Avessero dato retta a Herman Sörgel il porto di Castellammare non sarebbe stato più un problema

E’ un fatto che, sul finire di questo piovoso novembre del 2013, di ripresa dei lavori di costruzione del porto di Castellammare del Golfo non c’è ancora traccia.
Anzi in un articolo comparso su Malitalia dal titolo “Trapani appalto ad azienda chiacchierata” si avanzano dei dubbi sulla Ca.Ti.Fra srl di Barcellona Pozzo di Gotto (il cui nome è l’acronimo di Calabrese Tindaro e Francesco, imprenditori originari appunto di Barcellona Pozzo di Gotto), azienda di cui si parla più volte nei carteggi dell’operazione antimafia “Gotha 3″ realizzata dai carabinieri del Ros di Messina nel luglio dello scorso anno, (pur non essendo la medesima impresa o i suoi titolari tra gli indagati) e facente parte dell’ATI (associazione temporanea di imprese) costituita da COMES TIGULLIO di Chiavari (Ge), CA.TI.FRA srl di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), SEICON srl di Castellammare del Golfo (TP) e CO.GE.TA. srl di Trapani, aggiudicataria dei lavori riguardanti lo stralcio di completamento del porto di Castellammare del Golfo che l’articolo dà, erroneamente, come realizzati.
In precedenza un’altra impresa facente parte dell’ATI, la CO.GE.TA. era stata oggetto di sequestro perchè nella disponibilità di Vito Tarantolo e tramite lui, è convinzione degli inquirenti, in quelle di Matteo Messina Denaro.
Anche la prosecuzione dei lavori del primo stralcio, già oggetto di sequestro e parzialmente dissequestrati, è avvolta nella nebbia.

Ma si diceva di Herman Sörgel. In tanti immagino vi chiederete chi era costui e cosa possa avere a che fare, un architetto tedesco del secolo scorso (perchè tale era), con Castellammare del Golfo ed il suo porto.

Diciamo subito che il tizio era un geniaccio, e come tutti i geniacci un po’ utopista e folle.

Herman Sörgel nacque a Ratisbona il 2 aprile 1885 e fu architetto e filosofo. Sörgel proveniva da una famiglia di tecnici. Il padre fu un pioniere nel campo della costruzione delle centrali idroelettriche in Baviera. Lui in quanto architetto fu parte del movimento espressionista (Bauhaus) e come filosofo si occupò di teoria spaziale e di questioni geopolitiche.

Con tali premesse, nel 1928 Sörgel presentò il progetto di Atlantropa, progetto che prevedeva di isolare il mar Mediterraneo chiudendo gli stretti di Gibilterra, Suez e Dardanelli.
L’evaporazione delle acque così circoscritte, ne avrebbe abbassato il livello al ritmo di circa 1,6 metri annui, processo che il progetto prevedeva fosse velocizzato con l’ausilio di apposite pompe idrauliche.
Altre dighe sarebbero dovute sorgere tra Tunisia, Sicilia e Italia, aree che sarebbero rimaste quasi unite grazie all’abbassamento delle acque. Queste dighe avrebbero diviso il Mediterraneo occidentale da quello orientale; il primo sarebbe stato abbassato di circa 100 metri, il secondo di altri 100 per un totale di 200 metri.

Uno degli effetti che si voleva ottenere era quello di rendere possibile collegare via terra Berlino a Cape Town per il tramite della Sicilia che sarebbe stata collegata alla Tunisia con un ponte e di rendere disponibili nuove terre per una superfice di circa 576.000 km2.

L’insieme delle trasformazioni conseguenti all’attuazione del progetto di Sörgel avrebbe reso Castellammare del Golfo, nel giro di pochi decenni una città di terra, ed il relitto del porto una testimonianza di un passato, non proprio glorioso.

Atlantropa

Qui la voce di Wikipedia relativa ad Atlantropa che dà conto delle “buone intenzioni” del suo ideatore.

E qui un video che illustra il come ed il perchè del progetto.

Porto di Castellammare: qualcosa si muove

No non si intende parlare di movimenti dovuti alla eventuale precarietà delle opere lasciate incomplete, a seguito del sequestro del maggio scorso, e non completate nemmeno dopo il dissequestro parziale del luglio, quanto del fatto che sul portale dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità , pochi giorni fa, il 18 ottobre, è stata data notizia del Bando di Gara per pubblico incant,o riguardante lo stralcio di completamento del porto di Castellammare del Golfo, così denominato “Appalto integrato per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di prolungamento della diga foranea dalla progressiva 490,00 m. alla progressiva 800,00 m., realizzazione del molo sottoflutto soffolto e delle opere interne d’accosto e di arredo portuale”.

L’opera è finanziata con Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Regionale delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti n.2935/S5.01 del 19/12/2008 con fondi relativi alle risorse liberate della misura 6.03 del P.O.R. Sicilia 2000/2006.

La Gara (pubblico incanto) sarà espletata dall’Ufficio Regionale per l’Espletamento delle Gare di Appalto (U.R.E.G.A.) e per essa dal Servizio Provinciale di Trapani che ha sede nel capoluogo in Viale Regina Elena.

L’importo complessivo dell’appalto con corrispettivo a corpo ed a misura, compresi gli oneri per la sicurezza, per le spese di progettazione esecutiva e per il coordinamento della sicurezza nella fase di progettazione è di € 12.553.217,92 di cui a corpo € 686.000,00 ed a misura € 11.867.217,92.

L’importo totale dei lavori soggetti a ribasso è di € 11.898.959,82.

In particolare con questo appalto dovrebbero essere realizzati: Opere Marittime per € 6.315.957,00, Impianti Elettrici per euro 2.534.406,42, Strade ed opere complementari per € 1.764.276,50, Edifici civili per € 881.075,00, Opere di bonifica per € 644.700,00, Acquedotti-Gasdotti-Oleodotti per € 296.803,00.

Novanta (per la progettazione) più 547 i giorni previsti per l’esecuzione delle opere.

Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 13.00 del 30 novembre 2010 e la prima seduta pubblica di gara è prevista per le ore 9,30 del 2 dicembre 2010.

Interessante notare, visti i precedenti, che il punto 16 del bando di gara fa esplicito richiamo alle “MISURE SPECIALI IN RISPETTO DELL’ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO SICUREZZA E LEGALITA’ PER LO SVILUPPO DELLA REGIONE SICILIANA – CARLO ALBERTO DALLA CHIESA E CODICE ANTIMAFIA ED ANTICORRUZIONE e pertanto varranno, specificatamente ed in aggiunta a quanto già stabilito nel bando e nel disciplinare di gara, anche, tra le altre, le seguenti disposizioni:

1) La stazione appaltante si riserva di acquisire, sia preventivamente alla stipulazione dell’appalto, sia preventivamente all’autorizzazione dei sub-contratti di qualsiasi importo, le informazioni del Prefetto ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 252/98. Qualora il Prefetto attesti, ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 252/98, che nei soggetti interessati emergono elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa, la stazione appaltante procede all’esclusione del soggetto risultato aggiudicatario ovvero al divieto del sub-contratto.
2) Oltre ai casi in cui ope legis è previsto lo scioglimento del contratto d’appalto, la stazione appaltante recederà, in qualsiasi tempo, dal contratto; revocherà la concessione o l’autorizzazione al sub-contratto, cottimo, nolo o fornitura al verificarsi dei presupposti stabiliti dall’art. 11, comma 3, del D.P.R. 3 Giugno 1998, n. 252.“.