Passeggiando, passeggiando … a Segesta

Sembra che una delle più gettonate aspirazioni dei nostri politici di ogni ordine e grado sia quella di trasformarsi in guru del “fare turismo” e per forza di cose del “fare sistema” e da qualche tempo del “fare futuro … cominciare dal presente è troppo banale ?

Segesta il Tempio

Segesta, il Tempio è transennato da tempo per pericolo di crolli

Segesta - ?

Segesta, il pannello illustrativo del Tempio è ormai illeggibile ed inutile

Segesta, scalinata

Segesta, la scalinata che porta al tempio con i gradini che raggiungono ormai in alcuni punti i 30-40 cm è un continuo attentato alla sicurezza dei visitatori

Plafoniera nodello Segesta

Plafoniera nodello Segesta - Sicurezza garantita in particolare se si hanno bambini piccoli

Segesta - Cestino portarifiuti da giardino

Cestino portarifiuti modello Segesta in versione "light"

Appendice

Dialogo tra un visitatore casuale ed un addetto alle informazioni:

D: “Scusi per il Santuario di Contrada Mango si va di là ? E’ distante ? Ci sono mezzi per andare ?

R: “No non si può andare, per passare ci vuole il machete !

Trapani, una volta tanto all’avanguardia

Comunque la pensiate sulla omosessualità e sulle unioni tra persone dello stesso stesso, che vi faccia piacere o meno, tuttavia quanto accaduto a Trapani credo segni un punto a favore della comunità religiosa trapanese e non solo.

Riporto da “La Repubblica” edizione Palermo l’articolo di Laura Spanò sulla celebrazione nel tempio Valdese di Trapani delle nozze tra due donne tedesche.

Trapani, prime nozze gay in chiesa

La cerimonia nel tempio dei valdesi. Benedetta l’unione tra due donne tedesche. Matrimonio inedito in Italia per una confessione cristiana. Duecento ospiti al rito

TRAPANI – Una chiesa cristiana ha benedetto a Trapani le prime “nozze” gay tra due lesbiche in Italia. Una benedizione giunta sulla scorta del principio, etico e religioso, che “Dio vuole l’amore, non lo giudica”. Così lo scorso sette aprile l’unione di due donne è stata benedetta, nel tempio Valdese di Trapani, da Alessandro Esposito, pastore della Chiesa valdese di Trapani e Marsala, che ha concelebrato il rito insieme ad altri due pastori, entrambe donne, delle chiese luterana e mennonita. La notizia è rimasta nel massimo riserbo per un paio di mesi, ma poi ha cominciato a trapelare, fino a diventare di dominio pubblico nella comunità protestante trapanese. Le spose, di nazionalità tedesca, sono giunte a Trapani in pullman con un nutrito seguito di amici e parenti. C. H. e B. K. (la coppia ha reso note solo le iniziali) hanno fatto ingresso lungo la navata della piccola Chiesa, sobriamente addobbata con fiori bianchi e rossi.

Concelebrazione in italiano e tedesco, e a tratti anche in inglese, con i presenti attenti a intonare gli inni i cui testi sono stati videoproiettati in entrambe le lingue sullo schermo dietro al pulpito. Un ecumenismo linguistico che ha riflettuto pienamente quello religioso e, più laicamente, quello spirito di apertura e accoglienza che le spose desideravano percepire intorno a loro in questo importante momento della loro vita. Niente veli, né richiami stilistici legati al classico “matrimonio”: tailleur di seta grigio scuro per una, abito nero elegante a fiori rossi per l’altra. Accanto a loro, un trio formato da flauto, violino e violoncello, composto da amiche delle spose, che ha punteggiato la celebrazione di interventi musicali. Gli ospiti, circa duecento, variamente ed elegantemente abbigliati per l’occasione; una grande occasione, come è normale che sia tra due persone che si apprestano a pronunciare l’impegno di vivere insieme per tutta la vita.

L’unione tra le due donne aveva già avuto la sua validazione in Germania attraverso la stipula di una “unione civile”: la Germania infatti garantisce molti diritti alle coppie omosessuali, come quello di potersi registrare in Comune come “coppia” e quello all’eredità del partner. La benedizione è stata accolta gioiosamente dalla comunità di Trapani, nell’ambito della quale il pastore Esposito è impegnato in un’esperienza con il gruppo “Arcobaleno”, nel quale uomini e donne si confrontano sui temi dell’omoaffettività. “Un concetto – spiega lo stesso pastore Esposito – ben più ampio ed appropriato di omosessualità e che abbiamo sintetizzato con l’espressione “Dio vuole l’amore, non lo giudica””.