Tra Castellammare del Golfo e le Egadi, l’abisso !

Google Maps mi dice che in linea d’aria solo 47 chilometri separano la ex Tonnara di Favignana dalla ex Tonnara di Scopello.
Entrambe già di proprietà dei Florio ed entrambe universalmente note e tra le meglio conservate in Sicilia, a dispetto di tante cose che le accomunano e di una così minima distanza fisica, non può non rilevarsi che la distanza culturale che sta tra le rispettive comunità locali, le loro associazioni rappresentative, e le loro istituzioni politiche, risulta di fatto enorme.

Se per la Tonnara di Scopello, vengono immaginate e messe in atto le cose che vi ho descritto qui per la Tonnara di Favignana invece gli amministratori locali stipulano ed approvano convenzioni che puntano alla valorizzazione del bene culturale con riguardo al rispetto e conservazione del bene stesso.

Un abisso !

Approvata la convenzione Soprintendenza e Comune per la fruizione dell’Ex Stabilimento Florio

Il sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto, esprime soddisfazione per l’approvazione in Consiglio Comunale all’unanimità della convenzione fra la Soprintendenza BB.CC.AA. di Trapani e la stessa Amministrazione Comunale, finalizzata all’ampliamento della fruizione dell’ex Stabilimento Florio di Favignana. La nuova convenzione, che definisce anche strategie e obiettivi comuni di valorizzazione e sviluppo culturale del bene, e avrà una durata di quattro anni, prevede la gestione di alcuni servizi da parte del Comune, tra i quali la bigliettazione, la pulizia, la vigilanza e la manutenzione ordinaria, ed è volta al potenziamento di tutte le attività culturali e museali della struttura.

L’ingresso all’ex Stabilimento Florio è consentito pagando un biglietto di entrata di 6 o 3 euro (restano le esenzioni per i minori di 18 anni, i bambini e per i portatori di handicap, e resta per tutti indistintamente l’ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese). Il 90 per cento delle entrate frutto della bigliettazione andrà al Comune. L’Ex Stabilimento è uno dei musei siciliani più commentati su TripAdvisor e plurirecensito. Il personale che vi presta servizio è costituito quasi totalmente da giovani favignanesi che in questi anni hanno maturato una notevole esperienza nell’accoglienza e nelle visite guidate all’interno della struttura, effettuate in diverse lingue europee. La stipula della convenzione si è realizzata secondo le previsioni del codice culturale (articolo 112) per la gestione integrata di servizi di fruizione e valorizzazione, ed è stata rinnovata in parte anche nei contenuti: c’è la possibilità, ad esempio, che l’ex Stabilimento diventi una sede per matrimoni civili grazie all’impegno e all’attenzione da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani guidata dalla Dottoressa Paola Misuraca.

Comunicato stampa del Comune di Favignana del 27 maggio 2015″

E l’abisso rimane !

Per la cronaca questo è lo stato dell’arte del dibattito (registrabile oggi) a Castellammare del Golfo:

““Assicurare la fruizione pubblica della tonnara e garantire la tutela del monumento. Nessun contrasto”

Lo affermano il sindaco ed il presidente del consiglio comunale sull’accesso alla tonnara di Scopello

«Non esiste alcun contrasto sulle modalità di fruizione della tonnara di Scopello. Le nostre posizioni sono convergenti. Nessuna contrapposizione». Lo sottolineano il sindaco Nicolò Coppola ed il presidente del consiglio comunale Domenico Bucca, in riferimento alla vicenda dell’accesso alla tonnara di Scopello. «Nella riunione del 30 aprile svoltasi in Soprintendenza, in assoluto accordo, abbiamo ribadito la necessità di assicurare la fruizione pubblica della tonnara e dello specchio acqueo antistante- fanno presente il sindaco Nicolò Coppola ed il presidente del consiglio comunale Domenico Bucca-. Nella stessa riunione, inoltre, è emersa l’assoluta necessità di garantire al tempo stesso la tutela del monumento “tonnara”. Significa fruire della tonnara e contemporaneamente garantire la cura e conservazione di quello che è un nostro bene storico sicuramente da difendere e proteggere».

A tal proposito il sindaco Nicolò Coppola fa presente che «a breve l’amministrazione comunale, nel caso in cui i proprietari dovessero concedere la disponibilità, formulerà le richieste per un accordo definitivo per la fruizione della tonnara».

Sulla questione dell’accesso al mare e della fruizione della tonnara di Scopello, il presidente del consiglio comunale Domenico Bucca precisa che «le dichiarazioni riportate nell’articolo pubblicato il 4 maggio sul Giornale di Sicilia, sono state raccolte il 26 aprile e facevano espressamente riferimento alla polemica con Legambiente Sicilia, non certamente con l’amministrazione comunale. Non c’è dubbio, però, che la delicatezza del sito impongono una attenta valutazione da parte di tutti».

Portavoce del Sindaco: Annalisa Ferrante

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Si possono ignorare le leggi nel formulare una delibera ? A Castellammare del Golfo si può !

La questione è sempre quella della Tonnara di Scopello per la quale si invoca da parte di alcuni un procedimento espropriativo a partire dalle ragioni esposte in questa delibera.
Una delibera che (volutamente ?) non fa cenno al fatto che la Tonnara di Scopello è un complesso monumentale soggetto a più vincoli di tutela ed in quanto tale soggetta alle procedure previste dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
L’essere un bene vincolato nella sua interezza in ragione proprio del riconoscimento ai sensi di legge dell’essere un bene culturale, fa si che quanto previsto, dalla superiore delibera nella migliore delle ipotesi entri in rotta di collisione con i fini e le ragioni della tutela stessa e che tutto il procedimento messo in atto non sia compatibile con le ragioni della tutela, sempre nella migliore delle ipotesi, perchè non è da escludere a priori che vi possa anche essere chi nella procedura messa in essere ravvisi un abuso, non solo formale.

Ma cosè un bene culturale ?
A dircelo è l’articolo 10 del Codice che sotto si riporta integralmente.

E’ possibile espropriare un bene culturale ?
Certo che è possibile, ma diciamo in sintesi estrema “per il suo bene”, non certo per “affettarlo” come il salame. Ce lo dice il primo comma dell’articolo 95.

E quale procedura si deve seguire per verificare che sia “per il suo bene” ?
Farsi preventivamente autorizzare da chi esercita la tutela.

Ed è stata avviata la relativa procedura autorizzativa ?
Ma nemmeno per sogno, anzi, sembra sia stato accuratamente evitato pure di scriverlo nella delibera, se non in un modo talmente ambiguo che può comprendere il tutto e il niente.

Tonnara di Scopello

A seguire una selezione minima di articoli del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che hanno a che fare con la questione.

Articolo 10

Beni culturali
1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti,che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
2. Sono inoltre beni culturali:
a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato,
delle regioni,degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed
istituto pubblico;
b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico;
c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti
pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico, ad eccezione
delle raccolte che assolvono alle funzioni delle biblioteche indicate all’articolo
47, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,
e di quelle ad esse assimilabili.
3. Sono altresì beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dall’articolo 13:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1;
b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse
storico particolarmente importante;
c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale interesse culturale;
d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse
particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica,
militare, della letteratura, dell’arte, della scienza, della tecnica, dell’industria e
della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell’identità e della storia
delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose;
e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che non siano
ricomprese fra quelle indicate al comma 2 e che, per tradizione, fama e
particolari caratteristiche ambientali, ovvero per rilevanza artistica, storica,
archeologica, numismatica o etnoantropologica rivestano come complesso un
eccezionale interesse ( … ).
4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà;
b) le cose di interesse numismatico che, in rapporto all’epoca, alle tecniche e ai
materiali di produzione, nonché al contesto di riferimento, abbiano carattere di
rarità o di pregio (…);
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici, aventi carattere di rarità e di pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarità e di pregio;
e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i
supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarità e di pregio;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;
g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico;
h) i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico;
i) le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storico od etnoantropologico;
j) le architetture rurali aventi interesse storico od etnoantropologico quali
testimonianze dell’economia rurale tradizionale.
5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sono soggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettere a) ed e), che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.

Articolo 95

Espropriazione di beni culturali
1. I beni culturali immobili e mobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilità, quando l’espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi.
2. Il Ministero può autorizzare, a richiesta, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto pubblico ad effettuare l’espropriazione di cui al comma 1. In tal caso dichiara la pubblica utilità ai fini dell’esproprio e rimette gli atti all’ente interessato per la prosecuzione del procedimento.
Articolo 101

Istituti e luoghi della cultura
1. Ai fini del presente codice sono istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche e gli archivi,le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali.
2. Si intende per:
a) «museo», una struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio;
b) «biblioteca», una struttura permanente che raccoglie, cataloga e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio;
c) «archivio», una struttura permanente che raccoglie, inventaria e conserva documenti originali di interesse storico e ne assicura la consultazione per finalità di studio e di ricerca.
d) «area archeologica», un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o strutture preistorici o di età antica;
e) «parco archeologico», un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all’aperto;
f) «complesso monumentale», un insieme formato da una pluralità di fabbricati edificati anche in epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma rilevanza artistica, storica o etnoantropologica.
3. Gli istituti ed i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico.
4. Le strutture espositive e di consultazione nonché i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti privati e sono aperti al pubblico espletano un servizio privato di utilità sociale.

Articolo 104

Fruizione di beni culturali di proprietà privata
1. Possono essere assoggettati a visita da parte del pubblico per scopi culturali:
a) i beni culturali immobili indicati all’articolo 10, comma 3, lettere a) e d), che rivestono interesse eccezionale;
b) le collezioni dichiarate ai sensi dell’articolo 13.
2. L’interesse eccezionale degli immobili indicati al comma 1, lettera a), è dichiarato con atto del Ministero, sentito il proprietario.
3. Le modalità di visita sono concordate tra il proprietario e il soprintendente, che ne dà comunicazione al comune e alla città metropolitana nel cui territorio si trovano i beni.
4. Sono fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 38.

Tonnara di Scopello, almeno lei non la violenterete !

Erano gli anni 70′, 80′ del secolo scorso e tra una emergenza occupazionale e l’altra, tra un “lavoro e sviluppo” dell’epoca e un succedersi di padrini e politici al loro servizio veniva compiuto uno degli scempi più inguardabili della costa siciliana, quello perpetrato, lungo la costa ad ovest della Tonnara di Scopello, ad un eco-sistema singolare e di rara valenza paesaggistica.
Un vero e proprio stupro ambientale, e che come tale rimane indelebile nella memoria di chi l’ha subito, il territorio e nel territorio per quei pochi che, al di la ed oltre i facili orgogli e campanilismi da branco, realmente con quel territorio si identificano.

Quando si preparava l’assalto anche alla restante parte tra Scopello e San Vito lo Capo, previa realizzazione con denaro pubblico di una strada che avrebbe permesso di raggiungere i milioni di metri cubi da realizzare, vi fu chi si mobilitò per fermare la realizzazione di tale mascalzonata. Tra questi, uno tra migliaia di altri, lo scemo che qui scrive.

Negli anni, pur con i tanti errori commessi nel corso del tempo e le diverse forme di opposizione alla sua completa realizzazione e permanenza, La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro divenne quella bella realtà che è oggi, fonte di lavoro eco-sostenibile per alcuni, terreno di ricerca e sperimentazione, e oggetto di ammirazione di visitatori da ogni parte del mondo.

Quei “cazzoni” di allora dimostrammo di essere lungimiranti, di avere compreso per tempo che il mondo andava in altra direzione da quella mafiosa e piccolo-affaristica che dominava (e ancora domina) la cultura della comunità locale.

Oggi la questione si ripropone, ma in termini non esattamente uguali (o forse si), e limitatamente alla Tonnara di Scopello.

Nel corso della recente scannerizzazione di alcune mie diapositive è emersa una immagine della Tonnara degli anni 80′ ed è da lì che parte la riflessione.

2014-03-014

E’ senza dubbio primavera estate, qualcuno fa il bagno, ci stanno le ancore della tonnara, l’immagine è posteriore alla chiusura definitiva dell’attività, o quell’anno la tonnara non era stata “calata”.

Il cuore della Tonnara è recintato e vi si entra per un cancello (accostato)e con segnale che ne vieta l’accesso. Le auto stanno fuori dal cancello.

Tutto dice che finchè la Tonnara era attiva era un corpo unico, era una entità industriale, con edifici e spazi costituenti un “unicum” funzionale ed estetico e per tale ragione da custodire.

Poi fù l’abbandono, il venir meno della custodia per il venir meno della ragione economica che ne determinava la protezione, l’essere Tonnara.

Eppure sempre “Tonnara” è rimasta, pur nella “non acquisizione” di consapevolezza di tutti i suoi “valori” da parte della comunità locale, e non solo.

Infine, in tempi recenti, la complessa struttura proprietaria (anche essa un valore in quanto struttura, ma vai a farlo capire a chi non capisce nemmeno il concetto di “valore”) riesce a trovare in qualche modo un accordo, ristabilendo l’unicità della struttura definibile ormai come “monumento“, rivitalizzando la struttura stessa con destinazioni funzionali compatibili, permettendone la visita e trovando il modo di finanziare il mantenimento della struttura e delle attrezzature, e consentendo in definitiva la custodia e la conservazione del bene.

Ignorando (e in molti casi volendo ignorare) quanto detto fin qui si propone da parte del Comune di Castellammare del Golfo alla Tonnara di Scopello di scostare un po’ le vesti e lasciare libero il passaggio, nel caso la Tonnara si neghi allora sarà violenza.

Uno stupro insomma !

Ma anche questa volta, come accadde per lo Zingaro, non ci riuscirete.

Il Fatto Quotidiano dice che …

a Petrosino, al contrario che a Castellammare del Golfo, non sono disposti a cedere al “saccheggio delle spiagge nel nome del profitto e dello sviluppo”.
E per rafforzare il concetto cita il caso della Tonnara di Scopello.
Ma “Il Fatto” avrebbe potuto anche parlare del tentativo, per fortuna non andato in porto, e non certo per l’opposizione degli amministratori (i quali anzi, si erano fatti propagandisti, Sindaco in testa, dell’iniziativa), ma anche non certo per l’opposizione della popolazione locale, del tentativo, si diceva, della Servizi Globali Generali di Salami, quello coinvolto con il palermitano Agnello nel caso Penati di cementificazione della costa della “Conza”.

Tentativo di cementificazione

Tentativo di cementificazione

Tentativo di cementificazione con operazione di cosmesi verde

Tentativo di cementificazione con operazione di cosmesi verde

Torrazza, la spiaggia e il cemento Appello online, raccolta firme, gruppo su Facebook e blog. Si sono organizzati bene i cittadini del piccolo comune di Petrosino (Tp), per cercare di mantenere libera la vicina spiaggia di Torrazza. Si tratta nella di alcuni paradisiaci chilometri di litorale sabbioso che fino ad oggi sono stati accessibili a tutti. Una vera e propria oasi balneare, fiore all’occhiello del lembo più occidentale della Sicilia, che ha anche rilevanza ecologica. Per volontà dello stesso assessore regionale all’Ambiente Gianmaria Sparma infatti la spiaggia è diventata dallo scorso marzo una zona umida protetta di rilevanza internazionale ai sensi della “Convenzione Ramsar”, compresa nella Rete Natura 2000 per la conservazione degli habitat.

Adesso però sull’intera aerea incombe il pericolo della cementificazione. Nella zona infatti un lotto di circa 18 ettari (comprendente gran parte della spiaggia, delle splendide dune e della carreggiata) è stato acquistato dalla Roof Garden, società del costruttore Michele Licata. Già proprietaria di alcuni alberghi e ristoranti nei dintorni la Roof Garden ha presentato un progetto per realizzare un grande complesso balneare, collocando oltre 250 ombrelloni sulla splendida spiaggia frastagliata dalle dune. E malgrado i forti vincoli ambientali vigenti nella zona, gli enti preposti – assessorato regionale, consiglio comunale e sovrintendenza – hanno dato parere positivo, dopo un tortuoso iter.

“Torrazza è l’ultimo di una serie di tentativi di saccheggio delle spiagge nel nome del profitto e dello sviluppo. La promessa falsa di posti di lavoro non può giustificare uno scempio di tale portata – commenta il consigliere provinciale Ignazio Passalacqua – Dopo gli ecomostri degli anni 80 e gli ecoresort più recenti le nostre coste hanno subito un assalto all’arma bianca. Chiediamo alle istituzioni di salvaguardare quei pochi spazi ancora incontaminati e bellissimi come Torrazza, lo sviluppo e il profitto possono arrivare anche da una gestione più ambientalista di quel sito, come già avviene in tante aree protette in Italia e anche in Sicilia con l’Oasi di Vendicari”.

La situazione è in effetti spinosa. I progetti del costruttore Licata infatti rischiano non solo di sottrarre alla fruibilità dei cittadini la zona protetta (fatta salva una sottile striscia di spiaggia demaniale sulla battigia) ma rischiano di distruggere lo spazio incontaminato che sorge nei dintorni della spiaggia.

Lo scorso anno si era verificato un caso simile nelle vicinanze: a Castellammare del Golfo infatti i proprietari della storica tonnara di Scopello erano riusciti a farsi riconoscere il diritto a fare pagare i bagnanti che volevano sostare sulla famosa spiaggetta, set di importanti lavori cinematografici come Ocean’s twelve. Ma i cittadini di Petrosino al contrario non intendono rinunciare alla spiaggia di Torrazza. “Pensavamo che quell’area fosse protetta con la convenzione Ramsar, ci troviamo invece a combattere con uno tsunami che arriva dalla terra – racconta Gaspare Giacalone, uno dei promotori del comitato cittadino per salvare la spiaggia – I terreni attorno sono stati già spianati rimuovendo la vegetazione esistente e sono ora pronti per costruirci su. Ci chiediamo come sia stato possibile ottenere quelle concessioni e troviamo sorprendente che sulla vicenda ci sia stato un assordante silenzio da parte degli amministatori locali. Chiediamo che si intervenga urgentemente preservando la spiaggia innanzitutto, deve essere pubblica e non privata. Proprio per questo abbiamo iniziato a raccogliere le firme“.

E alla petizione per salvaguardare la spiaggia di Torrazza hanno aderito tra gli altri anche la giornalista Giuliana Sgrena, lo scrittore e politico Claudio Fava e l’ex sottosegretario all’Economia Paolo Cento.“.

da Il Fatto Quotidiano

Castellammare del Golfo a giugno due convocazioni del Consiglio Comunale

Due sessioni del consiglio comunale di Castellammare del Golfo prima della fine di Giugno.
Tra i punti del Consiglio convocato per lunedì 14 giugno prevalgono le interpellanze e le mozioni.
Agli adempimenti relativi al bilancio sarà dedicata invece la sessione di lunedì 21 giugno.

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Il Consiglio Comunale è convocato per il giorno 14 Giugno, Lunedì alle ore 18:30, presso i locali del Palazzo Municipale, Aula Consiliare, in seduta pubblica ordinaria, per la trattazione dei seguenti punti all’O.d.G.:
ORDINE DEL GIORNO
1. Nomina scrutatori e lettura ed approvazione verbali seduta precedente;
2. Comunicazioni del Presidente;
3. Interpellanza del Cons. Bonventre Vito prot. n° 0012835 del 12/04/2010 avente per oggetto: Approvazione di schema di atto d’indirizzo in ordine agli accertamenti necessari ad attestare la liceità dei fabbricati esistenti da sottoporre al Consiglio Comunale.
4. Interpellanza dei Cons.ri Bonventre Vito e Motisi Ivano prot. n° 0012836 del 12/04/2010 avente per oggetto: Zone d’importanza comunitaria ( S.I.C. ) e zone di protezione speciale ( Z.P.S.).
5. Interpellanza dei Cons.ri Bonventre Vito e Motisi Ivano prot. n° 0017294 del 19/05/2010 avente per oggetto: Visione atti deliberativi, inefficienza rete locale Recomnet.
6. Mozione del Cons. Motisi Ivano prot. n° 0016849 del 14/05/2010 avente per oggetto: Salvaguardia, tutela e manutenzione del paesaggio e del patrimonio architettonico e naturalistico di Castellammare.
7. Mozione dei Cons.ri Motisi Ivano e Bonventre Vito prot. n° 0017290 del 19/05/2010 avente per oggetto: Utilizzo pubblico degli accessi al mare nel territorio di Castellammare ed in particolare nell’area della Tonnara di Scopello ” Faraglioni “.
8. Mozione dei Cons.ri Motisi Ivano e Bonventre Vito prot. n° 0019185 del 04/06/2010 avente per oggetto: Centro diurno anziani ” Villa Olivia “.
9. Proposta deliberativa di Consiglio Comunale n. 32 del 01/04/2010 avente per oggetto: Istituzione fondo previdenza per il personale della Polizia Municipale ai sensi dell’ art. 208 del D.L.vo 30/04/1992, n° 285 ( nuovo codice della strada)

La mancanza del numero legale comporta la sospensione di un’ora della seduta in corso;
qualora alla ripresa dei lavori non si raggiunga o venga meno il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo.

Castellammare del Golfo lì 07/06/2010

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Il Consiglio Comunale è convocato per il giorno 21 Giugno, Lunedì alle ore 18:30, presso i locali del Palazzo Municipale, Aula Consiliare, in seduta pubblica ordinaria, per la trattazione dei seguenti punti all’O.d.G.:
ORDINE DEL GIORNO
1. Nomina scrutatori e lettura ed approvazione verbali seduta precedente;
2. Comunicazioni del Presidente;
3. Proposta deliberativa di Consiglio Comunale n. 51 del 18/05/2010 avente per oggetto: Approvazione del programma triennale delle Opere Pubbliche 2010/2012 e dell’elenco annuale 2010.
4. Proposta deliberativa di Consiglio Comunale n. 52 del 18/05/2010 avente per oggetto: Approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazione degli immobili di proprietà comunale ai sensi dell’art. 58 del D.L. n° 112/2008, convertito con modificazioni dalla Legge 133/2008 – Anno 2010.
5. Proposta deliberativa di Consiglio Comunale n. 50 del 17/05/2010 avente per oggetto: Approvazione Bilancio di previsione 2010, Bilancio pluriennale 2010 – 2012 e relazione previsionale e programmatica.
6. Proposta deliberativa di Consiglio Comunale n. 56 del 27/05/2010 avente per oggetto: Approvazione rendiconto Esercizio Finanziario 2009.

La mancanza del numero legale comporta la sospensione di un’ora della seduta in corso;
qualora alla ripresa dei lavori non si raggiunga o venga meno il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo.

Castellammare del Golfo lì 07/06/2010