Anche il Consiglio di Stato boccia la lista Pdl a Roma

E’ stato il Consiglio di stato dopo il Tar a bocciare per l’ennesima volta la lista Pdl di Roma e provincia per le elezioni Regionali 2010 del Lazio.

Il Consiglio di Stato infatti ha respinto l’appello presentato dal Pdl contro la mancata ammissione della lista provinciale di Roma.

In base a questa decisione la lista provinciale del partito è esclusa dalle prossime elezioni regionali.

Il Tar aveva in precedenza rigettato la richiesta, ritenendo inapplicabile, in una regione che si era dotata di proprie regole elettorali, il decreto con le cosiddette “norme interpretative” varate in tutta fretta dal governo.

In precedenza relativamente alla Lombardia era stata confermata la sentenza del Tar con la quale è stata riammessa la lista “Per la Lombardia” di Formigoni.

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Il TAR Lombardia concede la sospensiva alla lista Formigoni

Mentre si attendeva la sentenza, la protesta punteggiava le vie e le piazze della città.
Manifestazione contro l’approvazione del decreto interpretativo deciso per risolvere il caos liste in Lombardia e Lazio. Decine di persone si sono fermate di fronte alla Prefettura bloccando il traffico per far sentire le loro ragioni e ribadire la propria contrarietà al decreto.

Alla guida dei manifestanti, che sventolano bandiere di Rifondazione comunista, del Partito socialista europeo, del Cub e del popolo viola, c’era Vittorio Agnoletto, candidato presidente in Lombardia per la Federazione della Sinistra. Alcuni manifestanti, compreso lo stesso Agnoletto, si sono seduti a terra sulla strada di fronte alla prefettura incatenandosi simbolicamente e mostrando un volantino listato a lutto per “la morte della democrazia”.

Non ci posso credere !

ASCA) – Milano, 4 mar – Le porte del Tar lombardo erano gia’ chiuse da 10 minuti quando l’avv. Luca Giuliante, legale rappresentante del listino Formigoni, si e’ presentato davanti ai cancelli del tribunale amministrativo regionale per presentare il ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello che esclude dalla competizione elettorale il listino dell’attuale governatore. L’orario di chiusura del Tar e’ fissato alle ore 13, e a quell’ora sono stati chiusi come di norma gli uffici amministrativi, cosi’ i legali per farsi aprire hanno dovuto telefonare al personale del Tar per avere accesso agli uffici. Non e’ ancora chiaro se il ricorso verra’ accettato nonostante i dieci minuti di ritardo rispetto all’orario previsto.

Lazio e Lombardia: aspettando il TAR

In Lombardia siamo di fronte ad una lista con un numero cospicuo di firme in meno, nel Lazio addirittura all’assenza della lista, mi chiedo e chiedo a voi persone di buon senso, ma cosa potranno mai dire di diverso da queste due lapalassiane verità, i rispettivi Tribunali Amministrativi a cui Formigoni da un lato, e il Pdl del Lazio dall’altro,  intendono rivolgersi ?

Le sentenze, in entrambi i casi, sono scontate e non potranno che confermare queste due banali verità.

Di fronte al fatto che mancano 250 firme, che la lista non è stata sottoscritta dal numero necessario e sufficiente alla sua presentazione, cosa può dire il Tribunale Amministrativo ? Intanto ammetto la lista e poi dopo le elezioni si vedrà ?  Questo sì sarebbe un atto eversivo, visto che è la legge a prevedere, senza eccezione alcuna, un numero ben determinato di firme regolari per l’ammissione della lista.

Di fronte al fatto che una lista non è stata presentata, che non è stato redatto nessun verbale di consegna entro il termine fissato, in definitiva che la lista per cui è stato presentato il ricorso, agli atti non esiste, cosa mai potrà stabilire di nuovo il Tribunale amministrativo ?

In funzione di porre riparo a quale imgiustizia e di chi insomma i Tribunali amministrativi dovrebbero agire, se hanno fatto tutto da soli, dalle firme non valide alla mancata presentazione della lista nei tempi fissati, gli stessi ricorrenti ?

In un paese serio, in una democrazia matura di tradizione occidentale, si va alle elezioni senza drammi, e chi ha sbagliato provvede serenamente a mettere in atto le opportune contromisure per non sbagliare in futuro.

In Italia invece, tocca leggere che un tizio, il quale ha la reponsabilità del Ministero della Difesa dichiara: ” Non rispondiamo delle nostre azioni”, e ti chiedi allora che paese siamo e in che mani siamo.

Sicilia: dell’ assenza di un giudice a Berlino, ovvero di elezioni mafia e legalità

Prima notizia.

Non è stato accolto il ricorso della Sinistra Arcobaleno sulla validità delle elezioni regionali 2008 per “vizi di forma” dal Tribunale Amministrativo Regionale.

Motivazione deboluccia, ma si sa anche i magistrati del TAR sono uomini e nella prospettiva più che concreta di provocare, con la loro decisione conseguente all’accoglimento del ricorso, un terremoto politico per via giudiziaria, meglio rinviare il tutto ed allungare I tempi della decisione, che si sa il tempo porta consiglio.  

Il ricorso mirava da un lato ad invalidare le intere elezioni regionali, dall’altro all’esclusione delle liste Pdl e Lombardo Presidente in Provincia di Trapani.

In questo secondo caso si sarebbe avuto un terremoto politico di non poco conto e ben 5 parlamentari della sinistra sarebbero potuti entrare all’Ars, al posto di altrettanti parlamentari del centrodestra.

Così non è stato, il ricorso non è stato accolto, e pertanto i ricorrenti aspettano le motivazioni per vedere di ricorrere ulteriormente al secondo grado di giustizia amministrativa davanti al CGA.

Ma su cosa si basava il ricorso ?

Su una serie di irregolarità amministrative e legali che sarebbero state commesse per presentare le liste.

La legge prevede che devono essere raccolte delle firme in modalità ben precise, su una lista di candidati che deve rimanere quella … e invece come fu e come non fu la lista del Pdl e quella del Presidente Lombardo all’ultimo momento in Provincia di Trapani furono stravolte per i dispetti reciproci e le “imboscate” tra il senatore D’Alì e l’onorevole Adamo. Le liste furono stravolte la mattina stessa della presentazione e l’ex ministro Enza Bono Parrino candidata nella lista PDL, all’ultimo momento fu inserita nella lista del Presidente.

Escludendo anche soltanto la lista del Pdl in provincia di Trapani, la Sinistra Arcobaleno sarebbe oltre il 5%, e porterebbe alla Regione 5 deputati di sinistra, tra cui Rita Borsellino.

Seconda notizia.

Gaspare Corso, 43 anni, Silvana Lo Franco, 32 anni, Vito Potenzano, 58 anni e Francesco Paolo Teresi, 58 anni, sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di brogli elettorali, commessi in occasione delle scorse elezioni amministrative palermitane del maggio 2007.

Corso era candidato (non eletto) al Consiglio comunale con la lista di centrodestra “Azzurri per Palermo”.

Nel marzo scorso, vennero fermati due presidenti di seggi elettorali, sempre per le stesse amministrative. I due presidente sarebbero stati responsabili della falsificazione di schede a favore degli arrestati di oggi.

L’indagine della polizia era partita il 14 maggio 2007, in seguito ad alcuni episodi registrati in due sezioni elettorali. Nelle sezioni 19 e 460 erano state falsificate 450 schede, con contraffazione della parte relativa al voto di preferenza.

Terza notizia.

Nel corso dell’udienza del processo ‘Mafia e Appalti 2’, in corso di svolgimento a Trapani in questi giorni e che vede tra gli imputati il presunto capomafia di Trapani, Francesco Pace e l’ex assessore regionale al Territorio, Bartolo Pellegrino, fondatore del movimento Nuova Sicilia, è emerso che il deputato regionale siciliano del Mpa, Paolo Ruggirello, nel 2001, quand’era candidato al consiglio comunale di Erice con Nuova Sicilia, sarebbe stato sostenuto dalla mafia, che alle stesse elezioni avrebbe sostenuto anche la candidata dello stesso partito al consiglio comunale di Trapani, Francesca Simonte, cognata di Filippo Coppola “u prufissuri”, ritenuto dagli inquirenti personaggio di spicco della mafia di Paceco.

A rivelare lo scenario è stato il sostituto commissario della questura di Trapani, Leonardo De Martino, teste dell’accusa.

Nessuno dei due candidati, tuttavia, fu eletto.

Il teste ha poi riferito che alle regionali del 2006, Bice Ruggirello – sorella di Paolo, e ex membro del CdA della Banca industriale di Trapani – candidata all’Ars per il Ccd avrebbe chiesto un sostegno elettorale a Giuseppe Messina, commercialista del boss trapanese Vincenzo Virga, condannato per mafia.

Anche la Ruggirello non fu eletta.

Considerazione finale.

Non sarà il caso di riflettere sul fatto che in Sicilia più che i brogli e la mafia ad inquinare la vita politica isolana è l’assenza di una giustizia amministrativa certa ed efficiente ?

Provincia di Trapani, Giulia Adamo non ci sta più

Giulia Adamo ha presentato ricorso al Tar contro la nomina degli assessori da parte del presidente della Provincia regionale di Trapani, Mimmo Turano.

Ci sono voluti quasi due mesi per designare il dodicesimo assessore – dice Adamo – e non sapendo che fare Turano ha pensato bene di designare il suo socio di studio sconfitto alle ultime elezioni.

Il presidente della Provincia Regionale di Trapani Mimmo Turano ha nei giorni scorsi nominato come dodicesimo assessore della sua giunta Baldassare Lauria avvocato, alcamese come il presidente.

Per la Adamo “quello che è più grave, Turano ha ignorato qualsiasi criterio politico, per esempio non ha tenuto conto del numero dei consiglieri di riferimento di ciascun gruppo, non ha fatto riunioni con gli esponenti dei partiti che l’hanno appoggiato, ha agito secondo un criterio di prepotenza politica molto discutibile”.

Poichè il voto degli elettori è stato ignorato – afferma la Adamo – e poichè, soprattutto, non possiamo disconoscere le leggi che sono la base della democrazia, ho presentato ricorso al Tar per tutelare il voto espresso dai cittadini e per amore di giustizia“.

Si ritiene che alla base del ricorso vi siano le designazioni degli assessori che così come prevede la legge l’allora candidato presidente della Provincia Mimmo Turano fu obbligato ad effettuare ed a presentare agli elettori.

In particolare Mimmo Turano indicò agli elettori come futuri assessori della sua giunta: Antonio D’Alì, Giulia Adamo, Eleonora Lo Curto, Paolo Ruggirello, Tony Scilla, Livio Marrocco, Pio Lo Giudice e Francesco Regina. Se avesse dovuto affrontare il ballottaggio avrebbe dovuto indicare anche gli altri 4 assessori per arrivare a quota 12.

Ma così come prevede la legge (articolo 12, comma 1 della legge regionale n.7 del 1992 e successive modifiche) Mimmo Turano ha proceduto alla nomina quando ha definito la Giunta ?

Dei designati, solo Paolo Ruggirello (prima di essere sostituito da Vincenzino Culicchia) e Francesco Regina hanno avuto la conferma della nomina.  Gli altri sono stati tutti sostituiti e secondo la norma in questione è obbligo per il presidente nominare gli assessori designati all’atto della presentazione della candidatura a meno di dimissioni volontarie dei designati.

Quel che è certo Mimmo Turano non è in possesso di dimissioni volontarie da parte di Giulia Adamo.