Mario Seminerio dice che andrà così…

la Spagna finirà con l’avvitarsi: il sistema bancario crollerà sotto il peso delle sofferenze, rendendo ridicola la stima di 100 miliardi di prestiti comunitari per ricapitalizzazione. La disoccupazione aumenterà ancora, rischiando di avvicinarsi al 30 per cento ufficiale; il paese sarà costretto a chiedere di essere salvato dalla Troika ma già oggi, in queste manovre, si intravvedono le stigmate di una distruzione di stampo greco dell’economia spagnola.

Dal momento in cui la Spagna comincerà ad affondare visibilmente, i mercati attaccheranno frontalmente l’Italia, vanificando tutte le misure prese sinora. Ricordiamolo, per i posteri: l’Italia non ha chiesto rinvii del programma di consolidamento fiscale, e già da quest’anno avrà un avanzo primario di finanza pubblica. Non servirà a nulla, date le condizioni generali dell’Eurozona. A quel punto, i tedeschi ed i loro ottusi fiancheggiatori dovranno scegliere se mettere nuovi soldi, nel tentativo di evitare una catastrofe. Un gigantesco monumento alla stupidità, questa Eurozona.“.

Soluzioni ?

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Creatività spagnola in tempo di crisi

In Spagna la protesta giovanile contro la cosiddetta “crisi” e i soggetti che ne vengono intuitivamente individuati come diretti responsabili, al contrario del nostro paese, dove ogni accenno di creatività viene subito spenta dall’emergere del solito impotente e conservatore estremismo violento, ha assunto le forme della creativà.
Una creatività in grado di coniugare la cultura tradizionale con le forme della comunicazione in rete.
Qui alcuni video delle “azioni” sviluppate nel tempo dal gruppo “flo6x8” all’interno delle banche.
E pensare che il massimo della creatività politica in questo paese viene individuato in quel rottame di Beppe Grillo !

Qui un video realizzato dal gruppo “flo6x8” nel corso di una protesta organizzata a Siviglia all’interno del Banco Santander, sulle note della “Rumba del Banquero”.

Questo è un altro video della medesima performance.

Qui invece l’ultima performances appena pubblicata in rete

E questa è la precedente azione a Barcellona “Esto no es crisis, se llama capitalismo“, rumba catalana.

Cerchi lavoro ? Nonostante i tempi, qui assumono !

E a tempo indeterminato !

Traduzione del testo dello spot in italiano:

“Quante promesse ti hanno fatto?
Quante non se ne sono realizzate?
Io non ti prometto uno stipendio alto.
Ti prometto un posto fisso.
Non ti prometto che sarà sempre come il primo giorno.
Ti prometto che non ti mancheranno mai le forze.
Non ti prometto che tutti i tuoi colleghi resisteranno.
Ti prometto che si può arrivare fino alla fine.
Non ti prometto persone importanti.
Ti prometto persone che non sanno quanto valgono.
Non ti prometto che faranno caso a ciò che dici.
Ti prometto che lo vorrai ripetere molte volte.
Non ti prometto la comprensione di quelle che ti circondano.
Ti prometto che saprai che hai fatto il giusto.
Non ti prometto che ti chiederanno aiuto.
Ti prometto che avranno bisogno di te.
Non ti prometto una decisione facile.
Ti prometto che non te ne pentirai mai.
Non ti prometto un lavoro perfetto.
Ti prometto di far parte di un progetto indimenticabile.
Non ti prometto che raccoglierai sempre risultati.
Ti prometto che il tuo lavoro darà molti frutti.
Non ti prometto che avrai grandi lussi.
Ti prometto che la tua ricchezza sarà eterna.
Non ti prometto che riuscirai sempre ad essere coraggioso.
Ti prometto che il tuo amore sarà più forte della paura.
Non ti prometto che potrai chiudere con il dolore, la sofferenza e l’ingiustizia.
Di prometto che ovunque sarai potrai confidare nella speranza.
Non ti prometto il riconoscimento da parte del mondo.
Ti prometto che le tue parole saranno incisive.
Non ti prometto certezze umane.
Ti prometto la certezza di quello che hai scelto.
E ti prometto che darai da mangiare al mondo.
Unirai cuori.
Aiuterai i sofferenti.
Cresimerai coloro che vogliono essere forti.
Sperimenterai con loro la vera felicità.
Immergerai gli uomini nella verità.
E sarai sacerdote, testimone di Gesù Cristo.
Non ti prometto una vita di avventure.
Ti prometto una vita appassionante.

*** PS – Questo video, realizzato e diffuso in Spagna per la “Campagna del giorno del Seminario” dalla “Comisión Episcopal de Seminarios y Universidades” della “Conferencia Episcopal Española” in Italia ho qualche dubbio che in questa forma, al limite della “ricerca di personale”, potrebbe essere considerato legale, in quanto evidentemente, la medesima ricerca,  rivolta solo a persone di sesso maschile.

Questa volta Tremonti ha ragione …

Oggi, tra le altre cose, Tremonti ha detto, in una nota ANSA: “Il Paese è sotto attacco della speculazione perché abbiamo un debito enorme e non siamo più i soli nel mondo ad averlo così alto; da qui la strada obbligata, quella della riduzione attraverso l’avanzo primario”.
Poi Tremonti rileva come l’andamento degli spread Bot-Bund schizzato sui massimi “dipende da diversi fattori” e cita il caso della Spagna, “senza fare riferimento all’Italia” precisa, dove il calo dello spreaddipende anche dall’annuncio di nuove elezioni che di per sé è una prospettiva di cambiamento e quindi un’apertura al futuro“, mentre ad esempio il balzo di quelli della Francia è “avvenuto per altri motivi”. Poi, su questo argomento, tiene a precisare ulteriormente: “non stavo parlando di politica interna – dice – Ogni riferimento all’Italia è di conseguenza totalmente infondato e strumentale.

Sarà ma resta il fatto che in tanti lo hanno letto anche in Italia come un attacco, non tanto velato, al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Nel senso che le cose andrebbero meglio se quell’impiastro si togliesse dai piedi, visto che all’estero considerano l’Italia inaffidabile proprio perchè retta da un elemento altamente inaffidabile e che per giunta non manifesta nessuna intenzione di andare via.

Risulta rispondente al vero infatti che all’estero conoscono il Presidente del Consiglio, e di conseguenza l’Italia e le sue istituzioni, da articoli con titoli come questi, solo per limitarci agli ultimi giorni ed ai più espliciti:

in Argentina

Otro golpe a Berlusconi por un caso de prostitución de menores

Las costosas fiestas de Il Cavaliere

Una ex miss Montenegro, la nueva “chica Berlusconi”

in Australia

Berlo used state planes to fly prostitutes to parties?

Berlusconi ‘sex’ trials to proceed, judges rule

in Austria

Berlusconis “Bunga Bunga”-Prozess Aussetzung der Verhandlung abgelehnt

Berlusconi im Korruptionsfall Mills vor Gericht

in Brasile

Três são indiciados por recrutar jovens para festas de Berlusconi

Após escândalo, Berlusconi diz não se envergonhar de atitudes

in Canada

Berlusconi boasts of sleeping with eight women in one night

Three Berlusconi aides indicted over prostitution charges

in Francia

Scandale Berlusconi: des soirées chaudes pour 29’000 euros

Rubygate – Berlusconi demande la suspension du procès

in Germania

Berlusconis “Bunga Bunga”-Prozess Aussetzung der Verhandlung abgelehnt

“Habe es nur mit acht geschafft”
Berlusconi sieht sich als Sex-Gott

in India

Berlusconi in court for hearing in corruption case

Actress hailed for rejecting Silvio Berlusconi’s advances

in Messico

Berlusconi no logra esquivar su juicio por prostituir a menores

Berlusconi cobraba favores con prostitutas: fiscalía

in Olanda

Berlusconi in verlegenheid door seksuele opmerking over Merkel

“Sexy nonnen trakteerden Silvio Berlusconi op lapdances”

in Spagna

Envían a juicio a los tres supuestos cómplices de Berlusconi en el ‘caso Ruby’

Berlusconi no se presentarà ante los fiscales por el caso de chantaje

in Inghilterra

Berlusconi transcripts detail alleged sexual boasts

Top cardinal slams moral decay in Italy

negli Stati Uniti

Berlusconi in court for hearing in corruption case

Montenegro model says she is Berlusconi’s live-in girlfriend

In crisi i rapporti tra Marocco e Spagna a causa di Aminetou Haidar

Aminetou Haidar, l’impegnata attivista saharawi (Sahara Occidentale) di 43 anni che ha fatto della casua del suo popolo una ragione di vita, è stata arrestata agli inizia di novembre all’aeroporto di El Aaiun dalla polizia marocchina ed è in sciopero della fame dal 15 novembre.

Secondo Rabat la donna aveva “rifiutato di compiere le normali formalità di polizia e aveva rinnegato la sua nazionalità marocchina”.

In pratica, arrivata in aereo a El Aaiun, “capitale” del Sahara Occidentale, si è dichiarata cittadina sahrawi costretta al possesso temporaneo di passaporto marocchino.

Ed è scatatta l’espulsione ed il ritiro del passaporto.

Il governo marocchino ha passato la patata bolente alla Spagna imbarcandola per l’aereoporto di Lanzarote alle Canarie da cui la donna proveniva.

In seguito alla pressione dell’opinione pubblica spagnola a favore di Haidar, il ministro degli esteri spagnolo Miguel Ángel Moratinos ha chiesto al governo marocchino di restituire il passaporto all’attivista e di consentirle di rimpatriare.

Il re Mohamed VI ha risposto indirettamente a questo appello spiegando che l’opinione pubblica marocchina è contraria al rimpatrio di Haidar e ha rifiutato la richiesta spagnola.

Nel frattempo la militante saharawi ha iniziato lo sciopero della fame giunto al 25° giorno. I giorni e le settimane passano e nelle ultime ore è stata ventilata la possibilità da parte delle autorità marocchine di imporle un nutrimento forzate per via endovenosa, dato il suo stato di salute.

Il suo avvocato, Inés Miranda, ha reso noto che come ogni trattamento che vada contro la sua volontà, viste le piene facoltà che ancora possiede l’attivista, si inscrive nei reati penali previsti dai codici internazionali.

Il giudice di guardia di Arrecife, Lanzarote, Jerónimo Alonso, ha quindi imposto di non trasferirla di forza nel centro ospedaliero, come era stato invece preventivato i giorni precedenti.

Il Marocco mi espelle e la Spagna mi sequestra. Ho cominciato uno sciopero della fame e ritengo che le autorità spagnole siano responsabili di quello che mi succederà”, ha detto Aminatou Haidar.

Haidar resta dunque nella prigione dell’areoporto di Lanzarote alle Canarie, determinata a proseguire con lo sciopero della fame finché non le sarà concesso di tornare in Marocco, anzi nel Sahara Occidentale.

Lo scrittore José Saramago ha scritto una lettera a Aminatou Haidar

Cara Aminatou Haidar,

se fossi a Lanzarote sarei al tuo fianco. E non perché tu sia una militante separatista, come ti ha definito l’ambasciatore del Marocco, ma esattamente per il contrario: credo che il pianeta sia di tutti e tutti abbiamo il diritto al nostro spazio per poter vivere in armonia. Credo che i separatisti sono quelli che separano le persone dalla loro terra, le cacciano, cercano di sradicarle perché, divenendo qualcosa di diverso da quello che sono, gli uni acquisiscano maggior potere e gli altri perdano la loro auto-stima e finiscano per essere inghiottiti dalla sopraffazione. Il Marocco con il Sahara viola tutte le regole della buona condotta. Disprezzare i sahrawi è la dimostrazione che la carta dei diritti umani non ha valore nella società marocchina, che non protesta per quello che si fa con i suoi vicini; ed è, soprattutto, l’evidenza che il Marocco non rispetta se stesso: chi è sicuro del suo passato non ha bisogno di espropriare chi sta al suo fianco per esprimere una grandezza che mai nessuno gli riconoscerà. Perché se il potere del Marocco riuscirà a piegare i sahrawi, quel paese, per altri versi ammirevole, avrà ottenuto la più triste delle vittorie, una vittoria senza onore, per nulla luminosa, acquisita sulla vita e sui sogni di tanta gente che voleva vivere in pace nella sua terra e con i suoi vicini per fare del continente, tutti insieme, un luogo più abitabile.

Cara Aminatou Haidar: hai dato un esempio valoroso riconosciuto in tutto il mondo. Non mettere in pericolo la tua vita perché davanti a te hai ancora da combattere molte battaglie, e tu sei necessaria. Noi, tuoi amici, amici del tuo popolo porteremo il testimone in tutte le sedi necessarie. Al governo di Spagna chiediamo che mostri sensibilità. Con te, con la tua gente. Sappiamo bene che i rapporti internazionali sono molto complicati, ma sono passati molti anni da quando è stasta abolita la schiavitù delle persone e dei popoli. Non si tratta di umanitarismo: le risoluzioni delle Nazioni unite, il diritto internazionale e il senso comune stanno da una parte sola, e questo in Marocco e in Spagna lo sanno.

Lasciamo che Aminatou ritorni a casa con il riconoscimento del suo valore, alla luce del sole, perché sono le persone come lei che danno personalità al nostro tempo, e senza Aminatu tutti saremmo più poveri. Il problema non ce l’ha Aminatou, ce l’ha il Marocco. E può risolverlo, dovrà risolverlo, e non rispetto a una fragile donna ma a tutto un popolo che non si arrende perché non può capire né la irrazionalità né la voracità espansionista, propria di altri tempi e di altri livelli di civilizzazione.

Un abbraccio molto forte, cara Aminatou Haidar.

José Saramago, 22 novembre 2009

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