aspettava che facesse Vittorio Sgarbi?
Vittorio Sgarbi farà Sgarbi. Punto. È una delle persone più libere e intelligenti che io conosca. Il più grande spreco di intelligenza al mondo. Se difende Berlusconi e attacca i giudici lui lo fa perché è davvero garantista. Non per trarne vantaggio.

– Attaccando i giudici sgraditi al padrone, Sgarbi ha ottenuto trasmissioni e rubriche sui media di Berlusconi. Cioè visibilità, contratti e soldi. Ora arriva la prima serata in Rai.
Sgarbi avrebbe guadagnato di più facendo altro. È onesto intellettualmente, non è questo il problema. Sono gli altri che lo stanno strumentalizzando. È chiaro che l’obiettivo della dirigenza Rai è fargli fare una trasmissione filo-berlusconiana. Io mi chiamo fuori.

– Come sarebbe stato il suo Il bene e il male?
Innanzitutto il titolo che avevamo pensato noi era Fuoco amico per dare il senso che Sgarbi poteva sparare su chiunque. Poi invece hanno scelto questo.

– Il bene da una parte, il male dall’altra e niente più fuoco su Berlusconi.
Il bene e il male è più rassicurante. La mia idea era quella di usare l’arte come chiave di lettura di tutti i temi, compresa la politica. Volevo far intervistare Fidel Castro e Berlusconi su Dio, per esempio. Ma in Italia non c’è niente da fare.

– Come sarà ora la trasmissione?
Non mi interessa. Gli autori rimasti sono Carlo Vulpio, Gianluca Nicoletti e altri, io non so nulla. Avevo immaginato una grande sfera che racchiudeva la trasmissione. Il pubblico non era nella sala come si vede in queste cose tipo Ballarò che inquadrano la faccia di un ospite e si vedono le ginocchia del pubblico. Una roba parrocchiale.

– Vieni via con me almeno le è piaciuto?
Noiosissimo. Non c’era scenografia, non c’era sorpresa e non c’era emozione. Era tutto prevedibile.

-Ha fatto 9 milioni di spettatori.
Perché è stato pompato dai giornali. Io ho visto Real Madrid-Barcellona. Molto meglio.

– Cosa pensa della manifestazione delle donne dopo il caso Ruby?
Le italiane sono in parte responsabili di come si comportano i maschi. Le mamme italiane sognano un figlio sciupafemmine. Lo so che è sbagliato generalizzare ma la tendenza è questa.

– Ora va a finire che le donne sono responsabili anche del maschilismo e del bunga bunga.
Le donne italiane non si innamorano del proprio uomo ma del primo figlio maschio. Lo educano ad avere più donne possibili, poi si lamentano se guarda solo le veline. Quel maschio si sposerà un’altra donna italiana, che non lo amerà, ma vizierà un altro figlio e il ciclo ricomincia. Ma le ha viste le giornaliste più famose? Hanno tutti problemi di chirurgia estetica. Tutte stirate, una volta una conduttrice mi ha fatto aspettare mezz’ora al trucco e io le ho detto: non sei una velina!

– Che impressione le ha fatto Masi negli incontri che avete avuto?
Masi è stato corretto ma è un burocrate che dirige quella che dovrebbe essere la prima azienda culturale del paese. Lo sa da cosa si vede come è tenuta in considerazione l’arte in Rai? I quadri negli uffici del direttore generale e del presidente, dai tempi della Annunziata e di Siciliano, sono attaccati alla parete con la catenella del cesso.

– Si dice che lei ha rotto perché non avete raggiunto l’accordo sul compenso.
Falso. Non me ne sono andato per questo. È vero che la mia richiesta era alta, ma avrei ricoperto più ruoli e si poteva anche chiudere. Alla fine, solo per fare il direttore artistico mi hanno offerto 80 mila euro. Non ho trattato nemmeno. Non volevo più far parte del progetto. Punto. Lo sa di chi è la colpa? Degli italiani, un popolo di tele-idioti. Qui non si può fare arte in tv.

-E Berlusconi alla fine non ha nessuna colpa?
Berlusconi si deve far processare, ma secondo me sbaglia chi dà per scontato che abbia fatto delle orge con le minorenni. Non è provato. Dobbiamo essere garantisti. Ha ragione Vittorio. Ma se dico questa cosa passo per berlusconiano per la solita maledizione. Ma lo sa che io dovevo dirigere la tv di Berlusconi?

– Quando?
Berlusconi sei mesi prima di aprire la sua tv negli anni Settanta organizza un incontro a casa di una grande famiglia borghese di Milano, sinistra chic. C’era un tavolo da ping pong al centro di un salone lussuoso.

– E cosa le dice Berlusconi?
Si siede a capotavola, da un lato io e dall’altro Umberto Eco. A lui dice: ‘Voglio te come direttore editoriale della mia nuova tv’. A me dice: ‘Voglio te come direttore artistico’. Abbiamo entrambi rifiutato e al posto mio poi è andato Carlo Freccero.

– Pentito?
No. Gli ho detto che la sua televisione non era la mia. Lo penso ancora.

Ma Vittorio Sgarbi non ci stà, a questa versione dei fatti, e fa sapere che:

“Sono gia’ sconcertato e deluso dalle dichiarazioni improvvide di Toscani, il quale – per la seconda volta- mente e – per la seconda volta- mi tradisce, come ha fatto dimettendosi da assessore di Salemi e inventando la pressione di una mafia che non c’e’ e che in alcun modo lo ha ostacolato”.

“Quella che lui chiama mafia- aggiunge Sgarbi- si chiama burocrazia, inerzia, patto di stabilita’, riduzione dei finanziamenti delle attivita’ culturali. La trasmissione sara’ come io l’ho voluta: una trasmissione di grandi temi culturali, esattamente gli stessi discussi in alcune lunghe riunioni con lui. Nessuna variazione e nessuna richiesta ne’ a lui ne’ a me di collaborazionismo. L’autore che ha principalmente contribuito fino ad oggi e’ Carlo Vulpio, giornalista del Corsera e primo dei non eletti nelle liste per il Parlamento Europeo dell’Italia dei Valori. Si e’ molto discusso di questioni estetiche, sulla scenografia e sulla regia. Toscani aveva preteso di essere il solo autore e direttore artistico e ha posto immediatamente il veto a Filippo Martinez, regista totalmente anarchico ed autonomo che gli ha lasciato il campo senza nulla chiedere”.

Il critico d’arte aggiunge: “Allo stato del programma e senza alcun mutamento nelle richieste e nei rapporti con la Rai e nello stato dell’arte del programma, Toscani ha fatto la sua richiesta economica per definire il suo contratto rispetto al progetto, che non e’ da allora in alcun modo mutato. Ha chiesto 300mila euro per sei puntate. Nella trattativa la Rai gliene ha offerte 100mila e lui ha rifiutato soltanto per ragioni economiche.

Quello che leggo oggi e’ falso, insultante, irreale perche’ dall’ultima riunione con lui e con Vulpio non e’ piu’ stata fatta alcuna riunione sui contenuti del programma. Chiedero’ alla Rai di rivalersi su Toscani chiedendogli i danni per le intimazioni e falsita’ da lui espresse. Mi riservo anch’io in sede civile di chiedergli i danni in misura proporzionale al danno di immagine che egli – benche’ meno efficace di un tempo – puo’ aver provocato non a me, ma al programma. Restando incerto, prima di procedere, se aspettare che mi tradisca senza ragione e a freddo per la terza volta”.

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Vittorio Sgarbi “non chiudere l’ospedale di Salemi”

“Preso atto delle puntualizzazioni dell’assessore Russo, voglio sottolineare che né verso di lui e la sua professionalità, né tanto meno verso l’amico Presidente della Regione io intendevo indirizzare contumelie, ma indicare una ineludibile strada da percorrere insieme per l’impegno del tutto gratuito e senza indennità che muove con spirito missionario o, altamente politico, me e i miei assessori, in particolare Oliviero Toscani che finanzia molte attività senza ricevere alcun finanziamento dalla Regione per idee ed impulsi di cui tutto il mondo è a conoscenza e che sono stati riconosciuti anche dai 16 rappresentanti della stampa estera ospitati proprio dal Presidente Lombardo. 

In questa logica non si può innalzare il nome, l’immagine e la vitalità di una città (e questo vale oggi per Salemi ma da anni vale anche e soprattutto per Pantelleria) e privarla di quei servizi primari dei quali l’ospedale è l’emblema più necessario.

Mentre la città cresce non le si può togliere quello che ha al di là di direttive e piani di rientro.

Così al Presidente Lombardo rivolgo intanto una prima domanda: mentre ammirano e traggono anch’essi beneficio dal lavoro che svolgiamo a Salemi, perché, prima di una qualunque decisione e al di là di direttive astratte, l’assessore Russo, in rapporti amichevoli con me e con i miei assessori, non è venuto in visita all’ospedale di Salemi per apprezzarne le risorse, la pulizia e i reparti di riconosciuta qualità rispetto ad altri ospedali,  e da preservare, non da abolire, in cambio di un ospizio per lungodegenti e, forse, senza neppure un pronto soccorso ?

Allo stesso modo, per l’attenzione che meritiamo, che ci è dovuta, così come ci vengono chiesti – a me e a Toscani in particolare – impegni per tutta l’Isola, non sarebbe stata, vista la sua competenza ed esperienza, inopportuna una visita dello stesso Presidente Lombardo, per apprezzare il funzionamento e i servizi garantiti dall’ospedale di Salemi.

E’ soltanto per quest’ordine di considerazioni che io ho dichiarato di essermi meravigliato di una mancanza di attenzione per una città di cui parlano i giornali di tutto il mondo.

Ed in questo senso va intesa anche l’infelice espressione di “una sicilia allo sbando”, pensando a molte realtà più in balia della criminalità ma senza prospettive e progetti che ne indichino un futuro desiderato e desiderabile da parte di tutti i siciliani, del Presidente della Regione e mia.

E se la collaborazione per un risultato, al quale noi diamo tutte le energie, non dovesse esserci, e se il segnale di mancata attenzione dovesse essere la chiusura dell’ospedale di Salemi, io potrei anche ritenere interrotta la mia esperienza di sindaco a Salemi e rinunciare a spendere energie senza trovare da parte delle autorità regionali disponibilità, attenzione particolare e garanzie di scelte non fatte sulla carta ma valutate le circostanze.

Queste circostanze a Salemi e per la Sicilia sono un esempio e un  modello per cui vogliamo non riconoscenza, ma riconoscimento.

Ecco la ragione delle mie parole, senza alcuna animosità, se non specifica nei confronti dell’assessore Russo e del Presidente Lombardo, ai quali resta la mia stima personale, ma li voglio partecipi alla nostra impresa.

All’assessore Russo voglio aggiungere: la miopia è un difetto correggibile fisicamente, ma molto pericoloso metaforicamente.”

Salemi e non Berlusconi questa volta su Newsweek

Interessante il lungo articolo che Newsweek Web dedica a Salemi dal titolo “Villa For Sale: Two Bucks” e sottotitolo “To stimulate investment, a town in Sicily is giving its dilapidated buildings away.

L’inviata Barbie Nadeau dopo avere descritto la città di Salemi e ricordato il terremoto del 1968 passa ad illustrare in modo serio la proposta di Vittorio Sgarbi per rivitalizzare il centro storico, descrivendo obblighi, modi e condizioni da rispettare.

Dice la Nadeau “The authorities hope the plan will turn Salemi into a boomtown, employing hundreds of out-of-work locals in construction and renovation projects.“.

Il pezzo prosegue con le parole di Oliviero Toscani: “These houses are like a heart pierced by a thorn,” says Toscani, who is best known for his controversial advertisement photography using human hearts and anorexic fashion models, “They are dangerous, but they also represent a patrimony that is slowly dissolving away.

La Nadeau riferisce poi che David Moss, che gestisce MIPC, un Ufficio di Consulenza Immobiliare con uffici a Londra e in Italia, sta lavorando con Sgarbi e la Giunta della Città di Salemi.
 
Dalla settimana in cui è stata annunciata l’operazione, Moss dice che ha ricevuto quasi 2.000 richieste di informazioni da acquirenti interessati – tra cui artisti, filantropi e anche un produttore televisivo che intenderebbe realizzare una sorta di reality televisivo costruito intorno al fai-da-te nel rinnovare le strutture fatiscenti.

La Nadeau passa quindi ad esaminare i costi dell’operazione per gli acquirenti sottolineando che “Whoever signs on must be willing to pay $100,000 or so in renovation costs to bring the villas up to snuff. Experts estimate the basic renovation cost at between €900-€1,200 per square meter, based on local market prices for labor and materials without any extras.“.

Riferisce quindi la Nadeau che Delran e Michel Francois Teyssier, francesi ma che vivono nel Regno Unito, sperano di comprare uno degli immobili per destinarlo a sala mostre e sarebbero intenzionati a chiedere  una sovvenzione della Commissione europea per la realizzazione del progetto.

La Daneau affronta quindi la spinosa questione della mafia: “What about the Mafia? After all, Salemi is just a stone’s throw from Corleone where Mafia don Bernardo Provenzano was captured in 2006. The project’s leaders hope that successful anti-Mafia efforts, which in recent years have led to the arrest of hundreds of top-level members of the Cosa Nostra, will reassure buyers.“.

Si sottolineano quindi I processi metti in atto per impedire o limitare le infiltrazioni mafiose:”To help stem an onslaught of undesirable (read: corrupt Mafiosi) developers, Sgarbi has devised a thorough application and screening process. Would-be buyers are invited to send a non-binding letter of intent, in Italian, to the Salemi city council outlining how they might develop the property. At the end of October, Salemi councilors will contact applicants whose ideas fall in line with their vision and invite them to demonstrate financial responsibility and to submit a building plan for approval.“.

Per gli aspiranti acquirenti stranieri: “Foreign buyers will be required to hire an Italian-speaking power of attorney and are advised to hire a lawyer, preferably local, to help work through the details, not to mention an architect and contractor who are versed in Italian construction techniques.How the villas, which are in various states of disrepair, are distributed has not been announced other than that each approved buyer will have a choice of properties based on their development plan.

La priorità sarà attribuita a: “Priority would be given to VIP clients and celebrities. (Peter Gabriel, who already owns a villa in Sardinia, has reportedly expressed interest.) Sgarbi, who has gifted several villas, including one to Inter Milan football team owner Massimo Moratti, says the process will be closely guarded. But he vows to turn the hilltop village into both a city of art and an exclusive destination along the lines of Pantelleria, a super-luxe Sicilian island where Giorgio Armani and English football manager Fabio Capello have homes.“.

In sostanza: “They will go to buyers who have both the aesthetic sensitivity and the economic resources to take part in this adventure“.

Seguono quindi degli interessantissimi commenti.

Qui il link alla pagina Newsweek