Cronache della (dis)informazione italiana: il caso del barboncino soppresso e della signora Iannotta

E’ possibile che in Svizzera se non paghi la tassa sul cane ti sopprimano il cane ?

No, non è possibile, ma per la cosidetta stampa italiana, (il TG1online, l’AGI, il TGcom, La Stampa, Quotidiano italiano, Il Giornale, Radio24, TG2, etc. ) si è possibile.

Ci racconta tutto Paolo Attivissimo che letta e sentita nei telegiornali la notizia ha scritto una mail al segretario comunale di Reconvilier, il piccolo paese del Giura bernese in cui sarebbe accaduto il misfatto.

Il segretario gli ha risposto dicendogli che nessun barboncino era stato abbattuto dagli amministratori locali, non foss’altro perchè dell’esistenza della presunta proprietaria del cane, la Signora Marilena Iannotta, a Reconvilier non si ha notizia .

Ancora una volta si dimostra l’ ampia capacità dei media italiani di pubblicare senza alcun minimo controllo qualsiasi bufala, ed il contrasto molto forte tra titolo e testo dell’articolo.

Per esempio il titolo del pezzo di Enza Cusmai su Il Giornale è “Non paga la tassa comunale: le uccidono il cane”, mentre nel testo dell’articolo si legge una dichiarazione del sindaco del paesino svizzero che dice testualmente “A Reconvilier non è stato ucciso alcun animale”.

Imperdibile questo passaggio: “Lo sa bene la signora Marilena Iannotta, proprietaria di un barboncino di tre anni, che non sa darsi pace per la perdita del suo amico peloso. Lei si era dimenticata di pagare la tassa locale per il possesso del «quattrozampe». ma non c’è stato il tempo di rimediare all’errore perché alcuni agenti municipali si sono presentati alla sua porta (ma perché li ha fatti entrare?) portandosi via il cagnolino mentre Marilena li supplicava di fermarsi. A nulla è valso mostrare loro quei miseri cinquanta franchi che il comune chiedeva in cambio del diritto all’esistenza di un cane. L’offerta è stata fatta fuori tempo massimo e il barboncino è diventata la vittima sacrificale di logiche burocratiche rigide, incomprensibili e inaccettabili.“.

Sembra di assistere alla scena !

Voi dite che la paga ?

… la paga, la paga, mica siamo in Italia !

Si, perchè questi diabolici svizzeri basano l’entità della multa non solo su quanto hai ecceduto il limite di velocità, ma anche sul tuo reddito, che è come dire che quel popolo di demo-comunisti (non per niente hanno la bandiera rossa con la croce) e un tantinello xenofobi, non si fan scrupolo di applicare la regola che,  la trasgressione della legge da parte del più ricco, facendo più danno in termini sociali, deve essere maggiormente penalizzata, che se ci riflettete un po’ e fate mente locale su come funziona la giustizia e come è articolato il meccanismo delle pene in Italia significherebbe che … si ma così rischiamo di perderci e ancora non vi ho raccontato il fatto, questo fatto, di cui ci informa oggi il Corriere.it:

Una multa da record del mondo

L’ammenda di 928.770,45 euro a un trentasettenne svedese per aver guidato a 290 chilometri all’ora, fotografato da un autovelox sull’autostrada A12 tra Berna e Losanna

MILANO – Il detentore del nuovo record, un trentasettenne svedese, non sarà certo così fiero della propria prestazione che gli costerà 928.770,45 euro. E, conoscendo la leggendaria precisione svizzera, c’è da credere che pagherà anche i 45 centesimi.

FOTOCAMERA DI ULTIMA GENERAZIONE – Venerdì scorso, l’uomo è stato fotografato da un autovelox sull’autostrada A12 tra Berna e Losanna mentre viaggiava a 290 chilometri all’ora. Se lungo l’autostrada non fosse stata presente una camera di ultima generazione, lo svedese non si sarebbe trovato a dovere pagare l’ingente contravvenzione. Infatti, i modelli più vecchi erano in grado di rilevare le velocità fino a 200 km/h. Un poliziotto ha dichiarato che non sono mai state registrate velocità superiori nella storia della Svizzera.

MULTE PROGRESSIVE RISPETTO AL REDDITO – L’entità della multa è stata determinata, secondo la legislazione elvetica, tenendo presente il reddito dello spericolato guidatore e l’eccedenza rispetto al limite di velocità.

ALTRI RECORD – Fino a oggi, il dispendioso primato apparteneva ad Anssi Vanjoki, boss di Nokia, multato di 116mila euro per eccesso di velocità in sella alla sua Harley Davidson nei pressi di Helsinki. Il sistema di attribuzione delle contravvenzioni finlandese ricalca quello svizzero per quanto riguarda il reddito del multato. Tanto è vero che Vanjoki era successivamente riuscito a ottenere una riduzione della maxi-multa in nome del tracollo che aveva subito il suo reddito.

Emanuela Di Pasqua
13 agosto 2010

Scultura di Giacometti all’asta, da Sotheby’s battuta 74,2 milioni di euro

LONDRA – Una scultura dello svizzero Alberto Giacometti, ‘L’uomo che cammina I’, è stata venduta da Sotheby’s a 74,2 milioni di euro, battendo così il record mondiale di prezzo per un’opera d’arte venduta all’asta. Lo ha annunciato il portavoce della casa. La scultura di Giacometti è stata venduta ad un prezzo tre volte superiore alla sua stima più alta.

Il record mondiale precedente di prezzo per un’opera d’arte venduta ad un’asta era detenuto dal quadro di Pablo Picasso, ‘Ragazzo con la pipa’, battuto per 66,3 milioni di euro da Sotheby’s New York nel 2004. “Dopo una gara di otto minuti, veloce ma intensa, tra dieci potenziali acquirenti, l’opera se l’é aggiudicata un anonimo al telefono”, ha detto la casa d’asta Sotheby’s in un comunicato. La scultura in bronzo è stata venduta dalla banca tedesca Commerzbank. Nato a Borgonovo (Svizzera) nel 1901 e morto nel 1966 dopo aver vissuto tra Roma, Parigi e Ginevra, Giacometti è divenuto celebre per le sue sculture di esili e filiformi figure umane.

ANSA.IT

L’uoomo che cammina di Alberto Giacometti

Un filmato in onore di Alberto Giacometti realizzato nell’ estate 2009, durante una visita ai borghi dove nacque il Maestro, Stampa e Borgonovo, in Val Bregaglia in Svizzera, dove si trovano l’Atelier, la casa nativa ed un piccolo Museo.

Quì Giacometti terminò la sua esistenza, dopo un grande successo internazionale, in perfetta solitudine e umiltà. Come solo i grandi Maestri sanno fare.