Di castelli, torri ed altre cose

Deludente, assolutamente deludente il punto cinque del programma del sindaco ingegnere Marzio Bresciani relativo ai “Beni Culturali e Monumentali” il quale frettolosamente recita:

  • Acquisizione del Castello al Patrimonio Comunale
  • Ristrutturazione della Chiesa del Purgatorio.

Tutto qui.

E’ evidente che alla faccia del giovanilismo, (che in maniera un pò stucchevole viene sparso per ogni dove), forse la cultura relativa al concetto di bene culturale è ferma ai tempi in cui “Giovinezza non era solo una fase della crescita, ma anche una canzone assai in voga.

Scriveva Padre Gaspare Bosco nell’appendice alla ristampa anastatica della monografia di Diego Buccellato Galatioto su Castellammare del Golfo, pubblicata nel 1980 su iniziativa dell’amministrazione comunale dell’epoca, (assessore allo Sport – Turismo – Pubblica Istruzione Nicolò Coppola): “Necessitano urgenti restauri: il Castello d’Inici, il castello di Baida, la torre di Guidaloca, e la torre ‘Bennistra’, prima che gli agenti atmosferici li rovinino irremediabilmente.

Se il crollo della torre del Castello d’Inici e della torre Bennistra non fossero stati accadimenti del tutto prevedibili, oggi staremmo qui a proporre l’inclusione di Padre Gaspare Bosco tra i profeti.

Forse che dopo il suicidio della torre del Castello d’Inici e della Torre Bennistra dovremo considerare ineluttabile anche il suicidio della Torre di Guidaloca ?

Pensare l’intero primo nucleo della cittadina (borgo antico e castello) come bene culturale è osare troppo ?

Immaginare che dopo i tanti studi condotti sulla città cinquecentesca sia arrivato il momento di mettere mano nel concreto all’opera di recupero e valorizzazione della città murata, sarà per caso andare oltre ?

Pensare la Villa Comunale Regina Margherita quale bene monumentale ancorchè parte integrante di un sistema di beni culturali di cui facciano parte Palazzo Crociferi e la chiesa della Madonna delle Grazie è davvero cosa inimmaginabile ?

Ma è davvero così difficile coltivare un minimo di coscienza del proprio patrimonio culturale ?