Trapani e quelli che non osano

C’è poca Italia nell’America’s Cup

eppure c’è questa nota congiunta (redatta da un qualche addetto stampa dalla dubbia competenza) di Luigi De Magistris il magistrato sindaco di Napoli di (Italia dei Valori), che è riuscito nell’impresa di ripulire la sua città dai rifiuti (anche se nessuno ne parla), di Stefano Caldoro Presidente della Regione Campania del Pdl, del presidente dell´Unione Industriali della Provincia di Napoli Paolo Graziano e del presidente di BagnoliFutura Spa Riccardo Marone:

In merito alle notizie apparse oggi sulla stampa, ribadiamo la volontà che Napoli sia designata come città ospitante della fase preliminare della American´s Cup.

Tutte le istituzioni coinvolte e tutti i soggetti interessati stanno lavorando a questo obiettivo che rappresenta una grande occasione per la nostra città.

Nei prossimi giorni, una volta verificati i dettagli, si procederà alla firma del contratto per rendere operativa questa opportunità, perciò è importante continuare a lavorare in piena collaborazione con serietà e responsabilità istituzionale come la città merita“.

da demagistris.it

Come dire che a Napoli c’è uno schieramento politicamente trasversale di forze che vogliono sfruttare l’America’s Cup, per veicolare turismo e pubblicità positiva verso il loro territorio.

E l’edizione napoletana de “La Repubblica” ci informava già il 6 agosto che Napoli è ad un passo dalla designazione e che Bagnoli sarebbe la più quotata tra 176 location e che la kermesse porterebbe un giro d’affari tra 150 e 250 milioni di euro.

Tiene le dita incrociate Paolo Graziano, presidente dell’Unione industriali di Napoli, che per primo ha aperto il colloquio con i tecnici americani. Si deve a lui lo slittamento della proposta delle candidature dal 15 al 30 giugno, mossa che ha agevolato l’ingresso di Napoli nella lista delle città adatte al trofeo, grazie alla collaborazione con Comune, Regione, Autorità portuale e Bagnolifutura. Nessuno lo dice con chiarezza ma quel che si sa è che Napoli è in cima alla lista delle sedi giudicate adatte alla competizione internazionale. Scelta tra 176 location, dopo essere rimasta sul podio con Venezia e Trapani, è Napoli adesso la città con le migliori quotazioni, quella che ha le carte giuste per vincere. Non si sbilancia ma un moderato entusiasmo arriva dallo stesso Graziano: «La sinergia con Comune e Regione ci consente di competere con buone chance di successo per l’aggiudicazione delle World Series 2012 e 2013. Aspettiamo solo di concludere gli ultimi passaggi contrattuali».”

La competizione mondiale fa gola, muove interessi di marketing e un giro d’affari milionario. Si valuta un business tra i 150 e i 250 milioni di euro a tappa, sono 630 le persone che si muovono al seguito del trofeo. Numeri importanti, a cui va aggiunto un pubblico che si aggira intorno a 150-250 mila persone e 500-600 tra barche e megayacht.

Tuttavia a molti non sfugge che sarebbe Trapani la città che avrebbe più carte da giocare per questa candidatura.

La conclusione infatti di un articolo di ieri, 17 agosto a firma di Giulia Crivelli su “Il Sole 24ore era:

Poca, Italia, dunque, ma solo a un primo sguardo. Perché a ben vedere dietro ai successi di New Zealand c’è proprio un italiano, Matteo De Nora, imprenditore e manager che da anni si muove tra Nuova Zelanda, Svizzera e Italia e che, mosso soprattutto da passione per la vela e amore per il paese dei kiwi, ha fatto da deus ex machina per organizzare la sfida e trovare gli sponsor.

A Cascais si muoveva felice tra i suoi “ragazzi” e pronosticava fin dai primi giorni i loro successi. Augurandosi allo stesso tempo, a sua volta, l’arrivo di team a tutti gli effetti italiani. O magari una tappa in Italia delle World Series iniziate in Portogallo: le candidate sono Napoli e Venezia, anche se tutti sperano in Trapani, che Troublè ricorda come una delle città più ospitali delle regate di avvicinamento alla 32esima edizione. Il problema ancora una volta sono i costi: Cascais ha sborsato ad Acea 500mila euro (benché la richiesta iniziale fosse almeno il doppio): in tempi di tagli agli enti locali sembrano cifre inarrivabili.“.

Ora, non è che qui a Trapani tutti dormano, ma non osano e ripiegano su competizioni minori quali la “Extreme Sailing Series” il cui Act 6 sarà a Trapani prossimamente. Tre giorni di regate in “stile stadio” dal 16 al 18 settembre, precedute da due giorni di regate in mare aperto il 14 e il 15 settembre.

Peccato !

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Elezioni Regionali 2010, come finisce per i partiti

Partiamo dalle estreme.  Se in alcune realtà  si afferma il movimento 5 stelle è perchè decresce semplicemente il movimento di Di Pietro Idv. Sono infatti i medesimi voti che nelle diverse zone del paese passano dall’uno all’altro movimento. Quest’area nel complesso non è in crescita, anzi la sua parte più moderata è in riassorbimento, in alcune zone da Sel e in altre dal Pd e in parte anche dai Radicali.

Saranno da attribuire a questa area, con il contributo determinante dei grillini, la probabile vittoria del candidato leghista Roberto Cota in Piemonte e di conseguenza la sconfitta per una manciata di voti della candidata di centro sinistra e governatore uscente Mercedes Bresso, nonchè la vittoria certa e prevedibile in Calabria del candidato del centro destra Scopelliti con il contributo determinante dell’Italia dei Valori di Di Pietro, e dei radicali che hanno preferito andare incontro alla sicura sconfitta del centro-sinistra candidando Callipo per far concorrenza ad Agazio Loiero.

L’area ex comunisti duri e puri, per intenderci Rifondazione Comunista e gli altri, appaiono stabili. La loro forza sul territorio, grazie all’impegno del comandante in capo Ferrero, in uno con i seguaci di Beppe Grillo e De Magistris, con molta probabilità porterà alla vittoria del pur debole candidato del centro-destra Stefano Caldoro.

Il Pd nel complesso uscirà più forte da queste regionali, di quanto non sia stato nel recente passato, grazie anche alle autocandidature di Emma Bonino nel Lazio e di Nichi Vendola nella Puglia, unite al disastro sulle liste ad opera del Pdl romano che ha messo fuori gioco qualcosa come 1 milone (2009) o 700 mila voti (2008).

E’ impossibile che questi elettori si rechino tutti a votare e in “automatico”, passino i voti alle altre liste di centro destra.

Una parte consistente di questi voti si perderà nell’astensione e in un voto libero e non condizionato dagli schieramenti.

Il Pdl coglierà i frutti delle divisioni del centro sinistra in Calabria e forse in Campania, per il resto sarà una perdita secca, solo in parte a favore della Lega.

Tra parentesi, se la Lega dovesse conquistare il Piemonte con Roberto Cota questo non potrà che accelerare le manovre (già da tempo in atto) che porteranno nel breve periodo alla crisi di governo e alla nascita di una nuova consistente formazione centrista quale frutto di una scissione del Pdl, (in qualche modo da aggregare all’Udc e ai più recenti fuoriusciti dal Pd), e parte consistente di un futuro schieramento alternativo al Poppolo della Libertà di stretta osservanza berlusconiana , ma sufficientemente forte da garantire, alle prossime elezioni politiche anticipate gli elettori non di sinistra.

Vincitrice comunque, almeno in voti sarà la Lega Nord che avanzerà anche oltre il Po ma, per quanto detto prima, potrebbe essere solo una vittoria di Pirro.

Quanto ai governatori il risultato finale sarà tra 9-4 e 8-5 in favore del crentro-sinistra.